Australia, il salto della fibra

Annunciato l'obiettivo del piano di sviluppo per la rete di nuova generazione. Connessioni ad almeno 100 Megabit al secondo per 13 milioni di famiglie entro il 2021. Il costo totale sarà di circa 40 miliardi di dollari australiani

Roma – L’obiettivo primario è stato annunciato : portare connessioni fiber-to-the-home a 13 milioni di famiglie australiane entro l’anno 2021 . Dieci anni di lavoro affinché un’estesa rete in fibra ottica riesca a coprire il 93 per cento del territorio nazionale .

Un percorso di trasformazione radicale del mercato australiano delle telecomunicazioni, almeno secondo i vertici di NBN Co., la società controllata dallo stato che inizierà subito i lavori di realizzazione della rete di nuova generazione.

Il costo dell’intero progetto dovrebbe aggirarsi sui 40 miliardi di dollari australiani , con Canberra pronta a cedere la sua quota in NBN Co. dopo cinque anni dalla fine dei lavori.

Un documento pubblicato online da parte di NBN ha in sostanza confermato nei dettagli il già raggiunto accordo parlamentare, grazie alla sinergia tra partito laburista e verdi. Un deputato fuoriuscito dal partito liberale era risultato decisivo per il via libera al progetto .

Come già annunciato nello scorso giugno , le autorità aussie assegneranno 11 miliardi di dollari al provider Telstra , che si impegnerà ad ammodernare la rete con i cavi in fibra per poi concederla in leasing alla società NBN Co.

Telstra stessa sarà successivamente invitata a competere con altri importanti provider in terra australiana, come ad esempio Singapore Telecommunications. Le nuove connessioni arriveranno ad una velocità minima di 100 Megabit al secondo .

Mauro Vecchio

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  • Alessio scrive:
    E' inutile fare gli sbor.oni
    Secondo me si sta dando numeri a caso.Lavoro in una P.A. ed abbiamo la PEC e un sistema certificato di gestione informatica dei documenti da più di 3 anni. I primi a ostinarsi a non usare i sistemi informatici sono i cittadini e le imprese per cui capita praticamente sempre che la comunicazione via PEC la usiamo solo con altri enti pubblici. I privati, nella maggior parte dei casi, vogliono ancora avere la raccomandata con dentro il documento cartaceo. La chicca è che per accontentarli dobbiamo scannerizzare in ingresso tutta la marea di carta che ci arriva da loro e poi stampare una copia dell'originale digitale firmandola per garantirela conformità prima dell'invio (DPR 445/2000).
    • embe scrive:
      Re: E' inutile fare gli sbor.oni
      - Scritto da: Alessio
      Secondo me si sta dando numeri a caso.
      Lavoro in una P.A. ed abbiamo la PEC e un sistema
      certificato di gestione informatica dei documenti
      da più di 3 anni. I primi a ostinarsi a non usare
      i sistemi informatici sono i cittadini e le
      imprese per cui capita praticamente sempre che la
      comunicazione via PEC la usiamo solo con altri
      enti pubblici. I privati, nella maggior parte dei
      casi, vogliono ancora avere la raccomandata con
      dentro il documento cartaceo. La chicca è che per
      accontentarli dobbiamo scannerizzare in ingresso
      tutta la marea di carta che ci arriva da loro e
      poi stampare una copia dell'originale digitale
      firmandola per garantirela conformità prima
      dell'invio (DPR
      445/2000).La cosa non mi sorprende...ma allora che fare, un corso a tutti i cittadini che non sanno usare la PEC? E chi non ha un computer? Per contro, a spedire una raccomandata ci riescono mediamente molte più persone! In pratica le PA potranno anche dotarsi delle tecnologie più innovative, ma se non riesce a dialogare con il cittadino la faccenda è seria...
      • bubba scrive:
        Re: E' inutile fare gli sbor.oni
        - Scritto da: embe
        - Scritto da: Alessio

        Secondo me si sta dando numeri a caso.

