Accessibilità informatica, il CNIPA cambia rotta?

di Roberto Scano - Tempo di cambiamenti che potrebbero però nuocere all'affermazione dell'accessibilità predicata dalla Legge Stanca. Ma una via per rimediare c'è. Il quadro

Roma – Ciò che sto scrivendo in questo articolo pensavo non sarebbe mai accaduto… a volte penso ancora di essere nel bel mezzo di un incubo ma, purtroppo, è la dura realtà odierna. Come ben sapete, dal 9 gennaio 2004 esiste una normativa, la Legge 4/2004 (meglio conosciuta come “Legge Stanca”), approvata all’unanimità dal Parlamento italiano durante l’anno europeo dedicato alle persone con disabilità. Questa normativa, all’avanguardia in Europa, sancisce un diritto sacrosanto (già previsto dall’art. 3 della Costituzione Italiana), ovvero il diritto, per i disabili di accesso agli strumenti informatici. In particolare la Legge ed i suoi allegati tecnici si concentrano principalmente sull’accessibilità dei servizi informatici, con particolare attenzione ai siti INTERNET (termine “normativo” che comprende sia i classici siti Web che le applicazioni basate sul Web).

La normativa, spesso disattesa dalle Pubbliche Amministrazioni, in questi anni ha portato ad una crescita qualitativa dei siti Web con casi di eccellenza anche a “costo zero” (uno fra tutti, il progetto “Porte aperte sul Web” delle scuole della Lombardia, coordinato da Alberto Ardizzone).
Il CNIPA (Centro Nazionale Informatica Pubblica Amministrazione) ha dedicato un sito Web all’argomento , ha erogato formazione qualificata ed ha effettuato un monitoraggio dei siti delle P.A. Centrali. Tutto questo sino al mese scorso.

Cosa sta cambiando?
Il CNIPA ha recentemente elaborato una nuova struttura che presenta almeno due preoccupanti modifiche dal punto di vista della e-inclusion, argomento fino a poco tempo fa di forte interesse, vista la considerazione riscossa dai rappresentanti del CNIPA stesso agli appositi tavoli della Commissione Europea.

Che dire infatti del declassamento dell’Ufficio accessibilità a Sezione accessibilità? (Per chi è meno competente, un’unità organizzativa diretta da un dirigente è ora un’unità organizzativa di rango inferiore cui è preposto un funzionario).
E che dire della scomparsa, dalle posizioni di staff alla Direzione generale, della Segreteria tecnico-scientifica?. Questa, istituita nel luglio 2003 a supporto della Commissione interministeriale permanente per l’impiego delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione a favore delle categorie deboli o svantaggiate (Commissione ICT-categorie svantaggiate), ha di fatto svolto, nel tempo, la funzione di punto di riferimento per quanti interessati al problema delle categorie svantaggiate e dell’impiego delle ICT a loro favore. Ai suoi tavoli di lavoro sono stati contemperati interessi di associazioni di categorie spesso rispondenti alle richieste contrapposte dei propri rappresentati; sono stati definiti i requisiti di accessibilità dei siti Web, dei PC, degli ambienti operativi, ecc. ecc. ispirandosi alle norme, agli standard, alle direttive della Comunità Europea e alle raccomandazioni internazionali; sono state elaborate le metodologie di valutazione dell’accessibilità, le metodologie di monitoraggio, i requisiti di accessibilità dei libri di testo, i contenuti dei corsi di formazione per dipendenti pubblici. Il tutto in un clima di consenso e di grande collaborazione delle 34 organizzazioni chiamate a farne parte.

La logica che sconcerta è che in un contesto caratterizzato da grossi richiami a livello internazionale sull’e-inclusion e sull’impiego delle ICT a favore della categorie svantaggiate, al CNIPA non si modifica per fare meglio, ma si modifica per non fare più nulla, non ci si preoccupa di chi deve svolgere quelle funzioni: si è erogata formazione con grande soddisfazione degli utenti; ora al CNIPA non si farà più formazione, ma non si sa chi la farà o non si sa come qualcun’altro la potrà fare. Grazie alle intuizioni manageriali del CNIPA l’accessibilità sta implodendo e viene affidata solo alla buona volontà degli utenti pubblici o privati.

