Butac.it, anti-bufale con censura... e ritorno!

Sequestro lampo per un sito specializzato in fake news a causa di una denuncia per diffamazione a opera di un oncologo. Il sito è ora tornato on-line, ma il post incriminato non risulta accessibile per vie ufficiali

Roma – Il sito Butac.it è stato in questi giorni protagonista di un caso di “censura” a opera dell’autorità giudiziaria, un caso animato dalla denuncia dell’oncologo Claudio Pagliara a causa di quella che a suo dire è stata una vera e propria diffamazione mascherata da operazione anti-bufala.

Butac.it è stato oscurato il 6 aprile per volontà della Polizia Postale dell’Emilia Romagna, con la comparsa del classico messaggio di “Sito web sottoposto a sequestro preventivo” mostrato al posto dei soliti contenuti del portale contro le fake news .

In seguito si è appresa la ragione che ha spinto la Polpost al sequestro preventivo, ovvero la pubblicazione – risalente al 26 maggio del 2015 – di un articolo sulla presunta promozione di cure olistiche e “autoguarigione” da parte di Pagliara.

Michelangelo Coltelli, gestore di Butac.it, si è quindi rivolto a un avvocato e ha spinto il pubblico ministero a riconsiderare il blocco totale del sito: ora Butac.it è di nuovo accessibile on-line , mentre l’articolo incriminato risulta ancora sotto sequestro con tanto di logo della Repubblica Italiana. La pagina è comunque accessibile grazie alla copia cache di Internet conservata da Archive.org.

In attesa del proverbiale – e tradizionalmente lungo – compimento del corso della giustizia italiana , resta ora da capire se il “sequestro preventivo” di Butac.it abbia rappresentato un caso di censura o non si sia invece trattato di una semplice forzatura maldestra da parte del pubblico ministero emiliano: l’articolo è disponibile on-line su Archive.org, mentre Pagliara si difende e dice di non aver mai dichiarato che “il cancro si cura con la preghiera e la dieta”.

Alfonso Maruccia

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