Apple/ Il Media Center che c'è nel Mac

di D. Galimberti - Perché non esiste un Apple Media Center? Rispondere a questa domanda significa comprendere la filosofia di Apple e la natura del Mac


Nei giorni precedenti la presentazione del Mac mini, una delle indiscrezioni più gettonate riguardava la possibile uscita di un fantomatico Apple Media Center . In realtà, stando ad alcune dichiarazioni passate, l’idea di un Media Center prodotto da Apple è quasi certamente da scartare.

Idealmente parlando, quando una persona si mette di fronte ad un televisore “spegne il cervello” ed assume un atteggiamento passivo nei confronti di quello che vede; viceversa, quando ci si mette al computer, l’atteggiamento è necessariamente attivo. Vista in quest’ottica, conciliare le due cose non è certo un compito semplice: siamo tutti d’accordo che un dispositivo in grado di trasmettere le nostre foto e filmati sul televisore, nonché registrare le nostre trasmissioni preferite (eventualmente anche su DVD) sarebbe molto comodo, e lo sarebbe ancora di più se potesse anche trasmettere la musica allo stereo, eseguire i nostri videogiochi preferiti, e permetterci di accedere ad Internet (magari anche solo per controllare la posta elettronica). Un dispositivo del genere, però, non deve essere necessariamente un computer: già oggi ogni lettore DVD è in grado di visualizzare anche foto e filmati compressi, mentre non è difficile trovare sul mercato dei videoregistratori basati su hard-disk e dotati di DVD recorder. Anche alcune console sono dotate di hard-disk, possono collegarsi in rete, e leggono senza problemi i comuni DVD. Basta un piccolo sforzo per far collimare il tutto, senza disturbare normali computer e sistemi operativi.

Per un noto corollario della legge di Murphy, più un sistema è complesso, più frequenti e numerosi saranno i problemi: perchè sobbarcarsi tutte le complicazioni implicite di un sistema simile, per utilizzare solo una ristretta gamma delle funzionalità che un computer completo è in grado di offrire? Un sistema operativo tradizionale implica la necessità di aggiornare frequentemente il software, tanto più se ha la possibilità di collegarsi ad Internet: aggiornamenti per la sicurezza, antivirus, patch varie, e quant’altro. Anche l’hardware non è esente da manutenzione: un nuovo gioco può richiedere più RAM o una nuova scheda video (e di conseguenza nuovi driver e tutto quello che ne consegue per l’aggiornamento del software). Una console invece non richiede alcun aggiornamento hardware né software, è lecito pensare che non abbia problemi di virus, e presumibilmente neanche di sicurezza.

Il fatto stesso che un Media Center basato su un normale computer possa essere molto “delicato” è stato evidenziato anche durante la presentazione ufficiale del sistema, occasione nella quale si sono verificati diversi problemi di funzionamento. Sicuramente siamo ancora agli inizi e ci sono diversi margini di miglioramento, sia tecnici che funzionali (per questi ultimi servirà anche il feedback degli utenti), e molto probabilmente ogni problema può essere risolto da chi ha la sufficiente esperienza nella gestione di un computer. Ma è proprio questo l’anello debole del sistema: un Media Center, per definizione, dovrebbe essere un sistema fruibile da tutti, anche da chi ha un livello di esperienza informatica vicino allo zero. Un Media Center non dovrebbe avere nessun problema (per quanto semplice possa essere la sua soluzione), e dovrebbe essere la massima esemplificazione del Plug&Play.

In linea generale, la mia idea di Media Center è molto più vicina ad una console evoluta o ad un lettore DVD potenziato che non a un computer adibito a funzioni specifiche e limitate. Qualcosa del genere lo ha già realizzato Sony con la (non troppo fortunata) PSX, ma anche la stessa Xbox di Microsoft potrebbe andarci non troppo lontano, e non è difficile immaginare che la prossima generazione di console potrà svolgere grossomodo tutto quello che ci aspettiamo da un Media Center.


