Android Wear si affaccia su iPhone?

Mentre scocca l'ora di Apple Watch, pronto ad integrarsi nell'ecosistema chiuso della Mela, Google pensa alla trasversalità, e ad insidiare Cupertino integrandosi con i dispositivi iOS

Roma – Google sarebbe quasi pronta a lanciare una versione di Android Wear per iPhone : la sua piattaforma per smartwatch, dunque, diventerebbe compatibile con i dispositivi con la Mela, estendendo il suo possibile target ed entrando in competizione diretta con Cupertino proprio nel momento dell’esordio dell’orologio intelligente di Apple.

Apple Watch, infatti, è disponibile per i pre-ordini da oggi per i clienti australiani, canadesi, cinesi, francesi, tedeschi, giapponesi, britannici, statunitensi e quelli di Hong Kong e viene mostrato in prova negli Apple Store locali ed in altri negozi autorizzati come la Galleria Lafayette di Parigi e Selfrigdes a Londra. Inoltre, le prime recensioni a superare il livello di produzione di Apple , sapientemente tarato soddisfare il desiderio di esclusività dei primi acquirenti.

La guerra per i wearable, in ogni caso, non si chiuderà con questa prima ondata di Apple Watch ma si giocherà presumibilmente sugli effetti di rete e sull’interoperabilità: come dimostrano l’interesse di Google per la trasversalità e la scelta di Pebble, che funziona sia in combinazione con Android che con iOS, nonché il tentativo di Apple e di altri operatori di creare un proprio ambiente entro cui legare tutti i dispositivi adottati da un utente, sembra questo l’ambito trono da conquistare.
Per questo Google starebbe ora cercando un modo per interfacciarsi con iPhone come fa ora con i dispositivi Android integrandosi alle schede di Google Now, ai sistemi di ricerca e ai comandi vocali. All’attuale stato di sviluppo, sembra funzionare attraverso un’app per iPhone che ne supporta le funzioni basilari di notifica.

Claudio Tamburrino

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  • ... scrive:
    /etc/hosts 127.0.0.1 facebook.com
    e vaffanculo a facebook
  • CrazyCo scrive:
    che palle
    ma ancora a rompere con questa privacy... prima costringono i siti a mettere un avviso inutile sui cookie (che il 90% degli utenti non sa manco cosa sono e viene chiuso in automatico) tutta gente che lo fa per soldi... Anche perchè se ti interessa la privacy ci sono tantissimi strumenti per proteggerla meglio di qualsiasi tribunale.
  • Leguleio scrive:
    Non proprio
    " Ora Schrems racconta con soddisfazione della prima udienza del caso austriaco: "Il tentativo di Facebook di sostenere che non sono un consumatore sembra essere fallito", e la prima questione procedurale per l'avvio della class action si è risolta a favore dell'accusa ".Capisco la soddisfazione di Schrems, ma averla spuntata sulle eccezioni preliminari, così si chiamerebbero in italiano, non significa proprio nulla, non rappresenta affatto una vittoria a favore dell'accusa.La vera battaglia si combatterà nel merito, non nel metodo.
    • panda rossa scrive:
      Re: Non proprio
      - Scritto da: Leguleio
      " Ora Schrems racconta con soddisfazione della
      prima udienza del caso austriaco: "Il tentativo
      di Facebook di sostenere che non sono un
      consumatore sembra essere fallito", e la prima
      questione procedurale per l'avvio della class
      action si è risolta a favore
      dell'accusa ".

      Capisco la soddisfazione di Schrems, ma averla
      spuntata sulle eccezioni preliminari, così si
      chiamerebbero in italiano, non significa proprio
      nulla, non rappresenta affatto una vittoria a
      favore
      dell'accusa.
      La vera battaglia si combatterà nel merito, non
      nel
      metodo.Intanto partiamo da 1-0.Palla al centro.
      • Leguleio scrive:
        Re: Non proprio


        Capisco la soddisfazione di Schrems, ma averla

        spuntata sulle eccezioni preliminari, così si

        chiamerebbero in italiano, non significa proprio

        nulla, non rappresenta affatto una vittoria a

        favore

        dell'accusa.

        La vera battaglia si combatterà nel merito, non

        nel

        metodo.

        Intanto partiamo da 1-0.
        Palla al centro.D'accordo sulla palla al centro, ma Schrems non ha segnato alcun gol. Facebook ci ha tentato con una questione procedurale che era sostanzialmente una tecnica dilatoria, e gli è andata male. Niente di più. Con lo svolgimento e l'esito del processo non c'entra nulla.
  • ... scrive:
    Facebook! Censura! Scandalo!
    Parola di sito che censura tutto!Fate ridere.
    • Etem scrive:
      Re: Facebook! Censura! Scandalo!
      Assolutamente d'accordo.P.I. è proprio un forum sfigato, anche se saltuariamente (molto saltuariamente...) visitabile.
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