Browser/Netscape 6 grida vendetta

Dopo quasi due anni di torpore Mozilla rialza la cresta e lancia un nuovo grido di sfida: basterà ad intimorire Internet Explorer? Forse no, ma nei progetti di Netscape non c'è solo Windows


Quando tutto sembrava ormai finito, quando la lotta tra Microsoft e Netscape sembrava ormai essere solo un vago ricordo, una sorta di leggenda da raccontare ai propri nipoti, ecco che uno dei browser che ha scritto la storia del Web oggi arriva, dopo due anni di piccoli aggiornamenti, alla sua sesta major release, sebbene per il momento soltanto in versione preview.

In tutto questo tempo Netscape ha perso parecchio terreno sul suo più diretto concorrente e di certo ha molta strada da recuperare, c’è però da considerare come questo browser possa vantare un numero sempre crescente di piattaforme supportate, da Linux agli handheld.

Oggi Netscape può contare su tutto il potere commerciale di un colosso come AOL , anche se, paradossalmente, il grosso provider americano dovrà tenere fede ai contratti stipulati con Microsoft: in pratica, ancora per qualche tempo, con i suoi abbonamenti non gli sarà consentito di distribuire browser diversi da Internet Explorer.

Ciò che sicuramente colpisce non appena cerchiamo di installare la nuova versione è il file di setup… solo 216 KB! Il trucco è presto svelato: la nuova tipologia di installazione ci consente di installare i pacchetti direttamente via Internet senza dover scaricare l’intera versione (per chi incontrasse dei problemi, esiste comunque il pacchetto completo sotto la directory SEA, che però “pesa” 16 MB). Qualsiasi sia la tipologia di installazione che si preferisca utilizzare, si entra subito nel classico “InstallShield” dove vengono presentati i tre pulsanti: Tipica, Minima, Personale (Typical, Minimal, Custom). Da qui si dovrà attendere un po ‘ di tempo per la versione completa (comprendente il plug-in Java 2), mentre si aspetterà sicuramente meno se si sceglie di non installare il plug-in Java, che occupa ben 7 MB. Una volta installata, ci verrà presentata la finestra “Activation” dove ci viene chiesto di inserire i nostri dati (il login e la password se si è già membri di NetCenter) e procedere così all’avvio del software.

La sorpresa maggiore, al lancio di Netscape 6, è data dalla nuova interfaccia utente, intuitiva e molto razionale, simile, nell’apparenza, al portale NetCenter. I bookmark ed i pulsanti dei moduli (posta elettronica, composer, collabra per i newgroups, la messaggistica istantanea e la rubrica indirizzi) si trovano ora nella barra di stato del programma, quella nella parte inferiore del browser: da qui possiamo praticamente accedere a tutto ciò che ci serve mentre siamo collegati.

Una delle nuove funzioni inserite in Netscape 6 e subito visibile all’avvio del software è lo spazio chiamato “My Sidebar”, un’area che riprende in modo leggermente diverso la tecnologia push che era stata proposta qualche anno fa con i canali di Internet Explorer: qui si potranno trovare le ultime notizie della CNN, le previsioni del tempo ed altri fonti informative selezionabili in base alle proprie preferenze. La tecnologia push, fallita ai tempi di IE 4, può forse oggi ritrovare un suo motivo d’essere grazie alla maggiore pervasività delle attuali connessioni ad Internet: flat rate, ADSL, tariffe agevolate, fanno sì che sempre più utenti, anche da casa, possano sfruttare servizi d’informazione in tempo reale costantemente aggiornati.

Altre nuove funzioni implementate in questa versione del browser sono un modulo di messaggistica istantanea che sfrutta la tecnologia basata su AOL Instant Messenger (se vi ricordate è già da tempo che veniva incluso in Netscape Communicator, anche se come programma a sé stante), un calendario, la gestione delle password e dei cookie, il supporto delle “skin” (presto saranno disponibili come download) per poter personalizzare l’estetica del browser, supporto agli account POP multipli (era ora!), la possibilità di eseguire ricerche direttamente dalla barra degli indirizz, un comodo AutoTranslation per tradurre siti web da una lingua ad un’altra ed una nuova e più potente funzione di ricerca.