Ma tutti fanno il loro dovere?
La situazione attuale è ancora più preoccupante. In molti casi vi sono delle chiare non applicazioni della normativa anche in relazione ad obblighi non riferibili esclusivamente all’applicazione dei requisiti tecnici. Di seguito alcuni esempi.

Art. 6 comma 1: La Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie valuta su richiesta l’accessibilità dei siti INTERNET o del materiale informatico prodotto da soggetti diversi da quelli di cui all’articolo 3.

Non risulta ad oggi alcuna procedura che consenta ai privati di ottenere il cosiddetto “bollino di conformità”.

Mentre quindi le P.A. possono autocertificarsi (ed al CNIPA è consentita solo la facoltà di consegnare l’autorizzazione all’uso del logo), il privato invece non può utilizzare un logo pensato proprio per il riconoscimento delle best practices da parte di soggetti non destinatari della Legge.

Art. 7 comma 1:
1. La Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, anche avvalendosi del Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, come sostituito dall’articolo 176 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196:
(…)
h) definisce, di concerto con il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, gli obiettivi di accessibilità delle pubbliche amministrazioni nello sviluppo dei sistemi informatici, nonché l’introduzione delle problematiche relative all’accessibilità nei programmi di formazione del personale.

Non risulta che, dal 2004 ad oggi, siano mai stati definiti gli obiettivi di accessibilità.

Art. 8 comma 1:
1. Le amministrazioni di cui all’articolo 3, comma 1, nell’ambito delle attività di cui al comma 4 dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché dei corsi di formazione organizzati dalla Scuola superiore della pubblica amministrazione, e nell’ambito delle attività per l’alfabetizzazione informatica dei pubblici dipendenti di cui all’articolo 27, comma 8, lettera g), della legge 16 gennaio 2003, n. 3, inseriscono tra le materie di studio a carattere fondamentale le problematiche relative all’accessibilità e alle tecnologie assistive.

Non risulta che, dal 2004 ad oggi, siano state inserite le materie di accessibilità nei programmi formativi.

In relazione al DPR 75/2005 (decreto di attuazione), lo stesso prevedeva che (Art. 9 comma 3) “le regioni, le province autonome e gli enti locali organizzano autonomamente e secondo i propri ordinamenti la vigilanza sull’attuazione del presente decreto” . Ad esclusione di qualche regione virtuosa, non risulta applicazione di quanto suddetto. Sempre l’articolo 9 prevedeva che “Ai sensi dell articolo 7, comma 1, lettera b), della legge n. 4 del 2004, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, avvalendosi del Cnipa, previa comunicazione inviata all’ amministrazione statale interessata, verifica il mantenimento dei requisiti di accessibilità dei siti e dei servizi forniti e dà notizia dell’esito di tale verifica al dirigente responsabile; qualora siano riscontrate anomalie, viene richiesta all’amministrazione statale medesima la predisposizione del relativo piano di adeguamento con l indicazione delle attività e dei tempi di realizzazione.” Anche di questa fase non risultano azioni degne di nota.

Un futuro incerto, ma…
Come si potrà notare è necessario che chiunque abbia dei compiti specifici previsti dalla Legge debba assumersi le proprie responsabilità, ricordando che vi sono normative (vedasi ad esempio la Legge 67/2006) che consentono a qualsiasi cittadino discriminato dall’inaccessibilità dei servizi di rivolgersi al tribunale per la rimozione della “barriera digitale” con indennizzo dei danni (anche morali).

E, come se non bastasse, arriva altra benzina sul fuoco. Tutto questo accade, come se non bastassero i problemi del Web, mentre viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto n. 136 del 12 giugno 2008, a firma dei Ministri Nicolais, Fioroni e Mussi che stabilisce le regole tecniche disciplinanti l’accessibilità agli strumenti didattici e formativi a favore degli alunni disabili. Tale decreto definisce in modo preciso le caratteristiche funzionali che dovranno avere i libri didattici accessibili. Oltre all’importanza di questo passo fondamentale verso l’accessibilità, all’art. 2 comma 2 il decreto prevede che “Agli strumenti didattici e formativi veicolati attraverso tecnologie Web si applicano le norme definite nel decreto del Ministro per l’innovazione e le tecnologie 8 luglio 2005, in particolare negli allegati A e B al decreto stesso” . Cosa significa? Significa che qualsiasi soluzione e-learning erogata dalle scuole a partire dall’anno scolastico 2008-2009 dovrà essere conforme ai 22 requisiti ed anche ai requisiti di usabilità (previsti dalla verifica soggettiva).

