Amazon brevetta l'acquisto di usato

O almeno ci prova: depositata la richiesta di brevetto per un sistema che mette in vendita online materiali usati. Due polemiche in un colpo solo: quella con gli editori e quella con gli altri operatori


Roma – Il più celebre degli shop sulla rete, Amazon.com, sta tentando di accaparrarsi il brevetto per un sistema che consente di mettere in vendita l’usato. Una richiesta che incontra l’opposizione più ferma degli autori e degli editori che già contestano la vendita di usato su amazon.com e che è destinata a suscitare polemiche anche sul fronte delle libertà di mercato.

Nei dettagli, il sistema a cui si fa riferimento nella richiesta di brevetto consente ad un utente di un sito come amazon.com di pre-ordinare un oggetto da un venditore non specificato quando questo non è già offerto sul sito. Traducendo, questo significa che chiunque può affermare di volere acquistare un certo libro o CD usato e chi ne è in possesso può venderglielo. Il tutto, se le cose vanno come Amazon spera, nell’ambito di un sistema brevettato.

E’ di interesse notare che la richiesta di brevetto, resa pubblica nelle scorse ore, risale però ad un anno fa e fu depositata proprio nel bel mezzo della furiosa polemica scatenata dall’associazione degli autori e degli editori americani, secondo cui non è moralmente accettabile la vendita di usato online, destinato ad avere, a loro dire, pesanti conseguenze sulle loro entrate.

Ora le polemiche sono destinate a riaccendersi e Jeff Bezos, boss di Amazon, dovrà tornare alla carica per tentare di convincere gli autori che la maggiore circolazione dei loro libri, dovuta al minor prezzo dell’usato, è destinata ad avere effetti positivi sulle vendite delle loro opere successive…

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  • Anonimo scrive:
    speriamo che vada a finire
    come quei paesi del terzo mondo che si sono fregati dei brevetti e si sono messi a prodrre i famriaci per la cura dei malati di aids... le multinazionali farmaceuti perlomeno si sono limitate a rompere un po le palle ma in maniera poco incisiva ( e vorrei vedere) in quanto si sono resi conto che non avrebbero fatto una bella figura a impedire a sti paesi poveracci di produrre medicinali brevettati a basso costo...
  • Anonimo scrive:
    se nei TG..
    Sarebbe bello se notizie come queste venissero messe nei TG nazionali anziche relegarle a quelle trasmissioni di "nicchia" come Report..
  • Akiro scrive:
    fanno pena.
    i brevetti dovrebbero essere assegnati SOLO a chi inventa qualkosa non a chi la scopre...anke se dubito fortemente che la SARS sia venuta fuori così senza lo zampino dell'uomo.ridicola la rikiesta di brevettarla.L'infarto è stato brevettato???
    • Anonimo scrive:
      Re: fanno pena.
      - Scritto da: Akiro
      i brevetti dovrebbero essere assegnati SOLO
      a chi inventa qualkosa non a chi la
      scopre...
      anke se dubito fortemente che la SARS sia
      venuta fuori così senza lo zampino
      dell'uomo.
      ridicola la rikiesta di brevettarla.
      L'infarto è stato brevettato???se fosse così coem dici tu allora non esisterebbero i miliardi di virus di cui poi ci siamo abituati, e devi rilfettere sul fatto che l'influenza esiste da millenni e ha sempre causato morti fino almeno alla seconda metà del 20 esimo secolo grazie alle medicine che qualcuno ha studiato (in africa e in altri paesi poveri si muove ancora di influenza e diversi scienziati che studiano il virus ritengono che ne arriverà a breve, 2007, uno particolarmente mortale). Certo che se io passo 10 anni a studiare e scopro una cosa, o passo 10 anni a studiare e invento una cosa alla fine sempre impegno e soldi ci ho messo. in questo caso comunque non si può accettare il brevetto sulla scoperta della SARS in quanto oltretutto la malattia si conosceva, loro sono solo arrivati primi ma sapendo già cosa cercare. il brevetto va solo sui farmaci e i test.
      • Anonimo scrive:
        Re: fanno pena.
        peccato che questi laboratori di ricerca sono finanziati da enti statali o associazioni varie con i soldi dei contribuenti e di chi crede nella ricerca ..... quindi ok al brevetto .... ma niente finanziamenti .... o senza brevetto ma con finanziamentil'investimento nella ricerca è a fondo perduto perchè non è detto che il laboratorio xyz dopo xyz anni di ricerca trovi la soluzioni a quello che stà cercando .... eppure non muore di fame perchè finanziato(i ricercatori freelance non esistono +, manco le università ... che cercano quello che la multinazionale ha finanziato) .... poi se scoprono qualcosa vogliono il brevettoBUFFONIe tu ... apri gli occhi ..... prima di scrivere
      • Akiro scrive:
        Re: fanno pena.