Nonostante le considerazioni fatte in precedenza, il Media Center sembra essere per molti la moda del momento. Così l’uscita del Mac mini, grazie anche al suo prezzo molto interessante, ha scatenato la fantasia di molti sviluppatori, impegnati nella realizzazione di interessanti applicazioni allo scopo di trasformare il Mac mini in un vero e proprio centro multimediale. Tutto sommato il Mac mini si presta molto a questo tipo di utilizzo: è piccolo, silenzioso, ed esteticamente fa la sua bella figura anche di fianco ai più moderni televisori, con i quali si può collegare direttamente in digitale (è infatti dotato di uscita DVI).

Dal punto di vista hardware il Mac mini è una macchina fatta e finita, che non necessita di manutenzione o aggiornamenti (al massimo possiamo aumentarne la RAM e cambiare l’hard disk). La dimensione ridotta e la possibilità di utilizzare tastiera e mouse wireless ne può inoltre facilitare l’eventuale trasporto da una stanza all’altra, consentendo un utilizzo “misto” del dispositivo, sia come Media Center, che come computer vero e proprio.

Dal punto di vista del sistema operativo, Mac OS X è sufficientemente sicuro ed affidabile, e (almeno per ora) immune al problema dei virus; questo dovrebbe limitare, se non ridurre a zero, eventuali problemi di manutenzione della macchina stessa.

Per quanto riguarda il software, grazie iLifè05 il Mac mini è già dotato di tutto il necessario per catalogare ed elaborare musica, immagini, filmati, nonché per creare presentazioni, slide-show e DVD.

Ma partiamo dall’inizio: se vogliamo realizzare un Media Center, occorrerà un dispositivo che consente di acquisire il segnale dal televisore ed effettuare delle videoregistrazioni. Per questo scopo esistono diverse soluzioni, tra cui le più famose delle quali sono quelle proposte da Elgato . Nella vasta gamma di prodotti proposto da questo produttore ci sono anche dispositivi in grado di ricevere il segnale digitale terrestre (anch’esso molto in voga al momento), ed ai quali è possibile abbinare un telecomando , elemento quasi indispensabile per realizzare un Media Center.

L’invio di musica allo stereo non rappresenta alcun problema: oltre al collegamento diretto è possibile utilizzare anche Airport Express, e tramite iTunes sarà possibile diffondere la propria musica in tutta la casa, anche a più dispositivi, e anche con segnale ottico digitale di cui è dotata la piccola base wireless di Apple.

Quello che ancora manca è un software che faccia da interfaccia utente semplificata in modo tale da poter richiamare tutto quello che ci serve dal nostro Mac in maniera immediata, anche con i semplici tasti di un telecomando. Una soluzione completa ancora non esiste, ma c’è un progetto che mira alla realizzazione del software free per la gestione di un Mac Media Center: grossomodo sembra che le linee guida siano già state tutte definite, quindi è lecito aspettarsi che le prime release non tardino ad uscire.

In tutto questo formicolio di interessi, non è difficile immaginare che presto potremmo trovare sul mercato anche delle soluzioni commerciali complete proposte dai più famosi produttori di accessori per Macintosh, come la Griffin , che sembra già interessata alla realizzazione di un prodotto del genere. In attesa di tutto ciò, c’è anche chi ha ideato delle soluzioni complete fai-da-te .

Insomma, l’inventiva non manca, e cercando in rete non è difficile trovare altre informazioni per realizzare un Apple Media Center partendo da un Mac mini.

