Brevetti, Rambus canta vittoria su NVIDIA

Il patent troll delle memorie esulta per la decisione della commissione USA sul commercio estero. NVIDIA dovrà pagare per usare i brevetti di Rambus o interrompere la commercializzazione delle sue GPU

Roma – Ennesimo round della annosa contesa legale sui brevetti delle memorie combattuta tra Rambus e NVIDIA: anche in questo caso la decisione è a favore di Rambus, con la International Trade Commission statunitense che riconosce la validità dei suoi brevetti e si prepara a istituire un possibile blocco all’importazione che rischierebbe di azzerare il business di NVIDIA sul territorio nordamericano.

La nuova decisione dell’ITC conferma quella presa in precedenza su tre brevetti Rambus sfruttati illecitamente da NVIDIA, mentre gli altri sei brevetti contesi – sempre secondo la denuncia di Rambus – sono stati rimossi dall’investigazione della commissione federale. I brevetti sono soltanto tre ma interessano la stragrande maggioranza dello spettro di prodotti messi in commercio da NVIDIA.

Stando a quanto sostiene Rambus, la decisione ufficiale dell’ITC – non ancora resa pubblica – includerebbe la proibizione dell’import delle schede basate sulle GPU di NVIDIA negli Stati Uniti, un’evenienza che paralizzerebbe nei fatti il business del produttore di soluzioni grafiche discrete.

Ma dal punto di vista di NVIDIA nulla cambia: la società dice di essere pronta a ricorrere al Circuito Federale della Corte di Appello per un nuovo giudizio di merito, e nel mentre “non ci sarà alcun impatto sui nostri clienti o il nostro business”.

NVIDIA ha infatti intenzione di approfittare di un precedente accordo tra Unione Europea e Rambus che obbliga quest’ultima a fare concessioni di utilizzo di certi suoi brevetti. NVIDIA dovrà insomma pagare Rambus che sarà “costretta” a incassare il denaro, e in attesa dell’appello le licenze forzate permetteranno a NVIDIA e ai suoi partner di continuare a fare business nonostante i brevetti incriminati.

Alfonso Maruccia

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