Antitrust, il segreto di Google è pubblico

Le proposte con cui Mountain View vorrebbe restituire visibilità ai concorrenti avrebbero dovuto circolare solo fra gli attori del mercato che stanno lavorando con l'antitrust europeo. Ma c'è chi ha parlato

Roma – Era stato distribuito dalle autorità europee in 125 copie, in via riservata, a tutti gli attori del mercato che sollecitavano l’intervento antitrust nei confronti di Google e delle pratiche che adotta nell’ambito del search e dei servizi di advertising. Ma c’è una talpa, fra gli aspiranti concorrenti di Mountain View: il documento che contiene le proposte formulate dalla Grande G per ammansire i concorrenti e le autorità europee, insieme al questionario stilato dall’antitrust, è stato rivelato alla stampa .

Non è dato sapere chi sia la fonte anonima che ha diffuso il fascicolo, pubblicato fra gli altri dal New York Times : datato 21 ottobre 2013, si tratta del documento con cui la Commissione Europea ha sottoposto agli attori del mercato coinvolti le ultime proposte con cui Google auspica di ristabilire la concorrenza sul mercato europeo del search, e dell’advertising basato sul search. Proposte che lo stesso vicepresidente della Commissione Europea Joaquín Almunia aveva definito “significativamente migliorate” rispetto a quelle messe sul piatto in passato dal colosso di Mountain View.

Ma basteranno le soluzioni avanzate da Google a soddisfare l’ agguerrita coalizione che ha innescato l’indagine antitrust europea? Le opinioni raccolte non sembrano lasciare speranze a Google: gli ultimi aggiustamenti apportati alle remedy non sembrano discostarsi abbastanza dalle precedenti proposte , ritenute insufficienti, e mancherebbero ancora i dati empirici in grado di dimostrare l’efficacia del piano della Grande G.

Il sistema di visualizzazione dei risultati sponsorizzati, ad esempio, giocherebbe ancora troppo a favore di Google, garantendo ai contendenti sul mercato del search verticale una visibilità ancora troppo modesta, se non a pagamento : se la proposta di risoluzione venisse adottata, ha sottolineato una rappresentante di Foundem, fra i primi attori del mercato a puntare il dito contro Mountain View, “non farebbe che supportare Google nella sua strategia a lungo termine di transizione dal traffico basato su risultati organici a quello basato su risultati a pagamento”.

E se Google ha aggiornato le proprie soluzioni per garantire una maggiore competizione per tutti i tipi di ricerca, compresa quella mobile e basata su input vocali, e si è dimostrata disponibile a creare un sistema che permetta di verificare quali porzioni dei testi che afferiscono ai servizi concorrenti vengano sfruttate da Google a mo’ di anteprima per i propri servizi, a parere delle parti interessate esisterebbero ancora delle scappatoie in grado di permettere a Google di svincolarsi dalle promesse, magari redirigendo il traffico dai domini nazionali dei singoli paesi europei al dominio .com , che non è interessato dagli accordi.

La scadenza imposta dalla Commissione Europea per accogliere le risposte delle parti interessante è fissata per il 25 novembre. Se le critiche dovessero rivelarsi troppo cocenti e la possibilità di un accordo sfumasse nuovamente, Google rischia una multa che potrebbe raggiungere il 10 per cento del suo fatturato annuale.

Gaia Bottà

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  • boh scrive:
    Ma solo a me?
    Fa pena tuitter??????Va beh a me fa pena anche fessbukk e tutte le cazzate social che vanno di moda. <i
    Vasa inania multum strepunt </i
    Umanità sei alla frutta, urge un reset quanto prima.
  • iRoby scrive:
    Il gratis che uccide
    Cito dal seguente articolo che gira in numerosi blog:http://www.rischiocalcolato.it/2013/10/fanelli-il-gratis-che-uccide-e-commento-di-blondet.html#"Adesso ce lho chiaro: compagnie come twitter, che hanno ricevuto prestiti da UN MILIARDO DI DOLLARI senza neanche avere un business model, offrono gratis servizi che a chi sta su un mercato normale, ove le cose costano, costano.Tante telco hanno provato ad introdurre servizi di microblogging, ma nessuna aveva dietro prestiti da UN MILIARDO DI DOLLARI, e quindi non poteva competere."
    • cicciobello scrive:
      Re: Il gratis che uccide
      Ho letto, ma dove sarebbe il problema? per l'utente è solo un vantaggio: ha il prodotto/servizio gratis, tanto paga qualcun altro.L'articolo mi ricorda i piagnucolii dei dipendenti di piccole software house che sviluppano programmi proprietari, quando arriva un programma libero e gratuito che fa le stesse cose: loro dicono che non potranno più sviluppare i loro programmi a pagamento... ma il punto è che non serve che lo facciano, se già esiste qualcosa di meglio che è liberamente accessibile.
      • uTonto scrive:
        Re: Il gratis che uccide
        Non trovi che ci sia del "marcio" dietro ?Queste aziende esistono solo per schedarti, siamo tornati al periodo dove si marchiavano le persone, ma adesso lo si fa "democraticamente"
        • cicciobello scrive:
          Re: Il gratis che uccide
          Nessuno spia i fatti tuoi: sei tu che li vai a raccontare ai quattro venti.Se una cosa è privata, non la metti su un social network e basta. Se invece la metti online, non è più privata; cambierebbe forse qualcosa se tu scrivessi i tuoi pensieri non su twitter, ma su un blog tuo ospitato da un tuo server personale sul quale hai il pieno controllo? No, perchè chiunque potrebbe consultare il blog, copiarselo e archiviarlo (come fanno ad esempio The Internet Archive, o la cache di Google o di Bing)
        • Funz scrive:
          Re: Il gratis che uccide
          - Scritto da: uTonto
          Non trovi che ci sia del "marcio" dietro ?