        Lavoro in una P.A. ed abbiamo la PEC e un
        sistema

        certificato di gestione informatica dei
        documenti

        da più di 3 anni. I primi a ostinarsi a non
        usare

        i sistemi informatici sono i cittadini e le

        imprese per cui capita praticamente sempre che
        la

        comunicazione via PEC la usiamo solo con altri

        enti pubblici. I privati, nella maggior parte
        dei

        casi, vogliono ancora avere la raccomandata con

        dentro il documento cartaceo. La chicca è che
        per

        accontentarli dobbiamo scannerizzare in ingresso

        tutta la marea di carta che ci arriva da loro e

        poi stampare una copia dell'originale digitale

        firmandola per garantirela conformità prima

        dell'invio (DPR

        445/2000).

        La cosa non mi sorprende...ma allora che fare, un
        corso a tutti i cittadini che non sanno usare la
        PEC? E chi non ha un computer? Per contro, a
        spedire una raccomandata ci riescono mediamente
        molte più persone! In pratica le PA potranno
        anche dotarsi delle tecnologie più innovative, ma
        se non riesce a dialogare con il cittadino la
        faccenda è
        seria...i cittadini in genere fanno bene a volere ANCHE la carta... per il semplice fatto che le P.A. (e quelle che P.A. non sono, ma sono assimilabili es: l'ACI, le assicurazioni, notaio, -l'rc auto e' obbligatoria- ,le farmacie, eccecc) sono SORDE a tutto tranne che alla carta. Quando devi oscillare tra un'organizzazione e un altra ,della bella carta stampata, e' l'optimum. Con una PEC cosa ci dovrei fare? passare allo sportello dell'assicurazione/comune/poste/notaio/farmacia col notebook e la mail PEC visualizzata? :)Quando le P.A. (e surrogati) saranno efficienti nello scambio tra loro di dati digitali, allora ci ripenseremo PS: uso sistemi telematici dal 1990 ...
        • Maestro Miyagi scrive:
          Re: E' inutile fare gli sbor.oni
          Concordo, per avviare una seria gestione telematica dei rapporti con PP.AA. e gestori di servizi pubblici, non si può prescindere da una rivisitazione pensante della normativa:- è ridicolo che si possa chiedere al cittadino conto di documenti, pagamenti, adempimenti di cinque o dieci anni prima, la prescrizione civile e la preclusione temporale nei procedimenti amministrativi dovrebbero essere molto più brevi (con la carta si fa fatica ma si trova tutto; quale italiano mediamente tecnologico ha file anche importanti risalenti a cinque, dieci anni prima sul computer, ammesso e non conXXXXX che il backup venga fatto con una certa frequenza, e il disco su cui l'ha fatto non sia andato a male?)Quand'anche la PEC o sistemi simili venissero usati in modo diffuso al posto delle raccomandate A.R., il cittadino comune le stamperebbe sempre per avere una certezza documentaria.Poi rilancio quanto detto nel mio post sopra.
        • Alessio scrive:
          Re: E' inutile fare gli sbor.oni
          - Scritto da: bubba
          - Scritto da: embe

          - Scritto da: Alessio


          Secondo me si sta dando numeri a caso.


          Lavoro in una P.A. ed abbiamo la PEC e un

          sistema


          certificato di gestione informatica dei

          documenti


          da più di 3 anni. I primi a ostinarsi a non

          usare


          i sistemi informatici sono i cittadini e le


          imprese per cui capita praticamente sempre che

          la


          comunicazione via PEC la usiamo solo con altri


          enti pubblici. I privati, nella maggior parte

          dei


          casi, vogliono ancora avere la raccomandata
          con


          dentro il documento cartaceo. La chicca è che

          per


          accontentarli dobbiamo scannerizzare in
          ingresso


          tutta la marea di carta che ci arriva da loro
          e


          poi stampare una copia dell'originale digitale


          firmandola per garantirela conformità prima


          dell'invio (DPR


          445/2000).



          La cosa non mi sorprende...ma allora che fare,
          un

          corso a tutti i cittadini che non sanno usare la

          PEC? E chi non ha un computer? Per contro, a

          spedire una raccomandata ci riescono mediamente

          molte più persone! In pratica le PA potranno

          anche dotarsi delle tecnologie più innovative,
          ma

          se non riesce a dialogare con il cittadino la

          faccenda è

          seria...
          i cittadini in genere fanno bene a volere ANCHE
          la carta... per il semplice fatto che le P.A. (e
          quelle che P.A. non sono, ma sono assimilabili
          es: l'ACI, le assicurazioni, notaio, -l'rc auto
          e' obbligatoria- ,le farmacie, eccecc) sono SORDE
          a tutto tranne che alla carta.

