Bacchettati i motori di ricerca

La FTC americana impone alle aziende che indicizzano la rete di porre in grande evidenza i link sponsorizzati. Per proteggere internet


Roma – Può un motore di ricerca pubblicare i risultati delle ricerche compiute dai propri utenti nel modo che ritiene più opportuno? Secondo la Commissione federale americana sul commercio, la FTC, questo non è legittimo, quantomeno non più.

Dopo undici mesi di rilevazioni sulle pratiche dei più importanti motori e indici della rete, infatti, gli esperti della FTC hanno esposto le linee guida alle quali dovranno attenersi d’ora in poi queste attività online quando inseriranno sulle proprie pagine dei collegamenti ipertestuali a risorse internet che pagano perché questi link vengano visualizzati.

La questione è nota. A caccia di redditività, i motori di ricerca sempre più spesso trovano ottime fonti di utili nell’inserimento di link sponsorizzati in qualche modo “a tema” rispetto alle ricerche compiute dagli utenti. Questo consente a certi siti di ottenere una grande esposizione. Ma, in assenza di una chiara segnalazione che tratti i link sponsorizzati come tali, molti temono che l’utente possa essere arbitrariamente confuso su quali sono le risposte “reali” alla propria ricerca sul motore e quali quelle “sponsorizzate” e dunque posizionate con un preciso scopo promozionale.

Sono queste le considerazioni che la FTC fa proprie, sostenendo che non è più accettabile che i motori adottino per i link pubblicitari formule come “news”, “link consigliati”, “siti da seguire”, “risorse” e via dicendo. Questa terminologia va sostituita con qualcosa di molto più chiaro che consenta all’utente di individuare immediatamente cosa è pubblicità e cosa non lo è.

Quella che sembra una indebita intrusione della FTC nell’attività dei motori non coglie però impreparati i maggiori siti di riferimento. Quasi tutte le grandi aziende del settore, infatti, pongono ormai con una certa evidenza, sia grafica che testuale, i link sponsorizzati, definendoli in alcuni casi proprio con questa terminologia.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Manca la cultura del Test
    Soprattutto in Italia...in pochi fanno attività di test serie (mancanza di tempo, di soldi, di cultura); chi lo fa lo fa manualmente...Risolvere un problema in produzione costa 10 volte di + che risolverlo in pre-produzione.Interessante: www.mercuryinteractive.com
  • Anonimo scrive:
    soldi buttati
    non solo i bugs sono soldi sprecati ma anche il tempo perso a scaricare patch e a installarle sono soldi buttati via, meno patch ha un OS o un programma e quindi meno bugs, piu` e` produttivo
  • Anonimo scrive:
    ditelo a Bill
    Il buon Billlll lo saaa..!!!???
    • Anonimo scrive:
      .... e grazie a chi lo dici se ai sw open cess
      - Scritto da: sonoio
      Il buon Billlll lo saaa..!!!???onestamente vista la carrellata di strun***** open sorcio presenti solo oggi, vermetto e dns, lo direi anche all'open ma visto che con l'open tutti dicono tanto e open che voi de piu come se dice a milano te attacchi al tram
  • Anonimo scrive:
    Evidentemente guadagnano comunque di piu....
    ...facendo così e buttando fuori release semi-beta invece che fare beta testing.
  • Anonimo scrive:
    non calcolano mai che ...
    CErto che calcolano come vogliono.Pensate se NON avessero i software quanto starebbero a fare quello che devono.Supponiamo che guadagnino 20 di tempo.Ne predono 2 in bug.Sono sempre +18 di guadagno, in termini di tempo e quindi di denaro.Contano sempre solo quello che vogliono.
  • Anonimo scrive:
    Ditelo alla BSA
    ..visto che ci quantifica sempre il danno della pirateria, dovrebbe quantificarci anche quello causato dai propri iscritti.....
  • Anonimo scrive:
    Colpa anche dei clienti
    La colpa dei bug va divisa equamente tra produttori di SW e clienti (o commerciali, che fanno il gioco dei clienti), che troppo spesso incalzano l'uscita di nuove release.Poi c'e' da dire che bisogna vedere cosa si intende per "bug", che e' tecnicamente un comportamento contrario a quanto stabilito nelle specifiche, non di certo un comportamento che "non piace" all'utente.Ciao,luigi
  • Anonimo scrive:
    Ma come fanno!!..
    Ma Dio santo...come si fa a quantificare in 60 miliardi di Dollari annuali i costi per dei bug...ma siamo seri, 60 miliardi di Dollari è la somma dei PIL dell'intera Africa (se ci arrivano!!)..
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma come fanno!!..
      - Scritto da: Prezioso84
      Ma Dio santo...come si fa a quantificare in
      60 miliardi di Dollari annuali i costi per
      dei bug...ma siamo seri, 60 miliardi di
      Dollari è la somma dei PIL dell'intera
      Africa (se ci arrivano!!).. Calcola poi che in africa di bug ne hanno di più, più grossi e più pericolosi :P
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma come fanno!!..
      Signori manca la cultura del test ed in italia ancora di più: se si effetuno test, lo si fa manualmente (con grande gioia dei poveri sfortunati) e solo se c'è tempo; quindi mai.Risolvere un problema, bug o come lo si vuole chiamare, in produzione costa 10 volta di + che risolverlo prima del rilascio.
Chiudi i commenti