30 aprile 2002: portabilità del numero

Questa la data in cui sarà possibile per gli utenti di telefonia mobile, UMTS compreso, cambiare gestore senza dover rinunciare al proprio numero di telefonino. Ancora non si sa quanto costerà all'utente. Ecco i dettagli


Roma – La “number portability” nella telefonia mobile, di cui per mesi hanno dibattuto operatori telefonici e Autorità TLC, scatterà a partire dal 30 aprile del prossimo anno. Lo ha annunciato ieri la stessa Authority TLC che, attraverso la Commissione infrastrutture e reti, ha messo in piedi una serie di scadenze e procedure per consentire agli utenti di mantenere i propri recapiti telefonici pur cambiando operatore mobile.

Il regolamento non si limita a dettare le procedure relative alle reti mobili attualmente utilizzate ma si spinge anche sull’UMTS. Entro la fine di giugno, gli operatori dovranno aver avviato le procedure che porteranno alla sperimentazione, che solo alla fine di aprile del prossimo anno diverrà “servizio effettivo”.

L’Authority ha lasciato aperta la porta di una proroga per eventuali problemi tecnici che, se “insormontabili”, consentiranno agli operatori di trascinare la data di lancio del servizio oltre il prossimo 30 aprile.

In autunno, comunque, i primi utenti mobili inizieranno a partecipare alla sperimentazione che, come hanno specificato gli uomini dell’Autorità, potrà partire solo se tutti i servizi collegati, dagli SMS alla segreteria telefonica, verranno garantiti. In questo ambito opererà una “unità di controllo” che una volta al mese fornirà all’Autorità un rapporto sullo stato dei “lavori”.

La possibilità di cambiare operatore senza cambiare numero riguarderà tutte le reti mobili e in questa fase, secondo quanto stabilito dall’Authority, TIM dovrà assicurare il “rispetto rigoroso del principio di parità di trattamento tra le attivazioni TACS al proprio servizio GSM e le attivazioni che la società stessa garantirà agli altri gestori”.

Punto dolente della questione, che deve infatti ancora essere risolto, è quello del quanto costerà all’utente l’attivazione del servizio. In Gran Bretagna la number portability costa attorno alle 100mila lire.

Stando al comunicato dell’Autorità, sul piano tecnico si è scelto il direct-routing per le chiamate che si svolgono interamente su reti mobili nazionali: “Tale soluzione permette di instradare le chiamate al nuovo operatore tramite l’utilizzo della cosiddetta rete intelligente”. Onward-routing, invece, è la via prescelta per le chiamate fisso-mobile o per quelle che giungono dal di fuori dei confini nazionali. In quel caso la chiamata passa attraverso l’operatore originario su cui si appoggiava il numero dell’utente.