          Queste aziende esistono solo per schedarti, siamo
          tornati al periodo dove si marchiavano le
          persone, ma adesso lo si fa
          "democraticamente"Tutto quello che scrivi su Twitter è pubblico, a differenza di altri social network.Tant'è che Twitter non l'ho nemmeno visto sulle famose slide di Snowden... non è che NSA non controlli tutto quello che viene scritto lì dentro, solo non ha bisogno di farlo di nascosto.
          • uTonto scrive:
            Re: Il gratis che uccide
            Continuate ancora con il vostro piano diabolico.... ma non vi rendete conto che la famosa "primavera araba" non è mai esistita "realmente" ma che è stata pompata tramite twitter ? Oggi si vedono i risultati reali in quei paesi.Poi continuate a dire che se non sei registrato o non scrivi non possono sapere nulla di te, questo è un altro falso che voi "complici del piano diabolico" continuate a sostenere.Basta avere due amici registrati in quei servizi per essere schedati, secondo voi quando un amico importa la sua rubrica in twitter vi trovate pure voi "schedati" in base a cio che dice lui e gli altri che mi hanno in rubrica e si registrano a questi servizi diaboliciPiu sei un essere sociale e piu sei schedato, forse voi siete asociali e di questi problemi non ne avete
          • Funz scrive:
            Re: Il gratis che uccide
            - Scritto da: uTonto
            Continuate ancora con il vostro piano
            diabolico.... ma non vi rendete conto che la
            famosa "primavera araba" non è mai esistita
            "realmente" ma che è stata pompata tramite
            twitter ? Oggi si vedono i risultati reali in
            quei
            paesi.che c'entra col semplice fatto che tutto quello che scrivi su Twitter è pubblico e leggibile da chiunque (spie, morose/i, vicini impiccioni, capuffici)?
            Poi continuate a dire che se non sei registrato o
            non scrivi non possono sapere nulla di te, questo
            è un altro falso che voi "complici del piano
            diabolico" continuate a
            sostenere.mai detto. Possono sapere un sacco di te anche se non possiedi nemmeno uno smartphone, guarda.
            Basta avere due amici registrati in quei servizi
            per essere schedati, secondo voi quando un amico
            importa la sua rubrica in twitter vi trovate pure
            voi "schedati" in base a cio che dice lui e gli
            altri che mi hanno in rubrica e si registrano a
            questi servizi
            diabolici

            Piu sei un essere sociale e piu sei schedato,
            forse voi siete asociali e di questi problemi non
            ne
            aveteNon capisco perché te la prendi con me, comunque è un buon motivo in più per essere asociali :p
      • panda rossa scrive:
        Re: Il gratis che uccide
        - Scritto da: cicciobello
        Ho letto, ma dove sarebbe il problema? per
        l'utente è solo un vantaggio: ha il
        prodotto/servizio gratis, tanto paga qualcun
        altro.

        L'articolo mi ricorda i piagnucolii dei
        dipendenti di piccole software house che
        sviluppano programmi proprietari, quando arriva
        un programma libero e gratuito che fa le stesse
        cose: loro dicono che non potranno più sviluppare
        i loro programmi a pagamento... ma il punto è che
        non serve che lo facciano, se già esiste qualcosa
        di meglio che è liberamente
        accessibile.L'esempio non calza.Il software non e' un prodotto.Qualcuno ha provato a trattarlo come un prodotto e per un certo tempo e' anche riuscito a fare business, ma alla lunga il software sara' destinato ad essere tutto gratis e quindi le software house, invece di piagnucolare, devono solo ringraziare per il tempo che hanno avuto di fare business prima che uscisse l'equivalente gratis.
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