Betamax 2, la vendetta

Partito il grande scontro tra industria dei contenuti e quella dell'alta tecnologia. P2P ago della bilancia. La Corte Suprema deciderà se chi produce è colpevole dei comportamenti di chi usa


Washington (USA) – Un esercito di avvocati ieri ha presentato alla massima corte statunitense un caso emblematico della guerra sul peer-to-peer ma soprattutto decisivo per il destino di una questione essenziale : chi produce tecnologie è responsabile per l’uso che ne viene fatto dagli utenti? E, se sì, in quale misura e con quali eccezioni?

Da una parte si schiera l’industria dei contenuti , quella della musica e del cinema, che ha presentato le proprie voluminose argomentazioni preliminari attorno ad un caso tanto eclatante quanto discusso, quello dell’assoluzione in primo e secondo grado delle imprese che producono software per il file sharing . Dall’altra molti grossi nomi della tecnologia , preoccupati che le proprie produzioni e i propri servizi possano portare a conseguenze legali pesantissime.

Il caso è quello di Grokster e Morpheus , due software di sharing da anni nel mirino delle major . Le società che li producono però sono fin qui riuscite a respingere ogni responsabilità sui comportamenti illegali di molti dei propri utenti ricorrendo alla cosiddetta difesa Betamax .

A sostenerli per questo ultimo definitivo giudizio presso la Corte Suprema, che a dicembre ha dichiarato di voler esaminare la questione , sono player delle dimensioni di Microsoft, America Online, Yahoo!, Google, Apple ed altri . I grandi della tecnologia e della net-economy, infatti, hanno presentato delle memorie alla Corte sostenendo che qualora fossero ritenuti responsabili per i comportamenti dei propri utenti allora si troverebbero dinanzi ad un ostacolo invalicabile, capace non solo di ridurre le prospettive di crescita ma anche di colpire al cuore lo sviluppo delle tecnologie dell’informazione, da molti anni essenziali per la crescita dell’economia statunitense.

Nessuna di queste imprese, va da sé, sostiene la condivisione illegale di file, ma tutte ritengono che le misure di contrasto alla pirateria sul P2P debbano perseguire strade diverse da quella di rendere responsabili le softwarehouse di settore. La legge, sostiene qualcuno, potrebbe prevedere l’obbligo di inserire nei software P2P certi sistemi di filtraggio , peraltro tutti da definire. Secondo la Digital Media Association , una delle numerose associazioni industriali che hanno inoltrato alla Corte le proprie considerazioni, nessuno “condona l’uso delle tecnologie peer-to-peer per violare la legge sul diritto d’autore ma anzi le condanna. Allo stesso modo non si può appoggiare la richiesta di estendere le responsabilità indirette come richiesto dai ricorrenti”.



Questi ultimi sono appunto le major dell’industria dei contenuti che insistono sul fatto che il P2P oggi si traduca in una perdita incalcolabile per i produttori e i detentori del diritto d’autore, una emorragia di profitti innescata a loro dire proprio dalla spregiudicatezza dei produttori dei software di scambio. “Una decisione favorevole della Corte – ha dichiarato il ceo dei discografici della RIAA Mitch Bainwol – potrebbe spingerci tutti verso un mondo nel quale file sharing sia sinonimo di attività legale”. Come noto, fino ad oggi la sola RIAA ha denunciato circa 7.700 persone che a suo dire si sono rese colpevoli di aver condiviso grandi quantità di file pirata sulle reti di scambio. Secondo Bainwol oggi si guarda soltanto all’innovazione della tecnologia “quando invece dovremmo porre sulla bilancia anche l’innovazione dei lavori creativi degli artisti”.

In tutto questo è senz’altro di grande interesse quanto viene notato da molti osservatori. All’epoca del successo della difesa Betamax, e parliamo del 1984, Sony riuscì ad imporre il concetto della sostanziale irresponsabilità dei produttori per la pirateria di massa che i suoi videoregistratori potevano consentire ai danni dei produttori televisivi. Oggi Sony è uno dei maggiori supporter della RIAA, ben cinque aziende direttamente controllate dal colosso giapponese sono infatti membri dell’associazione dei discografici impegnata a ribaltare quella storica sentenza. E c’è anche chi osserva come già allora, nel 1984, l’industria dei contenuti ebbe modo di parlare di perdite incalcolabili, salvo scoprire poi il mercato dell’ home video , divenuto rapidamente una delle principali fonti di reddito per gli studios di Hollywood.

A decidere il futuro della difesa Betamax saranno due problemi centrali.
Il primo legato a come la Corte giudicherà l’uso principale che viene fatto dei sistemi di sharing: se questo è legale o meno. E’ infatti proprio la possibilità di un uso perfettamente lecito che a suo tempo “salvò” i videoregistratori Sony.
Il secondo riguarda la responsabilità che la Corte attribuirà ai provider e ai filtri che essi potrebbero utilizzare per bloccare lo sharing nonché a cosa dovrebbero andare incontro se questi filtri non venissero applicati o se un comportamento illegale che venisse loro segnalato non fosse fermato.

Entro la fine di febbraio le memorie delle aziende direttamente coinvolte nel procedimento dovranno essere consegnate alla Corte Suprema. Il procedimento vero e proprio partirà il 29 marzo.

