All your disks are belong to us

Unità di archiviazione esterne che non possono condividere file multimediali. Una questione di DRM e di prevenzione. Ma che si può aggirare

Roma – Le unità esterne della serie MyBook World Edition , prodotte da Western Digital, non possono condividere i file multimediali in Rete. Almeno non utilizzando il software fornito a corredo per farlo. La notizia, partita dalle pagine di BoingBoing e rimbalzata un po’ ovunque , ha fatto il giro del cyberspazio: tutto vero, salvo qualche precisazione.

MyBook World Edition di Western Digital Il problema è legato al software Anywhere Access (fornito da MioNet ), offerto a corredo delle unità e indicato come necessario ad avviare la condivisione remota: che si viaggi per lavoro o per piacere, ovunque ci si trovi basta una connessione ad Internet e il codice d’accesso per fruire di tutto quanto si è archiviato a casa sul proprio megadisco da un Tera. Purché non si tratti di filmati e musica. Qualunque musica, anche le vecchie tracce .it realizzate con il caro vecchio Impulse Tracker , un applicativo pensato per la Sound Blaster AWE32 .

Il motivo è spiegato sulle pagine del sito di assistenza Western Digital: “A causa dell’impossibilità di verificare l’autorizzazione alla riproduzione – si legge – i seguenti tipi di file non potranno essere condivisi da diversi utenti utilizzando Anywhere Access”. Quello che succede è che se si prova ad accedere in remoto ad una cartella contenente documenti dei circa 30 tipi elencati in questa pagina , i file incriminati risulteranno completamente invisibili .

Western Digital sceglie il blocco preventivo: poiché in 500 o 1000 giga ci stanno davvero tanti video e file musicali, e poiché c’è il rischio che questi filmati e questa musica possano essere di origine dubbia e vengano condivisi illecitamente su Internet, meglio bloccare tutto. Un sillogismo che scricchiola , e che cozza ad esempio con le necessità di chi in viaggio desideri modificare il contenuto del proprio lettore MP3 senza doversi trascinare dietro l’intera libreria musicale posseduta. O con sentenze inerenti a casi simili emesse nel recente passato dalla magistratura a stelle e strisce.

Apparentemente, dunque, l’applicazione scelta da Western Digital applica una sorta di DRM trasversale preventivo , senza distinzione tra ciò che è coperto da diritto d’autore e ciò che non lo è. Niente orge di sharing tra gli MP3 di tutti gli amici, nonostante tutto quello spazio direttamente collegato al router farebbe gola a molti. Ma, si sa, fatta la legge trovato l’inganno: la limitazione sui file da scambiare dipende dalla applicazione utilizzata per condividere, non dal disco.

Come sottolineato da Wired , nell’appendice del manuale la stessa Western Digital guida all’ installazione di SAMBA : grazie al protocollo celeberrimo, qualsiasi tipo di file potrà essere condiviso ovunque e comunque dai proprietari di un MyBook World Edition. E se ciò non fosse abbastanza, c’è un intero wiki a disposizione per raccogliere ogni sorta di suggerimento ed hack per sfruttare al meglio il proprio storage su network.