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  • Anonimo scrive:
    DIR D'AUT e Pubblica utilità (domanda da newbie)
    Mi chiedo se una "idea" fosse indiscutibilmente utile per il progresso dell' umanità sarebbe lecito il disporne da parte di un soggetto?Io penso di no ma........se una nazione decidesse arbitrariamente di utilizzare un "idea" reputandola di pubblica utilità ottenendone cosi' un vantaggio competitivo rispetto ad altre nazioni dove tale utilizzo e' vietato?PS: "idea" intendo tutto quello che e' brevettabile.
  • Anonimo scrive:
    siamo in tanti
    le sue argomentazione mi sembrano deboli.. inoltre emanele somma ha tirato in ballo argomenti pesanti e sentiti da tutta la comunita' internet....non fa una bella figura citando il disclaimer dello stesso somma coma argomento a sostegno del riconoscimento del diritto d'autore...ci siamo rotti.. e' questo il problema.. e un ripensamento anche da parte vostra su quale deve essere la giusta remunerazione e il giusto riconoscimento di un autore/artista/chivipare potrebbe essere la vostra salvezza:mi sono rotto, emanuele somma si e' rotto, ci siamo rotti..... tuttivoglio poter noleggiare un film e duplicarmelo...voglio che i soldi del software che eventualmente ho comprato vadano ripartiti tra tutti e dico tutti quelli che l'hanno prodotto..voglio comprare un cd e organizzare un party sulla spiaggia senza regalare soldi alla siae....il diritto d'autore ci ha rottosaluti
  • Anonimo scrive:
    sono contento
    non compro un cd da anni.anche quando li compravo ne compravo ben pochi.ho un archivio da +5.000 canzoni circa solo in mp3non ho neancheun software licenziato.neanche il s.o.sono contento.e diro' anche che non me ne vergogno. ANZI. ho imparato a fottermene come fanno tutti i signori che ci prendono per il culo, tanto loro possono e noi siamo obbligati a comprare.spero di fottermene sempre di piu'.spaccero' i MIEI mp3 a prezzi che faranno piu' ricco me e piu' felici quanti come me hanno imparato a fottersene e badare ai propri interessi. NON c'e' nessuna morale in questo.ripeto che pero' sono contento.
    • Anonimo scrive:
      aggiunta
      e aggingerei anche che non voglio rotture di coglioni tipo e i musicisti chi li paga tanto si e' capito (per chi non lo sapesse gia' da tempo) che comunque di soldi se non sei un articolo 31 dalla siae nun ce ne sono. quelli arrivano dalle serate dal vivo, te li danno i gestori dei locali a cui fai incassare per la gente che porti, ed e' anche cosi' che la gente comune si pretegge, facendosi ascoltare o spedendosi una copia via raccomandata.... io pagherei volentieri una tantum a bjork per le sue canzoni che mi sono scaricato.e penso anche che a 200 lire a canzone da tutti a quest'ora sarebbe molto piu' ricca di quello che e'.penso di non fare danno a nessuno con il mio comportamento che in definitiva, invero, e' degno dei piu' *temibili* pirati musicali...per me e' l'unico rimedio possibile.pace.ciao
  • Anonimo scrive:
    e così si sono pubblic. pure loro
    ... si sono pubblicizzati pure quelli di Dirittodautore.... con la frase-contentino finale poi... ;-)AUMMA AUMMA
  • Anonimo scrive:
    fate meno gli spiritosi con le autorizzazioni
    in fondo all'articolo del signor Dirittodautore c'è scritto © Giovanni d'Ammassa - Il presente articolo può essere liberamente riprodotto in forma completa e integrale.In fondo alla pagina c'è scritto AVVERTENZA: la riproduzione di illustrazioni e articoli pubblicati da Punto Informatico, nonché la loro traduzione, è riservata e non può avvenire senza espressa autorizzazione dell'editore. L'editore non assume alcuna responsabilità nel caso di eventuali errori contenuti negli articoli o di errori in cui fosse incorso nella loro riproduzione sul sito. Tutte le pubblicazioni su Punto Informatico avvengono senza eventuali protezioni di brevetti d'invenzione; inoltre, i nomi coperti da eventuale marchio registrato vengono utilizzati senza tenerne conto.E ALLORA?
  • Anonimo scrive:
    un funzionario SIAE disse...
    un funzionario SIAE disse chiaramente che non tutelavano che le grosse ditte. Si trattava, se ricordo bene, di un programma radiofonico e di un ex funzionario.Tutelano Vasco e Venditti... ma non tutelano i CSI finché non diventano tanto grossi da passare alla Virgin... per fare degli esempi.Tempo fa un tizio dimostrò con carte alla mano di avere composto una musica che sul pentagramma era identica a "Samba Pa Ti" (C.Santana) ... ma nessuno gli diede ragione.in un programma che parlava delle puntate pilota, dei numeri zero e delle Idee... gli intervistati dissero chiaramente che per copiare qualsiasi cosa che faccia parte del mondo dello spettacolo o della musica... e in generale che sia possibile copiare, non c'è problema, basta cambiare una virgola, una vocale, una nota... e sei a posto.Se si permette questo, come si può parlare di alti principi basilari?Alcuni amici hanno pagato la SIAE e non hanno mai visto arrivare nulla, nemmeno simulando con altri amici che hanno suonato i pezzi degli altri e hanno compilato il borderau che bisogna sempre compilare quando si suona nei locali ... lo hanno fatto per 4 volte. Nessuno ha mai visto nulla.A volte hanno scritto "Nothing Compares 2 U - Pink Floyd" - nessuno si è mai fatto vivo.A volte anche "Vita Spericolata - Vasco Rossi, Amedeo Minghi" - nessuno si è mai fatto vivo.Basta che il propèrietario del locale sganci i soldi e basta.Tutto qui.
  • Anonimo scrive:
    alternativa in musica: non permessa per legge.
    per legge però l'alternativa indicata a pagina 2 di questo articolo, non è permessa!Io comunque non posso NON ESSERE TUTELATO.Devo comunque pagare un tot alla SIAE semplicemente per essere autore.Amici musicisti: rivolgetevi alla GEMA in Germania! Vi risolveranno tutto! DAVVERO!!!! il problema è solo il tedesco... ma per il resto FUNZIONA.Rapportini periodici sugli introiti (fantascienza per la SIAE), che ARRIVANO, non ti rompono le palle, non c'è burocrazia e costa un cazzo.L'unico scoglio (mi dispiace) è che si deve dimostrare di essere in grado di vendere almeno 2000 copie.COMBATTETE, QUESTA STRADA FUNZIONA!
  • Anonimo scrive:
    Centrato
    Secondo me, Emanuele Somma ha ben compreso.Speriamo che abbiano ben compreso anche i lettori: il punto centrale è il concetto di fondo, la base di tutto, la vera tutela del diritto d'autore. E sono d'accordo. Se non tuteli l'autore che cazzo ci stanno a fare le leggi?il punto è però che alla fin fine non si tutela un bel niente.Piuttosto che dare i soldi che si sarebbero dovuti dare ad Al Bano quella volta, da parte di Michael Jackson, hanno dato torto a tutti e due.SICURAMENTE PER GIUSTIZIA, PER CARITA'.Ma di tutti i plagi evidenti qualcuno se ne è curato? NO. Tant'è che Elio E Le Storie Tese possono tranquillamente fare un programma comico che mostra quanti plagi ci siano in giro... e non succede nulla.Chiunque abbia un po' di orecchio se ne accorge.Eppure l'autore non è tutelato affatto.Per quanto riguarda il software, è vero, comunque che l'utente finale non deve essere così massacrato... se io sono una ditta... e ho comperato office... l'ho comperato e basta, non rompermi le palle... lo installo su tutti i miei computer. Se poi un dipendente se lo porta a casa... beh, non è suo. Quella sarà pirateria.Oppure se lo do a mio cugino!Ma se a casa ne ho uno e siamo in 7 con sette computer... non ci rompere le palle e lascia che installiamo e installiamo ancora e riinstalliamo finché ci va.Ho comprato e uso.
  • Anonimo scrive:
    ovviamente il &copy era una provocazione
    Come da oggetto ... li &copy era una provocazione!sicuramente.
  • Anonimo scrive:
    Mà...
    Un altro esempio ci viene in mente ricordando Alberto Korda (Alberto Diaz Gutierrez), un fotografo che scattò una famosissima immagine di Che Guevara: ebbene, Korda non chiese mai nessuna royalty per l'utilizzo di questa fotografia, la cui diffusione è stata planetaria, anzi si oppose a utilizzi che non fossero degni della foto o del personaggio: proprio perché esiste una tutela basata su un diritto specifico," Korda ha potuto impedire che alcune aziende potessero utilizzare la sua foto per scopi di lucro ".ma ci fai o lo sei ???FUSO !
  • Anonimo scrive:
    Il problema non è il diritto d'autore!
