Antitrust, filtri calati sull'e-commerce

I vertici di AGCM hanno predisposto il blocco di tutti gli accessi al network gestito da Private Outlet, accusato di comportamenti lesivi nei confronti dei consumatori italiani. Segnalati indirizzi IP e URL

Roma – È stato oscurato a causa di “gravi ed invasivi comportamenti nei confronti dei consumatori” del Belpaese. Il network di siti gestito da Private Outlet è così finito nel mirino dell’Autorità Garante del Mercato e della Concorrenza (AGCM), che nel suo bollettino 8/2012 del 12 marzo scorso ha obbligato i vari provider italiani a bloccare tutti gli accessi alla piattaforma per il commercio elettronico .

Prodotti griffati – in particolare nei settori moda e lifestyle – a prezzi scontati fino al 70 per cento. Questa la promessa che aveva attirato verso il network numerosi utenti tricolore. Le autorità antitrust hanno però accusato Private Outlet di aver diffuso “contenuti idonei ad indurre in errore i consumatori in merito alla disponibilità dei prodotti offerti in vendita”.

In particolare , la piattaforma di e-commerce avrebbe spesso consegnato la merce in forte ritardo – a volte non consegnato affatto – con “codici di spedizione Bartolini inesistenti per comprovare l’avvenuto invio della merce” e “mancato risarcimento degli utenti truffati”. Il servizio clienti della società è stato definito “limitato”, con “ostruzioni all’esercizio dei diritti contrattuali dei consumatori”.

Sulla base delle varie evidenze raccolte, AGCM ha imposto agli ISP l’oscuramento del sito tramite sequestro di tutti i domini facenti riferimento al network Private Outlet . Tra gli spazi indicati dall’Antitrust c’è espacemax.com , privateoutlet.biz oltre alle versioni francese, inglese, tedesca della piattaforma.

“I comportamenti scorretti constatati dall’Antitrust non sono una novità nel settore dell’e-commerce – ha spiegato il segretario generale di Adiconsum Pietro Giordano – Il Ministero dello Sviluppo Economico deve istituire una Centrale Rischi che permetta al consumatore di segnalare i siti non ritenuti corretti, e che sia in grado di procedere a controlli veloci ed eventuali chiusure del sito”.

“L’istituzione della Centrale Rischi è la sola modalità che possa aiutare il mercato nel suo complesso a maturare e nello stesso tempo che prevenga azioni unilaterali ed estreme come l’oscuramento del sito e-commerce privateoutlet.com “, ha aggiunto Andrea Spedale, attuale presidente dell’Associazione Italiana Commercio Elettronico (AICEL).

C’è chi ha espresso più di un dubbio sui meccanismi adottati da AGCM per il blocco del network. Nel bollettino è stato infatti citato uno specifico indirizzo IP con una serie di indirizzi web. “E se cambia indirizzo IP? – si è chiesto l’esperto Stefano Quintarelli – È ancora corrispondente? E se cambiano nome? Ribadisco, se è uno che truffa, non è meglio disporre agli intermediari di pagamento di NON processare i pagamenti?”.

Mauro Vecchio

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