Amazon: un lavoro pulito il nostro

Jeff Bezos risponde direttamente alle accuse sollevate da un reportage del New York Times. Sono solo episodi causali che descrivono un ambiente di lavoro ben diverso dalla realtà

Roma – Jeff Bezos è interveuto direttamente per contrattaccare alle accuse mosse dal New York Times , testata che il 15 agosto ha pubblicato un articolo dal titolo Inside Amazon: Wrestling Big Ideas in a Bruising Workplace in cui punta il dito contro le condizioni di lavoro stranianti all’interno degli uffici Amazon.

Il pezzo – che racconta l’esperienza di una giornalista del NYT che ha lavorato sotto copertura in Amazon ed ha raccolto le dichiarazioni di oltre 100 tra suoi attuali ed ex-dipendenti – ha avuto talmente tanta risonanza da finire per essere ripreso nei giorni scorsi sulle pagine di diverse riviste di tutto il mondo, con titoli e commenti spesso molto critici nei confronti del negozio, digitale o argute riflessioni sulla trasformazione del mondo del lavoro moderno in un incubo fordista 2.0.

Amazon, da parte sua, non nega di voler cambiare qualcosa nel modo di fare business, a partire dal ruolo dei lavoratori: in questo senso potrebbero essere letto il motto interno diffuso negli ambienti di lavoro di Amazon “I am peculiar” (per distinguersi da uffici normali) o le frasi di Bezos spesso destinate a sottolineare l’importanza del lavoro duro, ma ancora di più l’ impegno nella ricerca per l’utilizzo a fini commerciali dei droni.

Tuttavia Jeff Bezos non ci sta a passare come un moderno Scrooge al vertice di un luogo di lavoro a dir poco “distopico, dove non c’è spazio per il divertimento e non si possono sentire risate”. Così, ha invitato i suoi dipendenti a leggere il discusso reportage, ma anche a sentire un’altra campana rappresentata dalla testimonianza di un attuale dipendenti di Amazon che afferma di aver scritto di sua spontanea volontà pur rappresentando il punto di vista dei dirigenti di Amazon.

Bezos, inoltre, ha attaccato il servizio del New York Times , definito pieno di storie episodiche o terribilmente al limite ed, in particolare, chiede ai suoi dipendenti se si riconoscono negli episodi raccontati e poi si interroga se sarebbe davvero competitiva sul mercato del lavoro IT un’azienda che si comportasse nella maniera descritta dal NYT.

Amazon, insomma, non rapresenterà l’idillio di Mountain View, da anni ai primi posti come gradimento per l’ambiente di lavoro, ma confida altresì che i suoi dipendenti non si rispecchino nella descrizione infernale del giornale USA.

Claudio Tamburrino

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  • bubba scrive:
    a chi non capita
    di vedersi sifonare 35 GB di dati (uncompressed) senza accorgersene? :)
    • ... scrive:
      Re: a chi non capita
      - Scritto da: bubba
      di vedersi sifonare 35 GB di dati (uncompressed)
      senza accorgersene?
      :)Considerato che a hacking team ne hanno rubati 15 volte tanto...
      • bubba scrive:
        Re: a chi non capita
        - Scritto da: ...
        - Scritto da: bubba

        di vedersi sifonare 35 GB di dati (uncompressed)

        senza accorgersene?

        :)

        Considerato che a hacking team ne hanno rubati 15
        volte
        tanto...infatti..... e' davvero notevole non accorgersi di una fava
    • ghhh scrive:
      Re: a chi non capita
      E' una cosa comune nella security underground della milano da bere (e sifonare).
  • Luca scrive:
    Si rallegrino
    Almeno le password non erano in chiaro.(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
    • bubba scrive:
      Re: Si rallegrino
      - Scritto da: Luca
      Almeno le password non erano in chiaro.
      (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)anzi in bcrypt... una NOVITA' rispetto ai hash md5
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