C'è una rivoluzione nella pubblicità web

Una quota sempre più importante del mercato pubblicitario online va ai link sponsorizzati nei motori di ricerca. Anche in Italia. Punto Informatico ha intervistato Davide Corcione di Overture per delineare un quadro di quanto sta accadendo


Roma – Alcuni grandi nomi tra le net-company puntano ormai tutto sul search advertising , le pubblicità mirate collegate alle ricerche in rete effettuate dagli utenti sui motori di ricerca. Un mercato che sta scuotendo dalle fondamenta la pubblicità su web e che anche in Italia inizia a far sentire la propria irruenza. Per capire di che cosa si tratta, cosa c’è da attendersi e quali sono le opportunità per i siti italiani, Punto Informatico ha intervistato Davide Corcione , marketing director della divisione italiana di Overture , la società che compete spalla a spalla con Google per la leadership mondiale di un settore in rapidissima crescita.

Punto Informatico: Da tempo ci siamo abituati a vedere, nei risultati delle ricerche su web, link sponsorizzati e pubblicità testuali. Il fatto che Overture ora si interessi al mercato italiano vuol dire che ne vedremo sempre di più?
Davide Corcione: Lo scenario sta cambiando. Se prendiamo come punto di riferimento gli Stati Uniti nel mercato dell’advertising, più avanti di un paio d’anni, guardando ai dati dello IAB si nota una crescita attorno al 10 per cento in un anno: nel primo semestre 2003 si è passati a 3,3 miliardi di dollari dai 3 miliardi del primo semestre 2002. Ma a crescere è soprattutto il search advertising, passato al 29 per cento del mercato complessivo nel 2003 rispetto all’8 per cento del 2002.

PI: Cosa innesca questa crescita?
DC: Le aziende si affidano sempre di meno a strumenti che non danno una immediata possibilità di comprendere il ritorno degli investimenti, preferendo strumenti dove la misurabilità è centrale. Questo non è un concetto rivoluzionario, anzi Internet lo ha promesso fin dagli albori, ma non tutti gli strumenti hanno garantito questa misurabilità. Se si pensa al banner, per esempio, questo risultato è difficile da ottenere e, infatti, il mercato cambia promuovendo il banner come strumento di branding (cioè di promozione del marchio, ndr.) e viene riposizionato in questo modo.

PI: In che modo è diverso il search advertising?
DC: Va in un’altra direzione, a misurare il risultato, a valorizzare il ritorno dell’investimento. E’ un modello che abbiamo lanciato nel 1997 in cui si valorizza il passaggio di un contatto utile dal network dei nostri siti partner ai nostri inserzionisti. Overture si posiziona nel punto cruciale tra l’esigenza di un utente di ricevere determinate precise informazioni e il servizio dei motori di ricerca, laddove ci sono imprese che sono interessate a fornire quelle informazione.

PI: Uno dei grandi quesiti sul search advertising è se questo non possa condizionare in senso peggiorativo i risultati delle ricerche, cioè se questo genere di pubblicità non finirà per rendere i motori uno strumento meno utile ai fini dell’interesse dell’utente…
DC: Non è così. Consideriamo, per esempio, la rilevanza . E’ alla base dei nostri processi di erogazione dell’inserzione a pagamento. Questo significa che una inserzione, comprensiva di titolo, descrizione e URL, non può essere legata ad una parola chiave se non c’è coerenza diretta tra la parola chiave e ciò che l’inserzione promuove.
Per fare un esempio, se io inserzionista vendo viaggi nei Caraibi e voglio comprare una posizione per le ricerche su “viaggi in Africa” non posso farlo perché la nostra redazione non la accetta. Ed è per questo che forniamo agli inserzionisti delle linee guida che illustrano quale tipo di inserzione possa essere prodotta.