    Concordo con §o§e che non si può far combaciare forzatamente l'autore di un opera d'ingegno con il titolare dei diritti di utilizzazione economica derivanti dalla stessa,e che il termine "diritto d'autore" si riferisce ad una categoria giuridica nella quale il perdicato "autore" non si riferisce esclusivamente a chi crea l'opera stessa, assumendo un accezione ben più lata,ma ciò non di meno,forse è il caso di compiere qualche precisazione.Innanzitutto c'è molta confusione in merito alla tematica qui in discorso. Il diritto d'autore ha come soggetto di tutela l'opera, e chiaramente tutelando la creazione di tutelano gli interssi del creatore,ed è "scisso" sostanzialmente in due componenti rilevanti:1.Il diritto morale2.I diritti di utilizzazione economica (ditribuzione, prestito, noleggio e diritti connessi ex Dir. CEE 92/100).Il diritto morale è quello della paternità dell'opera (assoluto e inalienabile), di preservarla da distorisioni, nelle sue riproduzioni e/o utilizzazioni, che possano stravolgere lo scopo che ha portato alla creazione della stessa o ledere l'immagine del suo autore (diritto all'integrità dell'opera). Il titolare è sempre e comunque l'autore.I diritti patrimoniali (Il titolare può non esserne l'autore) sono invece negoziabili a vario titolo. Senza entrare nel merito giuridico, un autore rimane sempre "padre" di ciò che crea anche quando li diritto di riscuotere i proventi che ne derivano fanno capo a terzi. Orbene, risulta quindi chiara ila funzione "tutelativa" del diritto d'autore. Un autore, come correttamente fa notare l'Avv. D'Ammassa, può rimanere titolare dei diritti patrimoniali e curare lui stesso, qualora ne volesse trarre profitto, la ditribuzione del proprio prodotto d'ingegno e assicurarsi che, nel caso di opera riproducibile, le royalties connesse gli vengano correttamente versate.E' chiaro che per prodotti a larga diffusione un effettivo controllo del rispetto del diritto d'autore è in concreto di difficile attuazione.Per questo motivo sono nate le società di gestione collettiva (la SIAE in Italia, SACEM in Francia, GEMA in Germania etc.), alle quali l'autore o qualunque altro avente titolo (per acquisto derivativo, qui in senso lato)da "mandato" per ottenere la tutela effettiva del prorpio diritto.Per quanto invece concerne l'Open Source si deve aggiungere che in ambito informatico le cose si complicano. Infatti le esigenze di tale settore richiedono (e implicano) un veloce e frequente ricambio delle opere stesse, spesso sviluppate sulla base di creazioni già esistenti.In questo campo una tutela pregnante, come quella del diritto d'autore, molto più lunga in termini di tempo di quella brevettuale (nb: il software non è brevettabile, cfr, Conv. di Monaco), paralizzerebbe di fatto lo sviluppo del settore, favorendo i cessionari e/o gli autori beneficiari esclusivi dei diritti di sfruttamento delle opere. Gli unici soggetti in grado di porre innovazioni sarebbero gli stesso soggetti titolari dei diritto dell'opera da innovare. Ecco come si spiega l'utilità delle licenze Open Source, le quali pur tutelando l'autore (rectius: l'opera), o chi per esso (comunque colui che investe per la ricerca e/o la produzione),permettono,(p.es fornendo i cd. codici sorgenti,su licenza appunto), a chi ne ha le competenze, di generare innovazioni e diffondere l'opera, alimentando nuovamente il ciclo del diritto d'autore come fattore di produzione.Il diritto d'autore non intende, come risulta evidente, innalzare barriere a discapito degli aventi diritto, ma tende a contemeprare alle diverse esigenze nascenti dall'utilizzo dell'opera d'ingegno, tutelando l'autore (sempre dal punto di vista morale) e/o gli aventi diritto da abusi su quanto da loro creato, e permettendo, nel caso dell'Open Source di non paralizzare lo sviluppo di un settore con necessità di innovazione endogena come quello informatico.Una piccola parentesi, infine, deve essere aperta in termini squisitamente di diritto.Il diritto d'autore può avere più soggetti imputabili (in senso atecnico), come rilevato nel messaggio di §o§e, ma come sopra evidenziato non si scinde obbligatoriamente tra l'autore tout-court (ovvero titolare di tutti i diritti) ed un presunto possessore di qualche diritto. Giacchè un diritto non si possiede, ma si può esserne titolari, si possiedono solo "..cose.." (cfr. art. 1140 c.c.) .Quelli che sono chiamati erroneamente POSSESSORI, sono gli aventi diritto, che hanno acquistato l aparte alienabile (in senso atecnico) del diritto d'autore o porzioni di esso a vario titolo.Altro problema è poi la complessità delle licenze, ma è chiaro e che maggiore è il numero degli interssi da contemprerare (e dei soggetti da tutelare) e maggiore sarà la complessità della licenza che porrà in atto tale contemperamento.Inoltre non mi sembra che si possa avere dubbi sulla legittmità del trasferimento dei diritti patrimoniali (possessori di diritti secondo quanto affermato da §o§e), in quanto la possibilità di far circolare gli stessi genera anche l'indotto di capitali che permette a chi crea di continuare a "stupirci" con il prorpio lavoro.Lunge da me il voler criticare le affermazioni di §o§e, corrette nell'osservazione e incolpevolmente imprecise nell'esposizione, ma ritengo che una corretta informazione, anche in termini di diritto, vada a tutela degli autori, permettendo l'abbattimento di "moloch" che si fondano si fraintendimenti e che fanno vedere l'unico strumento a tutela di chi crea, il diritto d'autore", un istituto ingombrante e posticcio. Come tutte le cose, per trarne utilità bisogna conoscerne le ragioni ed i meccanismi, ed è per questo che mi sono permesso tali osservazioni.Dott. Gianluca RotinoConsulente per le questioni legali A.S.A.E. (Associazione Sindacale Autori Editori)www.asae.it. Consulente legale IT/IP Studio Legale BERGMANN & ASSOCIATI, Milano
  • Anonimo scrive:
    Comunque quello che nessuno...
    ... ci ha ancora spiegato è come, pur partendo dal diritto d'autore, che è comunque a mio parere sacrosanto, si possa moralmente e idealmente giustificare l'OBBLIGO di pagare oboli vari alla SIAE, sia per chi canta, suona, ..., sia per chi produce a vario titolo software.Credo che sia chiaro che quello che tutti o quasi qui su PI contestino è l'OBBLIGO di pagare per un certo tipo di tutela che non si desidera.
    • Anonimo scrive:
      mantenimento strutture
      Supponi solo per un secondo (costa fatica anche a me, ma dopo un po' di allenamento puoi riuscirci per alcuni secondi) che la SIAE funzioni: che ti tuteli, che spacchi il culo a chi copia e che ti faccia arrivare i tuoi soldi. Facciamo finta.Chi paga quelle strutture? Chi paga i simil-finanzieri? Gli uffici di zona? I controllori? Gli sbollinatori? I direttori vari? Le segretarie? La signora delle pulizie della Siae di SanTanTani Decimo? Eccetera.Perché si paga una tassa sulla proprietà? io la odio, penso "se è mio è mio, l'ho pagato ed è mio".Ma quando qualcuno verrà a dire che è suo, io e tutti gli italiani avremo tenuto in piedi con le TASSE (come per la SIAE) un sistema che ci tutela.Questo come concetto.Poi la pratica... BEH^____^- Scritto da: Ingenuo 2001
      ... ci ha ancora spiegato è come, pur
      partendo dal diritto d'autore, che è
      comunque a mio parere sacrosanto, si possa
      moralmente e idealmente giustificare
      l'OBBLIGO di pagare oboli vari alla SIAE,
      sia per chi canta, suona, ..., sia per chi
      produce a vario titolo software.
      Credo che sia chiaro che quello che tutti o
      quasi qui su PI contestino è l'OBBLIGO di
      pagare per un certo tipo di tutela che non
      si desidera.
  • Anonimo scrive:
    Il problema NON e' il Diritto d'autore in se ma...
    Ma chi ci marcia sopra.Chi ha minimamente letto e compreso le licenze OPenSource (come la GPL) avra' capito che queste TUTELANO, i diritti di chi compone un'opera ma anche di chi potenzialmente puo' usufruirne Ovviamente in modo da garantire lo sfruttamento "comunitario", pubblico della stessa senza che nessuno possa interferire rendendo una sua rielaborazione in forma "chiusa" (Closed Source). Certamente non esistera' MAI una forma di licenza che copra equamente tutti i diritti e i doveri di chi crea e di chi usa ed e' per questo che cio' che importa soprattutto e' la possibilita' di scegliere tra le varie formule quella o quelle che riteniamo piu' giuste. Sara' l'individuo creatore dell'opera a valutare liberamente di volta in volta.Il problema nasce soprattutto quando un soggetto COMPRA un'opera o favorisce la sua creazione finanziando un'AUTORE ma obbligandolo a sottostare a regole vessatorie sfruttando la sua posizione debole, vantando poi su quell'opera dei "diritti d'autore" che in ralta' NON ha perche' non e' il "CREATORE di fatto" dell' opera stessa. Il finanziatore puo' vantare un diritto di "possesso" per legittima acquisizione, quanto legittima poi e' da vedersi.Stabilito questo principio, che non si puo' scambiare un'AUTORE di un'opera con chi (piu' o meno legittimamente) puo' vantarne il possesso si capisce che il diritto d' AUTORE in senso letterale puo' SOLO essere composto da una serie di norme e regole che tutelano il CREATORE EFFETTIVO dell'opera stessa (appunto l' AUTORE). Qualsiasi NORMA che contravviene a questo non riguarda il diritto dell' AUTORE ma di chi ne vanta (o vorrebbe vantarne)il POSSESSO. Ammesso che sia legittimo che il "possessore" dei diritti di un' opera possa essere una persona diversa dal SUO AUTORE.Ecco perche', secondo la mia modestissima opinione, spesso tendiamo a confonderci sul termine "AUTORE" e conseguentemente sul significato di "DIRITTO D'AUTORE"; io sarei per distinguere i soggetti AUTORE e POSSESSORE, perche' di fatto (a prescindere dalla legittimita' o meno) e' cosi', spesso sono 2 soggetti DISTINTI. Se io compro i diritti su un'opera essi non sono PIU' i diritti di un' AUTORE (perche' sarebbe palesemente FALSO dato che io non ho composto quell' opera) ma di un POSSESSORE!Cosa succede nella realta'? Succede che chi vanta i diritti su le "opere d'ingegno" spesso non e' il creatore di quelle opere ma CONTINUA falsamente a definirli "diritti d'autore", trasmettendo cosi' nella gente ignara una FALSA INFORMAZIONE, la quale a sua volta ingenera la falsa sensazione che tutto quanto reclamato da quei soggetti sia senz'ombra di dubbio giusto e sacrosanto a prescindere da quali meccanismi e quali modalita' ci siano dietro il POSSESSO di tali diritti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Il problema NON e' il Diritto d'autore in se ma...