          Quando devi oscillare tra un'organizzazione e un
          altra ,della bella carta stampata, e' l'optimum.
          Con una PEC cosa ci dovrei fare? passare allo
          sportello
          dell'assicurazione/comune/poste/notaio/farmacia
          col notebook e la mail PEC visualizzata?
          :)

          Quando le P.A. (e surrogati) saranno efficienti
          nello scambio tra loro di dati digitali, allora
          ci ripenseremo

          PS: uso sistemi telematici dal 1990 ...Purtroppo siamo alla fase del SOLO cartaceo, non dell'ANCHE. Credete veramente che a me pubblico dipendente faccia piacere fare lo stesso lavoro 2 volte, una digitalmnte e l'altra per raccomandata, perchè la ditta tal dei tali, che per legge deve già avere la PEC, non vuole comunicarmela al momento della presentazione di una qualsiasi istanza?
    • The Real Gordon scrive:
      Re: E' inutile fare gli sbor.oni
      - Scritto da: Alessio
      Secondo me si sta dando numeri a caso.
      Lavoro in una P.A. ed abbiamo la PEC e un sistema
      certificato di gestione informatica dei documenti
      da più di 3 anni. I primi a ostinarsi a non usare
      i sistemi informatici sono i cittadini e le
      imprese per cui capita praticamente sempre che la
      comunicazione via PEC la usiamo solo con altri
      enti pubblici. I privati, nella maggior parte dei
      casi, vogliono ancora avere la raccomandata con
      dentro il documento cartaceo. La chicca è che per
      accontentarli dobbiamo scannerizzare in ingresso
      tutta la marea di carta che ci arriva da loro e
      poi stampare una copia dell'originale digitale
      firmandola per garantirela conformità prima
      dell'invio (DPR
      445/2000).Condivido il fatto che in ALCUNI enti pubblici effettivamente i servizi telematici funzionino bene, ma siano poco usati causa ignoranza dei cittadini. Il problema però è che per un ente pubblico adeguatamente informatizzato, che ne sono magari 5 in cui le cose vanno diversamente. E siccome il medesimo documento o certificato magari serve per i rapporti con svariati enti pubblici, la cosa tuttora più sicura per il cittadino è averlo in forma cartacea.Inoltre servirebbe uno standard unico valido per tutte le amministrazioni pubbliche, locali e nazionali, per intenderci la famosa carta nazionale dei servizi dovrebbe essere accettata di default da TUTTI gli enti pubblici, locali e nazionali, e dovrebbe esserci un software per la firma digitale dei documenti gratuitamente distribuito a tutti i cittadini.Per intenderci e per fare un esempio, se io mi presento in comune, piuttosto che in un tribunale o ad un distretto militare con una chiavetta USB con all'interno una mia autocertificazione in formato PDF con firma digitale allegata (o qualsiasi altro formato, basta che il file sia firmato), tali enti dovrebbero scaricare il file e la firma dalla mia chiavetta (che mi deve essere subito restituita) e accettare il tutto come se fosse cartaceo con firma a mano. Purtroppo non sempre, anzi quasi mai è così. Spesso ogni ente pubblico ha regole proprie e formati propri. Un cittadino non può mandare a memoria istruzioni diverse per ogni ente diverso.
  • voyager6 scrive:
    Non è che servirebbe qualcosa d'altro?
    io nel mio ufficio continuo a produrre una quantità di carta considerevole... perchè mi viene chiesto di stampare.. e non solo da persone anziane.
    • Maestro Miyagi scrive:
      Re: Non è che servirebbe qualcosa d'altro?