Domenico Galimberti

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  • Anonimo scrive:
    fuck fedora
    fuck fedora and yuor commercial political
  • Anonimo scrive:
    Re: il nuovo capital... ma fatemi il paicere
    - Scritto da: awerellwv
    > software libero non vuole dire GRATIS...Come no, basta leggere questo:http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.it.html-Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo (libertà 0).-Libertà di studiare come funziona il programma e adattarlo alle proprie necessità (libertà 1). L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.-Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare il prossimo (libertà 2).-Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (libertà 3). L'accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.Vista questa assurda definizione,poichè il prezzo si definisce tra l'incontro della domanda e dell'offerta,come fa a formarsi un prezzo, rispettando quelle regole? Non può.
    > e poi a voi cosa ce ne frega se red hat
    > ENTERPRISE SERVER si fa pagare? avete
    > aziende da + di 500 dipendenti? red hat al
    > tempo stesso cura il progeto fedora e non ho
    > mai visto chiedere un euro per la distro... Prendetevi le vostre responsabilità, se andate a sbandierare in giro che il "software libero" renderà tutti liberi e che è un dono all'umanità, non stupitevi se qualcuno storce il naso quando scopre che dietro a tutto questo c'è un grosso business.Se ci tenete tanto ad aiutare il mondo andate a fare il servizio civile volontario o andate in Missione a portare un vero aiuto concreto nei paesi del terzo mondo, altrimenti tutte queste prediche saranno solo ipocrisie. > e poi non volete red hat perche' si paga?
    > montatevi la struttura di rete con debian e
    > non pressate...
    > > dai su non fate i trolloni....Certo, chi non è d'accordo viene mandato in quel paese di Trollandia, in nome del bene comune.
  • Anonimo scrive:
    Re: Red Hat: il nuovo capitalismo masche
    - Scritto da: Anonimo
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > > > - Scritto da: Anonimo
    > > > > > > - Scritto da: Anonimo
    > > > > > > > > - Scritto da: Anonimo
    > > > > > > > > > > - Scritto da: Anonimo
    > > > > > > ...un'altra cosa che
    > > odio di
    > > > red
    > > > > hat e
    > > > > > che
    > > > > > > si fatta quotare
    > pure in
    > > > borsa :s
    > > > > > > da un lato vogliono
    > > diffondere
    > > > > l'open
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    > > > > > > e il software
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    > > > dall'altra
    > > > > > mettono
    > > > > > > dei listini per i
    > loro
    > > OS del
    > > > > casso :@
    > > > > > > > > > > > > ma con quale faccia
    > > > un'azienda che
    > > > > > sposa il
    > > > > > > software libero e
    > > democratico
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    > > > > > linux, si
    > > > > > > immerge nella stessa
    > > merda
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    > > odiose
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    > > > > > > americane (e anche
    > > italiane)
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    > > > > > > > > > > > > Voce unanime Open
    > Source:
    > > > "Red Hat
    > > > > posa
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    > > > > > > pinguino e lasciaci
    > > liberi,
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    > > trollate,
    > > > che poi
    > > > > > magari gli sprovveduti ci
    > > credono.
    > > > > > L'open source non ha
    > nulla a
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    > > > > > solite paccottiglie da
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    > > > > hai qualcosa contro i centri
    > > sociali e i
    > > > > cannaioli?
    > > > > > > > > > SI !
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    > > > > i LUG sono centri sociali per cannaioli
    > > No. I cannaioli sono quelli che si fanno le
    > canne e invece i LUG sono i luoghi dove si
    > incontrano alcuni appassionati di un ben
    > preciso sistema operativo. Mi rendo
    > però conto che sono concetti al di
    > fuori della tua portata...http://zentara.net/penquin.jpg
  • Anonimo scrive:
    Re: Red Hat: il nuovo capitalismo masche
  • Anonimo scrive:
    Re: Red Hat: il nuovo capitalismo masche
    - Scritto da: Anonimo
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > > > - Scritto da: Anonimo