Una curiosa novità presa in prestito dall’Instant Messenger sono le iconcine emozionali nella posta elettronica: appena si digiterà un emoticon riconosciuto questo verrà automaticamente convertito in uno smile di colore giallo, senz’altro più godibile di un semplice insieme di caratteri testo.


Dopo aver verificato che due anni di attesa non sono andati perduti, la domanda più scontata che tutti noi ci poniamo è quella di conoscere se finalmente il team di Netscape ha ritrovato le energie e le idee (nonché le strategie commerciali) per contrastare l’incredibile ascesa del suo rivale più temuto, ossia Internet Explorer. Possiamo sicuramente dire che la scelta dell’open source e la possibilità di partecipare attivamente al suo sviluppo attraverso Mozilla.org ha regalato un assaggio dei frutti tanto bramati un po ‘ a tutti coloro a cui nella vita piace poter scegliere, e poter scegliere il meglio, possibilmente. Dal lato del supporto alle novità più tecniche del WWW possiamo dire che Netscape ha fatto grossi passi in avanti: grazie al nuovo motore Gecko, Navigator 6 supporta pienamente XML, XUL (XML-based User-interface Language), Cascading Style Sheets Level 1 (CSS1), W3C DOM (Document Object Model) Level 0 e 1 e JavaScript 1.5. Oltre a qeusti troviamo anche un parziale supporto a CSS2 e 3.
Internet Explorer 5 supporta pienamente XML, CSS1 e W3C DOM, ma ancora ammanca del pieno supporto di XUL e Javascript 1.5, probabilmente perché la strategia di Microsoft è quella di premere ancora per la standardizzazione di JScript e VBScript, tecnologia base di ASP. C’è da anche da dire, però, che altre tecnologie come i frame in linea, filtri e transizioni, zoom delle pagine e altro ancora, sono supportati esclusivamente da quest’ultimo.

Il confronto più interessante comunque potrebbe essere quello con Opera, un browser che può vantare un motore di rendering molto veloce e snello che, al pari della tecnologia Gecko di Netscape, mira ora a raggiungere il mercato dei PDA, come dimostra anche la partnership con Ericsson .

Abbiamo confrontato delle pagine sviluppate con caratteristiche ottimizzate per la precedente versione di Netscape (la 4.x) e per Internet Explorer: il risultato è stato una visualizzazione con qualche pecca, tra cui l’anomala cattiva esecuzione di script Javascript perfettamente eseguiti nelle due versioni sopracitate. Funzioni molto semplici come onMouseOver e onMouseOut, il cui risultato è quello di “scrivere” una frase precostruita nella barra di stato (una sorta di miniguida quando si passa sopra al link attivo), non sono state interpretate visualizzando invece l’URL del link in questione. Speriamo sia un difetto della versione beta piuttosto che l’ennesimo problema di compatibilità.


In Netscape 6 non si può non apprezzare lo sforzo nel rendere maggiormente multipiattaforma e personalizzabili le varie componenti del sistema, parti per lo più sviluppate utilizzando i linguaggi XML e XUL, perfettamente editabili con un normalissimo Notepad. Ciò rende possibile agli utenti più esperti di sbizzarrirsi nel modificare e migliorare l’interfaccia del programma e alcune funzioni incluse nello stesso, poiché la quasi totalità di quello che si cela dietro Netscape è stato creato con un mix di standard sopracitati e Javascript, più ovviamente il supporto di librerie dinamiche ed eseguibili (DLL e EXE) che sono d’obbligo per poter eseguire un programma su Windows ma che non sono però modificabili se non previo possesso del codice sorgente (disponibile su Mozilla.org).

Netscape, come già prima di lui il tool di sviluppo Macromedia Dreamwaver, introduce il nuovo formato RDF (Resource Description Framework), uno standard raccomandato dal W3C per la descrizione di risorse Internet di vari tipi, dalla semplice pagina Web all’indirizzo di posta elettronica. Per una descrizione più dettagliata di RDF consiglio la visita di questo link .

