ADSL 2 plus, il rilancio di Telecom

L'offerta wholesale per l'ADSL a 20 Megabit è stata resa più flessibile da Telecom Italia. Due i profili in campo. Aumenta la banda in upload. I provider vorrebbero di più

Roma – Le novità che Telecom Italia ha introdotto nella sua offerta wholesale, relativa all’ADSL a 20 megabit, ampliano la disponibilità di opzioni a disposizione dei provider intenzionati a fornire ai propri utenti una connettività idonea ai nuovi contenuti multimediali.

Telecom Italia ha infatti pubblicato le condizioni dell’offerta che intende mettere a disposizione degli operatori a partire dal 15 settembre . I profili disponibili sono due: quello già descritto inizialmente (con velocità massima di 20 Mbps in download e 384 Kbps in upload, banda minima garantita pari a 40 kbps per accesso) e un nuovo profilo, che consente di arrivare a 1 Mbps in upload e in cui i provider possono selezionare la banda per utente.

La novità è quindi il secondo profilo, tecnicamente più flessibile, per il fatto di non prevedere il vincolo dei 40 kbps per accesso. Questo limite aveva spinto gli operatori a ricorrere al TAR del Lazio chiedendo la sospensione dell’offerta che aveva ricevuto l’approvazione dell’ Agcom . Una richiesta a cui il giudice, nell’udienza dell’8 giugno, non ha ritenuto di dare accoglimento immediato, rinviando la decisione a fine ottobre, e lasciando così a Telecom Italia la possibilità di mantenere disponibile l’offerta.

Ai clienti del mercato wholesale, ossia i provider, le nuove possibilità offerte da Telecom Italia non sembrano però sufficienti. Lamentano di non essere ancora in grado di replicare realmente l’offerta in quanto, a livello wholesale, Telecom Italia offre agli operatori l’accesso alla sola rete ATM, mentre Alice 20 Mega si basa sulla nuova rete full IP, qualitativamente migliore e più performante che l’incumbent, secondo i competitor, si tiene tutta quanta per sé.

Secondo Assoprovider si tratta di un abuso: “Fino a quando Telecom Italia non metterà sul tavolo AGCOM una reale offerta bitstream che consenta di utilizzare tutte le infrastrutture IP di TI, e che non costringa gli altri operatori ad utilizzare per la raccolta traffico solo la obsoleta rete ATM la nostra posizione sarà di TOTALE contrasto. (…) La questione fondamentale per ogni operatore è poter sfruttare (parimenti a quanto TI già fa) tutte le possibilità che il protocollo IP consente quando esso è applicabile fin dal **primo** stadio di linea (prima centrale TI nella quale siano presenti apparati DSLAM) e non solo a valle del punto di raccolta ATM come ora accade”.

Posizione condivisa da AIIP che, in merito alla nuova formulazione dell’offerta, dichiara “È possibile che proprio come estrema soluzione anche Telecom Italia si sia decisa a dare un contributo tardivo alla causa, ma è certo che non può considerarsi sufficiente (…) Un’offerta del genere doveva arrivare 90 giorni prima del lancio di Alice 20 mega, almeno così prevede la delibera 6/03/CIR”.

Le critiche di AIIP riguardano gli aspetti più tecnici dell’offerta wholesale: “È noto che le reti IP sono più efficienti rispetto a quelle ATM. Infatti a livello di trasporto l’overhead introdotto dal protocollo ATM è circa del 20%. Il che equivale a dire che un circuito a 155 mbit/s ATM in realtà porta netti circa 124mbit/s mentre un 155mbit/s IP ha una efficienza totale, del 100%”. E va oltre: “Il minus per la sola parte di terminazione e senza banda, resta assolutamente al di sotto del 30 %. Un fatto che allarma non poco in considerazione del concretizzarsi di una sostanziale impossibilità a proporsi sul mercato con propri prodotti e senza ridursi a fare rivendita di prodotti altrui”.

Le problematiche quindi sussistono, ma l’offerta esiste e è probabile che ora passi il vaglio dell’Agcom. Ciò significa che il mercato sta per accogliere una reale offerta 20 Megabit, la prima del suo genere, studiata per dare impulso ai nuovi servizi audiovisivi e multimediali sui quali tutte le major di contenuti di entertainment stanno investendo ormai moltissimo.

Dario Bonacina

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