È senz’altro un passo di civiltà ma che necessita un adeguamento dei requisiti tecnici. Come è risaputo i requisiti tecnici (allegato A) si riferiscono a norme tecniche e/o specifiche tecniche attualmente in vigore e – nel nostro caso – si riferiscono alla versione stabile delle W3C WCAG (versione 1.0, risalenti al 1999). A breve saranno disponibili delle nuove linee guida ed è pertanto necessario che venga ricostituito un gruppo di lavoro tecnico – a questo punto a diretta emanazione del Ministro per la Funzione Pubblica – che coinvolga i soggetti attivi nel campo della definizione delle specifiche di accessibilità, con rappresentanti dei ministeri competenti. Solo in questo modo sarà possibile garantire l’erogazione di e-learning accessibile e conforme al decreto, nonché la fornitura di applicazioni Web interattive (“Web 2.0”) accessibili, ovvero potremo garantire il diritto all’accesso alle applicazioni presenti nel Web prodotte con le nuove specifiche per lo sviluppo di interfacce accessibili e fruibili anche tramite tecnologie assistive.

Conclusioni
Dopo tutto questo chiunque getterebbe la spugna dicendo: per l’ennesima volta l’Italia passa dalle stelle alle stalle… Ma in questo caso è un dovere di chiunque operare per garantire che ciò che stiamo portando avanti da anni – ovvero l’idea secondo cui l’accessibilità è un principio di sviluppo e non un “plug-in” da vendere al cliente – non venga accantonato a causa di mancata competenza e di errate scelte organizzative di qualchesia ente.

La costituzione di un gruppo di lavoro dedicato (e le deleghe del Ministro Brunetta consentono la creazione di tali gruppi tecnici) e il coinvolgimento (come già avvenne nel 2004) di tutti i Ministri interessati può realmente essere la soluzione al problema sia della diffusione della cultura dell’accessibilità (pensiamo ad esempio all’insegnamento dell’accessibilità all’interno delle ore di educazione civica…), sia della creazione di soluzioni accessibili, ed è fondamentale che questo avvenga in tempi brevi, e che l’attività dell’ufficio venga estesa anche alla tematica dei libri accessibili.

Tra le tante iniziative da intraprendere per non fallire completamente gli obiettivi della Conferenza di Riga ve ne è una che forse è la più importante: allocare diversamente la Commissione ICT-categorie svantaggiate in modo che non si debba offrire l’occasione, a chi gestisce solo in base alla forma e non considera la sostanza, ad ogni caduta di governo, di rendere di fatto inutilizzabile un organismo interministeriale definito “permanente” che è costretto a procedere a singhiozzo mentre tratta di categorie svantaggiate e di impiego delle ICT, argomenti e materie in forte evoluzione che richiedono un costante presidio.

Ed intanto la Commissione europea, ha promosso , il 2 luglio , una consultazione pubblica su “Accessibilità dei siti web e altri strumenti per la e-Accessibilità” invitando i cittadini europei ad esprimere la loro opinione relativamente a ulteriori provvedimenti da adottare per migliorare l’accessibilità dei siti internet in Europa, a partire da quelli delle amministrazioni pubbliche.

Al ministro Brunetta, peraltro impegnato nella Conferenza dei ministri della e-inclusion a Vienna il 30 novembre prossimo, l’invito a porre rapidamente rimedio a queste problematiche, facilmente risolvibili con il buon senso e la volontà di non discriminare.

