A proposito di Kinect

Uno sguardo al pacchetto (e all'inquietante libretto di istruzioni) della nuova movimentata periferica per Xbox 360, disponibile in Italia dal 10 novembre

Roma – A meno di un mese dal lancio, Microsoft mostra la “confezione regalo” dell’ambiziosa periferica Kinect (ex Natal) che traccia il corpo del giocatore di fronte alla TV, per eliminare del tutto i controller. Il bundle base includerà il gioco Kinect Adventures, incentrato sugli sport estremi, insieme alla periferica (149 euro) ma chi vorrà acquistare anche la console, con telecamera e gioco insieme, potrà scegliere tra due offerte ad hoc: Xbox 360 da 250GB (349 euro) o 360 con memoria flash da 4GB (299 euro).

Come noto, la nuova edizione slim della macchina da gioco Microsoft, inclusa in questa offerta speciale limitata, è pensata per la fusione totale con Kinect che permetterà di controllare con i gesti anche determinate funzioni della dashboard. Per utilizzare il sensore di movimento con le precedenti versioni della console bisogna obbligatoriamente passare da un alimentatore aggiuntivo, mentre sulla console slim è presente una porta dedicata che lo sostiene energeticamente.

Anche se i bundle in pre-ordine appaiono strategicamente perfetti per le prossime festività natalizie, resta ancora qualche dubbio su ciò che si troverà dentro la confezione. Sulla sostanza di questo Kinect. È lo stesso manuale di istruzioni, finito prematuramente online , ad evidenziare una serie di fastidiosi paletti.

Kinect si propone di trasformare il giocatore in un controller umano. Le prime presentazioni ufficiali non parlavano di limiti ma solo di algoritmi portentosi, in grado di scontornare perfettamente l’utente dallo sfondo, a prescindere dall’illuminazione della stanza o dalla carta da parati. Tra le F.A.Q. del manuale dedicate agli intoppi si consiglia invece di illuminare a dovere l’ambiente o addirittura di tentare un cambio di vestiti, nel caso in cui il sensore stenti a riconoscere il giocatore.

Nonostante questo, il colosso di Redmond prevede di vendere almeno un milione di Kinect entro il primo mese dal lancio e ha già avvertito i consumatori del forte rischio sold-out . Alcuni tra i maggiori rivenditori online si avviano ad esaurire le scorte e già non accettano più prenotazioni.

Roberto Pulito

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  • Cavallo Pazzo scrive:
    Anche il calendario maya
    Anche il calendario maya funziona con IPv4, e aveva correttamente previsto che per la data del 2012 non sarebbe più stato possibile elargire numeri disponibili.
    • diego scrive:
      Re: Anche il calendario maya
      - Scritto da: Cavallo Pazzo
      Anche il calendario maya funziona con IPv4, e
      aveva correttamente previsto che per la data del
      2012 non sarebbe più stato possibile elargire
      numeri
      disponibili.ahaaha lol
  • ma.se scrive:
    sottorete ipv4?
    se il router lato wan e' connesso usando l'ipv6, la sua sottorete in lan puo' rimanere ipv4?
  • Sandro kensan scrive:
    Contatore IPv4
    http://www.potaroo.net/tools/ipv4/L'ho trovato su un vecchio articolo di Principato su PI, forse è anche su questo, non ho verificato. Comunque mostra il countdown e adesso siamo al 4%.
  • geppetto scrive:
    la privacy non c'è manco adesso
    chissà perchè tutte le volte che vado su un sito di una compagnia telefonica (le principali italiane che forniscono adsl), in giornata o mi telefonano per farmi offerte (ovviamente farlocche) oppure mi mandano una mail su un indirizzo che io non ho fornito (cioè quello collegato alla linea telefonica).. più privacy di così..... Non abbiamo bisogno del 6 per essere perfettamente trasparenti..
  • ullala scrive:
    I problemi principali
    I problemi principali li avranno:1) gli ISP che non hanno ancora investito... poichè moltisimi hanno un parco enorme di CPE di vario tipo e natura che non supportano necessariamente ipv6 e sopratutto i software di gestione (dai crm a quelli di gestione vera e propria della rete) che usano che sono spesso antiquati.Inoltre la fase di transizione che sarà inevitabilmente molto lunga comporterà inevitabilmente non uno "switch-off" da ipv4 a ipv6 ma piuttosto un supporto ad ambedue gli stack contemporaneamente.Inevitbilmente una quantità enorme di parti infrastrutturali dovranno supportare non ipv4 o ipv6 ma ipv4 e ipv6 ovvero dovranno essere dual-stack.2) alcuni dei fornitori dei servizi cosidetti "cloud" per lo stesso identico motivo degli isp... sul lato server inevitabilmente gli host dovranno essere per lungo tempo dual-stack e (a seconda del routing) dual homed tenendo presente che mentre è relativamente semplice la conversione e il passaggio del routing e dei servizi in direzione da ipv4-
    ipv6 il contrario è molto ma molto più complesso per evidenti motivi.3) i sysadmin ignoranti (il 90% di sysadmin) che non hanno idea di come cambino i paradigmi di "sicurezza" e di filtering passando da ipv4 a ipv6 figuriamoci poi nella amministrazione con convivenza forzata dual stack.C'è gente che ancora chiacchera di "nat e sicurezza perimetrale" come se fossero la stessa cosa e con gli stessi strumenti e logiche....Alcuni concetti non hanno proprio senso in ipv6 a meno di non volersi complicare la vita in modo disastroso e del tutto improduttivo.In generale uno scenario ipv4 only o ipv6 only separati non è neppure ipotizzabile e praticabile.Lato utenza i problemi sono in teoria enormemente inferiori gli OS sono predisposti tutti all'utilizzo di un sistema dual stack il vero problema è che non sempre l'utente sa cosa significhi configurarli in questo modo.... e non sempre le "autoconfigurazioni" (sopratutto all'inizio della fase di transizioni) risolveranno "automagicamente" il problema.... ma tutto sommato alla fine l'utenza dovrà abituarsi (e si abituerà) alla novità.Il quadro è comunque molto ma molto più nero per ISP e ASP vari che non per gli utenti!Staremo a vedere ma mi aspetto sopratutto in italia dei bagni di sangue!Intendiamoci... si sarebbero potuti evitare benissimo con un poco più di lungimiranza... ma.. tanto va la gatta al lardo.....
    • Sandro kensan scrive:
      Re: I problemi principali
      Domanda da perfetto ignorante in materia. Con un router Cisco che supporta l'IPv6 e con un SO moderno dovrò configurare qualche cosa quando il mio provider passerà a IPv6?Dovrò cambiare gli IP dei DNS di google?
      • ullala scrive:
        Re: I problemi principali
        - Scritto da: Sandro kensan
        Domanda da perfetto ignorante in materia. Con un
        router Cisco che supporta l'IPv6 e con un SO
        moderno dovrò configurare qualche cosa quando il
        mio provider passerà a
        IPv6?

