2000: l'anno del wireless

La chiave di svolta nelle comunicazioni del 2000 è rappresentata dalle tecnologie wireless e dall'accesso personalizzato all'informazione


Roma – Quello che ci accingiamo ad affrontare sarà l’anno del wireless, ovvero della comunicazione senza fili: non più solo telefonini, ma palmari d’ogni tipo e forma, car-computer, home networking, elettrodomestici intelligenti, e chi più ne ha più ne metta.

Una delle paroline magiche di quest’anno sarà WAP (Wireless Application Protocol), una specie di versione alleggerita dell’HTTP studiata appositamente per portare uno spicchio di Web sui piccoli display LCD delle info appliance. E se il protocollo WAP si può definire come la controparte mobile dell’HTTP, il linguaggio WML (Wireless Markup Language) può essere visto come una sorta di HTML adattato alle esigenze dei piccoli dispositivi.

Ultimamente il consorzio per il WAP sta vagliando anche la possibilità di integrare nel protocollo la struttura base di XML proposta da World Wide Web Consortium . La voglia di trovare un punto d’incontro forte fra i due standard farà sì che per la fine dell’anno avremo diverse novità in merito.

Con l’affermarsi dello standard WAP, dalla metà dello scorso anno hanno cominciato a prendere vita i primi portali specificamente strutturati per fornire servizi ai dispositivi mobili. La navigazione attraverso queste informazioni avviene tramite i microbrowser di cui sono dotati i dispositivi WAP, browser ai minimi termini che in alcuni casi sono anche in grado di interpretare l’HTML.

Attualmente i modelli di cellulari WAP in commercio sono ancora pochi, ma le cose sono destinate a cambiare in fretta. Quasi tutti i maggiori produttori di telefoni cellulari sono in procinto di rilasciare modelli che supportano il WAP e nel giro di poco più d’un anno si prevede che in Italia i cellulari WAP-enabled in circolazione supereranno, per numero, quelli tradizionali. Naturalmente per il WAP servono display più ampi, maggiore memoria e sistemi operativi un poco più complessi. La conseguenza di un tale mutamento porterà alla progressiva convergenza fra telefoni cellulari e PDA (Personal Digital Assistant), un’integrazione che vedrà sempre più aziende dei due settori allearsi fra loro.

Per la grandissima diffusione che i telefoni cellulari hanno raggiunto in Italia, il nostro paese sarà un banco di prova d’eccezione per il mercato dei servizi WAP. Non solo, ma è probabile che il gap che ci separa dagli altri paesi per quanto riguarda il numero di utenti di Internet, possa presto venir colmato dall’opportunità di accedere al Net via rete mobile. Certo sarebbe un recupero un po? tirato per i capelli, visto che comunque l’Internet wireless si riduce a qualche riga di testo in bianco e nero, ma come si dice: se son rose…


L’altra parolina magica dell’anno sarà Bluetooth, una tecnologia wireless per la connessione e la sincronizzazione di dispositivi elettronici: PC portatili, palmari, telefoni cellulari, cuffie, casse, ecc.

La tecnologia Bluetooth è stata sposata da circa un migliaio di società, fra cui Intel , IBM , Nokia e Toshiba , ed è destinata a soppiantare, in molti campi, l’infrarosso, oggi utilizzato soprattutto per collegare palmari e notebook ai PC o ad un telefono cellulare.

Basato su onde radio, Bluetooth è assai più potente e flessibile del vecchio infrarosso, pur funzionando con gli stessi software definiti dall’IRDA (Infrared Data Association). Le specifiche della tecnologia dichiarano un throughput di 1 Mbit/s tra periferiche distanti meno di 4 metri, limite oltre il quale la velocità massima scende a 75 Kbit/s.

Bluetooth prevede una gerarchia di comunicazione fra dispositivi: ci sarà pertanto un master ed uno o più slave; fra questi è previsto un numero massimo di 7 connessioni simultanee. Per instaurare la comunicazione e garantirne l’affidabilità Blutooth utilizza una tecnica detta “a salto di frequenza” (frequency hopping): in pratica ogni banda di frequenza è suddivisa in sotto frequenze ed i dispositivi si sincronizzano in modo tale da cambiare frequenza molto spesso (nello standard avvengono 1600 salti di frequenza in un solo secondo). Questo metodo rende le connessioni quasi del tutto immuni da interferenze (i dati non corretti vengono ritrasmessi su di una frequenza pulita) e fa sì che l’intercettazione delle trasmissioni da parte di malintenzionati sia molto più difficile da effettuare. Dal lato della sicurezza bisogna segnalare inoltre la chiave a 128 bit che protegge la fase di autenticazione agli apparecchi remoti.

Bluetooth ha tutte le carte in regola per divenire uno standard: i primi dispositivi ad usufruirne usciranno già a partire da questo mese e, se tutto va bene, per la fine dell’anno troveremo videoregistratori, radiosveglie o autoradio in grado di sincronizzarsi, via Bluetooth, a palmari e notebook.


Le connessioni wireless arriveranno a coprire davvero una larga parte del settore delle telecomunicazioni. Esistono specifiche per le reti domestiche (home network) senza fili ed esiste la possibilità che alcuni gestori di telefonia fissa scelgano l’etere per collegare i nodi urbani alle case degli utenti (local loop) ed evitare così il balzello richiesto da Telecom per usufruire del doppino di rame.

Di certo la cosa più interessante sarà rappresentata dalle reti domestiche. Per rete domestica si intende una piccola LAN a cui sono connessi non solo PC desktop o notebook, ma anche tutta quella schiera di dispositivi che va sotto il nome di info appliance: elettrodomestici “intelligenti”(lavatrice, forno, condizionatore, ecc.), videoregistratore, telefono e chissà che altro.

Sebbene una tale rete possa essere implementata attraverso tecnologie su filo oppure su linea elettrica, la soluzione wireless renderebbe le cose molto meno complicate consentendo, fra l’altro, connessioni ” a caldo” di ogni tipo di dispositivo. Da questo punto di vista molto importante sarà l’integrazione fra la rete di casa e la tecnologia Bluetooth.

Come per le altre tecnologie fin qui viste, anche l’home networking ha il suo consorzio, l’Echonet, nato nel ’97 e capeggiato da Hitachi , Matsushita , Mitsubishi , e Toshiba .

Echonet ha già mostrato un prototipo di rete funzionante a 9.600 bit/s in grado di sfruttare sia connessioni wireless che tramite linee elettriche. Attraverso dei dispositivi interfaccia, detti “communication middleware”, sarà possibile creare ponti con altre reti basate sulle principali tecnologie trasmissive: radio, linea elettrica, doppino di rame, infrarossi.

Le prestazioni per ora non sono esaltanti, ma per collegare fra loro delle info appliance può andar bene. In futuro le specifiche di questa tecnologia, peraltro aperte, conosceranno sicuramente sviluppi oggi inimmaginabili.

Alessandro Del Rosso

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