Roberto Scano
Presidente IWA ITALY

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  • Marco Marcoaldi scrive:
    Comunque la Bottà....
    .... è carina ! ;D
  • iRoby scrive:
    Anche PI
    Anche PI inizia a censurare parecchio, specie se si parla male dei suoi autori...
  • iRoby scrive:
    Azz sparito in meno di due minuti!
    Anche io avrei voglia di aizzare il popolo di questi forum contro gli autori di PI.Che ci censurano ingiustificatamente.Brucerei i peli del sedere di Schiavoni quando le vignette non mi piacciono.Appenderei per le palle Marco Calamari che m'intristisce col suo pessimismo.Bastonate a Cubasia che non ci trova a tutti un buon lavoro in Irlanda, ma lavorando da remoto da Taormina o dalle spiagge di Mondello a Palermo.Parolacce per Maruccia con quel cognome da gay, e manganellate per la sua fidanzata Annunziata.Poi un paio di taserate alle chiappe di Gaia Bottà non ce le vogliamo mettere così tanto per gradire?A Mafe De Baggis invece gli elettrodi glieli attacchiamo ai cape%%oli...SorrideE infine tante ma tante botte a lui il più brutto di tutti, Biggy boy, palla di lardo Vincenzo Gentile l'autore più brutto mai visto in tutte le e-zine su Internet.Rotola dal ridere Rotola dal ridereMoh vediamo quanto dura questo commento prima che me lo censurano come in Russia.
  • iRoby scrive:
    Aizzo contro PI
    Anche io avrei voglia di aizzare il popolo di questi forum contro gli autori di PI.Che ci censurano ingiustificatamente.Brucerei i peli del sedere di Schiavoni quando le vignette non mi piacciono.Appenderei per le palle Marco Calamari che m'intristisce col suo pessimismo.Bastonate a Cubasia che non ci trova a tutti un buon lavoro in Irlanda, ma lavorando da remoto da Taormina o dalle spiagge di Mondello a Palermo.Parolacce per Maruccia con quel cognome da gay, e manganellate per la sua fidanzata Annunziata.Poi un paio di taserate alle chiappe di Gaia Bottà non ce le vogliamo mettere così tanto per gradire?A Mafe De Baggis invece gli elettrodi glieli attacchiamo ai cape%%oli... :)E infine tante ma tante botte a lui il più brutto di tutti, Biggy boy, palla di lardo Vincenzo Gentile l'autore più brutto mai visto in tutte le e-zine su Internet.(rotfl) (rotfl)Moh vediamo quanto dura questo commento prima che me lo censurano come in Russia.
  • Sina scrive:
    chi sarà il prossimo paese?
    Prima l'iran, poi la spagna, adesso la russia, chi saranno i prossimi talebani?
  • Orlango scrive:
    Se...
    ... Berlusconi fosse stato in Russia, con tutto quel che ha detto della magistratura "comunista" cosa gli avrebbero fatto?
  • Marco Marcoaldi scrive:
    Fortuna che non sono nato in Russia ....
    io tutti i giorni aizzo contro gli sbirri corrotti e lo stato !!!!!
    • loris scrive:
      Re: Fortuna che non sono nato in Russia ....
      - Scritto da: Marco Marcoaldi
      io tutti i giorni aizzo contro gli sbirri
      corrotti e lo stato
      !!!!!ma ricordati che stai in italia.quindi per regio decreto di S.E.S.B. dal primo gennaio 2009 potrai aizzare solo contro rom, negri, i mussulmani, i comunisti e i giudici (comunisti anche loro). per quanto riguarda lo stato puoi prendertela solo col precedente governo (di sinistra, quindi comunista), ma non con l'attuale (per i prossimi 20 anni). l.
      • XYZ scrive:
        Re: Fortuna che non sono nato in Russia ....
        - Scritto da: loris
        - Scritto da: Marco Marcoaldi

        io tutti i giorni aizzo contro gli sbirri

        corrotti e lo stato

        !!!!!

        ma ricordati che stai in italia.

        quindi per regio decreto di S.E.S.B. dal primo
        gennaio 2009 potrai aizzare solo contro rom,
        negri, i mussulmani, i comunisti e i giudici
        (comunisti anche loro).