Luca Annunziata

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  • Andrea Rossato scrive:
    Una cosuccia
    In tutta franchezza ritengo che non siano da biasimarsi i firmatari dell'appello, quanto, forse, le modalità con le quali le firme sono state raccolte, vale a dire, senza una full disclosure delle intenzioni degli aderenti a dmin.it.Io, queste cose sul trusted computing, le avevo dette in un convegno tenutosi a Trento il 21 marzo scorso (audio e video disponibili qui:http://www.jus.unitn.it/services/arc/2007/0321/home.html).Qualche giorno dopo (il 24 marzo alle ore 11), in una mail inviata a loro "reflettore" pubblico, Chiariglione, a proposito di quanto accaduto a TN, scriveva, tra il resto:"Ho visto con grande piacere che si comincia non solo a capire(c'erano già prima quelli che capivano) ma anche a parlare, di Trusted Computing Platform (TCP), la bête noire per eccellenza dell'anti DRM. Il problema non sta nella TCP ma in chi la controlla. Evidentemente la proposta dmin.it per iDRM si basa su una qualche forma di TCP, quindi,come minimo, ne dobbiamo parlare in dmin.it per vedere che cosa effettivamente si possa dire, meglio, che il 31 maggio ci siano proposte concrete."Non mi pare che la cosa sia avvenuta, dal momento che Chiariglione oggi scrive:"Lintroduzione di Trusted Computing in dmin.it è uninvenzione dellautore dellarticolo. Non posso andare a cercare in tutti i documenti dmin.it ma non penso che la parola sia mai usata."http://www.chiariglione.org/leonardo/standards/dmin/punto_informatico/commenti071207.htmRipeto quanto Chiariglione scrisse in marzo: "Evidentemente la proposta dmin.it per iDRM si basa su una qualche forma di TCP".In queste condizioni diventa quindi difficile verificare qualunque delle informazioni che vengono fornite, e, in tutta franchezza, anche continuare a partecipare ad un dibattito pubblico serio su questo argomento.Rimane il fatto che non si sono segnalate voci dissenzienti sino alla pubblicazione di un paio di articoli di PI. Questo sarebbe allarmante per un paese rilevante in un qualche ambito internazionale.Andrea Rossato
  • Giovanni Guiso scrive:
    Scusa debole
    Scusa debole: non si può aderire ad un appello per poi dire di non condividerlo,anche se solo in parte. Ho il sospetto che si aderisca a proteste e petizioni senza la necessaria attenzione,con il risultato paradossale di essere poi costretti a smentire quando colti con le castagne nel sacco.Vedo che la stessa superficialità che in Consiglio dei Ministri portò gli stessi ministri a non leggere il provvedimento contro i blog è diffusa anche nelle associazioni che dovrebbero tutelare la libertà della Rete.
    • Marco Scialdone scrive:
      Re: Scusa debole
      Ti assicuro che non è così. Nei limiti del possibile (ognuno di noi fa anche un lavoro per campare) si legge con attenzione e ponderazione ogni appello, ogni iniziativa cui si decide di aderire. In questo caso, la precisazione oggi pubblicata è stata resa necessaria dalle polemiche (forse eccessive) scaturite all'indomani della pubblicazione dell'appello. Resto convinto che possa essere letto in un'altra maniera e senza adesioni aprioristiche a nulla. Possa essere letto, in sostanza, come una forte presa di posizione contro la dottrina Sarkozy e l'operato della commissione olivennes.Questa è la ragione per cui io l'ho sottoscritto e questa è la ragione per cui lo rifarei ancora.Marco Scialdone
      • Marco A. Calamari scrive:
        Re: Scusa debole
        - Scritto da: Marco Scialdone
        Ti assicuro che non è così.

        Nei limiti del possibile (ognuno di noi fa anche
        un lavoro per campare) si legge con attenzione e
        ponderazione ogni appello, ogni iniziativa cui si
        decide di aderire.


        In questo caso, la precisazione oggi pubblicata è
        stata resa necessaria dalle polemiche (forse
        eccessive) scaturite all'indomani della
        pubblicazione dell'appello.Ciao Marco,dopo aver letto il commento di questo thread ed essermi riletto il testo originale vorrei insistere sul fatto che sottoscriverlo e poi operare un distinguo sui DRM e' posizione molto, molto debole.Chiariglione e' un buon prosatore, ma sin dai tempi della SDMI la sua posizione e' perfettamente nota. Non l'ha taciuto nella petizione, che e' chiaramente una lancia spezzata contro Sarkozy ed a favore di una "via italiana" ai DRM. Prima di firmare una petizione un occhiata al compagno di strada che ci si sceglie e' obbligatorio.So bene cosa voglia dire fare altro per vivere, ed avere poco tempo per seguire con attenzione queste cose.Leggo pero' con un certo dispiacere, nel massimo rispetto tuo, delle tue posizioni e di quelle di Frontiere Digitali la precisazione.Un bel "Ci siamo sbagliati" sarebbe stato piu' convincente. Se questi carteggi fossero stati un opera di fantasia, un romanzo, sarebbe stata una trama migliore e piu' scorrevole.
        Resto convinto che possa essere letto in un'altra
        maniera e senza adesioni aprioristiche a nulla.

