Bonino, mai tanto spamming in Italia

L'utilizzo dei messaggini sui cellulari è stato ventilato in una recente riunione. Sia come sia, le ondate di spam via email non si fermeranno qui, pare

Roma – La più ampia campagna propagandistica mai condotta via email in Italia: questo il profilo dello spamming a raffica voluto dai radicali di Emma Bonino e messo in atto dai consulenti della Edipro da una settimana a questa parte.

Punto Informatico, che aveva già denunciato l’arrivo di ondate di posta elettronica non richiesta sugli indirizzi di migliaia di utenti italiani, ha potuto verificare in questi giorni come la diffusione di quelle email abbia superato qualsiasi ragionevole previsione. Basti considerare come il messaggio firmato Bonino sia stato veicolato non solo a indirizzi di singoli utenti “presi da siti web” (come dichiara la policy del messaggio stesso) ma addirittura a mailing list tecnico-scientifiche, a bacheche elettroniche specializzate, a gruppi di discussione sui diritti informatici, sull’hacking, sull’omosessualità e via elencando. Non solo, molti messaggi sono finiti in luoghi di dibattito online internazionali dove “la lingua ufficiale” è l’inglese e dove, com’era prevedibile, i molti partecipanti non hanno gradito l’arrivo di quell’email. Una campagna che si pone, quindi, come la più massiccia operazione di spamming fin qui registrata in Italia.

Ad amplificare l’impatto di quelle email anche il ricorso agli indirizzari di numerose mailing list, da quelli di Netfraternity a quelli di Buongiorno.it, che sono stati “prestati” in qualità di veicolo commercial-propagandistico del messaggio politico. Risultato ovvio è che numerosi sono gli utenti, soprattutto coloro che conducono una intensa attività online, che hanno visto arrivare quel messaggio non richiesto non una, ma numerose volte nelle proprie caselle di posta elettronica.

Tutto questo ha portato, inevitabilmente, ad un boomerang politico per i mittenti della proposta. Anche perché i luoghi di discussione online raggiunti da quell’email, frequentati in alcuni casi da migliaia di persone, ne stanno ancora parlando, condannando quasi unanimamente la modalità con cui l’email ha “invaso” la Rete e non certo studiando il contenuto del messaggio stesso. Il malumore per l’accaduto sembra montare di ora in ora con la ricezione di nuovi messaggi di propaganda firmati Bonino. (continua) Da quanto abbiamo potuto capire parlando con diversi interlocutori nella sede dei radicali, a Roma, il database di indirizzi email è stato raccolto da un software acquistato dall’organizzazione Bonino, un “agent crawler” che girando su caterve di siti web, su Usenet e sui forum online ha raccolto una quantità impressionante di indirizzi email. Questo immenso database, contenente a quanto pare molte decine di migliaia di email, è stato poi consegnato la scorsa settimana ai consulenti di Edipro che hanno avuto l’onere di inviare sulla Rete il messaggio di propaganda.

E dagli ambienti di Torre Argentina 76, sede dei radicali, è arrivata anche la notizia che in programma ci sarebbero nuove ondate di comunicazioni, presumibilmente in successione da qui alle prossime elezioni politiche. E c’è persino chi non esclude il prossimo ricorso agli SMS…

A Punto Informatico i responsabili di Edipro hanno detto di non aver preventivato una simile reazione negativa dalla Rete (sono infatti numerosissimi gli utenti che hanno vivamente protestato per il massiccio invio di email ai propri indirizzi). Stando all’azienda, che in passato aveva veicolato le lettere cartacee di Emma Bonino agli italiani, le proteste dei molti “sono comprensibili” ma non è detto che siano “giustificate”.

I responsabili Edipro, pur dichiarandosi non esperti delle cose della Rete, si chiedono se una reazione così negativa alla campagna via email non sia frutto di “una sorta di autoregolamentazione che il mondo della Rete si è data e che di fatto impedisce ai piccoli di comunicare a tanti a basso costo, finendo così per favorire i grandi che possono permettersi altri e più costosi mezzi”. In realtà sono in molti, in queste ore, a chiedersi cosa potrebbe accadere se tutte le organizzazioni partitiche lanciassero simili campagne, considerando che in Parlamento ve ne sono circa 40…

Da quanto è dato di capire, comunque, il primo invio di tonnellate di posta elettronica firmate Bonino dovrebbe concludersi nel corso di questo week-end. In molti sperano che, vista la mala parata, gli organizzatori dello spamming si trattengano dal realizzare quanto previsto, ovvero si astengano da nuovi invii o dal ricorrere addirittura agli SMS. Intanto Punto Informatico rimane in attesa di una dichiarazione in merito dai dirigenti radicali che fino a questo momento, pur sembrando interessati a parlarne, hanno scelto la linea del silenzio.

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