      significato di "DIRITTO D'AUTORE"; io sarei
      per distinguere i soggetti AUTORE e
      POSSESSORE, perche' di fatto (a prescindere
      dalla legittimita' o meno) e' cosi', spesso
      sono 2 soggetti DISTINTI. non vorrei dire stupidaggini, ma in Italia e' regolamentata la differenza fra proprieta' e possesso.L'autore e' proprietario di cio' che crea, la casa discografica (per esmpio) possiede i diritti di sfruttamento, ma non la proprieta' intellettuale dell'opera.ma le reminescenze che ho di diritto sono molto vaghe ;))mi piacerebbe una conferma o una smentita su questo argomento
      • Anonimo scrive:
        Re: Il problema NON e' il Diritto d'autore in se m
        - Scritto da: MaKs
        non vorrei dire stupidaggini, ma in Italia
        e' regolamentata la differenza fra
        proprieta' e possesso.
        L'autore e' proprietario di cio' che crea,
        la casa discografica (per esmpio) possiede i
        diritti di sfruttamento, ma non la
        proprieta' intellettuale dell'opera.

        ma le reminescenze che ho di diritto sono
        molto vaghe ;))
        mi piacerebbe una conferma o una smentita su
        questo argomentoAnche se fosse non chiarirebbe comunque la differenza tra il "diritto dell' AUTORE" e il diritto del POssessore che ne e' anche il Proprietario, se l' AUTORE gli ha ceduto tutti i suoi diritti.Perche' in questo caso: Possessore=Proprietario =/(diverso da) Autore.
  • Anonimo scrive:
    dirt.d'aut. (x musica) prezzi indecenti da ladri.
    ma perchè l'autore deve controllare la musica che ha fatto? se l'utilizzo per remixarla (o anche per farla ad ascoltare ad un amico) che succede? gli si brucia il cervello? Ma fatemi il favore ... il diritto d'autore permette il massimo ed egoistico sfruttamento commerciale (già esasperato in italia) ... liberate la musica, fatela correre libera con prezzi più decenti .. vedrete che le copie pirata diminuiranno.
    • Anonimo scrive:
      MA PERCHE'
      ... perchè non posso usare il TUO motorino? Perchè non posso fare pipì sopra al TUO maglioncino preferito? Perchè non posso portarti via il pc (o mgari solo prenderlo a prestito) senza la TUA autorizzazione?PERCHE' è ROBA TUA!!! E FINCHE' NON DECIDIAMO DI ABOLIRE ANCHE IL DIRITTO DI PROPRIETà E DARCI AL COMUNISMO (prospettiva che a me sinceramente piacerebbe un casiono) PER UN BANALE MOOTIVO DI UGUAGLIANZA LA ROBA DEGLI ALTRI NON SI TOCCA...Ti ga capio?- Scritto da: :°°°°
      ma perchè l'autore deve controllare la
      musica che ha fatto? se l'utilizzo per
      remixarla (o anche per farla ad ascoltare ad
      un amico) che succede? gli si brucia il
      cervello? Ma fatemi il favore ... il diritto
      d'autore permette il massimo ed egoistico
      sfruttamento commerciale (già esasperato in
      italia) ... liberate la musica, fatela
      correre libera con prezzi più decenti ..
      vedrete che le copie pirata diminuiranno.
  • Anonimo scrive:
    bell'articolo, ma carente.
    Scusate, ma a me sembra che in un mondo in cui l'informazione circola liberamente non si sente più il bisogno di mantenerein vita i dinosauri della distribuzione."[...]Significa, in sostanza, che l'autore può decidere cosa fare della propria opera."No, il dinosauro che la possiede lo può fare.Il mondo descritto nell'articolo è magnifico e surreale. Peccato che l'autore dello stesso trascuri di dirci quali mosse stiano facendo i dinosauri per rimanere in vita, trascuri di dirci che lenuove leggi (quelle "leggi più chiare, che stiano al passo coi tempi") tutelano i dinosauri e non gli autori (vedi cosa sta facendo la RIAA armata di DMCA).Volevo quindi ringraziare l'autore per avercimostrato un mondo così rosa da non farci vederechi veramente sta rubando la proprietà intellettuale.L'unico a rimetterci è l'autore...e pensare che ha tutti 'sti diritti...
    • Anonimo scrive:
      Re: bell'articolo, ma carente.