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  • Anonimo scrive:
    armani.it (e altri) come li contano?
    Se una registrazione è scaduta perché il proprietario non l'ha rinnovata, e un altro registra lo stesso dominioo conta due volte?E con armani.it come la mettiamo?chemicalbit
    • Anonimo scrive:
      Re: armani.it (e altri) come li contano?
      - Scritto da: Anonimo
      Se una registrazione è scaduta
      perché il proprietario non l'ha
      rinnovata, e un altro registra lo stesso
      dominioo conta due volte?

      E con armani.it come la mettiamo?

      chemicalbitNon vedo il problema:si contano i domini con estensione .it di volta in volta registrati...non esistono domini registrati due volte...
  • Anonimo scrive:
    Re: Bilancio e Certificazione iso9001
    - Scritto da: Anonimo
    Il Registro del ccTLD .it fa capo al
    Consiglio Nazionale della Ricerche, Istituto
    di Informatica e Telematica con sede a Pisa
    e risulta certificato ISO9001 da SGS Italia
    S.r.l. . Dove si trovano queste informazioni?E dove si trova la spiegaizone di cosa "significhi" essere certificati ISO9001 (cioè: cosa richiede e cosa comporta) ?
  • Anonimo scrive:
    non capisco l'entusiasmo
    La verità è che abbiamo (noi italiani)il 30% di domini in meno dell'Olanda che meno della metà degli abitanti ed un' economia molto inferiore ed otto volte di meno della Germania. Non capisco proprio l'entusiasmo per il milione di siti internet, è solo un'altro indice della nostra arretratezza culturale e tecnologica
    • Anonimo scrive:
      Re: non capisco l'entusiasmo
      Ma finiscila!Sempre questo fatalismo!E' il fatalismo italiota che rende piccola l'italia.VIVA L'ITALIA!
  • Anonimo scrive:
    Re: Bilancio e Certificazione iso9001

    Il Registro del ccTLD .it fa capo al
    Consiglio Nazionale della Ricerche, Istituto
    di Informatica e Telematica con sede a Pisa
    e risulta certificato ISO9001 da SGS Italia...
    Io mi chiedo se queste certificazioni
    iso9001 prevedono un obbligo di
    pubblicazione dei dati di bilancioProbabilmente si'. Pero' sara' difficile trovare unbilancio UE certificato, visto che il CNR in quantoente pubblico di proprieta' dello stato non lo devefare...Questo non significa pero' che i soldi venganoimboscati, come pare far credere l'articolo.Per me, gia' il fatto che per un dominio italianooccorre pagare 4,91 euro di fee + iva, mentre il piu'economico registrar di .com fa pagare almeno 6dollari, mi fa pensare che i soldi che rimangono,dopo aver tolto le spese (e tenuto conto dellaburocrazia che ruota intorno alla registrazione diun .it), non siano poi cosi' tanti: basta che il CNRdebba inviare una raccomandata a/r, che tuttol'importo si volatilizza ...
    • Anonimo scrive:
      Re: Bilancio e Certificazione iso9001
      - Scritto da: Anonimo

      Il Registro del ccTLD .it fa capo al

      Consiglio Nazionale della Ricerche,
      Istituto

      di Informatica e Telematica con sede a
      Pisa

      e risulta certificato ISO9001 da SGS
      Italia
      ...

      Io mi chiedo se queste certificazioni

      iso9001 prevedono un obbligo di

      pubblicazione dei dati di bilancio

      Probabilmente si'. Pero' sara' difficile
      trovare un
      bilancio UE certificato, visto che il CNR in
      quanto
      ente pubblico di proprieta' dello stato non
      lo deve
      fare...1) L' iso 9001 non prevede alcuna pubblicazione di per se' come necessita'

      Questo non significa pero' che i soldi
      vengano
      imboscati, come pare far credere l'articolo.
      Per me, gia' il fatto che per un dominio
      italiano
      occorre pagare 4,91 euro di fee + iva,
      mentre il piu'
      economico registrar di .com fa pagare almeno
      6
      dollari, mi fa pensare che i soldi che
      rimangono,
      dopo aver tolto le spese (e tenuto conto
      della
      burocrazia che ruota intorno alla
      registrazione di
      un .it), non siano poi cosi' tanti: basta
      che il CNR
      debba inviare una raccomandata a/r, che tutto
      l'importo si volatilizza ...
      2) sospetto che ti sfugga qualcosa (relativamente agli importi http://www.nic.it/RA/reg-pm/NuoviContratti.htmla me parrebbe che si parli di centinaia di euro a te no?
      • Anonimo scrive:
        Re: Bilancio e Certificazione iso9001
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Per me, gia' il fatto che per un dominio

        italiano occorre pagare 4,91 euro

        di fee + iva, mentre il piu' economico

        registrar di .com fa pagare almeno

        6

        dollari, mi fa pensare che i soldi che
        2) sospetto che ti sfugga qualcosa
        (relativamente agli importi
        www.nic.it/RA/reg-pm/NuoviContratti.html

        a me parrebbe che si parli di centinaia di
        euro a te no?Però!? 258,23 + IVA (che poi sarebbero 309,876 ?)E allora perché prima si parlava di 4,91 ? ?
        • Anonimo scrive:
          Re: Bilancio e Certificazione iso9001
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo



          - Scritto da: Anonimo



          Per me, gia' il fatto che per un
          dominio


          italiano occorre pagare 4,91 euro


          di fee + iva, mentre il piu'
          economico


          registrar di .com fa pagare almeno


          6

          dollari, mi fa pensare
          che i soldi che


          2) sospetto che ti sfugga qualcosa

          (relativamente agli importi


          www.nic.it/RA/reg-pm/NuoviContratti.html



          a me parrebbe che si parli di centinaia
          di

          euro a te no?