        Dovrò cambiare gli IP dei DNS di google?Google c'è già i ipv6Guarda qui...;; QUESTION SECTION:;ipv6.google.com. IN AAAA;; ANSWER SECTION:ipv6.google.com. 10788 IN CNAME ipv6.l.google.com.ipv6.l.google.com. 300 IN AAAA 2a00:1450:8002::93;; AUTHORITY SECTION:google.com. 255921 IN NS ns3.google.com.google.com. 255921 IN NS ns1.google.com.google.com. 255921 IN NS ns2.google.com.google.com. 255921 IN NS ns4.google.com.;; ADDITIONAL SECTION:ns1.google.com. 255297 IN A 216.239.32.10ns2.google.com. 255291 IN A 216.239.34.10ns3.google.com. 255289 IN A 216.239.36.10ns4.google.com. 255309 IN A 216.239.38.10Che tu debba configurare è ovvio così come dovrai se userai dei server che gestisci tu in ipv6 compreso il loro dominio dovrai ovviamente mettere (ma come già faresti ora per ipv4) i records opportuni sul tuo DNS... in sostanza se sei in una situazione da utente per te sarà indolore... per quanto riguarda invece il tuo provider e i suoi "dolori"... dipende da quanto è stato furbo...
        • Sandro kensan scrive:
          Re: I problemi principali
          - Scritto da: ullala
          - Scritto da: Sandro kensan

          Domanda da perfetto ignorante in materia. Con un

          router Cisco che supporta l'IPv6 e con un SO

          moderno dovrò configurare qualche cosa quando il

          mio provider passerà a

          IPv6?



          Dovrò cambiare gli IP dei DNS di google?
          Google c'è già i ipv6
          Guarda qui...

          ;; QUESTION SECTION:
          ;ipv6.google.com. IN AAAAHo letto quel che si dice su PI di questo servizio di google:http://punto-informatico.it/2288202/PI/News/ipv6-google-lascia-indietro-ritardatari.aspxquindi google è pronta ma io non ho capito se posso attualmente accedere a un sito o un server DNS o d'altro tipo tramite l'indirizzo ipv6.Invece mi pare di capire che continuerò ad usare i DNS attuali di google anche dopo il passaggio a IPv6 (sempre che Google non decida di cambiare i loro ip).
          Che tu debba configurare è ovvio così come dovrai
          se userai dei server che gestisci tu in ipv6
          compreso il loro dominio dovrai ovviamente
          mettere (ma come già faresti ora per ipv4) i
          records opportuni sul tuo DNS... in sostanza se
          sei in una situazione da utente per te sarà
          indolore... per quanto riguarda invece il tuo
          provider e i suoi "dolori"... dipende da quanto è
          stato
          furbo...
          • ullala scrive:
            Re: I problemi principali
            - Scritto da: Sandro kensan
            - Scritto da: ullala

            - Scritto da: Sandro kensan


            Domanda da perfetto ignorante in materia. Con
            un


            router Cisco che supporta l'IPv6 e con un SO


            moderno dovrò configurare qualche cosa quando
            il


            mio provider passerà a


            IPv6?





            Dovrò cambiare gli IP dei DNS di google?

            Google c'è già i ipv6

            Guarda qui...



            ;; QUESTION SECTION:

            ;ipv6.google.com. IN AAAA

            Ho letto quel che si dice su PI di questo
            servizio di
            google:

            http://punto-informatico.it/2288202/PI/News/ipv6-g

            quindi google è pronta ma io non ho capito se
            posso attualmente accedere a un sito o un server
            DNS o d'altro tipo tramite l'indirizzo
            ipv6.La risposta (a meno che tu non abbia un sistema operativo giurassico) è si!Puoi lavorare in IPv6!Il come invece dipende da che sistema usi ciascun sistema va configurato secondo le sue caratteristiche.Alcuni sistemi (ad esempio vista e seven) sono già "predisposti" ad usare automaticamente certi servizi (ad esempio teredo).Anche XP può usare ipv6 ma va configurato nel modo giusto...Idem OSX e Linux o FreeBSD...Insomma devi solo configurare (a seconda del tuo sistema e delle tue esigenze) e basta....In generale tutti i sistemi recenti possono usare ipv6.Quanto ai DNS in genere anche quelli rispondono (senza che tu faccia nulla) alle query ipv6.Ad esempio:nslookup
            set query=AAAA
            ipv6.google.comNon-authoritative answer:www.nro.net has AAAA address 2001:610:240:22::c100:694Authoritative answers can be found from:nro.net nameserver = ns-pri.ripe.net.nro.net nameserver = ns2.lacnic.net.nro.net nameserver = sec1.apnic.net.nro.net nameserver = tinnie.arin.net.ns2.lacnic.net internet address = 200.3.13.11ns2.lacnic.net has AAAA address 2001:13c7:7002:3000::11sec1.apnic.net internet address = 202.12.29.59sec1.apnic.net has AAAA address 2001:dc0:2001:a:4608::59ns-pri.ripe.net internet address = 193.0.0.195ns-pri.ripe.net has AAAA address 2001:610:240:0:53::3tinnie.arin.net internet address = 199.212.0.53tinnie.arin.net has AAAA address 2001:500:13::c7d4:35

            Invece mi pare di capire che continuerò ad usare
            i DNS attuali di google anche dopo il passaggio a
            IPv6 (sempre che Google non decida di cambiare i
            loro
            ip).Che google cambi (o non cambi IP) è ininfluente è il loro DNS che propaga gli address per il loro dominio... tu (il tuo sistema) ti limiti a fare la query.... in ogni caso che sia ipv6 o ipv4 identicamente!La cosa è del tutto trasparente!
          • Sandro kensan scrive:
            Re: I problemi principali
            - Scritto da: ullalaGrazie, non ho capito tutto ma imparo un po' alla volta ;)
          • ullala scrive:
            Re: I problemi principali
            - Scritto da: Sandro kensan
            - Scritto da: ullala

            Grazie, non ho capito tutto ma imparo un po' alla
            volta
            ;)Mhhmm certo qualunque cosa per chiunque si impara un po' alla volta... vorrei ben vedere!Per fortuna da utente e come dicevo altrove non dovresti avere moltissimo da imparare... fermo restando che imparare non è mai una brutta cosa.Ma non vorrei essermi spiegato male io... la sostanza riassunta era comunque questa:1) per la configurazione che ti consenta di lavorare in modo trasparente su ipv4 e ipv6 (dual stack) dipende dallo specifico OS che usi... in mancanza di ulteriori informazioni non posso dirti di più.. ma in genere sono operazioni piuttosto semplici e alla portata potenzialmente di tutti... a patto di usare un minimo di buonsenso.In alcuni casi potresti addirittura non dover fare nulla...Ad esempio Android sui cellulari dal 2.1 in poi ha il supporto ipv6 attivato e autoconfigurante.2) per il DNS se non ne usi uno TUO non devi fare NULLA!
          • Sandro kensan scrive:
            Re: I problemi principali
            - Scritto da: ullala
            1) per la configurazione che ti consenta di
            lavorare in modo trasparente su ipv4 e ipv6 (dual
            stack) dipende dallo specifico OS che usi... in
            mancanza di ulteriori informazioni non posso
            dirti di più.. ma in genere sono operazioni
            piuttosto semplici e alla portata potenzialmente
            di tutti... a patto di usare un minimo di
            buonsenso.
            In alcuni casi potresti addirittura non dover
            fare
            nulla...
            Ad esempio Android sui cellulari dal 2.1 in poi
            ha il supporto ipv6 attivato e
            autoconfigurante.Uso mandriva 2010.1 uscito alcuni mesi fa, quindi non dovrei avere nessunissimo problema.