      L'unico a rimetterci è l'autore...
      e pensare che ha tutti 'sti diritti...diritti che non sa di avere e non sa come utilizzare... questa è la vera tragedia...
      • Anonimo scrive:
        Re: bell'articolo, ma carente.
        - Scritto da: Chiarificatore

        L'unico a rimetterci è l'autore...

        e pensare che ha tutti 'sti diritti...

        diritti che non sa di avere e non sa come
        utilizzare... questa è la vera tragedia...Caro chiarificatore, vedi più sotto
  • Anonimo scrive:
    Parole...
    Sono solo parole al vento.Prendiamo il caso Napster e la musica free. Io vorrei sapere perché in Italia e nel mondo gli unici artisti a ribellarsi apertamente a Napster sono i più grandi e famosi. Secondo me il motivo è che questi sono gli unici che veramente guadagnano dalla vendita della propria opera. E questo perché essendo famosi hanno un forte potere contrattuale nei confronti delle case discografiche.I "pesci piccoli" producono la loro opera e sono costretti a cederne i diritti alla grande casa di produzione che alla fine è la vera usufruttuaria del "diritto" di cui parla l'autore dell'articolo. La tutela dell'autore è solo un paravento. Per questo i piccoli autori si sono spesso dichiarati a favore della diffusione libera della musica su Internet. Allo stesso modo, i piccoli sviluppatori di software preferiscono diffondere il proprio prodotto con le formule shareware o freeware. Questo è un dato di fatto innegabile.In questi termini, le leggi sul diritto d'autore ostacolano di fatto la libera produzione di opere dell'intelletto poiché favoriscono questo meccanismo di "espropriazione" nei confronti della grande massa degli autori. Per questo motivo tali regolamenti vanno riconsiderati.
    • Anonimo scrive:
      Re: Parole...
      Beh, forse l'articolo di d'Ammassa o non lo hai letto, o non l'hai proprio capito.
      I "pesci piccoli" producono la loro opera e
      sono costretti a cederne i diritti alla
      grande casa di produzione che alla fine è la
      vera usufruttuaria del "diritto" di cui
      parla l'autore dell'articolo.Costretti da chi? Non certo dalla legge...
      La tutela
      dell'autore è solo un paravento. Per questo
      i piccoli autori si sono spesso dichiarati a
      favore della diffusione libera della musica
      su Internet. Allo stesso modo, i piccoli
      sviluppatori di software preferiscono
      diffondere il proprio prodotto con le
      formule shareware o freeware. Questo è un
      dato di fatto innegabile.Ma se è il diritto d'autore che afferma che l'autore è libero di fare quello che vuole della propria opera, per cui anche di diffonderla gratuitamente!Nessuno o nessuna legge costringe un autore a fare un contratto con chichessia! Parliamo invece di regole di mercato, o di concentrazioni monopolistiche...
      In questi termini, le leggi sul diritto
      d'autore ostacolano di fatto la libera
      produzione di opere dell'intelletto poiché
      favoriscono questo meccanismo di
      "espropriazione" nei confronti della grande
      massa degli autori. Per questo motivo tali
      regolamenti vanno riconsiderati.Non ci siamo proprio... Se non ci fosse il diritto d'autore, allora chiunque potrebbe prendere una qualsiasi opera e riprodurla liberamente senza pagare nulla all'autore. Cioé, in assenza del diritto d'autore, io scrivo una canzone, e una casa discografica me la pubblica senza il mio consenso e senza darmi una lira... Invece, con il diritto d'autore, sono io stesso che decido se:1) diffondere la mia canzone gratuitamente2) concedere a una casa discografica di pubblicarla3) pubblicarla io stessoE così via...
      • Anonimo scrive:
        Re: Parole...

