BlackBerry collabora con le autorità. E se ne vanta

L'azienda risponde alle recenti polemiche sulla decodifica dei messaggi da parte delle autorità canadesi con un messaggio che conferma senza dire sì: BlackBerry lavora per la sicurezza di tutti, prima che per il business

Roma – Tanto rumore hanno fatto, le accuse recentemente emerse nei confronti di BlackBerry e del suo presunto “collaborazionismo” con la polizia canadese (RCMP) nella decodifica dei messaggi degli utenti , che il CEO dell’azienda ha sentito il bisogno di intervenire direttamente sulla faccenda con un messaggio pubblicato sul blog corporate .

Senza giri di parole, John Chen riafferma il principio che da tempo guida BlackBerry e che prevede la collaborazione con le autorità quando ci si trova davanti a una richiesta di accesso legale e ben motivata. Tutte le aziende dovrebbero fare ciò che è giusto, spiega Chen, mentre le corporation che dimostrano di valutare la propria reputazione molto di più del bene superiore non avrebbero un comportamento civile.

L’ultima bordata, neanche a dirlo, riguarda molto da vicino Apple e la sua decisione di scontrarsi in maniera diretta con l’FBI per l’accesso ai dati dell’iPhone di un sospetto terrorista, e il CEO di BlackBerry dice chiaramente di voler stare dalla parte di chi piuttosto quell’accesso lo avrebbe fornito volentieri per far procedere più speditamente l’indagine.

Il messaggio di Chen riafferma un principio ma non conferma né smentisce il coinvolgimento dell’azienda nel caso descritto dalle cronache recenti, un’investigazione della RCMP su un delitto di criminalità organizzata di alto profilo che ha portato all’intercettazione di oltre un milione di messaggi attraverso un server fasullo.

Chen tiene in ogni caso a ribadire l’inviolabilità del servizio BES, sistema crittografico per le comunicazioni sicure gestito autonomamente dalle singole aziende che, sempre secondo le succitate cronache, non sarebbe stato oggetto di “attenzioni” da parte di RCMP o di altre autorità nazionali.

Alfonso Maruccia

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  • Italofilo scrive:
    Articolo farcito di volgari anglicismi
    ...nonchè inutili, poichè erano facilmente traducibili in Italiano. Pare scritto dall'archetipo dell'elettorato piddin-renziano: gente rincretinita da un'adolescenza passata davanti ai programmi-spazzatura in televisione. Rimpiango gli avvocati di una volta che semmai usavano il Latino, non l'inglese.
  • Giuseppe2016 scrive:
    sottoscrivo pienamente
    avete descritto bene la situazione bravi! Sottocrivo e mi associo.
  • Italofilo scrive:
    Articolo farcito di volgari anglicismi
    Nonchè totalmente inutili, perchè quasi sempre traducibili in Italiano. Classico frasario commerciale da elettrice renziana con una forma mentis risultante da anni passati davanti a programmi televisivi per poveri deficienti. Rimpiango gli avvocati seri di una volta, che se proprio dovevano sostituire l'Italiano semmai lo facevano col Latino.
    • ... scrive:
      Re: Articolo farcito di volgari anglicismi
      - Scritto da: Italofilo
      Rimpiango gli avvocati seri di una volta, che se
      proprio dovevano sostituire l'Italiano semmai lo
      facevano col
      LatinoChe senso ha sostituire l'italiano col latino?
  • zoddo scrive:
    privacy: parola in cerca di significato
    Quando leggo cose come quelle scritte nell'articolo mi rendo conto sempre più di come il mondo legale si stia allontanando a velocità curvatura dal mondo reale, senza che la maggior parte dei protagonisti se ne renda conto, da una parte e dall'altra.Una moltitudine di servizi è oggi falsamente facoltativa obbligatoria se si vuole rimanere nel consorzio civile a un livello che non sia in fondo alla piramide sociale.Perciò siamo costretti a firmare una moltitudine di contratti commerciali, con le loro clausole, da soggetto più forte a soggetto più debole.Perciò il "consenso informato" è una ipocrisia bella e buona e la nostra privacy è di fatto terminata già da anni." Le continue pressioni dei colossi industriali per ottenere informazioni sui consumatori " sono solo fumo negli occhi, visto che i suddetti soggetti dragano le informazioni proprio dai servizi che ci propinano, oppure le comperano (e le integrano!) da chi lo fa.E ormai di informazioni, anche se cessasse di colpo la "fornitura" coatta, ne hanno già una marea sterminata sulla maggior parte degli abitanti "civili" del pianeta.
    • Il fuddaro scrive:
      Re: privacy: parola in cerca di significato
      - Scritto da: zoddo
      Quando leggo cose come quelle scritte
      nell'articolo mi rendo conto sempre più di come
      il mondo legale si stia allontanando a velocità
      curvatura dal mondo reale, senza che la maggior
      parte dei protagonisti se ne renda conto, da una
      parte e
      dall'altra.

      Una moltitudine di servizi è oggi falsamente
      facoltativa obbligatoria se si vuole rimanere
      nel consorzio civile a un livello che non sia in
      fondo alla piramide
      sociale.
      Perciò siamo costretti a firmare una
      moltitudine di contratti commerciali, con le loro
      clausole, da soggetto più forte a soggetto più
      debole.
      Perciò il "consenso informato" è una
      ipocrisia bella e buona e la nostra
      privacy è di fatto terminata già da
      anni.

      " Le continue pressioni dei colossi industriali
      per ottenere informazioni sui consumatori "
      sono solo fumo negli occhi, visto che i suddetti
      soggetti dragano le informazioni proprio dai
      servizi che ci propinano, oppure le comperano (e
      le integrano!) da chi lo
      fa.

      E ormai di informazioni, anche se cessasse di
      colpo la "fornitura" coatta, ne hanno già una
      marea sterminata sulla maggior parte degli
      abitanti "civili" del
      pianeta.E bello vedere che c'è ancora in giro gente capace di riconoscere la realtà.
    • giallo scrive:
      Re: privacy: parola in cerca di significato
      Già, oltretutto l'elefantiasi delle aziende di servizi uniforma l'offerta dal punto di vista contrattuale, togliendo la possibilità di rivolgersi ad altri fornitori con clausole meno vessatorie.Le associazioni dei consumatori, che dovrebbero essere le uniche a contrastare lo strapotere delle mega-aziende, si barcamenano per fare azioni scenografiche per salvare le apparenze ma dai risultati molto relativi, senza affrontare minimamente la questione all'origine.I politici invece (che non dovrebbero mettere il naso) pretendono di regolamentare ogni cosa per legge e con i tempi biblici delle loro decisioni, unite ad una colpevole ignoranza e ad una rampante corruzione, le uniche cose che riescono a fare sono quella di aumentare i costi della macchina burocratica (e quindi aumentare le tasse) e di ingessare sempre più il mercato e la gente, che ormai non va più nemmeno a votare tanto è depressa dallo schifo che la circonda (e i politici/burocrati ringraziano).
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