            2) per il DNS se non ne usi uno TUO non devi fare
            NULLA!Non uso alcun DNS mio.Grazie di tutte le info. In effetti conosco molto poco queste cose per cui faccio domande piuttosto da principiante :)
  • W.O.P.R. scrive:
    Ci saranno più problemi di privacy?
    Con l'ipv6 gli isp non avranno più bisogno di assegnare un IP dinamico e volendo potranno assegnarlo anche statico.Questo potrebbe in alcuni casi portare a problemi relativi alla privacy di qualcuno?Se infatti adesso farsi dare un alista da un isp di chi era collegato a che ora, non è la cosa più semplice del mondo, con l'ipv6 "fisso" questo non sarà più necessario.Non sarà un regalo a major e gentaglia del genere?
    • gerry scrive:
      Re: Ci saranno più problemi di privacy?
      - Scritto da: W.O.P.R.
      Questo potrebbe in alcuni casi portare a problemi
      relativi alla privacy di
      qualcuno?Alla privacy di tutti, anche se in teoria l'indirizzo IP non è indicativo in pratica lo diverrà.
      Se infatti adesso farsi dare un alista da un isp
      di chi era collegato a che ora, non è la cosa più
      semplice del mondo, con l'ipv6 "fisso" questo non
      sarà più
      necessario.
      Non sarà un regalo a major e gentaglia del genere?No, sarà un regalo alle compagnie di advertising, le major non hanno bisogno di sapere quale indirizzo IP ma chi c'è dietro le connessioni. Gli serve un nome, non un indirizzo univoco. Al massimo gli risparmi un po di lavoro di raccolta. Le compagnie di advertising invece profileranno più facilmente gli utenti: a loro non serve sapere come ti chiami, serve sapere che il client che ha visitato il sito X ha visitato in passato i siti Y,Z,K... così da proporre pubblicità più mirata.
      • djechelon scrive:
        Re: Ci saranno più problemi di privacy?
        In realtà vi sbagliate entrambi.Il provider può assegnare solo i primi 64 bit, il resto se li assegna l'host da solo. Esiste uno standard IETF, non ricordo che RFC, per la privacy in IPv6, secondo cui un host può cambiare arbitrariamente il proprio suffisso quando vuole. I server, ovviamente, non implementeranno mai questo standard, ma ai client, specie mobili, è altamente raccomandato.
    • markoer scrive:
      Re: Ci saranno più problemi di privacy?
      Con IPv6 gli ISP non dovranno fare un bel nulla, perché IPv6 è autoconfigurante._Puoi_ usare DHCPv6, ma non vedo perché tranciarsi i testicoli di proposito quando puoi evitarlo.Converrebbe studiarlo questo IPv6 prima di parlarne :-)Cordiali saluti
  • came88 scrive:
    E in italia?
    Si sa qualcosa della situazione italiana? Io sto provando l'IPv6 con il tunnel broker di gogo6, ma per avere un IPv6 nativo ci sono stime su quanto si debba aspettare? Cercando su internet non ho trovato news su piani di aggiornamento per i principali operatori italiani, voi ne sapete qualcosa?Grazie
    • bubba scrive:
      Re: E in italia?
      - Scritto da: came88
      Si sa qualcosa della situazione italiana? Io sto
      provando l'IPv6 con il tunnel broker di gogo6, ma
      per avere un IPv6 nativo ci sono stime su quanto
      si debba aspettare? Cercando su internet non ho
      trovato news su piani di aggiornamento per i
      principali operatori italiani, voi ne sapete
      qualcosa?
      Graziema i tunnel broker sono una roba che c'e' da 12 anni almeno... tutti son buoni con un tunnel broker... (soluzione che qualitativamente da' una resa scadente ovviamente.. buona per esperimenti e smanettare).. il problema sono gli ISP italiani che devono decidersi a fornire l'ipv6 nativo (a costo zero ossia inglobato nella normale fornitura in vece/in alternativa del ipv4 )
      • pippuz scrive:
        Re: E in italia?

        il problema sono gli ISP italiani
        che devono decidersi a fornire l'ipv6 nativo (a
        costo zero ossia inglobato nella normale
        fornitura in vece/in alternativa del ipv4)a livello aziendale c'è già qualcuno che lo fa (BT Italia, forse anche altri), a livello consumer nessuno.
        • granuz scrive:
          Re: E in italia?
          E4A, operatore del nord-est a cui sono abbonato ha già tutta la rete sotto ipv6 nativa dalla casa dell'utente fino alle dorsali.E' un operatore svincolato dai provider via cavo dato che serve via wi-fi e dove riesce tramite fibra ottica di sua proprietà.
        • Vihai Varlog scrive:
          Re: E in italia?
          - Scritto da: pippuz

          a livello aziendale c'è già qualcuno che lo fa
          (BT Italia, forse anche altri), a livello
          consumer nessuno.Nessuno dei soliti noti, vorrai dire.Qualcun altro si dà da fare...
          • pippuz scrive:
            Re: E in italia?

            Nessuno dei soliti noti, vorrai dire.

