Apple, i brevetti che fanno calare il silenzio

La storia di una bambina muta che potrebbe di nuovo rimanere senza voce rischia ora di imbarazzare Cupertino. Apple, aderendo alle proprie linee guida, ha rimosso dall'App Store uno strumento di accessibilità e comunicazione

Roma – Apple ha deciso di rimuovere da iTunes l’applicazione per iPad che permette alle persone mute di comunicare con un semplice meccanismo che collega icone a concetti e suoni, Speak for Yourself ( SfY ).

SfY è stata denunciata per infrazione di proprietà intellettuale da Prentke Romich Company (PRC) e Semantic Compaction Systems (SCS), due grandi aziende che operano nel panorama dei produttori di dispositivi di comunicazione alternativi. Cupertino, così, ha applicato la sua ordinaria procedura, e una volta ricevuta la richiesta di rimozione di PRC e SCS ha provveduto a rimuovere l’app accusata di violazione brevettuale: un’ipotesi che viola le sue linee guida.

Quest’azione precauzionale, tuttavia, questa volta rischia di creare un danno maggiore del previsto, sia per l’immagine di Apple che viene ora apostrofata come “azienda che vuole azzittire una bambina”, che per gli utenti dell’app: essa ha uno sponsor d’eccezione in un blogger che l’ha individuata come strumento ideale per permettere a sua figlia muta di comunicare e che dunque ora ha denunciato la sparizione dell’app come un’ingiustizia che lo lascia senza alternative.

L’app, infatti, resta per il momento sull’iPad della figlia del blogger, ma SfY non può più rilasciare aggiornamenti, il che significa che con i prossimi update di iOS diventerà ben presto inutilizzabile.

Né PRC né SCS, d’altronde, offrono app per iPad che fungano allo stesso scopo, ma dispositivi ad hoc che, in quanto collegati ad hardware specifico, costano molto più di una semplice applicazione: sfiorano un prezzo di circa 9mila dollari e secondo alcuni utenti non hanno la stessa facilità di utilizzo e manovrabilità.

Claudio Tamburrino

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