AT&T: banda larga più cara per chi la usa di più

La staffilata che AT&T sta infliggendo ai suoi clienti che scaricano troppo, rallentano la rete e rendono difficile la vita agli altri. Dunque, che paghino. Senza fiatare

Roma – Si è appena finito di parlare di Road Runner , il provider DSL di Time Warner Cable che ha annunciato la sterzata verso le tariffe a consumo, e subito segue AT&T : ha ritoccato le tariffe che risucchieranno 5 dollari in più al mese dalle tasche dei clienti.

Due provvedimenti di natura diversa ma causati dallo stesso timore : il grande consumo di banda derivante da un uso del P2P – a detta degli operatori – “smodato” e al mutato impiego della rete, più orientato verso la multimedialità.

“I nostri prezzi sono ancora in linea con il mercato e inferiori a quelli dei nostri competitor della cable TV “, dice Meghan Roskopf, portavoce dell’azienda, che ha anche sottolineato i recenti sforzi compiuti da AT&T per rendere gratuiti per tutti i clienti gli hotspot di cui l’azienda dispone, aggiungendo così valore al servizio.

Secondo molti osservatori, tuttavia, un aumento dei prezzi è una circostanza stridente se si pensa al contemporaneo calo dei costi di router, modem e altri materiali necessari per il collegamento. Ma l’azienda si giustifica dichiarando che la disponibilità di banda non riesce a tenere il passo con la crescente popolarità del download di musica, della condivisione di foto e di gaming online . I “miliardi di dollari che l’azienda investe ogni anno per tener testa a questi trend ” sono insufficienti a coprire la richiesta, dice AT&T.

In rete, prescindendo dalle
ovvie rimostranze , si legge anche un propositivo TorrentFreak : esiste un ventaglio di possibili soluzioni per tamponare gli acciacchi di una connettività che in alcune circostanze sembra “battere la fiacca”, senza giungere a soluzioni dai più ritenute drastiche.

Del resto già da tempo gli operatori, statunitensi ma non solo , hanno il fucile puntato sulla questione. Una vicenda che certo non si chiude qui.