In conclusione, cosa potremmo dire in fatto di previsioni su larga scala? Ben poco. Certo, l’interfaccia è gradevole e originale, in un certo senso più fruibile, ma se rammento alcune discussioni su vari newsgroup più o meno specializzati, la maggioranza delle persone incontra già una notevole difficoltà nel passare da un programma all’altro, nell’utilizzare Communicator piuttosto che Internet Explorer 4, o addirittura passare da una versione più vecchia ad una più nuova dello stesso prodotto senza un valido motivo… allora mi chiedo: “Chi utilizzerà questo nuovo prodotto?”. Solo discutendo dell’interfaccia e del nuovo modo di utilizzare il browser (è utile ricordare che già negli articoli di prima pagina di Punto Informatico è stato detto che manca di una interfaccia a tre dimensioni tipica di Windows) possiamo dire che disorienta già i più “smanettoni”, figuriamoci se lo installiamo al nostro superiore o ai nostri impiegati che già hanno accettato a malincuore l’uso del PC! Potremmo discutere a lungo sui pregi e i difetti di questo o quel software, ma alla fine il vero giudizio finale e la vera sentenza che decreterà la diffusione su larga o piccola scala sono dettati da due categorie di utilizzatori: gli sviluppatori, sempre più stanchi di programmare pagine Web in “duplex”, usando un emisfero cerebrale per Netscape e l’altro per Internet Explorer; gli utenti, che non hanno più nessuna voglia di capire che questo programma funziona solo in parte perché… “ci stiamo lavorando, abbiate pazienza”. A loro interessa un software facile da usare, veloce, senza tanti problemi, che non porti via troppo tempo alla loro vita e che gliela faciliti anziché complicargliela (siete ormai esperti di crash di windows, no?). C’è poi una terza categoria che più di ogni altro deve cercare di essere il più possibile obbiettivo e che rientra in tutte le persone che svolgono il ruolo di responsabile tecnico, direttore di budget, persona che ha l’incarico di ottimizzare il lavoro di un’azienda… secondo voi cosa sceglierà tra un software che deve “essere preso” e uno di più facile impatto? Sicuramente quello che gli farà perdere meno tempo con gli impiegati e notti insonni!!! Non a caso abbiamo lasciato l’ultimo punto che abbiamo verificato per questo paragrafo… Netscape 6 risulta essere incredibilmente lento! Forse perché Java (il motore su cui si basa per molte cose) non è ancora pronto per l’esecuzione “client” di massa, forse perché la reingegnerizzazione del prodotto conta ancora di alcuni bachi che rallentano il software. Se confrontiamo il nuovo prodotto con la versione precedente dello stesso e Internet Explorer, noteremo che Netscape 6 ha un 15-20% in più sui tempi di avvio del suo predecessore e un buon 30% in più su IE5. Certo, possiamo considerare che Netscape carica *tutti* i moduli e IE no, ma servono davvero tutti attivi all’utente? Lo sapremo presto.

Di fatto, noi di Plug-In, sappiamo che il prodotto contiene delle caratteristiche e peculiarità davvero eccellenti e lo sforzo di offrire un prodotto davvero innovativo è reale, anche quello per ottenere finalmente una standardizzazione in fatto di fruizione del web, però contiene ancora molti difetti che, allo stato attuale, rendono ancora IE5 un obbiettivo lontano da raggiungere, sia dal punto di vista della facilità dell’utilizzo che della velocità. Per quanto concerne la sicurezza e la tecnologia inclusa, possiamo dire che, pur rimanendo “spartano”, Netscape 6 “rischia” di aprire una nuova era nei browser per Internet e dar così del filo da torcere a IE, infatti la gestione della sicurezza, dei cookie e delle password è nettamente migliore rispetto a IE (e questo in un’azienda è decisamente un punto a suo favore sia come utente che come venditore in siti di e-commerce). L’unica affermazione sicura che possiamo fare, è che teniamo a considerare il nuovo prodotto una specie di embrione che deve attendere ancora un po ‘ di tempo per essere considerato definitivo e che dovrà tenere conto del feedback dell’utenza più “normale” e meno esperta (dato che è la fetta maggiore).

In definitiva, il risultato è ottimo e promettente dal lato tecnico, sicuramente innovativo dal lato di interfaccia e fruibilità, ma sicuramente ha bisogno di un periodo di “rodaggio” per essere considerato un valido motivo per essere scelto. A quanto pare, comunque, sembra che in Netscape siano realmente intenzionati a risorgere dall’apatia che in questi due anni sembrava essere oramai definitiva!

Marco Trevisan

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

Chiudi i commenti