          Però!

          ? 258,23 + IVA (che poi sarebbero 309,876
          ?)

          E allora perché prima si parlava di
          4,91 ? ?heheheh il trucco c'e' ... ma non si vede...o meglio se indaghi .. puoi scoprire il perche'... alcuni "sono piu' uguali di altri"... :-)... gratta gratta... vedrai che trovi qualcosa... !
          • AnyFile scrive:
            Re: Bilancio e Certificazione iso9001


            E allora perché prima si
            parlava di

            4,91 ? ?
            heheheh il trucco c'e' ... ma non si vede...
            o meglio se indaghi .. puoi scoprire il
            perche'... alcuni "sono piu' uguali di
            altri"... :)... gratta gratta... vedrai che
            trovi qualcosa... !Ma per paggare 4,91 euro (+ IVA!!!) come scritto su http://www.nic.it/RA/reg-pm/tariffe.html immagino tu debba prima essere un mantainer e quindi aver pagato i eur 2500,00 + IVA, come da http://www.nic.it/RA/reg-pm/contratti.html (cosa che se non capisco male comprende i primi 60 domini). Quindi se uno fa 60 diomini paga per ogni dominio 41,67 euro. Se ne fa 1000 il calcolo mi da 7,11 euro, per 10mila 5,13 e per 100mila 4,93. Ma dubito che ci sia qualcuno che riesca ad arrivare a 100mila domini di secondo livello (visto che in tutto siamo giusto ad 1 milione) e neanche cosi' si arriva a 4,91.Ma sbaglio o tempo addietro le regole (e i costi) erano diversi? Pagavi un tot ed entro un anno potevi registrare, senza pagare altro, fino ad un certo numero di domini.Mi pare di ricordare, ma noon lo trovo, che gli enti pubblici siano esentati da questa spesa. Mi ricordo bene? E sono esentati anche dai 4,91 euro?Ma spero che un ente pubblico non possa rivendere i nomi di dominio!
    • AnyFile scrive:
      Re: Bilancio e Certificazione iso9001