Marco Valerio Principato

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  • myspace scrive:
    website
    myspace
  • Ingenuo 2001 scrive:
    In definitiva
    C'è una regola (o legge) che pone dei limiti.Tu non la devi eludere anche se l'enunciato della regola stessa non copre tutti i casi possibili.Quindi, gli studenti di quella scuola non possono visitare, dall'interno della scuola, siti che la scuola ritiene inopportuni, non importa il mezzo che utilizzino.Ma soprattutto: non ci si adopera per l'elusione della regola (legge), non si prende per il naso l'autorità. L'autorità reagisce, sennò non sarebbe più tale.Forse la scuola ha ecceduto nella reazione ma ne aveva tutti i motivi.Ingenuo 2001
  • paiter scrive:
    proxy!?
    scusate l'ingnoranza ma la mia conoscenza di pc internet ecc ecc sta cercando di aumentare pian piano...cosa è un proxy???grazie
    • Io blocco il P2P scrive:
      Re: proxy!?
      - Scritto da: paiter
      scusate l'ingnoranza ma la mia conoscenza di pc
      internet ecc ecc sta cercando di aumentare pian
      piano...
      cosa è un proxy???
      grazieUn serverino che riceve le richieste dei pc di una LAN e si occupa di recuperare il contenuto sul web, quando riceve una seconda richiesta ha già nella sua cache la pagina e la spara direttamente.Il proxy può limitare la navigazione escludendo siti, funzionando ad orari prestabiliti...quindi se se ne apre uno in parallelo senza controlli puoi aprire i tuoi ricchi pornazzi a scuola.
      • vrooom scrive:
        Re: proxy!?
        Alcuni proxy permettono molto di piu'. Puoi far funzionare giochi online. Puoi far funzionare (con limitazioni) perfino il P2P. La tecnica e' nota come tunnel sotto http (o http tunnel). Per adesso non funziona con il traffico UDP ma spero vivamente che qualcuno mi smentisca,
  • Oronzo Tavani scrive:
    punizione errata!!!
    Non conosco bene la legge ma io la vedo così:se il ragazzo in questione ha messo su un serverproxy su una rete esterna alla rete scolastica (magari a casa sua), non dovrebbe subire nessuna punizione scolastica... che centra la scuola?Se esiste un regolamento scolastico, come anche succede nelle aziende, che deve essere rispettato, allora devono essere puniti tutti coloro che non adepiono a tale regolamento. Vanno puniti tutti quelli che hanno usato il suddetto proxy per raggirare i sistemi di protezione scolastici.. è l'utilizzo che va punito.
  • bubusettete scrive:
    pr0t
    feci la stessa cosa nel mio istituto ed il server era INTERNO e aveva un ip statico tsèa me sto articolo sembra la solita storiella travisata da il tipo simpaticopaffuto con gli occhiali li sopra a destra, anche perchè cosa vuoi usare un proxy per uscire da un rete che è a sua volta dietro proxy (e pure esterno alla scuola mah), la sagra delle stronzate eh...
    • quasi anonimo scrive:
      Re: pr0t
      Penso che il proxy era esterno alla LAN dell'istituto senno era inutile ;-)Solo che alla scuola bastava bannare il proxy piuttosto che sollevare un polverone che non finisce più.ad esempio http://www.phproxy.org/ciao
  • Salvazzo scrive:
    Vediamo se ho capito
    Non ci ho capito molto in questa cosa. Allora, il ragazzo ha fatto un proxy a casa sua, ossia un pc+programma che riceve richieste di files-pagine web. Il proxy controlla se ha già la pagina nella sua cache, e se non ce l'ha la va a prendere all'indirizzo richiesto, e la inoltra al richiedente.A chi interessa questa cosa? A chi non riesce a navigare da scuola, perchè il sistema della rete scolastica filtra tutti i contenuti "inappropriati" che fanno capo ad una lista di IP da escludere. Giusto?Allora, se qualcuno da "dentro" la scuola sa che "fuori" c'è un qualche computer che lavora da proxy, lo usa per scavalcare i filtri scolastici. A patto che i filtri scolastici ancora non sappiano dell'esistenza del proxy. Altrimenti basta inserire anche quello nella lista dei cattivi, e buona notte.Qui invece hanno detto: "Siccome chi gestisce il proxy e' un nostro alunno, non ci basta inserire l'IP nella lista degli esclusi. Dobbiamo far capire a tutti che ogni tentativo di scavalcare i filtri scolastici va colpito. Non possiamo colpire tutti i proxy, per quelli che non possiamo raggiungere ci accontentiamo di inserirli nella black list.Dove invece possiamo colpire, nel caso di un nostro alunno, lo facciamo. Perchè, anche se il ragazzo operava a casa sua, quindi fuori dalla scuola, è del tutto evidente che il suo scopo era quello di permettere a se stesso e ai suoi amici di aggirare i filtri della scuola o di qualsiasi altra struttura filtrante. Altrimenti a cos'altro servirebbe un proxy?Quindi, in pratica, la scuola ha deciso di rendere evidente, mediante una punizione, e mediante l'imposizione di chiusura, il fatto che non è carino aggirare e far aggirare i filtri alla navigazione.Dal punto di vista educativo forse l'intervento duro non e' il migliore, ma può anche avere il suo perchè. Serve forse a sottolineare il fatto che non è corretto vedere il rapporto scuola-studente come se fosse un rapporto carcere-prigioniero. Non e' "doveroso" da parte dello studente aggirare i filtri scolastici, barricandosi dietro pretestuose considerazioni legali. Dal punto di vista legale penso che nessuno possa accusare lo studente per aver messo in piedi il proxy. Non penso che in america ci sia una legge contro i proxy. Soprattutto se non sono fatti all'interno della scuola, se non usano pc scolastici ecc.Ma, a guardare la cosa nella sua sostanza, emerge una precisa volontà di superare i filtri scolastici. Difficile da dimostrare in un tribunale, soprattutto in Italia. Forse meno in america, dove guardano più alla sostanza che alla formaLa sostanza è che il ragazzo ha fatto quel che ha fatto per prendere per il culo le strutture di controllo scolastico.E adesso le stesse strutture stanno facendo in modo che il suo tentativo (ben riuscito) venga adeguatamente sottolineato.
    • Ingenuo 2001 scrive:
      Re: Vediamo se ho capito