    > > > > > > - Scritto da: Anonimo
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    > > > > > ...un'altra cosa che
    > odio di
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    > > un'azienda che
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    > > "Red Hat
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    > trollate,
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    > credono.
    > > > > L'open source non ha nulla a
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    > > > > solite paccottiglie da centro
    > > sociale.
    > > > hai qualcosa contro i centri
    > sociali e i
    > > > cannaioli?
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    > > i LUG sono centri sociali per cannaioliNo. I cannaioli sono quelli che si fanno le canne e invece i LUG sono i luoghi dove si incontrano alcuni appassionati di un ben preciso sistema operativo. Mi rendo però conto che sono concetti al di fuori della tua portata...
  • Anonimo scrive:
    Re: Red Hat: il nuovo capitalismo masche
    - Scritto da: Anonimo
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > > > - Scritto da: Anonimo
    > > > > > > - Scritto da: Anonimo
    > > > > ...un'altra cosa che odio di
    > red
    > > hat e
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    > > > > si fatta quotare pure in
    > borsa :s
    > > > > da un lato vogliono diffondere
    > > l'open
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    > > > > e il software libero e
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    > > > mettono
    > > > > dei listini per i loro OS del
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    > > > > > > > > ma con quale faccia
    > un'azienda che
    > > > sposa il
    > > > > software libero e democratico
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    > > > > immerge nella stessa merda
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    > > > > draga e tutte quelle odiose
    > > > società
    > > > > americane (e anche italiane)
    > ???
    > > > > > > > > Voce unanime Open Source:
    > "Red Hat
    > > posa
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    > > > > pinguino e lasciaci liberi,
    > liberi
    > > di
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    > > > > software!!!"
    > > > > (linux)
    > > > > > > > > > Non cominciamo con le trollate,
    > che poi
    > > > magari gli sprovveduti ci credono.
    > > > L'open source non ha nulla a che
    > fare
    > > con le
    > > > solite paccottiglie da centro
    > sociale.
    > > hai qualcosa contro i centri sociali e i
    > > cannaioli?
    > > > SI !
    > > > (linux)i LUG sono centri sociali per cannaioli
  • Anonimo scrive:
    Re: Red Hat: il nuovo capitalismo masche
    - Scritto da: Anonimo
    > > - Scritto da: Anonimo
    > > > > - Scritto da: Anonimo
    > > > ...un'altra cosa che odio di red
    > hat e
    > > che
    > > > si fatta quotare pure in borsa :s
    > > > da un lato vogliono diffondere
    > l'open
    > > source
    > > > e il software libero e dall'altra
    > > mettono
    > > > dei listini per i loro OS del
    > casso :@
    > > > > > > ma con quale faccia un'azienda che
    > > sposa il
    > > > software libero e democratico come
    > > linux, si
    > > > immerge nella stessa merda dove
    > sguazza
    > > il
    > > > draga e tutte quelle odiose
    > > società
    > > > americane (e anche italiane) ???
    > > > > > > Voce unanime Open Source: "Red Hat
    > posa
    > > il
    > > > pinguino e lasciaci liberi, liberi
    > di
    > > fare
    > > > software!!!"
    > > > (linux)
    > > > > > > Non cominciamo con le trollate, che poi
    > > magari gli sprovveduti ci credono.
    > > L'open source non ha nulla a che fare
    > con le
    > > solite paccottiglie da centro sociale.
    > hai qualcosa contro i centri sociali e i
    > cannaioli?SI !(linux)
  • markoer scrive:
    Re: Non nominare il nome di ****** invan
    - Scritto da: Anonimo
    > > > metri... scusa ma è
    > incomprensibile
    > > quello che scrivi...
    > > Significa: www.centos.org, che ha ricevuto
    > un'ingiunzione da RedHat perchè non
    > ne citi più nemmeno il nome. Quale ingiunzione? lo ho visto solo un'email.
    > Una mossa che non credo riscuoterà
    > molte simpatie nella comunità open
    > source, per così dire.Una mossa che probabilmente è nel pieno diritto legale di RedHat.Purtroppo viviamo in una società in cui il "logo" conta e quello di RedHat è estremamente forte e visibile nella comunità Open Source, per così dire.Ciao.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non nominare il nome di ****** invan