            Qualcun altro si dà da fare...nomi? non li conosco, per questo chiedo. Ovviamente che abbiano copertura nazionale, non locale.
      • ullala scrive:
        Re: E in italia?
        ipv6 (non viceversa)...Certo non è come avere ipv6 direttamente dall'ISP ma è già molto più simile alla situazione reale di quanto non sia col tunnel broker da qualche parte "distante"...Il calcolo è semplice... supponendo che tu abbia un ipv4 tipo 129.42.56.216 la sua "traduzione convenzionale" è 2002:812a:38d8::1A questo punto.. non ti resta che fare :ip tunnel add 6to4 mode sit remote any local 129.42.56.216ip link set dev 6to4 upip addr add 2002:812a:38d8::1/16 dev 6to4ip -6 route add ::/0 via ::192.88.99.1 dev 6to4 metric 1026E il gioco è fatto!Ovviamente avendo cura di sostituire "129.42.56.216" e "2002:812a:38d8::1" con il tuo ipv4 e il calcolo della sua "traduzione"Che è nientemeno che:129 in base 16 =8142 idem =2a56 idem =38216 idem =d8Dopo di che non ti resta che aggiungere "2002" in testa e ::1 in coda...Ti posso assicurare che va benissimo... l'unico problema è che non puoi avere un NAT in mezzo alle scatole... quindi devi configurare il tuo eventuale firewall opportunamente...
        • bubba scrive:
          Re: E in italia?
          ipv6 (non
          viceversa)...
          Certo non è come avere ipv6 direttamente dall'ISP
          ma è già molto più simile alla situazione reale
          di quanto non sia col tunnel broker da qualche
          parte
          "distante"...
          Il calcolo è semplice... supponendo che tu abbia
          un ipv4 tipo 129.42.56.216 la sua "traduzione
          convenzionale" è
          2002:812a:38d8::1
          A questo punto.. non ti resta che fare :
          ip tunnel add 6to4 mode sit remote any local
          129.42.56.216
          ip link set dev 6to4 up
          ip addr add 2002:812a:38d8::1/16 dev 6to4
          ip -6 route add ::/0 via ::192.88.99.1 dev 6to4
          metric
          1026
          E il gioco è fatto!
          Ovviamente avendo cura di sostituire
          "129.42.56.216" e "2002:812a:38d8::1" con il tuo
          ipv4 e il calcolo della sua
          "traduzione"
          Che è nientemeno che:
          129 in base 16 =81
          42 idem =2a
          56 idem =38
          216 idem =d8
          Dopo di che non ti resta che aggiungere "2002" in
          testa e ::1 in
          coda...
          Ti posso assicurare che va benissimo... l'unico
          problema è che non puoi avere un NAT in mezzo
          alle scatole... quindi devi configurare il tuo
          eventuale firewall
          opportunamente...suona interessante, ma mi sfugge qualche pezzo...probabilmente x l'ora tarda (tipo: ma fuori/oltre il mio router l'ipv6 e' cmq trasportato/incapsulato in un ipv4... se no come fa ad essere routato dagli ISP... e se si, come fa il mio destinatario ipv6 ad essere raggiunto?)Inoltre mi chiedevo.. chi e' 192.88.99.1 ? ipv4-a-caso attestato al mio router?
          • ullala scrive:
            Re: E in italia?
            ipv6 (non

            viceversa)...

            Certo non è come avere ipv6 direttamente
            dall'ISP

            ma è già molto più simile alla situazione reale

            di quanto non sia col tunnel broker da qualche

            parte

            "distante"...

            Il calcolo è semplice... supponendo che tu abbia

            un ipv4 tipo 129.42.56.216 la sua "traduzione

            convenzionale" è

            2002:812a:38d8::1

            A questo punto.. non ti resta che fare :

            ip tunnel add 6to4 mode sit remote any local

            129.42.56.216

            ip link set dev 6to4 up

            ip addr add 2002:812a:38d8::1/16 dev 6to4

            ip -6 route add ::/0 via ::192.88.99.1 dev 6to4

            metric

            1026

            E il gioco è fatto!

            Ovviamente avendo cura di sostituire

            "129.42.56.216" e "2002:812a:38d8::1" con il tuo

            ipv4 e il calcolo della sua

            "traduzione"

            Che è nientemeno che:

            129 in base 16 =81

            42 idem =2a

            56 idem =38

            216 idem =d8

            Dopo di che non ti resta che aggiungere "2002"
            in

            testa e ::1 in

            coda...

            Ti posso assicurare che va benissimo... l'unico

            problema è che non puoi avere un NAT in mezzo

            alle scatole... quindi devi configurare il tuo

            eventuale firewall

            opportunamente...
            suona interessante, ma mi sfugge qualche
            pezzo...probabilmente x l'ora tarda (tipo: ma
            fuori/oltre il mio router l'ipv6 e' cmq
            trasportato/incapsulato in un ipv4... se no come
            fa ad essere routato dagli ISP... e se si, come
            fa il mio destinatario ipv6 ad essere
            raggiunto?)
            Inoltre mi chiedevo.. chi e' 192.88.99.1 ?
            ipv4-a-caso attestato al mio
            router?Certo che è incapsulato ipv4 fino al raggiungimento della destinazione!è un "autotunneling" quindi sempre tunneling è anche se il broker sei tu! ;) ergo il broker nopn è "distante" è "molto vicino"....il 192.88.99.1 non è un ip a caso è un ip "convenzionale" (quindi quello ha da essere) e non è "attestato" da nessuna parte ...serve per la route del tunnel esattamente come è "convenzionale" il prefisso "2002" se cerchi su google trovi il perchè... la spiega completa è troppo lunga per farla qui!Quelli "a caso perchè non posso sapere quali sono i tuoi" (nel senso che devono corrispondere al tuo ipv4) sono "129.42.56.216" e di conseguenza la sua traduzione hex preceduta dal prefisso 2002 e seguita da ::1.Avrai (suppongo) notato il /16... che ovviamente significa che tu potresti essere il router di una intera rete ipv6 con quella classe!A te il resto...Non è difficile....
          • ullala scrive:
            Re: E in italia?
            ipv6 (non


            viceversa)...


            Certo non è come avere ipv6 direttamente

            dall'ISP


            ma è già molto più simile alla situazione
            reale


            di quanto non sia col tunnel broker da qualche


            parte


            "distante"...


            Il calcolo è semplice... supponendo che tu
            abbia


            un ipv4 tipo 129.42.56.216 la sua "traduzione


            convenzionale" è


            2002:812a:38d8::1


            A questo punto.. non ti resta che fare :


            ip tunnel add 6to4 mode sit remote any local


            129.42.56.216


            ip link set dev 6to4 up


            ip addr add 2002:812a:38d8::1/16 dev 6to4


            ip -6 route add ::/0 via ::192.88.99.1 dev
            6to4


            metric


            1026


            E il gioco è fatto!


            Ovviamente avendo cura di sostituire


            "129.42.56.216" e "2002:812a:38d8::1" con il
            tuo


            ipv4 e il calcolo della sua


            "traduzione"


            Che è nientemeno che:


            129 in base 16 =81


            42 idem =2a


            56 idem =38


            216 idem =d8


            Dopo di che non ti resta che aggiungere "2002"

            in


            testa e ::1 in


            coda...


            Ti posso assicurare che va benissimo...
            l'unico


            problema è che non puoi avere un NAT in mezzo


            alle scatole... quindi devi configurare il tuo


            eventuale firewall


            opportunamente...

            suona interessante, ma mi sfugge qualche

            pezzo...probabilmente x l'ora tarda (tipo: ma

            fuori/oltre il mio router l'ipv6 e' cmq

            trasportato/incapsulato in un ipv4... se no come

            fa ad essere routato dagli ISP... e se si, come

            fa il mio destinatario ipv6 ad essere

            raggiunto?)