      Dal punto di vista educativo forse l'intervento
      duro non e' il migliore, ma può anche avere il
      suo perchè. Serve forse a sottolineare il fatto
      che non è corretto vedere il rapporto
      scuola-studente come se fosse un rapporto
      carcere-prigioniero. Non e' "doveroso" da parte
      dello studente aggirare i filtri scolastici,
      barricandosi dietro pretestuose considerazioni
      legali.
      Bé, ma così hanno dimostrato che il rapporto "scuola-studente" è un rapporto "carcere-prigioniero".Ingenuo 2001
      • paiter scrive:
        Re: Vediamo se ho capito
        lol direi che haiproprio ragione ingenuo2001
        • staza scrive:
          Re: Vediamo se ho capito
          - Scritto da: paiter
          lol direi che haiproprio ragione ingenuo2001scuola prigioniero.. solo perchè la scuola ha messo delle regole? mi sembra un pò troppo :)prendiamo la notizia dal contrario...non vi sono regole, e i pc della scuola vengono usati per scaricare pedopornografia (od altro materiale non propriamente didattico).... cosa si direbbe della scuola allora? che non ha tutelato la sua struttura ed i suoi studenti... e tutta la rete a criticare la scuola :)ovunque la si prenda, la scuola viene sempre criticata...avrebbero semplicemte potuto filtrare l'ip del proxy dello studente e morta li... se persisteva allora intraprendere una sanzione disciplinare...oppure, ancora meglio, controllare un pò meglio ed un pò più spesso i log del loro server/proxy o cosa han su....cmq, lo studente in questione non ha la mia stima...
          • paiter scrive:
            Re: Vediamo se ho capito
            sicuramente non ha fatto la geniata pero non credo che abbia fatto cose illegalipoi è da vedere cosa se ne fa semai di quel proxy
          • Bastard Inside scrive:
            Re: Vediamo se ho capito
            Ma forse ho capito male io o il proxy non era fisicamente nella scuola, ma a casa dello studente, quindi era a tutti gli effetti uno dei miliardi di indirizzi IP esistenti al mondo su cui la scuola non ha alcuna autorità se non bloccarne, se vuole, l'accesso dai computer dell'istituto? A me sembra proprio che la scuola in questo caso stia cercando di estendere la sua autorità al di fuori dell'istituto.Che filtrino l'indirizzo, è nel loro diritto e non rischiano di fare figuracce.Io ho tanto il sospetto che la punizione derivi da ignoranza informatica dei responsabili della scuola, che devono aver erroneamente ritenuto un proxy esterno all'istituto paragonabile ad azioni, queste sì, realmente e doverosamente sanzionabili come sarebbe stata l'eventuale manomissione di SW e HW della scuola per eludere i controlli.
    • quasi anonimo scrive:
      Re: Vediamo se ho capito
      hai ragione al 100% ;-)
    • Bastard Inside scrive:
      Re: Vediamo se ho capito
      Potresti aver ragione se la scuola avesse compiuto un atto doveroso e fondamentale: nel punire lo studente, citare quale articolo del regolamento scolastico avrebbe violato, consentendo allo studente di difendersi. Senza questo atto fondamentale la punizione da giusta diviene un arbitrio e perde ogni valore educativo.Il fatto è che se il proxy era fuori dai locali scolastici e non utilizzava le attrezzature della scuola, non vedo proprio quale regolamento potrebbe aver violato (a meno che il consiglio d'istituto non venga preso da un delirio d'onnipotenza e voglia porre il suo regolamento al di sopra anche delle leggi nazionali e internazionali), era semplicemente a tutti gli effetti uno dei tanti proxy esistenti, se la scuola non vuole che sia accessibile ne blocchi l'indirizzo IP come farebbe con qualsiasi altro indirizzo sgradito.
  • Anonimo scrive:
    pena: divieto di usare i computer
    Io mi chiedo perche' quelli che sono coinvolti in episodi legati ad un presunto uso improprio dei computer subiscono sempre come misura cautelare il divieto di usare qualunque computer "perche' non si sa mai...", mentre quelli che sono coinvolti in frodi fiscali, fallimenti, o reati legati al patrimonio non ricevono mai come misura cautelare il divieto di entrare in banca "perche' non si sa mai..."?
    • Get Real scrive:
      Re: pena: divieto di usare i computer
      Un giorno, quando crescerai e andrai a scuola, imparerai che:Ricco Imprenditore