      Quando sento parlare delle brunettate mi viene l'orchite :-/Di solito sono cose che fanno ridere (come la PEC in tutte le amministrazioni o la PA che dialoga via internet coi cittadini), ahahahahah) o che fanno paura (per come sono concepite con una parte anatomica a scelta). Spesso sono come grida manzoniane: è dal 1990 che le Pubbliche Amministrazioni non devono chiedere al cittadino dati di cui sono già in possesso (legge 241/90), ed è dal 1990 che lo fanno lo stesso incuranti di ogni buon senso!Ci vuole poco per migliorare il livello tecnologico degli italiani e la funzionalità degli uffici:- incentivare (con riduzioni di tasse p.es. postali) i pagamenti per via telematica, e contemporaneamente permettere di pagare _tutto_ (a partire dai c.c.p., MAV, bollettini premarcati) in questo modo;- far seguire obbligatoriamente corsi specifici al personale (con istruttori senzienti e adeguati), con esame valutativo finale; possibilità una sola volta di ripetere l'esame (con destituzione o pesante ridimensionamento stipendiale in caso di seconda bocciatura)- totale interoperabilità multipiattaforma dei siti istituzionali per il cui tramite compilare e spedire domande e dichiarazioni alla P.A. e da cui ricevere risposte e provvedimenti, per evitare l'esclusione tecnologica di chi usa (legittimamente) sistemi operativi alternativi.-acXXXXX selettivo a banche dati di altre Pubbliche amministrazioni, per effettuare controlli automatizzati su dichiarazioni e ridurre l'onere a carico del cittadino di comunicare dati che siano facilmente acquisibili in via telematica presso terzi.- incaricare personale imparziale e qualificato per la dematerializzazione e consegnare l'originale cartaceo al cittadino interessato, laddove legalmente possibile (non si sa mai)- centralizzare le banche dati a livello provinciale (fa ridere che un comune minuscolo debba avere una sua costosa infrastruttura)- affrontare in modo rigoroso il problema della sicurezza degli archivi, dell'usufruibilità dei servizi e delle autorizzazioni di acXXXXX ai dati custoditi (consapevolezza dei rischi, misure precauzionali, banda adeguata ai flussi di richiesta e pesanti sanzioni in caso di violazioni relative al trattamento dati).- ampia diffusione della copertura telematica del territorio nazionale con almeno una tecnologia economicamente e strutturalmente disponibile (via doppino, fibra ottica, wifi, wimax o quant'altro), senza la quale è inutile anche parlare di digitalizzazione.- razionalizzazione e armonizzazione di tutti i procedimenti amministrativi in vigore, con chiara indicazione dei requisiti richiesti e dei precisi dati da comunicare.
      • embe scrive:
        Re: Non è che servirebbe qualcosa d'altro?
        Una stima ottimista? Ci vorranno almeno 50 anni prima che tutto ciò accada, e la Svizzera dovrà conquistarci almeno 2 volte, nel frattempo...
        • Fragy scrive:
          Re: Non è che servirebbe qualcosa d'altro?
          - Scritto da: embe
          Una stima ottimista? Ci vorranno almeno 50 anni
          prima che tutto ciò accada, e la Svizzera dovrà
          conquistarci almeno 2 volte, nel
          frattempo...Impossibile, 50 sono troppo poco tempo. In 50 anni ci lucrano sopra troppo poche persone, almeno tre secoli con garanzie per altre 10 generazioni.
      • A.P. scrive:
        Re: Non è che servirebbe qualcosa d'altro?
        "-acXXXXX selettivo a banche dati di altre Pubbliche amministrazioni, per effettuare controlli automatizzati su dichiarazioni e ridurre l'onere a carico del cittadino di comunicare dati che siano facilmente acquisibili in via telematica presso terzi."Quindi intendi un grande db che contenga informazioni/dati di ogni genere, dico bene?"- incaricare personale imparziale e qualificato per la dematerializzazione e consegnare l'originale cartaceo al cittadino interessato, laddove legalmente possibile (non si sa mai)"secondo te quali sono i benefici di questo punto?
      • harvey scrive:
        Re: Non è che servirebbe qualcosa d'altro?
        - Scritto da: Maestro Miyagi
        - incentivare (con riduzioni di tasse p.es.
        postali) i pagamenti per via telematica, e
        contemporaneamente permettere di pagare _tutto_
        (a partire dai c.c.p., MAV, bollettini
        premarcati) in questo
        modo;Al limite i pagamenti telematici costano di più
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