3 aprile, 30anni di telefonini

Nel 1973 Martin Cooper effettuò da una strada di New York la prima chiamata, attirando una folla di curiosi. Aveva un cellulare da 30 once grande come un mattone. E non sapeva cosa stava facendo


Roma – Il 3 aprile del 1973 venne effettuata la prima chiamata con un telefono cellulare. A telefonare da una via di New York, proprio fuori dall’Hilton dove risiedeva in quei giorni, fu Martin Cooper, vicepresidente di Motorola, destinato a legare per sempre il suo nome allo sviluppo di una tecnologia che 30 anni dopo ha cambiato la vita di mezzo mondo.

Quando Cooper iniziò a parlare al telefono con il rivale Joel Engel dei Bell Labs, attorno a lui si radunò una folla, attirata anche dalle dimensioni dell’inusuale apparecchio, pesante una 30ina di once e grande quanto un mattone. Cooper sapeva che stava facendo qualcosa di completamente nuovo ma non poteva immaginare l’enorme risultato che quella tecnologia avrebbe avuto.

Era un’epoca di monopoli telefonici persino negli Stati Uniti e ci vollero la bellezza di 10 anni perché in quel paese venisse avviato il primo servizio di telefonia mobile commerciale. E ce ne vollero altri cinque prima che Texas Instruments introducesse il suo “speak and spell”, l’origine dei processori capaci di gestire in un unico componente i segnali digitali.

L’idea di quel telefonino, Motorola l’aveva avuta non certo per imporsi come player di un settore industriale che avrebbe poi contato come pochi altri ma, come ha spiegato lo stesso Cooper recentemente, per dimostrare che poteva funzionare un telefono da automobile meno ingombrante di quelli precedenti. E la dimostrazione era pensata per convincere gli scettici della Federal Communication Commission che diedero il via libera all’uso di questa tecnologia.

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  • Anonimo scrive:
    Violazione della legge 675 del 31/12/96
    Ogni giorno decine di aziende scaltre leggono le email in entrata ed in uscita dalla propria struttura, dimenticandosi però di violare le prescrizioni della legge sulla privacy.Anche io non nego che se avessi un'azienda con un certo numero di dipendenti, cercherei di capire cosa mi combinano e qualora percepissi del cazzeggio prenderei dei provvedimenti, ma MAI andargli a dire "ho letto che hai scritto alla concorrenza" oppure "utilizzi l'email per dialogare con gli amici" ecc.E' sempre una Violazione della legge 675 del 31/12/96 e non si scherza.
    • Anonimo scrive:
      Re: Violazione della legge 675 del 31/12/96
      non sono così sicuro, perchè nel caso (come capita spesso) venga fatto firmare un foglio con la policy del tipo:"mail e internet sono uno strumento di lavoro il cui uso improprio etc etc.." "il datore di lavoro si riserva la possibilità..."
    • Anonimo scrive:
      Re: Violazione della legge 675 del 31/12/96

      Ogni giorno decine di aziende scaltre
      leggono le email in entrata ed in uscita
      dalla propria struttura, dimenticandosi però
      di violare le prescrizioni della legge sulla
      privacy.veramente la 675 obbliga le aziende a rispondere dell'uso dei propri mezzi informativi (info e tlc) nello stesso modo in cui risponde delle atrezzature pericoloseper questo i dipendenti devono utilizzare queste apparecchiature come specificato nelle informative o idl in merito (se l'azienda non ne fa è colpevole di omissione) e la ditta ha il dovere (si parla di dovere, non di diritto) di verificare che questi mezzi siano utilizzati secondo le direttive impartite.Non è violazione della privacy del dipendente controllare come usa le apparecchiature aziendali, non rientra nemmeno nel caso di telecontrollo che è vietato dal codice del lavoro perchè è un controllo (obbligatorio per legge) sulle proprie apparecchiature, non un controllo sul dipendente.L'unico appiglio del dipendente è se manca l'informativa (lettera d'incarico, obbligatoria), non tanto per la presunta violazione di privacy, quanto perchè l'azienda entrerebbe comunque in contenzioso sapendo di essere in fallo.E'invece violazione della privacy controllare caselle di posta private (che non rientrano negli strumenti dell'azienda, sono appunto private), ma se che il mezzo (computer, accesso ad internet) è comunque dell'azienda questa è obbligata a sapere se viene usato conformemente o meno a quanto dichiarato nelle lettere d'incarico e conformemente alla 675 (ma qui si deve limitare a sapere che c'è quel traffico, non può vedere cosa c'è dentro)
  • samu scrive:
    han scoperto l'acqua calda..
    mica ci voleva un genio per dire che il 90% dei dirigenti e commerciali passa il tempo a mandarsi business card, mpg trovati in rete, mentre i tecnici si passano informazioni rilevanti(apertura guasti, advisor etc etc ) .Ma come al solito + l'azienda e' grossa piu' i problemi di comunicazione aumentano e i mega dirigenti sono completamente all'oscuro di come funzionino effettivamente gli ingranaggi dell'azienda che dirigono..Da qui queste scoperte dell'acqua calda, da cui si evince chi effettivamente lavora e chi no, chi meriterebbe un posto di comando e chi invece dovrebbe andare a spazzare i pavimenti.Resta da capire se, una volta "scoperte" queste informazioni le persone capaci verranno effettivamente premiate oppure no.
  • Anonimo scrive:
    ciascuno al proprio posto
    una simpatica regola non scritta delle teorie organizzative indica (più o meno) che "ciascuno raggiunge il livello organizzativo corrispondendente alla propria incapacità":-)
    • cico scrive:
      Re: ciascuno al proprio posto

      una simpatica regola non scritta delle
      teorie organizzative indica (più o meno) che