      Probabilmente si'. Pero' sara' difficile
      trovare un
      bilancio UE certificato, visto che il CNR in
      quanto
      ente pubblico di proprieta' dello stato non
      lo deve fare...Sei sicuro?A parte che la cosa mi parrebbe ben strana. Forse puo' essere che non debba farlo nello stesso modo degli altri, ma mi parrebbe ben strano che non debba farlo del tutto. Forse ad esempio non deve depositarlo in Tribunale ma al Ministero.E poi a me e' stato piu volte detto, non dal CNR ma da enti pubblici simili, che da fine novembre, inizio dicembre non si poteva piu' comprare nulla perche' bisognava fare i bilanci!!!! (Se vi pare assurdo questo, concordo con voi!!)
  • Anonimo scrive:
    Re: speculazioni inutili
    - Scritto da: Anonimo
    Capisco che nell'articolo si fosse
    documentata una cronica mancanza di
    informazioni da parte del CNR o un tentativo
    di nascondere le entrate o i bilanci, ma
    fare illazioni su dove siano andati a finire
    i soldi o come si siano spesi solo
    perchè non lo si è chiesto o
    non lo si è cercato non è imho
    serio nè "giornalistico". Il CNR
    è un Ente pubblico che riporta in
    estratto i bilanci direttamente sul sito
    cnr.it e pubblica annualmente il suo
    bilancio. Un minimo sforzo avrebbe fornito
    cifre chiare per le entrate e per le uscite.
    Per quanto poi riguarda la supposta
    prevalenza di siti stranieri nei domini .it
    mi domando che mestiere faccia l'autore
    dell'articolo, dal quali mi aspetterei una
    risposta alla domande (che % hanno ...)
    piuttosto che altre domande. Un conto sono i
    commenti e le lettere dei lettori, un altro
    gli articoli che dovrebbero dire qualcosa
    oltre che porsi domande e fare appunto
    illazioni. Il problema nasce anche quando si
    pensa di fare un "articolo" da un lancio di
    un'agenzia o da un comunicato senza un
    briciolo di approfondimento cercando di
    condire con parole e allungare qualcosa che
    non meriterebbe più di tre righe. Tre
    righe importanti forse ma solo tre righe.
    Nulla di personale of course riguardo ad un
    ottimo autore ma che, sempre nella mia
    personale opinione, qui ha fatto un "brutto"
    aricolo. Allego quindi il link dove trovare
    indirizzo, telefono fax e anche il cellulare
    da contattare per informazioni
    sull'argomento ... e per completare
    l'articolo
    www.cnr.it/cnr/news/CnrNews.html?IDn=1259 .
    Bye,Capisco che non capisci, ma forse (dato che non e' pubblicato nessun dettaglio al riguardo) sul bilancio e dato che si tratta di un "servizio pubblico" il bilancio dovrebbe essere (con i dettagli beninteso!) pubblicato sulla pagina della RA.In caso contrario i sospetti sono PIU' CHE LEGGITIMATI!
  • KCM scrive:
    Re: speculazioni inutili
    - Scritto da: Anonimo
    Capisco che nell'articolo si fosse
    documentata una cronica mancanza di
    informazioni da parte del CNR o un tentativo
    di nascondere le entrate o i bilanci, ma
    fare illazioni su dove siano andati a finire
    i soldi o come si siano spesi solo
    perchè non lo si è chiesto o
    non lo si è cercato non è imho
    serio nè "giornalistico". Il CNR
    è un Ente pubblico che riporta in
    estratto i bilanci direttamente sul sito
    cnr.it e pubblica annualmente il suo
    bilancio. .....CUT..... Allego quindi il link dove trovare
    indirizzo, telefono fax e anche il cellulare
    da contattare per informazioni
    sull'argomento ... e per completare
    l'articolo
    www.cnr.it/cnr/news/CnrNews.html?IDn=1259 .
    Bye,Ho letto questa paginahttp://www.cnr.it/sitocnr/IlCNR/Datiestatistiche/Risorse/Entrate.htmled il relativo pdfhttp://www.cnr.it/sitocnr/IlCNR/Attivita/CNRreport/Report2003_file/pdf/039-054_2_1.pdfnon servono a molto.Esiste qualcosa di più dettagliato senza disturbare telefonicamente nessuno?
    • Anonimo scrive:
      Re: speculazioni inutili
      - Scritto da: KCM
      Ho letto questa pagina
      www.cnr.it/sitocnr/IlCNR/Datiestatistiche/Ris
      ed il relativo pdf
      www.cnr.it/sitocnr/IlCNR/Attivita/CNRreport/R
      non servono a molto.
      Esiste qualcosa di più dettagliato
      senza disturbare telefonicamente nessuno?Ho provato a guardare anch'io ma credo sia necessaria almen uuna telefonata per sapere se le classifichino come entrate da "privati" (62milioni di ?) . Bye.
  • Anonimo scrive:
    Re: Solo .COM .NET .ORG
    - Scritto da: Anonimo
    Tutto il resto e' monnezza, senza contare
    che per i .IT c'e' una grossa burocrazia,
    vedi il fatto di mandare il fax.una volta la pensavo come te, poi mi sono ricreduto.Mandare un fax e' menoso, le procedure sono pignole e basta un nonnulla per doverle ripetere, ma una volta superato questo scoglio dalla R.A. italiana ho solo avuto meccanismi perfettamente funzionanti e risposte tecnicamente e amministrativamente esaustive.Dai vari registrar .com ho sempre ricevuto generiche risposte "precotte" che non mi sono mai servite a niente.Dopo alcuni anni di esperienza come tecnico di un piccolo maintainer, mi sento di preferire i .it.ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Solo .COM .NET .ORG
      Io avro' comprato in tutto un centinaio di domini .com e mai avuto problemi, basta la carta di credito ed in un minuto posso aggiudicarmi ogni dominio che voglio, escluso marchi registrati (ovvio), senza fax e menate varie.
      • Anonimo scrive:
        Re: Solo .COM .NET .ORG
        - Scritto da: Anonimo
        Io avro' comprato in tutto un centinaio di
        domini .com e mai avuto problemi, basta la
        carta di credito ed in un minuto posso
        aggiudicarmi ogni dominio che voglio,
        escluso marchi registrati (ovvio), senza fax
        e menate varie.Che bravo che sei :oNe deduco che, per uno come te, l'uso del fax non dovrebbe risultare tanto difficile! :D
  • Anonimo scrive:
    Re: register.it
    Non credo che Register sia di una azienda americana, mi sembra invece che sia di DADA, azienda italiana.