      - Scritto da: markoer
      > Purtroppo viviamo in una società in
      > cui il "logo" conta e quello di RedHat
      > è estremamente forte e visibile nella
      > comunità Open Source, per così
      > dire.L'utilizzo di un logo è una cosa, un link o citare il nome di un'azienda è un'altra
  • Anonimo scrive:
    redhat è contro l' open source
    ORA CI HAI STUFATO CON LA TUA POLITICA DEL BUSINESSO TORNI CON LA COMUNITA' O SEI FUORI !!!I l(linux)ve
    • Anonimo scrive:
      Re: redhat è contro l' open source
      - Scritto da: Anonimo
      > ORA CI HAI STUFATO CON LA TUA POLITICA DEL
      > BUSINESS
      > > O TORNI CON LA COMUNITA' O SEI FUORI !!!Tu invece sei già fuori...
    • markoer scrive:
      Re: redhat è contro l' open source
      Troll.La RedHat l'Open Source l'ha inventato... la TUA "comunità" sospetto che sia qualcosa di simile a quella di Muccioli :-)- Scritto da: Anonimo
      > ORA CI HAI STUFATO CON LA TUA POLITICA DEL
      > BUSINESS
      > > O TORNI CON LA COMUNITA' O SEI FUORI !!!
      > > I l(linux)ve
      • Anonimo scrive:
        Re: redhat è contro l' open source
        - Scritto da: markoer
        > Troll.
        > > La RedHat l'Open Source l'ha inventato... la
        > TUA "comunità" sospetto che sia
        > qualcosa di simile a quella di Muccioli :)Sta in un LUG a spippacchiare canne tra una compilata e l'altra.
        • markoer scrive:
          Re: redhat è contro l' open source
          - Scritto da: Anonimo
          > > - Scritto da: markoer
          > > Troll.
          > > > > La RedHat l'Open Source l'ha
          > inventato... la
          > > TUA "comunità" sospetto che sia
          > > qualcosa di simile a quella di Muccioli
          > :)
          > > Sta in un LUG a spippacchiare canne tra una
          > compilata e l'altra.Ammesso e non concesso che ci stia...
  • Anonimo scrive:
    si scoprono gli altarini
    http://linux.slashdot.org/linux/05/02/14/1255206.shtml?tid=110&tid=218"As you probably know, Centos is a free distribution compiled from sources of Red Hat Enterprise Linux. As requested, the distro has any references to Red Hat removed. But now Red Hat has decided that Centos must not even mention their name on the web site, or link to Red Hat, or even use metatags with its name on it. " Well, actually, what RHAT has asked for is that Centos comply with the their terms for using the name; Matthew Szulik has talked about this before, and should be noted that not all of the copyright stuff is "bad."prima si sfruttano gli open muli, poi questi sono i risultati, peggio di M$W FreeBSD
    • Anonimo scrive:
      Re: si scoprono gli altarini
      - Scritto da: Anonimo
      > W FreeBSDtroll.un utente Freebsd non farebbe mai un ragionamento come il tuo , non fosse altro perche' freebsd incoraggia a prendere il codice e a inglobarlo in prodotti proprietari .
    • Anonimo scrive:
      Re: si scoprono gli altarini
      - Scritto da: Anonimo
      > linux.slashdot.org/linux/05/02/14/1255206.sht
      > > "As you probably know, Centos is a free
      > distribution compiled from sources of Red
      > Hat Enterprise Linux. As requested, the
      > distro has any references to Red Hat
      > removed. But now Red Hat has decided that
      > Centos must not even mention their name on
      > the web site, or link to Red Hat, or even
      > use metatags with its name on it. " Well,
      > actually, what RHAT has asked for is that
      > Centos comply with the their terms for using
      > the name; Matthew Szulik has talked about
      > this before, and should be noted that not
      > all of the copyright stuff is "bad."
      > > prima si sfruttano gli open muli, poi questi
      > sono i risultati, peggio di M$
      > > W FreeBSDNon capisco questo messaggio; l'esistenza di Centos o di White box o altri (che sono basati su RHEL) è solo la dimostrazone che RHEL è effettivamente open source.Basta prendere i sorgenti (che sono disponibili) rimuovere i riferimenti al marchio RedHat (che è tutelato) e poi ricompilare. E' tutto chiaramente specificato sul sito RedHat e lo è da anni. I binari non sono ridistribuibili mentre i sorgenti sì (come prevede la licenza GPL, peraltro, che non ha mai implicato la gratuità).Il fatto poi che si utlizzino le esperienze di prodotti più sperimentali e aperti per inglobarle in prodotti commerciali (sempre open) è consentito dalla licenza GPL.Non vedo altarini o sfruttamento di sorta. La GPL non implica la rinuncia alla tutela al nome o marchio aziendale, per quanto il comportamento di RedHat possa risultare poco simpatico. In fin dei conti la vendita di servizi si basa sul nome e sul prestigio.Se vuoi supporto aziendale e certificazioni compri RedHat (o Suse, o altri) mentre se non hai bisogno di supporto ufficiale usi Centos o quello che ti pare.SalutiProspero
