BeOS 5.0 riparte ed è gratis

Per diffondere il suo sistema operativo Be ha deciso di rilasciare una versione gratuita della 5.0 completamente funzionale e compatibile con Windows


Roma – Come già era successo in passato, Be tenta la strada del “free” per aumentare la visibilità del suo sistema operativo ed invogliare così gli sviluppatori a prenderlo maggiormente in considerazione.

La versione gratuita di BeOS 5.0, scaricabile dal sito di Be, si distinguerà dalla versione commerciale (che costa 99$) per la sua più limitata offerta di software di contorno e per la particolare caratteristica di poter essere installato unicamente su di una partizione Windows 9x, cosa questa che lo rende più simile ad un applicativo che ad un vero e proprio sistema operativo.

BeOS 5.0 offre infatti la possibilità di leggere e scrivere in tempo reale il file system di Windows, potendo dunque condividere con esso file e cartelle.

La strategia di Be si è focalizzata, oltre che ai computer desktop, anche alle info appliance: Be ha infatti sviluppato una versione alleggerita del suo sistema operativo, chiamata Stinger, che ambisce a portare la multimedialità e la grafica anche sui dispositivi handheld.


BeOS ha fama di essere un sistema operativo “multimediale”, fama che si è conquistato grazie alla sua ottima architettura a 64 bit ed al suo prestante sotto-sistema grafico.

Del resto il BeOS nacque proprio per far concorrenza al MacOS, l’altro sistema operativo dalle spiccate doti multimediali che oggi ha gli occhi puntati addosso per via della nuova release X. Purtroppo, alla società di Jean-Louis Gassee (CEO di Be) è andata male nel momento in cui, qualche anno fa, Steve Jobs (CEO di Apple ) scartò BeOS come futura piattaforma per i sistemi Macintosh.

Sebbene BeOS non abbia mai avuto la possibilità di diffondersi, i suoi pregi sono davvero molti: il fatto di essere un sistema operativo progettato ex-novo fa sì che non risenta di pesanti compatibilità con il passato, tanto è vero che la sua architettura è nativa a 64 bit. Per il kernel i suoi autori hanno potuto ispirarsi a ciò che c’era di meglio sul mercato, soprattutto in campo Unix, ma rispetto a quest’ultimo BeoS presenta un sistema di API molto più snello e semplice che semplifica lo sviluppo ed il porting di software.

Le sue doti si estendono anche al suo file system, il BEFS, anch’esso a 64 bit, con possibilità di journaling (protezione delle scritture su disco da interruzioni dell’elettricità, cosa che manca persino a Linux) ed in grado di supportare fino a 18 Tbyte.

Il sistema operativo di Be si rivela un pO’ più carente, invece, sul lato della sicurezza e, prevedendo un solo utente, è totalmente inadatto ad essere utilizzato come server. Ma del resto questo OS non è nato per tali scopi, essendosi da sempre rivolto ai computer desktop ed alle workstation. Purtroppo BeOS è praticamente privo di applicativi e, a dispetto del buon Linux, non è open source: se lo fosse stato, chissà?

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