PI: E questo garantisce a vostro parere il, diciamo, diritto dell’utente a risultati di interesse?
DC: Questo serve proprio per garantire un servizio di qualità agli utenti, che trovano l’offerta su ciò che effettivamente cercano. Ma anche per garantire i nostri partner: Overture opera attraverso i partner che spendono la propria immagine nel promuovere sulle proprie pagine i link Overture. Quindi anche qualità dell’inserzionista.

PI: La garanzia dunque la fornisce sostanzialmente la redazione?
DC: E’ il modello. Noi guadagniamo sui click, perché da noi il brand non si paga. Certo, potremmo accontentarci di passare dei click ai nostri inserzionisti ma se dall’altra parte non si vede la conversione del click in una vendita, o nell’apertura di un nuovo servizio…. Il click, cioè, deve convertirsi in un effettivo vantaggio ed è per questo che rilevanza significa servizio di qualità. Le ricerche che abbiamo fin qui effettuato indicano con certezza che l’utente è soddisfatto anche perché, se così non fosse, l’inserzionista non sarebbe soddisfatto.

PI: Possiamo quindi dire che il search advertising è di interesse più che altro per le attività prettamente commerciali…
DC: Dobbiamo considerare che questo tipo di servizi viene proposto ad aziende che danno valore al singolo click, che assegnano un valore monetario ad un qualunque nuovo utente che viene passato da un nostro partner all’inserzionista. Dunque l’inserzionista-tipo è qualcuno che vende prodotti e servizi. Più difficile in altri settori, come l’informazione, dove la conversione del click è difficilmente monetizzabile.

PI: C’è quindi una competizione tra inserzionisti?
DC: Oggi i risultati dei motori di ricerca sono viziati dal fatto che molto spesso con ogni mezzo si cerca di posizionare il proprio sito in testa ai risultati del motore dinanzi a determinate parole chiave, e spesso i risultati propongono come siti rilevanti siti che, in realtà, poco o nulla hanno a che fare con ciò che l’utente sta veramente cercando. Si crea, diciamo, confusione.
Da questo deriva che i link sponsorizzati, rilevanti, coerenti e controllati, sono un servizio utile proprio perché evidenziano all’utente imprese che sono effettivamente collegate a ciò che è di proprio interesse.

PI: Naturalmente qualunque azienda può diventare inserzionista Overture
DC: Sì. C’è una notevole differenza rispetto all’advertising precedente. Tipicamente, chi voleva apparire con i proprio banner su un grande portale, ad esempio, doveva comunque spendere, e questo costituiva una barriera agli investimenti iniziali. La nostra offerta di search advertising permette a realtà anche molto piccole di sperimentare il servizio avendo sempre sotto controllo la propria spesa.


PI: Per capire meglio e fare un esempio: quanto può costare ad un cliente italiano di Overture far arrivare un click utile sul proprio sito?
DC: Con Overture è possibile iniziare a sperimentare il servizio anche con 50 euro , dai quali vengono poi detratti i costi dei click, partendo da un minimo di 0,15 centesimi. La piccola azienda così sa sempre quanto gli costa un singolo click, perché è determinato a priori o all’interno di un range, sa in quale posizione può essere con il proprio valore di click, sa sempre dove è posizionata: per esempio si può decidere di essere il primo risultato per una certa parola chiave.

Con questa cifra è possibile sperimentare il servizio. Con 50 euro uno prende già 300-350 click e consente all’azienda di valutare il ritorno del traffico che ottiene. Basta poco all’impresa per capire quanto ogni click si converte in vendita e capire se il servizio Overture ha un senso per la propria attività. Non solo, a differenza di un banner, mettere su una inserzione è molto semplice e l’azienda può rapidamente fare tutto da sé. Noi mettiamo comunque anche a disposizione un full service con cui gestiamo tutto noi per conto del cliente, l’intera campagna “chiavi in mano”.

PI: Come fa un’azienda a valutare l’effettiva avvenuta conversione dei click?
DC: Alle imprese che non hanno strumenti di valutazioni del traffico offriamo un tool gratuito, il Conversion Counter, che consente all’impresa di tracciare quello che succede dopo il click sull’inserzione da parte di un utente. Non lo fa Overture ma ci pensa l’azienda direttamente.