  • Anonimo scrive:
    Red Hat: il nuovo capitalismo mascherato
    ...un'altra cosa che odio di red hat e che si fatta quotare pure in borsa :sda un lato vogliono diffondere l'open source e il software libero e dall'altra mettono dei listini per i loro OS del casso :@ma con quale faccia un'azienda che sposa il software libero e democratico come linux, si immerge nella stessa merda dove sguazza il draga e tutte quelle odiose società americane (e anche italiane) ???Voce unanime Open Source: "Red Hat posa il pinguino e lasciaci liberi, liberi di fare software!!!"(linux)
    • Anonimo scrive:
      Re: Red Hat: il nuovo capitalismo masche
      - Scritto da: Anonimo
      > ...un'altra cosa che odio di red hat e che
      > si fatta quotare pure in borsa :s
      > da un lato vogliono diffondere l'open source
      > e il software libero e dall'altra mettono
      > dei listini per i loro OS del casso :@dragano i muli dell'open source
    • Anonimo scrive:
      Re: Red Hat: il nuovo capitalismo masche
      - Scritto da: Anonimo
      > ma con quale faccia un'azienda che sposa il
      > software libero e democratico come linux, si
      > immerge nella stessa merda dove sguazza il
      > draga e tutte quelle odiose società
      > americane (e anche italiane) ???dimostrazione, questa, che che l'equazione software libero = comunismonon ha soluzioni reali
      • awerellwv scrive:
        il nuovo capital... ma fatemi il paicere
        software libero non vuole dire GRATIS...Inoltre nel prezzo e' inclusa l'assistenza e il supporto tecnico, cosa che fa parecchio gola alle aziende...e poi a voi cosa ce ne frega se red hat ENTERPRISE SERVER si fa pagare? avete aziende da + di 500 dipendenti? red hat al tempo stesso cura il progeto fedora e non ho mai visto chiedere un euro per la distro... e poi non volete red hat perche' si paga? montatevi la struttura di rete con debian e non pressate...dai su non fate i trolloni....
      • Anonimo scrive:
        Re: Red Hat: il nuovo capitalismo masche
        - Scritto da: Anonimo
        > > - Scritto da: Anonimo
        > > > > ma con quale faccia un'azienda che
        > sposa il
        > > software libero e democratico come
        > linux, si
        > > immerge nella stessa merda dove sguazza
        > il
        > > draga e tutte quelle odiose
        > società
        > > americane (e anche italiane) ???
        > > dimostrazione, questa, che che l'equazione > > software libero = comunismoNo, la dimostrazione che il software libero è comunismo sta qui:http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.it.htmlQuella invece è la dimostrazione che qualcuno fa un business e rivende lavoro che in buona parte ha scopiazzato gratuitamente dalla rete, e che sto "software libero" non è libero come pare e che l'aggettivo è una distorsione del significato originale.
    • markoer scrive:
      Red Hat: il nuovo capitalismo mascherato
      - Scritto da: Anonimo
      > ...un'altra cosa che odio di red hat e che
      > si fatta quotare pure in borsa :sE che c'entra?
      > da un lato vogliono diffondere l'open source
      > e il software libero e dall'altra mettono
      > dei listini per i loro OS del casso :@E perché secondo te queste due cose sarebbero in contrapposizione?
      > ma con quale faccia un'azienda che sposa il
      > software libero e democratico come linux,"Software libero" e "democratico" non sono mai stati associati da nessuna parte che io ricordi. Casomai rinfrescami le idee...
      > si
      > immerge nella stessa merda dove sguazza il
      > draga e tutte quelle odiose società
      > americane (e anche italiane) ???Ma con quale faccia scrivi certe cretinate?
      > Voce unanime Open Source: "Red Hat posa il
      > pinguino e lasciaci liberi, liberi di fare
      > software!!!"