        Non ci siamo proprio... Se non ci fosse il
        diritto d'autore, allora chiunque potrebbe
        prendere una qualsiasi opera e riprodurla
        liberamente senza pagare nulla all'autore....guarda striscia la notizia durante Sanremo...Prima di inveire, pensa alla realtà delle cose, pensa a come gira il mondo, poi rifletti....so bene che non è la legge in sè, ma la legge aiuta, stimola e perpetua certe forme di monopolismo.con simpatia
        • Anonimo scrive:
          STRISCIA, SANREMO E LA VERITA'
          Il gruppo che ha fatto il plagio è un noto gruppo indipendente, quello che ha sputato è il loro produttore, u simpaticone che fa il libertario inneggiando alla musica libera...Com'è brutto il mondo, eh?

          ...guarda striscia la notizia durante
          Sanremo...

          Prima di inveire, pensa alla realtà delle
          cose, pensa a come gira il mondo, poi
          rifletti....

          so bene che non è la legge in sè, ma la
          legge aiuta, stimola e perpetua certe forme
          di monopolismo.

          con simpatia
  • Anonimo scrive:
    Mah !
    Mi sa che l'Avv. d'Ammassa poco ha capito dell'articolo di Somma. In primis il copyright posto alla fine dell'articolo era una evidentissima provocazione o meglio una sacrosanta presa per i fondelli (Avvoca' ma ci fa o c'è ?) e secondo la' si discuteva ovviamente del diritto economico di sfruttamento dell'opera che come ben sa l'avvocato è una delle "parti" che costituiscono il diritto d'autore in generale.
  • Anonimo scrive:
    E se ci facessi i soldi :-) ?
    Che ne dite se prendessi i vostri commenti e li riuscissi a vendere, senza darvi una lira ?Non si deve confondere astrattezza del diritto con l'applicazione pratica: sono due problemi diversi.Un bene immateriale non puo' non essere tutelato. Anche a mezzo Raccomandata (potrebbe valere poco, comunque..., meglio l'autoprestazione).Problema diverso e' quando un ente rappresentativo diventa anche un esattore, cosi' come sta diventando anche per altre associazioni quali l'Aci.Allora, per favore, prendiamocela con chi tutela gli interessi degli associati, se abbiamo lamentele, non con il diritto d'autore.
    • Anonimo scrive:
      Re: E se ci facessi i soldi :-) ?
      - Scritto da: Spataro www.civile.it
      Che ne dite se prendessi i vostri commenti e
      li riuscissi a vendere, senza darvi una lira
      ?Be' in quanto a questo non penso che a qualcuno dispiacerebbe.
      Non si deve confondere astrattezza del
      diritto con l'applicazione pratica: sono due
      problemi diversi.Pero in pratica quando i dinosauri si appogiano al "astrattezza del diritto" vuol dire che qualcosa non va nemmeno li. *****************************************
      Problema diverso e' quando un ente
      rappresentativo diventa anche un esattore,
      cosi' come sta diventando anche per altre
      associazioni quali l'Aci.******************************************Concordo pienamente.
  • Anonimo scrive:
    Ma per favore
    L'illustre avvocato prende fischi per fiaschi,ignora (o finge di ignorare) che il disclaimera fine articolo di Somma e' una ironica presa per i fondelli, non facendoci certo una bella figura...Da ex socio SIAE vi dico che ho pubblicato musica poer videogiochi (ben venduti) in germania, correttamente bollinati dalla GEMA, ho pubblicato dischi in tutta europa e in 5 anni NON HO VISTO UNA SINGOLA LIRA dalla SIAE. Nulla.bah.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma per favore