      Nerd Sfigato.
  • Lemon scrive:
    Più che ovvio
    Che bypassare il sistema di filtraggio della scuola gli costerà una sanzione disciplinare. Che poi sia bravo o magari che "moralmente" può aver ragione (es filtri troppo rigidi) è un'altra questione..
    • webwizard scrive:
      Re: Più che ovvio
      - Scritto da: Lemon
      Che bypassare il sistema di filtraggio della
      scuola gli costerà una sanzione disciplinare. Che
      poi sia bravo o magari che "moralmente" può aver
      ragione (es filtri troppo rigidi) è un'altra
      questione..Cioè, così per capire...questo mette in piedi un proxy server per i fatti suoi, esterno alla scuola, lo racconta a due amici e diventa automaticamente un pericoloso hacker ?Per cortesia, non diciamo scemenze. Quelli della scuola, se avessero un Q.I. leggermente superiore a tre, avrebbero già bannato l'IP del proxy e risolto la questione.per quello che si fa a scuola di posso dar ragione, ma quello che uno fa al di fuori non li deve riguardare.
      • gohan scrive:
        Re: Più che ovvio
        sono americani.... quindi tutto quello che viene fatto per aggirare dei limiti imposti è immorale e da "sovversivi"... è la loro società che vive nel "terrore", quindi tutto quello che esce dalla normalità è visto con sospetto
        • anonimo01 scrive:
          Re: Più che ovvio
          - Scritto da: gohan
          sono americani.... quindi tutto quello che viene
          fatto per aggirare dei limiti imposti è immorale
          e da "sovversivi"... è la loro società che vive
          nel "terrore", quindi tutto quello che esce dalla
          normalità è visto con
          sospettoè esattamente questo il punto: quoto.
        • rotfl scrive:
          Re: Più che ovvio
          - Scritto da: gohan
          sono americani.... quindi tutto quello che viene
          fatto per aggirare dei limiti imposti è immorale
          e da "sovversivi"... è la loro società che vive
          nel "terrore"Ah beh certo, sicuro. Vivo in USA e della vita nel "terrore" che dici tu non ce n'e' nemmeno l'ombra... ma tu ovviamente stando in Italia ne sai molto di piu' vero?
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Più che ovvio
            contenuto non disponibile
          • rotfl scrive:
            Re: Più che ovvio
            - Scritto da: unaDuraLezione
            ocio alla pena di morte lì, vah...Sono contrario alla pena di morte.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Più che ovvio
            contenuto non disponibile
          • rotfl scrive:
            Re: Più che ovvio
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: rotfl


            Sono contrario alla pena di morte.

            Io sono contrario a morire in generale, ma non
            credo che la natura farà un'eccezione quando sarà
            il
            momento:)Il punto e' che nonostante non mi piaccia questa paura generalizzata del terrorismo indotta da alcuni media, nonostante siano state adottate misure spesso esagerate e ridicole contro di esso, nonostante esista una certa minoranza di "conservatori" bigotta e che ritengo faccia solo male alla nazione, affermare che in USA oggi si viva "nel terrore" e' ridicolo, ed e' chiaro che chi afferma cio' (a) filtra le notizie in base a quello che vuole vedere o in base a quello che la sorgente vuole fargli vedere, e (b) non ha visto la situazione personalmente. Dove vivo io non si vive certo nel terrore, anzi, credo sia uno dei posti piu' rilassati e rilassanti che abbia visto.
          • MegaLOL scrive:
            Re: Più che ovvio
            Non puoi dire queste cose su PI. Agita il pugno nell'aria con la bava alla bocca e urla slogan pieni di odio contro gli USA come un vero drone di PI deve fare.Essere antiamericani qui è un dovere assoluto, così come lo è sputare sentenze su ogni cosa, parlare a sproposito di argomenti di cui non si conosce nulla e berciare istericamente sentendosi nel contempo intelligenti e superiori.Questo è l'andazzo qui. Adattati.
      • Luca scrive:
        Re: Più che ovvio
        - Scritto da: webwizard
        - Scritto da: Lemon

