Amazon e il passepartout per i corrieri

Con un citofono intelligente e una targa per auto che funge da cassetta di sicurezza Amazon vuole vincere la frustrazione da prodotto non consegnato. Ma siamo veramente pronti a dare le chiavi di casa o dell'auto a dei perfetti sconosciuti?

Roma – La galoppata di Amazon prosegue imperterrita. Il colosso dell’e-commerce, dopo i tentativi di consegna con droni , sta valutando nuovi modi per rendere più efficiente il recapito della merce ordinata. I punti di raccolta presso terzi (in Italia ad esempio presso uffici postali o armadietti posizionati in supermercati e altri luoghi di passaggio) sono una soluzione efficace al problema delle mancate consegne per assenza del cliente e offrono maggiore flessibilità oraria. Ma avere il prodotto a “portata di mano” è tutta un’altra storia. Ecco che Amazon studia quindi come far sì che la merce possa finire direttamente nell’auto o nell’atrio di casa in maniera autorizzata e sicura. Uno scherzo? No, almeno stando a voci vicine all’azienda.


Una prima partnership potrebbe coinvolgere Amazon e Phrame , produttore di targhe automobilistiche smart in grado di trattenere le chiavi dell’auto dandone accesso a persone autorizzate. “Phrame funge da cassetta di sicurezza per la chiave dell’auto. È dotato di sensori e di un sistema di sicurezza che è possibile installare facilmente sull’automobile intorno alla struttura della targa dell’auto e quindi connettersi allo smartphone. Phrame consente la possibilità di condividere l’accesso alla tua auto tramite la salvaguardia della chiave dell’auto all’interno dello scompartimento. In questo modo, Phrame ti dà il pieno controllo sull’accesso alla tua auto a chiunque desideri tramite l’apposita applicazione” – si legge sul sito dell’azienda. Il dispositivo è tra l’altro in grado di fornire informazioni come posizione dell’auto, temperatura e attività insolite, in tempo reale direttamente sullo smartphone. Già nel 2015 Amazon aveva testato un servizio di consegna con accesso diretto al bagagliaio dell’auto in collaborazione con Audi, Daimler e DHL in Germania.

Parallelamente Amazon starebbe sviluppando anche un citofono/campanello smart capace di fornire un accesso autorizzato alla persona preposta alla consegna . Un codice volatile o un’autorizzazione fornita da remoto mediante l’uso di uno smartphone potrebbero essere tra le soluzioni più probabili, nonostante manchino informazioni dettagliate in merito. Così come non è dato sapere quale sia il partner tecnologico per lo sviluppo di tale dispositivo. Nel frattempo Garageio , è già in grado di fornire qualcosa di simile limitatamente al box auto.

Garageio

Di recente Amazon ha lanciato in alcuni mercati il servizio Photo on delivery , che permette di ricevere sullo smartphone una fotografia del pacchetto consegnato, una sorta di prova che il trasportatore ha fatto il suo dovere. Ma è evidente che si tratta soltanto di una pezza a un problema da affrontare in maniera più strutturata. Lo scorso agosto il servizio postale statunitense ha sospeso le consegne nella zona sud di Milwaukee dopo diversi casi di furti di corrispondenza. August Home , produttore di sistemi per la protezione della casa (che ha avviato un progetto di consegna in-door con Walmart), ha riportato in una recente ricerca che 11 milioni di americani nel 2016 hanno subito un furto di merce appena consegnata. Non solo una questione di comodità, quindi, ma anche si sicurezza .

August

“La consegna a vuoto è la meno auspicabile delle opzioni di  smistamento poiché lascia il pacchetto esposto a tutti i tipi di rischio”, ha dichiarato Natalie Berg, analista di Planet Retail RNG. “Non si tratta solo di costo finanziario, ma anche l’impatto che una mancata consegna può avere sulla reputazione del marchio e la fedeltà dei clienti. Nulla rende gli acquirenti più nervosi di una mancata consegna”. Queste parole spiegano chiaramente l’elevato interesse di Amazon nel trovare soluzioni per migliorare questa delicata situazione. E le porte di casa e dell’auto potrebbero aprirsi anche ai nuovi player per consegne responsabili.

Mirko Zago

Fonte immagine: 1 , 2

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  • bubba scrive:
    oh no.. un altra legislazione ad hoc??
    minchia basta la stessa che c'e' ovunque..... specificare seriamente cosa fa il dildo in questione e mettere delle opzioni di off.Ti prendi un registratore collegato ad internet e ci vuole una legislazione ad hoc? e i cellulari che hanno 8 sensori, mike e fotocamera? mah.
  • sono la morte scrive:
    ma anche no
    Ni, si neh, nah, beh, teh.Spioni sono spioni ma guai affermare che google is evil!Google dont' be evil! Sehhhhhhhhh. (rotfl), una certa 'leggina' inpone a tutte le aziende amerikkane, di infilare vermi nei loro software e prodotti affini, che poi abbiano come fine ultimo spiare il bujo di culo di tutti(ma proprio tutti)gli utenti che ne facessero uso.Ha per i due o tre pedanti Apple e uguale uguale a guggle. altrimenti dovrebbero chiudere in amerikka, capito? Spero che lo scemo che si affaccia come le lucertole al sole sotto i miei post, non se ne esca con una delle sue solite battutine da silicodementerincogliotato.
  • passante scrive:
    Ma è Linux o no?
    (linux)(linux)(linux)
  • prova123 scrive:
    Non lo ha
    prescritto il medico. Il problema non esiste.
  • ambud scrive:
    presa per il chiulo
    Ma dico, scherziamo?Google ha dovuto un problema software ?Non si erano accorti che il microfono rimaneva acceso?Ormai cercano di venderci di tutto, anche noi stessi...
  • minella sapida scrive:
    la patch per non farlo spiare
    la patch per non farlo spiare[img]http://i.pinimg.com/236x/c3/ae/c6/c3aec605cf670dd4f373032f671723c5.jpg[/img]
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