    • Anonimo scrive:
      Re: register.it
      - Scritto da: Anonimo
      Non credo che Register sia di una azienda
      americana, mi sembra invece che sia di DADA,
      azienda italiana.Precisamente Register s.p.a. é al 68% di dada s.p.a.link:http://www2.dada.net/img/organigramma_pop_pc.gif
  • Anonimo scrive:
    E ancora occorre un fax! 2
    Perche' non si fidano dei cosiddetti MANTANIER.Ottraverso il meccanismo dei fax la proprieta' del dominio rimane al cliente mentre la pura gestione viene eseguita dai provider, con tutti i CASINI che la cosa comporta.In compenso ho sempre trovato gente competente sia tecnicamente che amministrativamente quando ho chiamato per assistenza, anche se il contratto per diventare mantainer e' piuttosto oneroso :o
  • ldsandon scrive:
    Re: Solo .COM .NET .ORG
    Ahhhhh, che dramma mandare un fax... belli invece i domini .com, .org, .net registrati da società fantasma senza il minimo controllo ed utilizzati solo per rompere le scatole agli altri utenti della rete, o per attività più o meno illecite (dialer, truffe, ecc. ecc.) Un po' di burocrazie e controllo in più nella registrazione dei domini non guasterebbe per nulla.
    • Anonimo scrive:
      Re: Solo .COM .NET .ORG
      - Scritto da: ldsandon
      Ahhhhh, che dramma mandare un fax... belli
      invece i domini .com, .org, .net registrati
      da società fantasma senza il minimo
      controllo ed utilizzati solo per rompere le
      scatole agli altri utenti della rete, o per
      attività più o meno illecite
      (dialer, truffe, ecc. ecc.) Un po' di
      burocrazie e controllo in più nella
      registrazione dei domini non guasterebbe per
      nulla.Guarda che gli illeciti vengono fatti anche dai siti .it.Esempio, www.winmx.it ti dice niente? Ti do un piccolo aiuto: truffe con dialer. Ci dovrebbe essere qualcosa anche su PI.E comunque prova a gestire un'attività illecita da un .com "non burocratizzato non controllato" e vedrai come è breve il lasso di tempo tra l'apertura del sito e la sveglia di buon mattino da parte di PolPost/GdF/Carabinieri. Apri un sito pedopornografico e ti ritroverai con uno sfollagente infilato fino al manico nel cubo tanto rapidamente che non te ne renderai conto.
  • Anonimo scrive:
    Re: E ancora occorre un fax!
    Ehi, dipendenti del NIC, basta di inviare tutte queste risposte sui bilanci e sul vostro lavoro!... :sTornate a rifiutare i fax perché poco leggibili...
    • Anonimo scrive:
      Re: E ancora occorre un fax!
      - Scritto da: Anonimo
      Ehi, dipendenti del NIC, basta di inviare
      tutte queste risposte sui bilanci e sul
      vostro lavoro!... :s
      Tornate a rifiutare i fax perché poco
      leggibili...C'é gente che nemmeno un fax riesce a inviare... che pena..:(
  • AnyFile scrive:
    Re: E ancora occorre un fax!
    [...]
    quanti stati al mondo sono ancora
    così indietro da richiedere l'invio
    per fax o posta ordinaria della lettera di
    assunzione responsabilità.
    Basterebbe investire qualche centinaio di
    euro per fare un servizio web https dove
    registrare le LAR.In https non servirebbe a niente. Non avrebbe validita' legale.Nella loro gestione burocratica, e' evidente che hanno bisogno di letttere e contratti a validita' legale e non gli basta ricevere i soldi.L'unica soluzione auspicabile che finalente si sblocchi definitivamente la telenovelas del riconoscimento dei documenti a distanti come e-mail certificate e simili (dell quale telenovelas devo essermi perso le ultime puntate).Quando le e-mail certificate e i moduli compilati sotto http con certificato riconosciuto verranno considerati legalmente validi si potra' chiedere che accettino tale mezzo di comunicazione.Fintanto che ogni legge reinvia ad un'altra legge o decreto attuativo che dovra' essere pubblicata entro 90 giorni e dopo piu' di un anno non si vede nulla, e fintanto che il sistema inventato non sia di semplice usabilita' non si puo' far nulla.Se il sistema di invio elettronico anziche semplificare le baroccosita' burocratiche viene studiato apposta per poterle riprodurre aggiungendo complicazioni perche' possano essere inserite, non solo il sistema non sara' mai efficiente e facile, ma continueranno a modificarlo per aggiungere qualche complicazione che era sfuggita
    Oltretutto sembra si divertano a far passare
    giorni rifiutando solo perché mancano
    i puntini su s.r.l. o cose simili!
    Se devno creare un archivio qualcuno gli dovra' pur dire se devon scrivere srl, s.r.l. oppure s. r. l. Se devono chiedere precisazioni potrebbero farlo celermente pero!
    • Anonimo scrive:
      Re: E ancora occorre un fax!
      Avrà anche validità legale un fax ma ditemi voi che differenza c'è tra un fax e un modulo online. Non sarà certo una carta intestata o l'intestazione del fax che può provare la fonte!Almeno utilizzassero le smart card!
      • Anonimo scrive:
        Re: E ancora occorre un fax!
        - Scritto da: Anonimo
        Avrà anche validità legale un
        fax ma ditemi voi che differenza c'è
        tra un fax e un modulo online. Non
        sarà certo una carta intestata o
        l'intestazione del fax che può
        provare la fonte!
        Almeno utilizzassero le smart card!Almeno sanno da che numero arriva la chiamata... :)
  • Anonimo scrive:
    Re: FAX : dai ma siamo italiani, no?
    L'utilizzo del FAX per registrare un dominio è uno strumento da preistoria. L'unica cosa che mi viene in mente per giustificarlo è che in Italia creare POSTI DI LAVORO INUTILI sia una vera e propria passione.Come le autostrade per esempio mi piacerebbe sapere in percentuale quali sono i costi amministrativi rispetto a quelli di reale manutenzione.Caselli con riscossione automatica, macchè!Poi per andare da VICENZA a MILANO e ritorno ci vogliono 20 euro. Robe da matti.
    • Anonimo scrive:
      Re: FAX : dai ma siamo italiani, no?