        Che bypassare il sistema di filtraggio della

        scuola gli costerà una sanzione disciplinare.
        Che

        poi sia bravo o magari che "moralmente" può aver

        ragione (es filtri troppo rigidi) è un'altra

        questione..[...]
        per quello che si fa a scuola di posso dar
        ragione, ma quello che uno fa al di fuori non li
        deve riguardare.Il punto - nel caso non l'avessi capito - è che il proxy veniva appunto usato per navigare *dalla scuola* aggirando i filtri della stessa.
      • fred scrive:
        Re: Più che ovvio
        gli americani fanno uso frequente di pene esemplari per spaventare affinche' non si ripeta (tipico dei regimi).Prova a guardare le leggi che hanno sulla pedofilia.....
        • MegaLOL scrive:
          Re: Più che ovvio
          - Scritto da: fred
          Prova a guardare le leggi che hanno sulla
          pedofilia.....Eh, lo sappiamo che PI parteggia per i pedofili. Ci dev'essere molta gente con la coscienza sporca qui.Un giorno ci sarà un'azione di polizia contro PI. Sarà divertente.
      • lele scrive:
        Re: Più che ovvio
        Il proxy non lo mette su internet esterno alla squola ma avidentemente l'ha messo in rete sul suo computer/server interno alla rete scolastica con l'ip privato assegnato dalla scuola (ad esempio 192.168.x.x) e sempre sulla sua stanza ha una seconda rete internet che usa su quel server. Impostando il proxy con ip interno (che non è filtrabile rapidamente perché sulla stessa subnet/cavo degli altri computer in lan, viene impostato su altri computer come proxy che quindi passeranno dalla seconda rete alternativa senza che l'azienda "scuola" non potra' monitorare il traffico ed eseguire nessuna sorta di filtraggio visto che non verranno usati i loro gateway da questo server proxy ma quelli della seconda connessione via cavo o xDSL acquistabile per pochi euro. In pratica ha condiviso una connessione privata ad altri utenti scolastici appartenenti alla sua rete privata.Che poi sia giusto non lo so ma sicuramente se viene usata da tutti gli utenti potrebbero anche disattivare la rete scolastica e non avrebbero nessuna sorta di statistiche di utilizzo (ore di navigazione, orari) e neanche possono bloccare siti vietati ai minori o contenente virus... in pratica le macchine degli utenti poco pratici potrebbero riempirsi di virus e spyware vista la giovine età dei probabili utenti... poi non so non ho approfondito.
  • vrms scrive:
    Scusate ma...
    ... e se uno ha un abbonamento a http://www.http-tunnel.come se ne serve?!
    • Star scrive:
      Re: Scusate ma...
      Chi amministra i server proxy di scuole e aziende sa bene della sua esistenza ed è uno dei primi siti che viene bloccato.Il solo modo è appunto farsi un proprio server proxy esterno all'istituto e personale che salvo indagini di sicuro non è in nessuna blacklist.
      • Anonimo scrive:
        Re: Scusate ma...
        - Scritto da: Star
        Chi amministra i server proxy di scuole e aziende
        sa bene della sua esistenza ed è uno dei primi
        siti che viene
        bloccato.LOL! Buona questa.Il livello culturale di chi amministra i proxy di scuole e aziende e' ben intuibile da questo articolo.Inolte nelle aziende gli amministratori sono dipendenti, che dipendono dal dirigente di reparto (il quale ha una conoscenza informatica che rasenta lo zero (per valori negativi)) e non fanno niente di piu' di quanto gli viene chiesto, figurati se osano prendere iniziative.(soprattutto quando e' il dirigente stesso il primo ad usare la rete aziendale per i fattacci suoi).E poi il fatto che conoscano http-tunnel e' una vera barzelletta (peccato che la possiamo capire in pochi).Quando ho spiegato ad un paio di colleghi come usare http-tunnel o hamachi per bypassare il nat della rete aziendale sono rimasti a bocca aperta (e sto parlando di gente che per lavoro fa il sistemista di reti).
        • nonno scrive:
          Re: Scusate ma...
          - Scritto da: Anonimo
          - Scritto da: Star

          Chi amministra i server proxy di scuole e
          aziende

          sa bene della sua esistenza ed è uno dei primi

          siti che viene

          bloccato.

