AMD, GPU in virtualità

La corporation americana mostra le novità che ha in serbo per la supposta rivoluzione della realtà virtuale prossima ventura, tra caschetti che non hanno bisogno di un PC e nuove GPU ultra-potenti. La VR? Meglio nel cloud

Roma – La rivoluzione del realtà virtuale è in arrivo, dicono all’unisono gli uffici di marketing, e per prepararsi al nuovo mondo AMD ha deciso di posizionarsi come testa di ponte con una sorta di rebranding tutto votato al consumo di esperienze VR, alla produzione di contenuti VR e altre virtualità assortite.

Le novità VR di Sunnyvale includono Sulon Q , casco virtuale che non ha bisogno di collegarsi a un PC perché l’hardware necessario ce l’ha già integrato: equipaggiato con CPU quad-core FX-8800P e GPU Radeon R7, SSD da 256GB, 8 GB di RAM, display OLED 2560×1440 e Windows 10, il nuovo HMD dovrebbe fornire tutto il necessario per un’esperienza VR entry-level ma comunque soddisfacente.

AMD glorifica le capacità aggiuntive di Sulon Q derivate dall’utilizzo di una “Spatial Processing Unit” e delle videocamere integrate, in grado tra le altre cose di mappare l’ambiente circostante al giocatore e quindi unire teoricamente il mondo VR con la realtà aumentata.

LiquidVR, la piattaforma tecnologica che AMD dedica allo sviluppo e al consumo di contenuti VR, favorirà secondo la corporation l’adozione di strumenti “leggeri” come Sulon Q e l’integrazione delle esperienze virtuali con l’immancabile potere del cloud .

E per chi preferisce ancora affidarsi all’hardware fisico da montare su PC fisici? Per la vecchia scuola AMD ha preparato Radeon Pro Duo , scheda discreta a doppia GPU con 16 TeraFLOPS di potenza e ideale secondo la corporation per lo sviluppo, il rendering, i giochi e tutto quanto. Ovviamente in virtualità.

Presto arriveranno le GPU di nuova generazione dell’ architettura Polaris , ma AMD ha già anticipato quello che verrà dopo la next-gen Radeon: a Polaris seguiranno le GPU Vega con memoria HBM2, poi l’architettura Navi con memoria di nuova generazione e consumi energetici ottimizzati.

Alfonso Maruccia

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  • prova123 scrive:
    ISP sostengono le ragioni
    "dei blocchi a livello DNS". Questa misura è già sufficiente è inutile fare altro. :D
  • Antonio Mela scrive:
    Utile, davvero
    Buono a bloccare il sito in sé, ma non certo i relativi torrent, poi immagino che anche in Australia sapranno usarlo benissimo TOR (vedi ottima guida di Luco postata qui ogni tanto dal medesimo).Utile quanto gli annunci trionfali dei nostri PM in tv tipo "abbiamo bloccato per sempre pirate bay", immagino che anche in Australia ci siano altri che rispondono "mo me lo segno" :-)
  • .... scrive:
    + gente entra, + bestie si vedono
    e assistiamo all'ennesima trovata costosa ed inutile degli australiani.sara' perche' quidano contromano come gli inglesi che fanno una caxxata dietro l'altra? voi che ne pensate?
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