      Da ex socio SIAE vi dico che ho pubblicato
      musica poer videogiochi (ben venduti) in
      germania, correttamente bollinati dalla
      GEMA, ho pubblicato dischi in tutta europa e
      in 5 anni NON HO VISTO UNA SINGOLA LIRA
      dalla SIAE. Nulla.Esattamente. Come dicevo, la distribuzione avviene in base alla percentuale di "comparizioni" alla SIAE tramite borderò ecc...Certo, fatto così significherebbe che uno dovrebbe iscriversi alle società di tutto il mondo, per prendere soldi. Ma in realtà c'è un'accordo fra le varie società. Peccato che, i soldi dei tuoi proventi, sono distribuiti tra i "soci" (non tu) cioè quelli con TOT anni di iscrizione e TOT guadagno annuale.Se vuoi una dritta.Un mio amico si è iscritto.Prendeva qualcosa come 100.000 all'anno.Gli sembrava poco (diciamo che è molto quotato come musicista), ed è andato a lamentasi. Subito dopo, gli anno dato molto di +, senza fare tante storie.Prova a chiedere dove sono i soldi che ha preso la GEMA e che dovrebbero esserti arrivati...... e vediamo cosa dicono.
  • Anonimo scrive:
    Autori VS sfruttatori
    Quello che non si capisce nell'articolo e' se' tale associazione per la difesa del diritto di autore intenda combattere contro lo sfruttamento degli autori da parte della SIAE e delle varie multinazionali dell' intrattenimento; altrimenti e' solo un bel discorso che serve a far apparire moralmente lecito (non entro nel merito della legalita' formamale perche' e' una argomento trascurabile dal punto di vista morale) mantenere lo stato di sfuttamento a cui sono sottoposti gli autori in tutto il mondo.Vorrei inoltre chiarire che le varie licenze open-source e/o copyleft sono solo un mezzo di difesa da parte degli autori nei confronti degli sfuttatori di turno; percio' la contraddizione che il sig. Giovanni d'Ammassa riesce a trovare nell' utilizzo di una licenza di tipo copyleft e' puramente formale e verrebbe a scomparire nel momento in cui l'esercizio di tale diritto di difesa non fosse piu' necessario.
  • Anonimo scrive:
    DIRITTO D' AUTORE ? ERRORE DI TERMINI, FORSE...
    parlo da musicista, quale sono.Trovo assolutamente errato pagare più di un milione di lire all'anno per essere tutelati da una azienda come la SIAE, secondo le cui procedure, copiando 'quasi' integralmente una bassline o una melodia,ma di fatto copiando una armonia, non è plagio [!!!!] .Lo trovo errato sopratutto quando il modo per tutelarmi da chi possa copiarmi il pezzo è inviare a me stesso una copia del brano su CD, con allegato spartito e testo eventuali, con raccomandata A/R sigillata.E che qualcuno si provi a copiarmi il pezzo ...Ecco che in questo modo ogni avvocato darà ragione a me, e parlo per esperienza personale...Quindi, la SIAE serve solo a che vende migliaia di copie e vive o quasi sulla gente che passa i loro brani o che li risuona... Ecco la verità sulla SIAE vista dall' utenza... E stranamente nn ho trovato musicisti che siano disaccordi con questa idea, anzi... Ed effettivamente, sono le CASE DISCOGRAFICHE che pretendono l'iscrizione in SIAE ... ma quanto va di royalty al povero AUTORE ??? Ben poco, vi assicuro, ben poco .E allora, ben venga la raccomandata con ricevuta di ritorno ... ben venga davvero !!!A presto
    • Anonimo scrive:
      Re: DIRITTO D' AUTORE ? ERRORE DI TERMINI, FORSE...

      E allora, ben venga la raccomandata con
      ricevuta di ritorno ... ben venga davvero
      !!!
      A prestoeh, eh... anch'io stavo per iscrivermi alla SIAE, convinto che sia essa la tutelatrice degli interessi degli artisti. Ma dopo che ho scoprto che chi mi tutela è la legge italiana, tramite il mezzo che mi hai detto tu, ed ancora + semplicemente, basta provare che l'opera sia tua. Per es. io ho una registrazione RAI, che penso che mi potrebbe tutelare tanto quanto la raccomandata.Ripeto, dopo aver scoperto questo, mi è parso evidente come la SIAE sia solamente una società il cui scopo e distribuire una parte(piccola) dei suoi proventi agli iscritti, in maniera direi quasi casuale, e tenere il grosso per se, e i suoi "soci".Per questo non mi sono iscritto. Non mi va di essere parte della distribuzione dei proventi di un furto
    • Anonimo scrive:
      Re: DIRITTO D' AUTORE ? ERRORE DI TERMINI, FORSE...
      Giutissimo!In realtà penso che tutto questo difendere il presunto diritto d'autore serva a molti come pretesto per difendere le proprie chia$$e e per esigere nuove forme di "oblazione"Che c'entri anche il passaggio del database dal nic a infocamere per il bollino?Ma questa è una mia impressione...sicuramente sbaglio
      • Anonimo scrive:
        Per chi avete votato???.
        ... e non chiedetemi che c'entra.C'entra, c'entra eccome... la Siae è commissariata da secoli, non funziona e si mangia tutti i soldi per mantenere un baraccone elefantiaco dove nessuno fa niente (provare per chiedere, provate a telefonare dopo le 16.30, avete una possibilità su un milione che qiualcuno vi risponda..).Ricordatevelo bene la prossima volta che andate a votare, l'unica soluzione è PRIVATIZZARE LA SIAE, che è l'unico mezzo per renderla efficiente e rispondente a criteri di economicità...
  • Anonimo scrive:
    Diritti d'autore sulle opinioni
    E' un'immane boiata mettere alla fine dell'articolo come questo, come esso puo' o non può essere usato.Essendo l'articolo frutto di un pensiero, che può essere condiviso o meno, non vedo il motivo per il quale una persona, trovandosi daccordo e condividendo lo scritto, non possa fare sue quelle affermazioni ripropondendole cambiando giusto qualche virgola in un testo scritto da 0 ma praticamente uguale.Il diritto d'autore è legittimo, ma è una legittimità che viene a mancare quando si esprime un pensiero o un'opinione fatta per essere letta capita, discussa, fatta propria o contestata.E' buffo leggere alla fine degli articoli, dove si esprimono pensieri e OPINIONI, note sui diritti d'autore.
  • Anonimo scrive:
    diritto d'autore o diritto dell'azienda?
    un punto interessante dell'articolo di somma(che in questa risposta viene omesso) e' il fatto che il diritto d'autore non preservi piu' la cosidetta proprieta' di intelletto dell'autore, bensi' l'utilizzo che ne fanno le ditte.Del software X chi si conosce ? la ditta che lo pubblica, il manager a capo di quella ditta.chi ne prende i meriti ( e i diritti di roialty ) ?Non certo l'autore, quanto l'azienda che lo pubblica.interessante e' stato il caso degli off-spring che volevano rilasciare il loro cd, gratuitamente su internet e si sono beccati il no secco di SONY.com'e' finita? dietrofront degli off-spring.E' questo lo schifo
    • Anonimo scrive:
      Re: diritto d'autore o diritto dell'azienda?