          LOL! Buona questa.
          Il livello culturale di chi amministra i proxy di
          scuole e aziende e' ben intuibile da questo
          articolo.
          Inolte nelle aziende gli amministratori sono
          dipendenti, che dipendono dal dirigente di
          reparto (il quale ha una conoscenza informatica
          che rasenta lo zero (per valori negativi)) e non
          fanno niente di piu' di quanto gli viene chiesto,
          figurati se osano prendere
          iniziative.
          (soprattutto quando e' il dirigente stesso il
          primo ad usare la rete aziendale per i fattacci
          suoi).

          E poi il fatto che conoscano http-tunnel e' una
          vera barzelletta (peccato che la possiamo capire
          in
          pochi).
          Quando ho spiegato ad un paio di colleghi come
          usare http-tunnel o hamachi per bypassare il nat
          della rete aziendale sono rimasti a bocca aperta
          (e sto parlando di gente che per lavoro fa il
          sistemista di
          reti).bella anche la battuta sui valori negativi :)l'ignoranza dilaga, non c'è la meritocrazia (vedi i tuoi sistemisti), qual'è la novità? l'unica vera domanda è: perchè usare una blacklist, piuttosto che una whitelist di servizi realmente utili all'interno di un istituto scolastico?
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: Scusate ma...
        contenuto non disponibile
        • Piro Piro scrive:
          Re: Scusate ma...

          AHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAA
          AHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAA
          AHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAA
          AHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAA
          AHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAA
          AHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAA
          AHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAAQuoto in pieno, mi associo e STRALOL!!!!
  • Tsukishiro Yukito scrive:
    In Italia...
    In Italia sarebbe da fare una bella indagine su quello che succede nelle reti universitarie... ad esempio se i sysadmin controllano le navigazioni degli studenti e sino a che punto... magari si scopre che c'è chi fa profiling o cose del genere, una cosa paragonabile all'attività di dossieraggio, che in Italia non sarebbe lecita...
    • Nome e cognome scrive:
      Re: In Italia...
      - Scritto da: Tsukishiro Yukito
      In Italia sarebbe da fare una bella indagine su
      quello che succede nelle reti universitarie... ad
      esempio se i sysadmin controllano le navigazioni
      degli studenti e sino a che punto... magari si
      scopre che c'è chi fa profiling o cose del
      genere, una cosa paragonabile all'attività di
      dossieraggio, che in Italia non sarebbe
      lecita...Già, chissà che cosa succede in Italia. Nel dubbio però bisogna presumere la buona fede, dunque meglio essere pessimisti.
      • lettoro scrive:
        Re: In Italia...
        - Scritto da: Nome e cognome
        - Scritto da: Tsukishiro Yukito

        In Italia sarebbe da fare una bella indagine su

        quello che succede nelle reti universitarie...
        ad

        esempio se i sysadmin controllano le navigazioni

        degli studenti e sino a che punto... magari si

        scopre che c'è chi fa profiling o cose del

        genere, una cosa paragonabile all'attività di

        dossieraggio, che in Italia non sarebbe

        lecita...


        Già, chissà che cosa succede in Italia. Nel
        dubbio però bisogna presumere la buona fede,
        dunque meglio essere
        pessimisti.che discorsi del cavolfiore. complimenti.
    • Nome e cognome scrive:
      Re: In Italia...
      i sysadmin delle universita' devono fronteggiare una carenza di organico costante; non hanno tempo di far funzionare il necessario, figurarsi per dedicarsi al superfluoprofiling degli studenti? ma a chi servirebbe?
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