            Inoltre mi chiedevo.. chi e' 192.88.99.1 ?

            ipv4-a-caso attestato al mio

            router?

            Certo che è incapsulato ipv4 fino al
            raggiungimento della
            destinazione!

            è un "autotunneling" quindi sempre tunneling è
            anche se il broker sei
            tu!
            ;) ergo il broker nopn è "distante" è "molto
            vicino"....

            il 192.88.99.1 non è un ip a caso è un ip
            "convenzionale" (quindi quello ha da essere) e
            non è "attestato" da nessuna parte ...serve per
            la route del tunnel esattamente come è
            "convenzionale" il prefisso "2002" se cerchi su
            google trovi il perchè... la spiega completa è
            troppo lunga per farla
            qui!

            Quelli "a caso perchè non posso sapere quali sono
            i tuoi" (nel senso che devono corrispondere al
            tuo ipv4) sono "129.42.56.216" e di conseguenza
            la sua traduzione hex preceduta dal prefisso 2002
            e seguita da
            ::1.
            Avrai (suppongo) notato il /16... che ovviamente
            significa che tu potresti essere il router di una
            intera rete ipv6 con quella
            classe!

            A te il resto...
            Non è difficile....Dimenticavo se vuoi puoi fare uno scriptino (ovviamente perchè funzioni devi fare sudo o essere root) da mettere in /usr/sbin (o dove ti pare)...Dovrebbe "suonare" più o meno cosi:#!/bin/shset -eip4=$1echo "$ip4" | grep -q '^[0-9]*.[0-9]*.[0-9]*.[0-9]*$' || { echo 'Syntax: $0 a.b.c.d'; exit 1; }prefix=$(printf '%02x%02x:%02x%02xn' $(echo $ip4 | sed 's/./ /g'))ip tunnel add 6to4 mode sit remote any local $ip4ip link set dev 6to4 upip addr add 2002:$prefix::1/16 dev 6to4ip -6 route add ::/0 via ::192.88.99.1 dev 6to4 metric 1026Dove $1 (il primo parametro) è l'ipv4 della tua macchina che dai come argomento del comando/script e utilizzato per costruire il tunnel...N.B. ovviamente il device virtuale del tunnel non si chiama necessariamente "6to4" è un nome che mi sembrava "auotoesplicante" ma se vuoi puoi chiamarlo "pippo"... ;)Last non scordarti di rendere eseguibile lo script... Buona fortuna...
  • Ricky scrive:
    ehm... non e' proprio cosi'...
    Veramente le conclusioni dell'articolo non sono esattamente quello che dice NRO (che anzi avvisa di quanto ci sia ancora da fare e di quanto siamo indietro):NRO non dice affatto che "non sembra ci debba essere la tanto temuta "corsa dell'ultimo momento" alla sostituzione di IPv4."Dice una cosa ben diversa:"These statistics indicate an absence of any last minute rush on IPv4 addresses, and a strong momentum behind the adoption of IPv6."Ossia che le statistiche indicano un assenza del previsto accaparramento finale degli ultimi indirizzi ipv4 disponibile, e un forte slancio all'adozione di ipv6 (cosa che probabilmente a livello di backbone e in alcune nazioni e' vera', ma se consideriamo l'italia, c'e' ancora un macello di lavoro da fare, e se non ne pagheremo le conseguenze e' solo grazie al bassissimo livello di adozione di Internet in Italia rispetto ad altri paesi).Al contrario Pawlik sottolinea come:It is critical that all Internet stakeholders take definitive action now to ensure the timely adoption of IPv6. Ossia, e' di importanza critica che tutte le parti prendano azioni decise per assicurare la tempestva adozione di ipv6
  • LuciferSam_86 scrive:
    Perdonate l'ignoranza....
    Ma sbaglio oppure anche i propri dispositivi di rete (Router, Switch, Modem,...) devono supportare IPv6? Quindi servirebbe ricomprare tutto nuovo, oppure basterebbe un'aggiornamente del firmware?PS: Lo so che anche il sistema operativo deve supportare IPv6 ma le ultime versioni di Windows e di Linux lo supportano già nativamente :)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 ottobre 2010 19.24-----------------------------------------------------------
    • iride scrive:
      Re: Perdonate l'ignoranza....
      diversi router casalinghi, tra cui gli onnipresenti Netgear sono dei micro-linux (tipo busybox), percui credo che un semplice aggiornamento del firmware potrebbe aggiungere il supporto a IPv6. Win7 lo ha nativo, e abilitato di default, come molti altri SO. La scocciatura potrebbe al limite essere per gli amministratori di rete non troppo skillati, e più che altro per la scarsa "mnemonicità" di un indirizzo ipv6 rispetto alle 4 cifre di un ipv4. Ma a parte questo c'è solo da guadagnarci.
      • Nome e cognome scrive:
        Re: Perdonate l'ignoranza....
        Non so quanto siano riconfigurabili questi apparecchi: credo che l'elaborazione dei frame IP venga effettuata in hardware da coproXXXXXri, non dalla CPU principale.
        • markoer scrive:
          Re: Perdonate l'ignoranza....
          Non credo proprio, questo lo fanno a malapena sistemi high-end con schede di rete dedicate, il routerino casalingo è uno stupido Linux e rizzatiCordiali saluti
          • markoer scrive:
            Re: Perdonate l'ignoranza....
            La differenza tra un sistema low end ed uno high end è soprattutto nel software, in un sistema low end se il router crasha non gliene frega nulla a nessuno, così come se non supporta parametri di configurazione avanzati.Un router DSL con Linux come OS può certamente far girare IPv6 (e forse lo fa già solo che dalla GUI non lo vedi :-)) il vero problema è l'interfaccia di configurazione utonto.Così come un sistema high end supporta delle API, un logging avanzato, e così via.Ti posso assicurare che quasi più nessuno usa schede di rete con una logica montata nel firmware, per vari motivi. Se in alcuni device questo avviene ancora (Intrusion Detection, firewall di seconda generazione...) è perché serve una latenza nell'ordine dei microsecondi, ma appunto questi apparati sono i più resistenti all'introduzione di IPv6. Invece il router casalingo di certo non monta niente del genere, anche perché altrimenti costerebbe troppo - e non gli serve, visto che una CPU Atom oggi non ha problemi a gestire una connessione DSL.Quindi il router di casa è relativamente facile da aggiornare perché NON ha le beghe firmware di un router Cisco, per esempio, ma il vero problema è l'interfaccia utente ed i vari demoni (proxy, DHCP eccetera) e come si interfacciano con l'ISP.Cordiali saluti
          • ullala scrive:
            Re: Perdonate l'ignoranza....
            - Scritto da: markoer
            La differenza tra un sistema low end ed uno high
            end è soprattutto nel software, in un sistema low
            end se il router crasha non gliene frega nulla a
            nessuno, così come se non supporta parametri di
            configurazione
            avanzati.