      interessante e' stato il caso degli
      off-spring che volevano rilasciare il loro
      cd, gratuitamente su internet e si sono
      beccati il no secco di SONY.
      com'e' finita? dietrofront degli off-spring.Beh.. qui ci sarebbe da dire un milione di cose..... certo che i veri grupppi, quelli con i controcazzi, possono fare quello che vogliono.Ma i gruppi presi, commercializzati, diventati famosi non solo per la loro bravura, ma soprattutto per la profusione di soldi delle etichette che li lanciano, non possono esimersi da fare quello che gli dicono di fare.Esistono dei contratti che dicono chiaramente che si può fare e quello che non si può.Se loro si sono venduti alla major, quando non erano tanto famosi, per fare soldi, è gisto che adesso si adeguino ai voleri del loro padrone.Se non si fossero "venduti", con contratti esclusivi, che un gruppo che sa cosa vale non avrebbe mai firmato, avrebbero potuto fre quello che volevano.Il problema è proprio questo.I contratti che ti propinano le case sono di esclusiva. Nessuno ti obbliga a firmarli, ma sai che dopo sei loro schiavo.Certo, da una parte sei sicuro di guadagnare soldi a palate.... il prezzo della libertà....Se scegli di firmare... almeno non fare la figura di chi vuole fare il buono, dopo che si è intascato abbastanza soldi. Aspetta la fine del contratto, e dopo disdici e metti su Internet tutta la tua musica gratis che vuoi.
    • Anonimo scrive:
      Basta volerlo, specie per CERTI autori
      - Scritto da: samu
      un punto interessante dell'articolo di somma
      (che in questa risposta viene omesso) e' il
      fatto che il diritto d'autore non preservi
      piu' la cosidetta proprieta' di intelletto
      dell'autore, bensi' l'utilizzo che ne fanno
      le ditte.
      Del software X chi si conosce ? la ditta che
      lo pubblica, il manager a capo di quella
      ditta.
      chi ne prende i meriti ( e i diritti di
      roialty ) ?
      Non certo l'autore, quanto l'azienda che lo
      pubblica.
      interessante e' stato il caso degli
      off-spring che volevano rilasciare il loro
      cd, gratuitamente su internet e si sono
      beccati il no secco di SONY.
      com'e' finita? dietrofront degli off-spring.

      E' questo lo schifo Mica sono tutti così... i Radiohead hanno messo i files scaricabili sul oro sito e la loro casa discografica mica glielo ha impedito...In Italia i Litfiba lo hanno fatto per un periodo mettendo i files su Lycos...Insomma magari non tutti si comportanoi allo stesso modo ma questo è il mondo e poi mi sa che se gli offspring avessereo voluto sul serio...
  • Anonimo scrive:
    Voglio essere autore
    Oh bene!la persona giusta che potra' spiegarmi la differenza tra un autore e un perfetto cazzoneun musicista e' un autore!un giornalista e' un autore!uno scrittore e' un autore!un fotografo e' un autore!un attore e' un autore!un pubblicitario e' un autore?un ingegnere e' un autore?ops.. ma gli ultimi 2 cosa sono?per creare creano se non sbaglio, ma in che modo la SIAE tutela un pubblicitario dai plagi?E i poveri ingegneri i cui brevetti scadono dopo una manciata d'anni?su quelli la SIAE un po' di soldini non li va a cercare?e i poeti?poveretti!!! ma chi li tutela i poeti?ed i comici? come si difende il diritto alle proprie spiritosaggini?tutelatemi! io creo e voglio essere protetto come un Panda.
    • Anonimo scrive:
      Re: Larry è un autore e non lo sa!
      Giusto!E siccome non mi voglio far mancare niente consideriamo anche i frutti che scaturiscono dall'opera dell'ingegno umano: in fondo, tutto ciò che è prodotto artificialmente è un'opera che ha un autore. E colui che la realizza (anche il muratore che costruisce un muro) usa l'intelletto x lavorare, non solo le braccia.- gli sportivi sono autori- gli artigiani sono autori- gli operai sono autori- i commercianti sono autori- i disoccupati sono autoriUn po' come dire che tutto fa cultura!E' impossibile riuscire a classificare con esattezza il frutto dell'intelletto umano.RR- Scritto da: Larry
      Oh bene!
      la persona giusta che potra' spiegarmi la
      differenza tra un autore e un perfetto
      cazzone

      un musicista e' un autore!
      un giornalista e' un autore!
      uno scrittore e' un autore!
      un fotografo e' un autore!
      un attore e' un autore!

      un pubblicitario e' un autore?
      un ingegnere e' un autore?

      ops.. ma gli ultimi 2 cosa sono?
      per creare creano se non sbaglio, ma in che
      modo la SIAE tutela un pubblicitario dai
      plagi?
      E i poveri ingegneri i cui brevetti scadono
      dopo una manciata d'anni?
      su quelli la SIAE un po' di soldini non li
      va a cercare?
      e i poeti?
      poveretti!!! ma chi li tutela i poeti?
      ed i comici? come si difende il diritto alle
      proprie spiritosaggini?

      tutelatemi! io creo e voglio essere protetto
      come un Panda.
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