      Poi per andare da VICENZA a MILANO e ritorno
      ci vogliono 20 euro.

      Robe da matti.Come andare 2 volte da Imperia a Ventimiglia e ritornohttp://www.autostradadeifiori.it/pedaggi.aspdi cosa ti lamenti ? ;-)
      • Anonimo scrive:
        Re: FAX : dai ma siamo italiani, no?
        - Scritto da: Anonimo

        Poi per andare da VICENZA a MILANO e
        ritorno

        ci vogliono 20 euro.



        Robe da matti.

        Come andare 2 volte da Imperia a Ventimiglia
        e ritorno
        www.autostradadeifiori.it/pedaggi.asp
        Hai visto che si vergognano a mettere la gif per le moto??In Italia le moto pagano come gli autoarticolati.
        di cosa ti lamenti ? ;)
  • Anonimo scrive:
    Solo .COM .NET .ORG
    Tutto il resto e' monnezza, senza contare che per i .IT c'e' una grossa burocrazia, vedi il fatto di mandare il fax.Per fortuna che hanno tolto quell'altra cavolata di un solo dominio per persona fisica.Italioti aggiorniamoci.
  • Anonimo scrive:
    Meglio .com
    Infatti ai miei clienti consiglio sempre il .com perché meno burocratico del .it
    • Anonimo scrive:
      Re: Meglio .com

      Infatti ai miei clienti consiglio sempre il
      .com perché meno burocratico del .it... nel senso che non occorre altro che una carta di credito rubata per registrare un dominio .com?... nel senso che la TUA burocrazia e' ridotta al punto chepuoi pagare i 6/7 euro a dominio per un .com, invece dei4,91+iva euro per un .it?... nel senso che i domini .com li registri a tuo nome - e non a nome del cliente, cosi' se se ne vogliono andare da un altro devono rinunciare al dominio?Un briciolo di burocrazia in piu' A TUO CARICO consentirebbe una tutela maggiore PER IL TUO CLIENTE, ma tu non sei mica cosi' fesso ...
      • Anonimo scrive:
        Re: Meglio .com
        - Scritto da: Anonimo

        Infatti ai miei clienti consiglio
        sempre il

        .com perché meno burocratico del
        .it

        ... nel senso che non occorre altro che una
        carta di credito rubata per registrare un
        dominio .com?
        ... nel senso che la TUA burocrazia e'
        ridotta al punto che
        puoi pagare i 6/7 euro a dominio per un
        .com, invece dei
        4,91+iva euro per un .it?
        ... nel senso che i domini .com li registri
        a tuo nome - e non a nome del cliente, cosi'
        se se ne vogliono andare da un altro devono
        rinunciare al dominio?

        Un briciolo di burocrazia in piu' A TUO
        CARICO consentirebbe una tutela maggiore PER
        IL TUO CLIENTE, ma tu non sei mica cosi'
        fesso ...Ma che ti hanno fatto i .com?Forse ti disturba che chiunque con una carta di credito può registrarsene quanti ne vuole da solo, senza l'intermediazione di un Mantainer o senza farsi spillare 2500 Euro da nic.it per diventarlo lui stesso?Dilla tutta ed il naso non ti cresce ;)Roberto
  • Anonimo scrive:
    Re: E ancora occorre un fax!
    - Scritto da: Anonimo
    Oltre che non vedere alcun risultato degli
    utili provenienti dalle rigistrazioni non so
    quanti stati al mondo sono ancora
    così indietro da richiedere l'invio
    per fax o posta ordinaria della lettera di
    assunzione responsabilità.
    Basterebbe investire qualche centinaio di
    euro per fare un servizio web https dove
    registrare le LAR.
    Oltretutto sembra si divertano a far passare
    giorni rifiutando solo perché mancano
    i puntini su s.r.l. o cose simili!

    Redazione Portale.ItConcordo, è una cosa facilmente superabile.Tra l'altro l'abbandono del fax e della posta a favore della lar "elettronica" permetterebbe l'uso del personale attualmente dedicato a queste mansioni in progetti e ambiti del CNR dove c'è maggior necessità.pieggi.
  • Anonimo scrive:
    Re: speculazioni inutili
    si, ma i soldi dove vanno a finire? L'articolo che hai proposto rimescola e amplifica le quattro parole di un comunicato stampa ma non aggiunge niente.
    • Anonimo scrive:
      Re: speculazioni inutili
      io non ho proposto alcun "articolo" ho solo inviato un commento con opinioni personali ritenendo che l'articolo poteva essere scritto meglio ... ripeto ovviamente che è solo la mia opinione.- Scritto da: Anonimo
      si, ma i soldi dove vanno a finire?
      L'articolo che hai proposto rimescola e
      amplifica le quattro parole di un comunicato
      stampa ma non aggiunge niente.
  • theDRaKKaR scrive:
    register.it
    il sito register.it dell'azienda americana omonima non esiste proprio a causa del gioco di parole che implica il suffisso .it?beh poi in Italia ha investito molto questa azienda, e giocoforza se nn avesse preso quel dominio forse in italia nn ci sarebbe mai arrivata...nn credo insomma che questa degli americani di registrare nomi a dominio italiani sia una cosa negativa..saluti
  • Anonimo scrive:
    Re: [OT] x redaz
    - Scritto da: Anonimo
    "manutenere"? :| ;) Esattamente, significa "fare manutenzione", visto che nella tua infinita presunzione sembra che tu non lo sappia.
    • Anonimo scrive:
      Re: [OT] x redaz
      ma|nu|te|né|rev.tr. (io manutèngo)1 BU curare la manutenzione di qcs.: m. un?automobile, un impianto2 OB condurre per mano | fig., guidare, indirizzare; ammaestrare
  • Anonimo scrive:
    [OT] x redaz
    "manutenere"? :| ;)
  • Anonimo scrive:
    Re: speculazioni inutili
    forse per completare il giudizio sull'articolo forse era il caso anche di firmarlo.:javascript:emo(':p',''):pp
    • Anonimo scrive:
      Re: speculazioni inutili
      - Scritto da: Anonimo
      forse per completare il giudizio
      sull'articolo forse era il caso anche di
      firmarlo.:javascript:emo(':p','')
      :ppnon vedo nè la richiesta nè la necessità di firmare commentiBye
      • ldsandon scrive:
        Re: speculazioni inutili