            Un router DSL con Linux come OS può certamente
            far girare IPv6 (e forse lo fa già solo che dalla
            GUI non lo vedi :-)) il vero problema è
            l'interfaccia di configurazione
            utonto.

            Così come un sistema high end supporta delle API,
            un logging avanzato, e così
            via.

            Ti posso assicurare Io invece ti posso assicurare il contrario...la parola "logica" è comunque sbagliata il firmware in questione è microcodice che viene comunque eseguito sui proXXXXXri ausiliari e questo è normale sia su cisco che su altri router di classe equivalente.Che tu chiami "logica" questa parte di firmware (che è ovviamente invisibile a livello OS) la dice già lunga su quanto tu stia equivocando sulla questione.Ma questa è un altra storia... e è anche OT ti ricorderei che la questione riguardava i prodotti low end.
            gli serve, visto che una CPU Atom oggi non ha
            problemi a gestire una connessione
            DSL.Cpu atom?Praticamente UNUSED a livello "router casalingo"!E altrettanto a livello soho!Abbastanza usata a invece livello "appliance" ma con scopi appunto solo marginalmente da router (più che altro NAS, firewall-proxy o "reverse proxy" small server embedded ecc..)

            Quindi il router di casa è relativamente facile
            da aggiornare perché NON ha le beghe firmware di
            un router Cisco, per esempio, ma il vero problema
            è l'interfaccia utente ed i vari demoni (proxy,
            DHCP eccetera) e come si interfacciano con
            l'ISP.Un router cisco (se non è un residuato bellico) non certo problemi l'unico problema che c'è e nel VOLERLO aggiornare e nel saperlo fare.Un altro problema (classico) è quello di pretendere di fargli fare tutto compreso il "mezzo server" che non è proprio il suo mestiere...Ma si sa il mondo è pieno di zoticoni che pensano che sia un "risparmio" e in termini gestionali e in termini di infrastruttura fargli fare mestieri diversi dal router!In ogni caso la questione era qui alquanto differente ovvero se i router low end avessero o meno hw di rete accelerati e specializzati e la risposta è: molto spesso si anzi sempre più spesso!E a in genere a livello SoC (integrati come coproXXXXXr) il che esclude (naturalmente) chip come Atom che non sono in se SoC e non supportano tali tipi di features!


            Cordiali salutiRisaluti
          • pippuz scrive:
            Re: Perdonate l'ignoranza....

            Un router cisco (se non è un residuato bellico)
            non certo problemi l'unico problema che c'è e nel
            VOLERLO aggiornare e nel saperlo fare.Certi router Cisco non hanno ancora un aggiornamento di ios con il dual stack completo. In altri l'aggiornamento è uscito un mese e mezzo fa. Quindi il problema è anche quello: l'assenza di un ios (per certi prodotti) completamente dual stack.
          • ullala scrive:
            Re: Perdonate l'ignoranza....
            - Scritto da: pippuz

            Un router cisco (se non è un residuato bellico)

            non certo problemi l'unico problema che c'è e
            nel

            VOLERLO aggiornare e nel saperlo fare.

            Certi router Cisco non hanno ancora un
            aggiornamento di ios con il dual stack completo.
            In altri l'aggiornamento è uscito un mese e mezzo
            fa. Quindi il problema è anche quello: l'assenza
            di un ios (per certi prodotti) completamente dual
            stack.Certo sono quelli giurassici già obsoleti quando sono stati acquistati... ma chi li ha comprati?Questa è una cosa che si sapeva e era prevista da anni!E perchè certi provider e carrier hanno provveduto a prepararsi e altri sono ancora in mezzo al deserto ad aspetare i tartari?
        • gerry scrive:
          Re: Perdonate l'ignoranza....
          - Scritto da: Nome e cognome
          Non so quanto siano riconfigurabili questi
          apparecchi: credo che l'elaborazione dei frame IP
          venga effettuata in hardware da coproXXXXXri, non
          dalla CPU
          principale.Non credo, di solito sono macchinette con proXXXXXri ARM, un po' di RAM e linux.
        • ullala scrive:
          Re: Perdonate l'ignoranza....
          - Scritto da: Nome e cognome
          Non so quanto siano riconfigurabili questi
          apparecchi: credo che l'elaborazione dei frame IP
          venga effettuata in hardware da coproXXXXXri, non
          dalla CPU
          principale.In generale i devices HW specializzati e accelerati presenti nei router (che siano high-end o low-end lavorano a livello 2 non a livello 3.
      • Anonymous scrive:
        Re: Perdonate l'ignoranza....
        - Scritto da: iride
        diversi router casalinghi, tra cui gli
        onnipresenti Netgear sono dei micro-linux (tipo
        busybox), percui credo che un semplice
        aggiornamento del firmware potrebbe aggiungere il
        supporto a IPv6. Win7 lo ha nativo, e abilitato
        di default, come molti altri SO. La scocciatura
        potrebbe al limite essere per gli amministratori
        di rete non troppo skillati, e più che altro per
        la scarsa "mnemonicità" di un indirizzo ipv6
        rispetto alle 4 cifre di un ipv4. Ma a parte
        questo c'è solo da
        guadagnarci.Sai quante favole andranno a vendere alle aziende di gonzi dal portafoglio facile di turno, quelli dell'outsourcing? Sarebbero in grado di farsi pagare 1000 per una riconfigurazione IPv4-IPv6.
        • pippuz scrive:
          Re: Perdonate l'ignoranza....

          Sai quante favole andranno a vendere alle aziende
          di gonzi dal portafoglio facile di turno, quelli
          dell'outsourcing? Sarebbero in grado di farsi
          pagare 1000 per una riconfigurazione
          IPv4-IPv6.Aziende di un certo livello dovranno spendere decine, se non centinaia di migliaia di euro per migrare tutta la propria infrastruttura a IPv6, non 1000.
        • Jim Balsillie scrive:
          Re: Perdonate l'ignoranza....
          - Scritto da: Anonymous
          - Scritto da: iride

          diversi router casalinghi, tra cui gli

          onnipresenti Netgear sono dei micro-linux (tipo

          busybox), percui credo che un semplice

          aggiornamento del firmware potrebbe aggiungere
          il

          supporto a IPv6. Win7 lo ha nativo, e abilitato

          di default, come molti altri SO. La scocciatura

          potrebbe al limite essere per gli amministratori

          di rete non troppo skillati, e più che altro per

          la scarsa "mnemonicità" di un indirizzo ipv6

          rispetto alle 4 cifre di un ipv4. Ma a parte

          questo c'è solo da

          guadagnarci.