        Possa essere letto, in sostanza, come una forte
        presa di posizione contro la dottrina Sarkozy e
        l'operato della commissione
        olivennes.

        Questa è la ragione per cui io l'ho sottoscritto
        e questa è la ragione per cui lo rifarei
        ancora.Secondo me sbaglieresti ancora.Un caro saluto. Marco Calamari

        Marco Scialdone
        • Marco Scialdone scrive:
          Re: Scusa debole
          - Scritto da: Marco A. Calamari
          Ciao Marco,

          dopo aver letto il commento di questo thread ed
          essermi riletto il testo originale vorrei
          insistere sul fatto che sottoscriverlo e poi
          operare un distinguo sui DRM e' posizione molto,
          molto
          debole.Ciao Marco,grazie per la replica. Io, come puoi ben immaginare, la penso diversamente, ma su questo non c'è giusto o sbagliato ma solo una valutazione di opportunità. Parlo in questo a caso a titolo esclusivamente personale: ritengo che ci siano situazioni in cui più che guardare al compagno di strada che si ha accanto occorre guardare alle minancce che si hanno di fronte. Se sono di una certa rilevanza è meglio serrare le fila e marciare compatti. Il tempo per dividersi verrà dopo, una volta passata la minaccia. Ma questa ripeto è una mia valutazione e come tale è criticabile o meno a seconda dei punti di vista.
          a favore di una "via italiana"
          ai DRM. Prima di firmare una petizione un
          occhiata al compagno di strada che ci si sceglie
          e'
          obbligatorio.I drm, o meglio la regolamentazione giuridica della misure tecnologiche di protezione è un fatto da cui non si può prescindere. Si può essere contrari (ed io lo sono profondamente) ma non si può non tenere in considerazione il fatto che una certa loro regolamentazione (salvo modificare il Wipo Copyright Treaty e la EUCD) è imposta. Ora quello che c'è attualmente va bene? Se così nulla quaestio. Altrimenti, mentre si lavora per cambiare lo scenario normativo internazionale, si può pensare di fare qualcosa.
          Un bel "Ci siamo sbagliati" sarebbe stato piu'
          convincente. Non ho problemi ad ammettere di aver sbagliato (anzi!), però come dicevo sopra in questo caso ho seguito un certo ragionamento e di quello rimango convinto.
          Un caro saluto. Marco CalamariUn caro saluto anche a te ;-) Marco Scialdone
          • alfa beta scrive:
            Re: Scusa debole
            entrambe le strade, francese e italiana, sono attualmente incostituzionali. Fai tu.Io non ci vedo nulla di ineluttabile.
          • Marco Scialdone scrive:
            Re: Scusa debole
            Entrambe le strade (e sopratutto per quella francese) non sono ancora e probabilmente mai diventeranno legge. La costutituzionalità può essere valutata solo con riferimento ad un testo normativo compiuto. In un caso e nell'altro ne siamo davvero lontani. Ad ogni modo è giusto tenere alta l'attenzione. E fa bene punto-informatico a denunciare ciò che ritiene sbagliato e dannoso. Marco Scialdone
    • Max3D scrive:
      Re: Scusa debole
      e' una pratica che va di moda al giorno d'oggiguarda il governo dicono tutti di non essere d'accordo ma poi votano lo stesso... "per il bene comune"
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