        non vedo nè la richiesta nè la
        necessità di firmare commentiEsattamente come gli enti pubblici spesso non vedono la necessità di pubblicare i bilanci... :D
  • Anonimo scrive:
    speculazioni inutili
    Capisco che nell'articolo si fosse documentata una cronica mancanza di informazioni da parte del CNR o un tentativo di nascondere le entrate o i bilanci, ma fare illazioni su dove siano andati a finire i soldi o come si siano spesi solo perchè non lo si è chiesto o non lo si è cercato non è imho serio nè "giornalistico". Il CNR è un Ente pubblico che riporta in estratto i bilanci direttamente sul sito cnr.it e pubblica annualmente il suo bilancio. Un minimo sforzo avrebbe fornito cifre chiare per le entrate e per le uscite.Per quanto poi riguarda la supposta prevalenza di siti stranieri nei domini .it mi domando che mestiere faccia l'autore dell'articolo, dal quali mi aspetterei una risposta alla domande (che % hanno ...) piuttosto che altre domande. Un conto sono i commenti e le lettere dei lettori, un altro gli articoli che dovrebbero dire qualcosa oltre che porsi domande e fare appunto illazioni. Il problema nasce anche quando si pensa di fare un "articolo" da un lancio di un'agenzia o da un comunicato senza un briciolo di approfondimento cercando di condire con parole e allungare qualcosa che non meriterebbe più di tre righe. Tre righe importanti forse ma solo tre righe. Nulla di personale of course riguardo ad un ottimo autore ma che, sempre nella mia personale opinione, qui ha fatto un "brutto" aricolo. Allego quindi il link dove trovare indirizzo, telefono fax e anche il cellulare da contattare per informazioni sull'argomento ... e per completare l'articolo http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews.html?IDn=1259. Bye,
  • Anonimo scrive:
    Bilancio e Certificazione iso9001
    Il Registro del ccTLD .it fa capo al Consiglio Nazionale della Ricerche, Istituto di Informatica e Telematica con sede a Pisa e risulta certificato ISO9001 da SGS Italia S.r.l. . Sul sito IIT http://www.iit.cnr.it/ leggo:" Lo IIT svolge la funzione di Registration Authority Italiana, responsabile dell'assegnazione dei nomi a dominio all'interno del country code top level domain ".it" (ISO 3166). ... Lo IIT interagisce con oltre 2000 provider/maintainer." 2000 provider/maintainer non sono pochi.Io mi chiedo se queste certificazioni iso9001 prevedono un obbligo di pubblicazione dei dati di bilancio o comunque rientra nella certificazione iso9001 il controllo della correttezza dei dati di bilancio?Un bilancio che comunque da qualche parte deve esserci ed è bene che si sappia qualcosa di più in merito per capire appunto come vengono utilizzati i soldi delle registrazioni dei nomi a dominio.
  • Anonimo scrive:
    E ancora occorre un fax!
    Oltre che non vedere alcun risultato degli utili provenienti dalle rigistrazioni non so quanti stati al mondo sono ancora così indietro da richiedere l'invio per fax o posta ordinaria della lettera di assunzione responsabilità.Basterebbe investire qualche centinaio di euro per fare un servizio web https dove registrare le LAR.Oltretutto sembra si divertano a far passare giorni rifiutando solo perché mancano i puntini su s.r.l. o cose simili!Redazione Portale.It
  • Anonimo scrive:
    Pubblicare il bilancio
    Sarò forse ingenuo, ma se il Registro pubblicasse almeno un dettagliato straccio di bilancio, annualmente, con stato patrimoniale e conto economico, si potrebbe capire qualcosa di più. Da qualche parte ci deve pur essere. Tiratelo fuori !!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Pubblicare il bilancio

      Sarò forse ingenuo, ma se il Registro
      pubblicasse almeno un dettagliato straccio
      di bilancio, annualmente, con stato
      patrimoniale e conto economico, si potrebbe
      capire qualcosa di più. Da qualche
      parte ci deve pur essere. Tiratelo fuori !!!Il CNR e' un ente pubblico statale, non ha obbligo di depositare un bilancio CEE ...
      • Anonimo scrive:
        Re: Pubblicare il bilancio
        - Scritto da: Anonimo

        Sarò forse ingenuo, ma se il
        Registro

        pubblicasse almeno un dettagliato
        straccio

        di bilancio, annualmente, con stato

        patrimoniale e conto economico, si
        potrebbe

        capire qualcosa di più. Da
        qualche

        parte ci deve pur essere. Tiratelo
        fuori !!!