      "ciascuno raggiunge il livello organizzativo
      corrispondendente alla propria incapacità"

      :-)Ma non c'era quella teoria per cui chi e' menocapace tende a salire nella gerarchia piu'velocemente per non essere di intralcio achi lavora ?
    • Anonimo scrive:
      Re: ciascuno al proprio posto
      - Scritto da: Anonimo
      una simpatica regola non scritta delle
      teorie organizzative indica (più o meno) che

      "ciascuno raggiunge il livello organizzativo
      corrispondendente alla propria incapacità"

      :-)In proposito leggere il libro "Il principio di Peter", ma però non mi ricordo più l'editore.
  • Anonimo scrive:
    Bene, così oltre che a controllare...
    ... ciò che fanno i dipendenti, controllano pure se lo fanno bene e con animo allegro....Contenti e cojonati?
    • Anonimo scrive:
      Re: Bene, così oltre che a controllare..

      ... ciò che fanno i dipendenti, controllano
      pure se lo fanno bene e con animo
      allegro....bhe il bel morale fa passare i sentimenti di rivolta e l'amica carina (ma inutile) ti fa capire che il mondo e bello (e tutta psicologia, mica i capi sono cosi scemi)
  • Anonimo scrive:
    che culo.
    serviva proprio che ci dicessero che i capoccia non fanno un cazzo e che ci arrangiamo tra noi, eleggendo senza dirlo le persone che davvero SANNO cosa fare, che hanno competenza, che non sono scaccenti e che non ordinano ma chiedono, che collaborano e non tirano indietro il culo, che non sono stakanoviste perchè anche loro NON vogliono lavorare ma vogliono guadagnare, vogliono fare meno fatica e avere il lavoro ben fatto ... e che di solito non si vogliono sentire dei figli di puttana nei confronti dei propri simili.Gente onesta, gente competente.Magari alla luce del sole deve chinare il capo al coglione di turno ... ma quando i coglioni perdono la testa, noi che sappiamo fare il lavoro, siamo ancora qui.
    • Anonimo scrive:
      speriamo di no
      perchè se il "capo" di turno viene a sapere come lo considerano i suoi e che c'è qualcuno nel suo gruppo che sa lavorare bene, farà di tutto per stroncarlo, per la paura che gli faccia fare una figura del pirla(bella la vita in azienda, eh?)
      • Anonimo scrive:
        Re: speriamo di no
        quello che manca in tutte le aziende e' la valutazione del "capo" fatta dal basso...si tengono in conto SOLO le valutazioni fatte dai capi sui sottoposti, per cui se un gruppo sa che il proprio capo e' "inutile" perche' tanto fanno gia' tutto da soli questa informazione non arrivera' mai al capo del capo, e' intanto "quello" continua a parassitare... :(
        • Anonimo scrive:
          Re: speriamo di no

          capo del capo, e' intanto "quello" continua
          a parassitare... :(con buona pace degli azionisti;)viva la vita
      • Anonimo scrive:
        Re: speriamo di no

        perchè se il "capo" di turno viene a sapere
        come lo considerano i suoi e che c'è
        qualcuno nel suo gruppo che sa lavorare
        bene, farà di tutto per stroncarlo, per la
        paura che gli faccia fare una figura del
        pirla
        (bella la vita in azienda, eh?)il potere sempre cosi si comporta ovunque...quando si dice l'uomo giusto al posto giusto mi viene da ridere ;)
      • Anonimo scrive:
        Re: speriamo di no
        Esatto.Come spesso accade degli studiosi californiani scoprono l'ennesima tipologia di "acqua calda" e il solerte impiegato, o il dirigente di livello medio-basso, italiano è già pronto ad adottare specifiche strategie per lavorare bene senza farlo capire al "capo". O rema contro... Dipende dai casi
    • Anonimo scrive:
      Re: che culo.

      Magari alla luce del sole deve chinare il
      capo al coglione di turnoe la cosa piu odiosa...
      ... ma quando i
      coglioni perdono la testa, noi che sappiamo
      fare il lavoro, siamo ancora qui.anche i capi;)
  • Anonimo scrive:
    Complessità
    Ma non era già un dato di fatto assodato la capacità autoorganizzativa negli enti complessi e il trattamento della complessità come strumento analitico e previsionale per l'organizzazione aziendale e della funzione pubblica ? Layard, Cooter, Gertner, Picker... chi sono costoro, eh !In ogni caso, meglio tardi che mai. Se ne riparla, in Italia, tra una ventina d'anni.........
    • Anonimo scrive:
      Re: Complessità
      - Scritto da: Anonimo
      Ma non era già un dato di fatto assodato la
      capacità autoorganizzativa negli enti
      complessi e il trattamento della complessità
      come strumento analitico e previsionale per
      l'organizzazione aziendale e della funzione
      pubblica ? Layard, Cooter, Gertner,
      Picker... chi sono costoro, eh !
      In ogni caso, meglio tardi che mai. Se ne
      riparla, in Italia, tra una ventina
      d'anni.........mi interesserebbe leggere qualcosa al riguardo, puoi darmi un url?grazie :-)
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