      > (linux)Caro amico, si vede che hai poche idee ma molto confuse.L'Open Source ed il Free Software c'entrano assai poco con la democrazia e con qualsiasi altra tua idee politica (anch'essa assai confusa, mi pare di intuire). In effetti non c'entrano nulla con la politica "tout cour".Nessuno ha mai detto che il software libero deve essere gratis. ANZI. E' bene che tu lo paghi, e lo paghi per quello che vale.Ti consiglio di ripassare questo:http://www.gnu.org/philosophy/philosophy.htmlperché stai scambiando "free software" con "free beer". Ciao.
    • Anonimo scrive:
      Re: Red Hat: il nuovo capitalismo masche
      - Scritto da: Anonimo
      > ...un'altra cosa che odio di red hat e che
      > si fatta quotare pure in borsa :s
      > da un lato vogliono diffondere l'open source
      > e il software libero e dall'altra mettono
      > dei listini per i loro OS del casso :@
      > > ma con quale faccia un'azienda che sposa il
      > software libero e democratico come linux, si
      > immerge nella stessa merda dove sguazza il
      > draga e tutte quelle odiose società
      > americane (e anche italiane) ???
      > > Voce unanime Open Source: "Red Hat posa il
      > pinguino e lasciaci liberi, liberi di fare
      > software!!!"
      > (linux)Non cominciamo con le trollate, che poi magari gli sprovveduti ci credono.L'open source non ha nulla a che fare con le solite paccottiglie da centro sociale.Il concetto di open source inizia e finisce nella libera disponibilità del codice sorgente. Punto. Fine. Stop. E' ovvio che poi questo si traduce necessariamente in un maggiore accento sui servizi rispetto alla licenza e nella maggiore concorrenza, poichè si riducono fortemente le barriere d'ingresso nel business. Ripeto per i sinistrorsi ottusi che sembrano aver preso un abbaglio: l'open source e la GPL (e con essi Linux) non impediscono o ostacolano in alcun modo il profitto o la vendita di prodotti, la quotazione in borsa o altre forme di sfruttamento commerciale. Chi e contro queste cose è libero di pensarla come vuole, ma si eviti di attribuire all'uso di Linux connotati politici che non esistono.SalutiProspero
      • Anonimo scrive:
        Re: Red Hat: il nuovo capitalismo masche
        - Scritto da: Anonimo
        > > - Scritto da: Anonimo
        > > ...un'altra cosa che odio di red hat e
        > che
        > > si fatta quotare pure in borsa :s
        > > da un lato vogliono diffondere l'open
        > source
        > > e il software libero e dall'altra
        > mettono
        > > dei listini per i loro OS del casso :@
        > > > > ma con quale faccia un'azienda che
        > sposa il
        > > software libero e democratico come
        > linux, si
        > > immerge nella stessa merda dove sguazza
        > il
        > > draga e tutte quelle odiose
        > società
        > > americane (e anche italiane) ???
        > > > > Voce unanime Open Source: "Red Hat posa
        > il
        > > pinguino e lasciaci liberi, liberi di
        > fare
        > > software!!!"
        > > (linux)
        > > > Non cominciamo con le trollate, che poi
        > magari gli sprovveduti ci credono.
        > L'open source non ha nulla a che fare con le
        > solite paccottiglie da centro sociale.hai qualcosa contro i centri sociali e i cannaioli?
  • Anonimo scrive:
    Non nominare il nome di ****** invano
    Scusate avete sentito di quelli di ****** che hanno preso il server di ****** e praticamente l'hanno compilato e dato via gratis, visto che la licenza lo permetteva. E allora quelli di ****** hanno mandato una lettera a ****** dicendo di togliere dal loro sito qualsiasi riferimento a ****** (link compresi).
    • Anonimo scrive:
      Re: Non nominare il nome di ****** invano
      e te lo hai sentito che la mamma di **** è una ***** e che sua figlia si **** con suo ******* che ha il **** lungo **** metri... scusa ma è incomprensibile quello che scrivi...
      • Anonimo scrive:
        Re: Non nominare il nome di ****** invan
        Ma perchè *** non ve lo andate a ******** nel **** ? :-)
        • Anonimo scrive:
          Re: Non nominare il nome di ****** invan
          - Scritto da: Anonimo
          > Ma perchè *** non ve lo andate a
          > ******** nel **** ? :)http://www.punto-informatico.it/punto/20050216/4.jpg
      • Anonimo scrive:
        Re: Non nominare il nome di ****** invan
        - Scritto da: Anonimo
        > e te lo hai sentito che la mamma di ****
        > è una ***** e che sua figlia si ****
        > con suo ******* che ha il **** lungo ****
        > metri... scusa ma è incomprensibile
        > quello che scrivi...http://linux.slashdot.org/linux/05/02/14/1255206.shtml?tid=110&tid=218
        • Anonimo scrive:
          Re: Non nominare il nome di ****** invan