        per quanto riguarda lo stato puoi prendertela
        solo col precedente governo (di sinistra, quindi
        comunista), ma non con l'attuale (per i prossimi
        20 anni).
        LoL!
      • TLH scrive:
        Re: Fortuna che non sono nato in Russia ....
        Temo che il premier non vedrà tutti i prossimi 20 anni.
        • franchino scrive:
          Re: Fortuna che non sono nato in Russia ....
          Anche qui dentro. Nessuno può permettersi di dire ciò che realmente pensa...o meglio...lo puoi fare ma con moderazione ed evitando di pestare i piedi a quelli a cui vorresti veramente farlo.Speriamo che la policy, peraltro già restrittiva, rimanga tale.
          • Sina scrive:
            Re: Fortuna che non sono nato in Russia ....
            A me sembra che invece qui si possa dire tutto quello che si vuole, a parte forse gli insulti, che d'altra parte fanno bene a togliere di tanto in tanto...
          • TLH scrive:
            Re: Fortuna che non sono nato in Russia ....
            Forse sono stato male interpretato. Il mio non è un augurio ma una constatazione statistica: avendo 72 anni significa che dovrebbe raggiungere la veneranda età di 92 anni, il che è improbabile considerata l'attuale aspettativa di vita.
        • franchino scrive:
          Re: Fortuna che non sono nato in Russia ....
          Temere o auspicare ??? Questo credo sia il reale dilemma...
    • anonymous scrive:
      Re: Fortuna che non sono nato in Russia ....
      - Scritto da: Marco Marcoaldi
      io tutti i giorni aizzo contro gli sbirri
      corrotti e lo stato
      !!!!!ecco, fai un blog con nome e cognome e poi insultali e incita la gente a dargli fuoco, poi vedrai se non fai la stessa fine anche in italiada noi hanno chiuso dei blog antimafiahttp://www.articolo21.info/notizia.php?id=7023e indagato giornalisti (voce della campania, credo) con sequestrato pc per aver rivelato notizie sulle indagini che erano già state diffuse in una conferenza stampa degli inquirenti
  • francososo scrive:
    finito il comunismo....
    finito il comunismo, devono ancora imparare la democrazia !La censura è una brutta rogna e non conosce confini !
    • fred scrive:
      Re: finito il comunismo....
      Fra l'altro noto delle rassomiglianze con la situazione italiane (non la stessa cosa ma ad un identico livello);sta a vedere che stiamo finento realmente sotto una "dittatura morbida" , cosi' la chiamano, come quella che c'e' in russia dove il presidente/primo ministro controlla tutto.
    • zzzar scrive:
      Re: finito il comunismo....
      ma che cazzo dici? democrazia e comunismo sono due ideali che, come le promesse della religione, servono a tenere in pugno le masse.
    • anonymous scrive:
      Re: finito il comunismo....
      - Scritto da: francososo
      finito il comunismo, devono ancora imparare la
      democrazia
      !
      La censura è una brutta rogna e non conosce
      confini
      !imho NOI dobbiamo ancora imparare a riconoscerla e praticarla, la democrazia, e indignarci per cose analoghe e peggiori che stanno facendo A NOI nell'indifferenza generale e con la benedizione dei NOSTRI media di regime
      • franchino scrive:
        Re: finito il comunismo....
        - Scritto da: anonymous
        - Scritto da: francososo

        finito il comunismo, devono ancora imparare la

        democrazia

        !

        La censura è una brutta rogna e non conosce

        confini

        !
        imho NOI dobbiamo ancora imparare a riconoscerla
        e praticarla, la democrazia, e indignarci per
        cose analoghe e peggiori che stanno facendo A NOI
        nell'indifferenza generale e con la benedizione
        dei NOSTRI media di
        regimeQuoto.
    • franchino scrive:
      Re: finito il comunismo....
      In Italia è la stessa situazione, non cambia una virgola. Il problema è che viene tutto mitigato dalla parte finale dei "TG" in cui vengono introdotti culi e tette come dire...di addolcimento.In questo modo hai la parvenza che , tutto sommato, non siamo nella merxa.
      • TLH scrive:
        Re: finito il comunismo....
        Sono d'accordo, è per questo che secondo me bisognerebbe evitare di guardare la televisione con lo scopo di informarsi e cercarsi da soli, per quanto possibile, le informazioni.
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