        se fosse così coem dici tu allora non
        esisterebbero i miliardi di virus di cui poi
        ci siamo abituati, e devi rilfettere sul
        fatto che l'influenza esiste da millenni e
        ha sempre causato morti fino almeno allaio nn ho detto questo, ho solo detto che per me nn è una normale influenza che si può sviluppare come sempre di anno in anno... per me c'è lo zampino dell'uomo...e cmq ripeto, non ha senso brevettare qualkosa che esiste in natura... (vado contro la mia ipotesi lo so, ma sono ottimista a volte)
  • NeutrinoPesante scrive:
    [OT?] Propaganda, mercato ed etica
    Questa affermazione del Wall Street Journal e' palesemente falsa, e la categorizzerei sotto la voce "propaganda": [citazione] ...le esigenze della ricerca scientifica e tecnologica passano per il business... [/citazione].Infatti, tutta la scienza fino agli inizi del secolo scorso e' progredita benissimo e velocemente senza l'aberrazione dei brevetti.Viceversa, i brevetti fanno si' che gli sforzi dei vari team vengano separati (invece che uniti), e che quindi la ricerca venga rallentata.Non capisco poi come si possa brevettare una scoperta (che _non_ e' un invenzione).Infine, da un punto di vista etico/morale la vicenda e' squallida: la speculazione sulle disgrazie dei propri simili non mi sembra una condotta particolarmente simpatica.Non sarebbe forse ora di togliere un po' di potere all'economia, che persegue solo gli interessi di pochi gruppi, e ridarlo alla politica, che (se pur con metodologie diverse, a seconda delle varie ideologie) si prefigge come scopo l'interesse di tutti i cittadini?La visione del futuro del mondo in mano agli interessi delle multinazionali e' veramente inquietante: mi torna in mente "Alien", in cui i "granchietti" non vengono nuclearizzati perche' la compagnia (equivalente delle multinazionali) intravede la possibilita' di sfruttarli commercialmente...Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: [OT?] Propaganda, mercato ed etica