          > > e te lo hai sentito che la mamma di ****
          > > è una ***** e che sua figlia si
          > ****
          > > con suo ******* che ha il **** lungo
          > ****
          > > metri... scusa ma è
          > incomprensibile
          > > quello che scrivi...
          > > > linux.slashdot.org/linux/05/02/14/1255206.shtauzuazuuazuauzuauz iniziano :-)altro che open source, free ecc. ecc. :D :D
          • Anonimo scrive:
            Re: Non nominare il nome di ****** invan

            > altro che open source, free ecc. ecc. :D :DMa cosa c'entra la difesa di un proprio marchio con l'open source? Va a nanna trollone windozziano...
          • Anonimo scrive:
            Re: Non nominare il nome di ****** invan
            - Scritto da: Anonimo
            > > altro che open source, free ecc. ecc.
            > :D :D
            > > Ma cosa c'entra la difesa di un proprio
            > marchio con l'open source? Va a nanna
            > trollone windozziano...Ma hai letto che non possono nominare la loro azienda in nessuna parte del loro sito e neanche mettere un link al sito di redhat?Questo va oltre la difesa del marchio.
          • Anonimo scrive:
            Re: Non nominare il nome di ****** invan
            no e' esattamente difesa del marchio
          • Anonimo scrive:
            Re: Non nominare il nome di ****** invan
            - Scritto da: Anonimo
            > no e' esattamente difesa del marchioEh allora io scrivo:" no invece è così", se si vuole motivare almeno si dica qualcosa. L'articolo è lì apposta per quello.Prima parla della difesa del marchio:"As requested, the distro has any references to Red Hat removed"E poi aggiunge cosa è successo dopo:"But now Red Hat has decided that Centos must not even mention their name on the web site, or link to Red Hat, or even use metatags with its name on it. "Cioè non può nemmeno citarla come azienda. E che citare da quale azienda è derivata la propria distro sia una violazione del marchio è tutta da vedere. La Centos comunque non si è mai spacciata per essere Red Hat, ovviamente non essendo un'azienda a fine di lucro preferiscono evitare grane e farli contenti.Ora nel sito anziché dire Red Hat devono scrivere Prominent North American Enterprise Linux Vendor, se non è ridicolo tutto ciò:http://www.centos.org/modules/news/article.php?storyid=66
          • Anonimo scrive:
            Re: Non nominare il nome di ****** invan

            > auzuazuuazuauzuauz iniziano :)
            > > altro che open source, free ecc. ecc. :D :DSpero che non ti turberai troppo se ti dico che RedHat Enterprise Linux, inclusa la versione 4.0, viene distribuita in formato sorgente, accessibile a tutti e senza dover pagare alcunchè (il tempo che i mirror si popolino), e questo perchè lo prevede la licenza GPL.Chiunque può scaricare detti sorgenti e ricompilarseli in locale senza dover dare niente a nessuno.
        • markoer scrive:
          Re: Non nominare il nome di ****** inva
          - Scritto da: Anonimo
          > linux.slashdot.org/linux/05/02/14/1255206.shtQuello sì che è un forum pieno di professionisti - mica come PI ;-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Non nominare il nome di ****** invan

        > metri... scusa ma è incomprensibile
        > quello che scrivi...Significa: www.centos.org, che ha ricevuto un'ingiunzione da RedHat perchè non ne citi più nemmeno il nome. Una mossa che non credo riscuoterà molte simpatie nella comunità open source, per così dire.
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