          Sai quante favole andranno a vendere alle aziende
          di gonzi dal portafoglio facile di turno, quelli
          dell'outsourcing? Sarebbero in grado di farsi
          pagare 1000 per una riconfigurazione
          IPv4-IPv6.si per andare li a vedere cosa si deve fare.. poi altri 5/6000 a lavoro finito per una piccola azienda
      • pippuz scrive:
        Re: Perdonate l'ignoranza....
        - La scocciatura potrebbe al limite essere per gli amministratori
        di rete non troppo skillati, e più che altro per
        la scarsa "mnemonicità" di un indirizzo ipv6
        rispetto alle 4 cifre di un ipv4. Guarda che in una rete che non sia 4 computer in rete con un gruppo di lavoro la transizione a IPv6 sarà tutt'altro che indolore. Se avessi una minima conoscenza di come funzionano apparati di rete di un certo livello e di tutte le novità che IPv6 introduce, non sparleresti così. Considera poi che IPv6 non va a toccare soltanto la rete, ma pure gli applicativi... In aziende con determinate problematiche, la transizione ad IPv6 sarà un proXXXXX che durerà *almeno* due - tre anni.
      • vintage scrive:
        Re: Perdonate l'ignoranza....
        - Scritto da: iride
        diversi router casalinghi, tra cui gli
        onnipresenti Netgear sono dei micro-linux (tipo
        busybox), percui credo che un semplice
        aggiornamento del firmware potrebbe aggiungere il
        supporto a IPv6. Win7 lo ha nativo, e abilitato
        di default, come molti altri SO. La scocciatura
        potrebbe al limite essere per gli amministratori
        di rete non troppo skillati, e più che altro per
        la scarsa "mnemonicità" di un indirizzo ipv6
        rispetto alle 4 cifre di un ipv4. Ma a parte
        questo c'è solo da
        guadagnarci.In una rete aziendale (o casalinga) sarebbe assurdo cambiare l' indirizzamento a meno di esigenze particolari.Basta andare sul NAT e fare gli opportuni adattamenti.
    • delfi5 scrive:
      Re: Perdonate l'ignoranza....
      No, in realtà basta solo che il modem o la parte modem di un router sia abilitata nella gestione di indirizzi IPv6. Il NAT dovrebbe risolvere il problema facendo anche funzionare, volendo, la rete locale con normali indirizzi IPv4. Probabilmente un aggiornamento firmware può bastare.
      • Stefano Lavori scrive:
        Re: Perdonate l'ignoranza....
        - Scritto da: delfi5
        No, in realtà basta solo che il modem o la parte
        modem di un router sia abilitata nella gestione
        di indirizzi IPv6. Il NAT dovrebbe risolvere il
        problema facendo anche funzionare, volendo, la
        rete locale con normali indirizzi IPv4.
        Probabilmente un aggiornamento firmware può
        bastare.Sono daccordo.
        • gerry scrive:
          Re: Perdonate l'ignoranza....
          - Scritto da: Stefano Lavori
          - Scritto da: delfi5

          No, in realtà basta solo che il modem o la parte

          modem di un router sia abilitata nella gestione

          di indirizzi IPv6. Il NAT dovrebbe risolvere il

          problema facendo anche funzionare, volendo, la

          rete locale con normali indirizzi IPv4.

          Probabilmente un aggiornamento firmware può

          bastare.

          Sono daccordo.Domanda cretina: ma un PC su questa rete IPv4 nattata come risolve un indirizzo via DNS?Cioè, se io ho il mio PC 192.168.1.15, col router in 192.168.1.1 che fa NAT IPv6 e faccio nslookup di un server che ha solo un indirizzo IPv6 non mi arriva un indirizzo a 128 bit che il mio PC deve saper trattare?
          • Giulia scrive:
            Re: Perdonate l'ignoranza....
            Probabilment il nat dovra essere un po' piu' sveglietto e sorvegliare anche le richieste dns per mappare oltre che la porta anche l'ipv6 del server in un ipv4 da sottoporre al client ipv4.
          • gerry scrive:
            Re: Perdonate l'ignoranza....
            - Scritto da: Giulia
            Probabilment il nat dovra essere un po' piu'
            sveglietto e sorvegliare anche le richieste dns
            per mappare oltre che la porta anche l'ipv6 del
            server in un ipv4 da sottoporre al client
            ipv4.si, e anche allocare un coppia IPv6 IPv4 per le susseguenti richieste di connessione... Non è che deve essere un po' troppo sveglio a questo punto?
          • markoer scrive:
            Re: Perdonate l'ignoranza....
            E dagli, non esiste NAT in IPv6Cordiali saluti
    • markoer scrive:
      Re: Perdonate l'ignoranza....
      Esatto. E il NAT non esiste praticamente in IPv6, chi lo nomina semplicemente non sa come funziona :-)Probabilmente i più moderni potranno essere aggiornati, come citato. Ma non è solo lo stack IP, sono anche i servizi di rete in generale (proxy DNS, autoconfigurazione degli IP...) che devono essere aggiornati. Un router casalingo per xDSL IPv6 deve fare le cose in modo molto diverso da uno IPv4, a meno di non scimmiottare l'IPv4 con protocolli di transizione tipo DHCPv6 che praticamente dimezzano i vantaggi di IPv6Cordiali saluti
    • r1348 scrive:
      Re: Perdonate l'ignoranza....
      Ai router dovrebbe bastare un aggiornamento firmware, ammesso che il produttore lo fornisca...
  • Mux scrive:
    E gli ISP cosa aspettano?
    Come da oggetto: E gli ISP cosa aspettano a fare questo passaggio?Mi risulta che quasi tutti gli isp Italiano utilizzano ancora gli ipv4
    • Shiba scrive:
      Re: E gli ISP cosa aspettano?
      - Scritto da: Mux
      Come da oggetto: E gli ISP cosa aspettano a fare
      questo
      passaggio?
      Mi risulta che quasi tutti gli isp Italiano
      utilizzano ancora gli
      ipv4Aspettano quello che aspettano i XXXXXXXX nel mio condominio per mettere a posto l'antenna per il digitale, "Ma finché funziona..."
      • Guybrush scrive:
        Re: E gli ISP cosa aspettano?
        - Scritto da: Shiba
        - Scritto da: Mux

        Come da oggetto: E gli ISP cosa aspettano a fare

        questo

        passaggio?

        Mi risulta che quasi tutti gli isp Italiano

        utilizzano ancora gli

        ipv4

        Aspettano quello che aspettano i XXXXXXXX nel mio
        condominio per mettere a posto l'antenna per il
        digitale, "Ma finché
        funziona..."E anche perché, visto il modo in cui vengono indirizzati i pacchetti IPV6, Internet IP V4 e' solo una delle tante reti disponibili.Il provider puo' dotarsi quasi all'ultimo momento delle attrezzature necessarie, mentre per gli utenti nulla o poco cambia.GT
        • markoer scrive:
          Re: E gli ISP cosa aspettano?
          Infatti il problema non è certo per gli utenti, ma per i servizi che debbono essere iniziati a servire via IPv6.Il problema non è (soltanto) l'indirizzamento, sono tutti i servizi tipo web, DNS etc. che vanno convertiti ad IPv6.Cordiali saluti
          • ullala scrive:
            Re: E gli ISP cosa aspettano?
            - Scritto da: markoer
            Infatti il problema non è certo per gli utenti,
            ma per i servizi che debbono essere iniziati a
            servire via
            IPv6.