        Il CNR e' un ente pubblico statale, non ha
        obbligo di depositare un bilancio CEE ...Un conto e' lobbligo di legge un conto e' lobbligo "morale" a far sapere dove finiscono i soldi!Riassumendo concordo con quanti chiedono la pubblicazione
  • Anonimo scrive:
    non ci avevo pensato :-)
    tipo ... "stuff.it"oppure "fuck.it"oppure "stick.it"eccetera :-)accidenti :-))))ma non dovrebbero esserci LEGGI che indicano qualcosa sulla lingua italiana? mi sembrerebbe corretto.
    • Anonimo scrive:
      Re: non ci avevo pensato :-)
      - Scritto da: Anonimo
      tipo ... "stuff.it"

      oppure "fuck.it"

      oppure "stick.it"

      eccetera :)

      accidenti :))))


      ma non dovrebbero esserci LEGGI che indicano
      qualcosa sulla lingua italiana? mi
      sembrerebbe corretto.Non vedo perché... fossero siti di istituzioni italiane...Il privato scrive nella lingua che vuole...
  • Anonimo scrive:
    di italiano nei domini .it non c'è molto
    No? Ed io che pensavo il contrario.
  • Anonimo scrive:
    potenziare e manutenere la rete italiana
  • Anonimo scrive:
    Che fine han fatto i soldi dei domini it
    Che domanda.Se le saranno pappati come al solito i soliti noti parassiti e pidocchiosi mantenuti a sbafo da tutti obbligatoriamente.Siamo in Italia, paese degli ITALIOTI!
  • KCM scrive:
    Dove sono i soldi?
    Che fine han fatto i danè? Non credo sia difficile trovar le risposte. Spesso si dice che a pensar male si fa peccato ... ma si indovina!
    • AnyFile scrive:
      Re: Dove sono i soldi?
      Che struttura giuridica ha il nic e la RA (registration authority)?I soldi, mi pare di capire dal loro sito, devono essere inviati a CNR "Incassi giornalieri da altre dipendenze"Se il CNR e' un ente pubblico i suoi bilanci dovrebbe essere pubblici e i suoi soldi gestiti nell'interesse pubblico.Spero di non aver scoperchiato un vespaio!!!
      • KCM scrive:
        Re: Dove sono i soldi?
        - Scritto da: AnyFile
        Che struttura giuridica ha il nic e la RA
        (registration authority)?

        I soldi, mi pare di capire dal loro sito,
        devono essere inviati a CNR "Incassi
        giornalieri da altre dipendenze"

        Se il CNR e' un ente pubblico i suoi bilanci
        dovrebbe essere pubblici e i suoi soldi
        gestiti nell'interesse pubblico.

        Spero di non aver scoperchiato un vespaio!!!Non penso proprio. Tu scoperchi con un cucchiaio .... loro seppelliscono con una ruspa.Cmq, scherzi a parte, non è mica detto che li "devino" veramente quei soldi, però non mi vengano a dire che è una pratica (quella di far sparire fondi) che in Italia non si è mai usata.==================================Modificato dall'autore il 24/01/2005 14.46.15
        • Anonimo scrive:
          Re: Dove sono i soldi?
          - Scritto da: KCM
          - Scritto da: AnyFile

          Che struttura giuridica ha il nic e la
          RA

          (registration authority)?



          I soldi, mi pare di capire dal loro
          sito,

          devono essere inviati a CNR "Incassi

          giornalieri da altre dipendenze"



          Se il CNR e' un ente pubblico i suoi
          bilanci

          dovrebbe essere pubblici e i suoi soldi

          gestiti nell'interesse pubblico.



          Spero di non aver scoperchiato un
          vespaio!!!

          Non penso proprio. Tu scoperchi con un
          cucchiaio .... loro seppelliscono con una
          ruspa.
          Cmq, scherzi a parte, non è mica
          detto che li "devino" veramente quei soldi,
          però non mi vengano a dire che
          è una pratica (quella di far sparire
          fondi) che in Italia non si è mai
          usata.

          ==================================
          Modificato dall'autore il 24/01/2005 14.46.15Di certo non li usano per aggiornare il sito...risparmiano per TUTTI noi! :D
        • AnyFile scrive:
          Re: Dove sono i soldi?

          bilanci

          dovrebbe essere pubblici e i suoi soldi

          gestiti nell'interesse pubblico.



          Spero di non aver scoperchiato un
          vespaio!!!

          Non penso proprio. Tu scoperchi con un
          cucchiaio .... loro seppelliscono con una
          ruspa.
          Cmq, scherzi a parte, non è mica
          detto che li "devino" veramente quei soldi,
          però non mi vengano a dire che
          è una pratica (quella di far sparire
          fondi) che in Italia non si è mai
          usata.
          Io mi riferivo all'aspetto scientifico. Non alludevo al fatto che qualcuno facesse sparire dei soldi. Bensi al fatto, noto a tutti e che ha portato alla gravissima crisi del CNR, che e' arrivata al commissariamento, che la struttutura e' altamente burocratizzata, con un sacco di spese burocratiche, molte delle quali duplicate e che anziche' creare una gestione delle risorse scientifiche (leggi: delle risorse economiche per la scienza) nei fatti molto spesso ha semplicemente inglobato strutture gia' esistenti, spesso in crisi economica e/o scientifica.DISCLAIMER: Quanto sopra costituisce soltanto una mia impressione. Non vuole costituire accusa alcuna a persone, ne' ho prove dirette di quanto sopra.
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