      Questa affermazione del Wall Street JournalIo non ho visto le virgolette e l'ho intrpretata come una visione ironica e triste dell'autore(bel commento, complimenti!)
    • Anonimo scrive:
      Re: [OT?] Propaganda, mercato ed etica
      - Scritto da: NeutrinoPesante
      Non sarebbe forse ora di togliere un po' di
      potere all'economia, che persegue solo gli
      interessi di pochi gruppi, e ridarlo alla
      politica, Tutti noi in qualche modo controlliamo l'economia, ogni volta che scegliamo di acquistare qualcosa. Se questi "signori" possono permettersi di fare certe cose e' anche perche' li abbiamo messi nelle condizioni di poterlo fare. Fa comodo lamentarsi e inveire contro le aziende farmaceutiche e poi correre in farmacia a comprare Nostarnutil che ti fa passare il raffreddore in 15 secondi o PerdoPeso o Vitaminix ecc. ecc. Idem con patate per la case discografiche, automobilistiche, le industrie alimentari, e chi piu' ne ha piu' ne metta.CiaoAntonioPS ovviamente e' una considerazione del tutto generale e non rivolta a te direttamente.
  • Anonimo scrive:
    Brevetti il virus? Allora paga i danni!
    Sembra di per se una barzelletta il fatto che qualcuno cerchi di brevettare una sacoperta, anche perchè se non si trattasse di una scoperta ma di un'invenzione la cosa sarebbe alquanto inquietante. Ciò significherebbe che la il virus della SARS è stato creato in qualche laboratorio, con metodi artificiali ...In ogni caso, ammessa l'assurdità che sia anche possibile brevettare una scoperta e di conseguenza diventare i "possessori" di un virus nato in natura senza nessun intervento umano, sarebbe anche doveroso per il "proprietario", se non obbligatorio, assumersene tutte le responsabilità e pagare anche i danni che tale virus stà causando a tutta l'umanità.Anno terzo dell'era delle Barbarie.
  • Anonimo scrive:
    Collaborazione? Vergogna!
    Che collaborazione fra istituti? Se sono in COMPETIZIONE per accaparrarsi brevetti e diritti, non si scambieranno nessuna informazione, anzi, magari si cerchranno di danneggiare depistando i "colleghi". Magari moriremo quasi tutti di sars, ma chi se ne frega, l'importante è, anche se il vaccino dovrà arrivare in ritardo, che chi rimane ci guadagni moltissimo!Questo mi fa tanta tristezza... non è che ci vorrebbe una ricerca STATALE, ad alto livello, che facesse l'interesse dei cittadini e non delle industrie?Se non ottengono brevetti, non perdono tempo a ricercare, se li possono ottenere, perdono tempo a competere e poi come avvoltoi strozzeranno tutti per i farmaci... ma in che mondo siamo?Marco
    • Anonimo scrive:
      Re: Collaborazione? Vergogna!
      uuhhhhm non cominciamo con le aziende farmaceutichee le loro pratiche barbare che mi viene subito ilnervoso.......
    • Anonimo scrive:
      Re: Collaborazione? Vergogna!
      - Scritto da: Anonimo
      Che collaborazione fra istituti? Se sono in
      COMPETIZIONE per accaparrarsi brevetti e
      diritti, non si scambieranno nessuna
      informazione, anzi, magari si cerchranno di
      danneggiare depistando i "colleghi". Magari
      moriremo quasi tutti di sars, ma chi se ne
      frega, l'importante è, anche se il vaccino
      dovrà arrivare in ritardo, che chi rimane
      ci guadagni moltissimo!
      Questo mi fa tanta tristezza... non è che ci
      vorrebbe una ricerca STATALE, ad alto
      livello, che facesse l'interesse dei
      cittadini e non delle industrie?
      Se non ottengono brevetti, non perdono tempo
      a ricercare, se li possono ottenere, perdono
      tempo a competere e poi come avvoltoi
      strozzeranno tutti per i farmaci... ma in
      che mondo siamo?
      Marcose consideri come funziona lo stato italiano, capisci eprchè è meglio che non faccia nulla altrimenti si spenderebbero soldi e non si otterebbe nulla. la ricerca privata è fatta di competizione e analisti e studiosi hanno ammesso che sebe ciò porti ad alcuni ritardi a volte e ad alcuni errori comunque la competizione accresce e velocizza la ricerca cosa che non farebbe ro scienziati pubblici se non avessero da competere con qualcuno ma si prenderebbero anche più del tempo necessario per la mancanza di motivazione. ci sono pro e contro ma secondo analisti indipendenti questo attuale è ancor ail migliore metodo senza contare che come dici tu lo stato avrebbe costi difficilmente ripagabili
    • Anonimo scrive:
      Re: Collaborazione? Vergogna!
      - Scritto da: Anonimo
      Che collaborazione fra istituti? Se sono in
      COMPETIZIONE per accaparrarsi brevetti e
      diritti, non si scambieranno nessuna
      informazione, anzi, magari si cerchranno di
      danneggiare depistando i "colleghi". Magari
      moriremo quasi tutti di sars, ma chi se ne
      frega, l'importante è, anche se il vaccino
      dovrà arrivare in ritardo, che chi rimane
      ci guadagni moltissimo!
      Questo mi fa tanta tristezza... non è che ci
      vorrebbe una ricerca STATALE, ad alto
      livello, che facesse l'interesse dei
      cittadini e non delle industrie?
      Se non ottengono brevetti, non perdono tempo
      a ricercare, se li possono ottenere, perdono
      tempo a competere e poi come avvoltoi
      strozzeranno tutti per i farmaci... ma in
      che mondo siamo?
      MarcoGia', siamo proprio, per risponderti, in un brutto mondo dove la logica del denaro domina su tutto e su tutti!Non e' solo un fatto di cultura, ma soprattutto di etica e forse di amore verso il prossimo!Tutta questa vicenda, in effetti, mi ricorda tanto un film di fantascienza visto qualche tempo fa di cui non ricordo il titolo, ma in cui si parlava di una coppia di scienziati che, piu' o meno casulamente aveva scoperto una cura miracolosa contro il cancro e per questa scoperta si era attirata alle calcagnia gli agenti di quasi tutte le multinazionali farmaceutiche del mondo, le quali non volevano assolutamente che questa nuova cura si diffondesse troppo presto perch' cosI' non avrebbero piu' potuto guadagniare dalla vendita di chemioterapici ed apparecchiature per la radioterapia!Davvero inquietante (il film) ma a questo punto direi anche piuttosto "futuribile"
  • Anonimo scrive:
    Ecco un altro tipico esempio...
    ... per il quale il brevetto non dovrebbe essere applicato... Essendo una cosa di carattere comune e abbastanza importante non ci dovrebbe essere brevetto ma cooperazione
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