            Il problema non è (soltanto) l'indirizzamento,
            sono tutti i servizi tipo web, DNS etc. che vanno
            convertiti ad
            IPv6.


            Cordiali salutiQuei due servizi in particolare non necessitano di alcuna conversione nel 99% dei sistemi in uso!Se mi parlassi di SIP potrei (in parte limitata) essere d'accordo.. ma i veri problemi sono altri!E coinvolgono l'uso di sistemi inevitabilmente dual stack sopratutto lato infrastrutture (altro che lato servizi!) dato che non è neppure lontanamente ipotizzabile un esercizio ipv4 only e uno ipv6 only!La fase di coesistenza degli stack sarà forzatamente lunga anzi molto lunga!
          • markoer scrive:
            Re: E gli ISP cosa aspettano?
            - Scritto da: ullala[...]
            Quei due servizi in particolare non necessitano
            di alcuna conversione nel 99% dei sistemi in
            uso!Altro chè se necessitano. Per un servizio web devi installare un web server IPv6, così come devi cambiare tutti i record in un DNS IPv6. Tanto per fare un esempio. Questo tipo di cose necessitano di strategie di migrazione e non sono certo fattibili con un click del mouse.
            Se mi parlassi di SIP potrei (in parte limitata)
            essere d'accordo.. ma i veri problemi sono
            altri!Tipo?
            E coinvolgono l'uso di sistemi inevitabilmente
            dual stack sopratutto lato infrastrutture (altro
            che lato servizi!) dato che non è neppure
            lontanamente ipotizzabile un esercizio ipv4 only
            e uno ipv6 only!Non è pensabile usare IPv6 da solo perché non ci sono abbastanza servizi che funzionano su IPv6. Sarebbe una rete tecnicamente bella ma senza contenuti. Non c'è alcun problema invece nel fornire ad un client una rete soltanto IPv6, così come non è problematico fornirgli una soltanto IPv4. Né ci vedo alcun problema a fare funzionare intere infrastrutture IPv6 only. Avviene già...
            La fase di coesistenza degli stack sarà
            forzatamente lunga anzi molto lunga!Certo, ma perché i servizi devono convertirsi. Non è certo un problema dei router intermedi o dei firewall, per capirci, né dei client.Cordiali saluti
          • ullala scrive:
            Re: E gli ISP cosa aspettano?
            - Scritto da: markoer
            - Scritto da: ullala
            [...]

            Quei due servizi in particolare non necessitano

            di alcuna conversione nel 99% dei sistemi in

            uso!

            Altro chè se necessitano. Per un servizio web
            devi installare un web server IPv6, così come
            devi cambiare tutti i record in un DNS IPv6.
            Tanto per fare un esempio. Questo tipo di cose
            necessitano di strategie di migrazione e non sono
            certo fattibili con un click del
            mouse.I server http supportano già ipv6 non hai da installare nulla e così i dns!Cambiare (cioè aggiornare non cambiare) i record del dns dovrebbe essere normale amministrazione!Se non lo è vuole dire che non hai una amministrazione degna di questo nome ma piuttosto un bel pochino di confusione!



            Se mi parlassi di SIP potrei (in parte limitata)

            essere d'accordo.. ma i veri problemi sono

            altri!

            Tipo?Tipo far convivere (come necessario) i due stack sulla tua infrastruttura in modo "coerente" e dual homed.



            E coinvolgono l'uso di sistemi inevitabilmente

            dual stack sopratutto lato infrastrutture (altro

            che lato servizi!) dato che non è neppure

            lontanamente ipotizzabile un esercizio ipv4 only

            e uno ipv6 only!

            Non è pensabile usare IPv6 da solo perché non ci
            sono abbastanza servizi che funzionano su IPv6.I servizi (cosa diversa dalle applicazioni) ovvero i protocolli sono già tutti (e sottolineo tutti) presenti e funzionanti!Se poi uno ha fatto le applicazioni coi piedi non se la può prendere con i "servizi" ma solo con la sua zucca vuota (o con la zucca vuota degli "application architect" che hanno preso lo stipendio a ufo!
            Sarebbe una rete tecnicamente bella ma senza
            contenuti. Non c'è alcun problema invece nel
            fornire ad un client una rete soltanto IPv6, così
            come non è problematico fornirgli una soltanto
            IPv4. Né ci vedo alcun problema a fare funzionare
            intere infrastrutture IPv6 only. Avviene
            già...
            Certo che avviene già peccato che non è di questo che c'è bisogno!Quello di cui c'è bisogno è che i clienti raggiungano con le loro macchine (che sono già tutte supportanti il doppio stack) indifferentemente i due mondi il che è cosa possibilissima in teoria e in pratica ma che molti isp non sono preparati a fare... e bada bene che non ho detto tutti!Infatti ce ne sono molti per cui la cosa non è un problema (già ora) ne lo sarà in futuro.


            La fase di coesistenza degli stack sarà

            forzatamente lunga anzi molto lunga!

            Certo, ma perché i servizi devono convertirsi.
            Non è certo un problema dei router intermedi o
            dei firewall, per capirci, né dei
            client.Ti ripeto la domanda di quali servizi vai cianciando?Ti è chiara o no la differenza tra applicazioni (magari mal fatte) e servizi?


            Cordiali salutiRisaluti
      • iii scrive:
        Re: E gli ISP cosa aspettano?
        OT:Se aspettano la switch over, fanno bene.
      • Ciccio scrive:
        Re: E gli ISP cosa aspettano?
        - Scritto da: Shiba
        Aspettano quello che aspettano i XXXXXXXX nel mio
        condominio per mettere a posto l'antenna per il
        digitale, "Ma finché
        funziona..."Hanno perfettamente ragione! eventualmente se necessario è bene intervenire solo dopo il completamento dello switch-over altrimenti si rischia di dover rifare tutto 2 volte.
    • Vihai Varlog scrive:
      Re: E gli ISP cosa aspettano?
      - Scritto da: Mux
      Come da oggetto: E gli ISP cosa aspettano a fare
      questo passaggio?Io mi sono già "adeguato": Core/DNS/e-mail/hosting/acXXXXX tutti IPv6.Numero di clienti che ha negoziato IPv6 sull'ADSL: 1Ciao,
    • djechelon scrive:
      Re: E gli ISP cosa aspettano?
      Che aspetta Fastweb che continua a nattare?Che aspetta H3G che continua a nattare?Che aspetta TIM che continua a nattare?Che aspetta Vodafone (UMTS) che continua a nattare?
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