Brevetti sul software: decisione rinviata

Il libero sviluppo trionfa, anche se solo temporaneamente, alla Conferenza internazionale di Monaco di Baviera. Gli stati partecipanti votano per mantenere le cose come stanno, una strada opposta a quella seguita dagli USA


Monaco di Baviera – La battaglia è lungi dall’essere vinta ma l’insperato voto di ieri ha dato nuova energia a tutto il fronte dei gruppi che si battono per la libertà di sviluppo: la Conferenza internazionale sui brevetti che si tiene nella città bavarese ha infatti votato per mantenere inalterata, per il momento, la normativa sui brevetti del software.

In sostanza, in Europa rimarranno in vigore ancora le leggi che impediscono alle industrie di brevettare anche le singole porzioni di codice utilizzate nella realizzazione del software oltre ai prodotti “nel loro complesso”. Si tratta di una vittoria per il libero sviluppo che in queste ore viene festeggiata dai tantissimi che nei mesi scorsi hanno spinto per questo voto, in particolare la Eurolinux Alliance con la petizione che ha presentato sottoscritta da 55mila persone e numerose aziende.

Il voto ha visto l’astensione di Svizzera, Austria e Lichtenstein, ma tutti gli altri stati partecipanti alla Conferenza hanno chiesto il mantenimento dell’articolo 52.c della Convenzione europea dei brevetti, sottoposta in questi giorni ad una profonda revisione.

Un appello a non abbassare la guardia è arrivato da Nicolas Pettiaux, rappresentante belga della Eurolinux Alliance, che ha spiegato come “il voto di ieri non va interpretato come un voto contro i brevetti quanto un voto che posticipa la decisione sulla materia fino alla conclusione della consultazione pubblica lanciata dalla Commissione Europea”. Come si ricorderà, la Commissione ha dato tempo fino al prossimo 15 dicembre per intervenire pubblicamente sulla questione.

Altra acqua sul fuoco è stata gettata da Stéfane Fermigier della AFUL, che partecipa all’Alliance, il quale ha spiegato come “siamo ancora molto lontani da una decisione capace di allontanare i brevetti sul software dall’Europa”.


La decisione presa alla Conferenza ha comunque un sapore epocale ed è indubbiamente dovuta alla forte azione di numerosi “gruppi di pressione” in questi mesi. In particolare, alla petizione voluta e promossa in tutta Europa dalla Eurolinux Alliance.

La petizione è arrivata alla Conferenza, infatti, “forte” di 55mila firme e dell’appoggio di numerose testate online, europee ed americane. La petizione chiede ai governi europei di “prendere in mano” la situazione e porre fine “all’allegra gestione” che si è avuto fin qui dell’Ufficio europeo dei brevetti, che ha sede a Monaco di Baviera.

Eurolinux Alliance, appoggiata da gruppi di pressione in numerosi paesi europei, aveva rilasciato una nota prima della decisione di ieri con la quale aveva messo in evidenza non solo i rischi legati all’estensione della brevettabilità del software, ma anche gli interessi economici dell’Ufficio dei brevetti dovuti al possibile allargamento delle sue attività. Interessi che, secondo Eurolinux, avrebbero potuto “inquinare” il processo decisionale. Come noto, l’Ufficio da tempo spinge perché diventi possibile anche in Europa brevettare singole porzioni di codice e non il software nella sua interezza, di fatto consentendo a singoli produttori l’acquisizione di tecniche e procedure di realizzazione utilizzate finora liberamente da schiere di sviluppatori.

La petizione presentata da Eurolinux Alliance è stata firmata anche da 200 aziende attraverso i propri rappresentanti, più di cento delle quali si sono espresse pubblicamente a favore delle tesi libertarie portate avanti dai sostenitori della non estensione della brevettabilità. A favore della petizione ha anche giocato, fino a questo momento, il fatto che il Parlamento Europeo ha preso in considerazione i punti salienti del documento lo scorso 11 ottobre, in occasione di una conferenza sui brevetti e l’ecommerce.

Di certo avrà anche pesato sulla decisione di Monaco l’iniziativa di uno dei membri dell’Alliance, la Association for the Promotion of a Free Informational Infrastructure (FFII), che ieri ha presentato il suo database di esempi di brevetti rilasciati dall’Ufficio europeo, definito emblematicamente “European Software Patent Horror Gallery”. Una iniziativa che non è passata inosservata grazie anche alla partecipazione di Richard Stallman, punto di riferimento del free software e fondatore della League for Programming Freedom.

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