PI: Una parte importante del presente e del futuro di Overture sono le sue partnership. Chi sono i vostri partner italiani?
DC: A livello di partnership in Italia dal maggio 2003 abbiamo partnership locali ed altre di derivazione europea. Oggi il nostro network comprende oltre a AltaVista e Yahoo, controllata e controllante, anche se Yahoo viene trattato come un vero e proprio partner, Tiscali in Europa e in Italia, Lycos europeo e italiano, MSN con cui abbiamo appena esteso il contratto, e come partner abbiamo tutto il gruppo Mondadori, SuperEva, Libero e poi tante altre realtà più piccole.
Il network è esteso e ci permette di raggiungere circa il 70 per cento dell’utenza italiana, quindi l’inserzionista con un solo genere di investimento arriva un po’ ovunque. Per noi sono tutti accordi in esclusiva: quindi per apparire in testa ai risultati sponsorizzati su Lycos, per esempio, devi passare per Overture.

PI: Cosa ci vuole ad un sito per entrare nel vostro network?
DC: Noi, a differenza dei competitor, valutiamo attentamente i nostri partner. Per esserlo bisogna gestire sulle proprie pagine un certo numero di ricerche, avere visibilità sul mercato. Per le medie e grandi realtà è sufficiente rivolgersi all’area Business Development di Overture. Ma anche chi fa solo contenuti potenzialmente può affiliarsi al nostro network nel quale cerchiamo di inserire partner di rilievo.

Intervista a cura di Paolo De Andreis

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  • Anonimo scrive:
    All The Dead Data
    http://darkenchanter.net/deaddata.htm
  • Anonimo scrive:
    Re: Formati?
    Parliamoci chiaro, nel mio post precedente non alludevo alla "serietà" di MS di tenersi le specifiche dei propri formati per sé. In altre epoche c'erano fior fiori di formati proprietari oggi assolutamente inutilizzati (vedi word perfect e lotus) e che hanno fatto comunque una finaccia: vecchi file in vecchie cartelle di vecchi avvocati o simili che poi nella loro suprema ignoranza ti chiedono tools per convertirli in blocco.Innegabilmente la diffusione di un certo formato, nel bene e nel male standard de facto, porta ad uno sviluppo, ad un progresso. Come lo è stato IBM con i PC, MS lo è stata con Office. Non mi tirate fuori l'idea che MS ha schiacciato Lotus Corel e MicroPro. Semplicemente i loro prodotti non erano all'altezza, o comunque non piacevano. Se mi parlate di windows posso capire il discorso di monopolio, ma su office no, in quanto non potevano esserci accordi tra MS e produttori di PC, dato l'elevato costo del pacchetto.In tutti i casi voglio far notare che la notizia su PI parla di archiviazione elettronica, e come ho già detto nel post precedente, in ambito professionale si usa PDF, che non è propriamente MS. Quindi perchè apostrofare i formati MS in circostanze nelle quali non sono neanche nominati o dove comunque occupano posizioni di secondo piano?!?!?!?Nel primo post non ho letto una critica costruttiva, ho letto il classico MS di m***a, questa volta gratuitamente.
  • Anonimo scrive:
    Re: Pensa che bello...
    Ho sempre avuto una grande ammirazione verso la digitalizzazzione dei documenti cartacei... ma questa mossa del governo sinceramente non mi convicence più di tanto, mi sembra che stiano per fare una mossa un pò azzardata... boh... è solo un impressione...speriamo che vada tutto bene.
  • Azael scrive:
    Re: Formati?
    - Scritto da: gian_d


    padre, perdona loro perché non sannoO non vogliono sapere (che è imperdonabile) :(
  • gian_d scrive:
    Re: Formati?
    - Scritto da: Anonimo
    L'importante e' non usare quei formati
    proprietari microsoft di me**a! Ma purtroppo
    la massa e' ignorante...alcuni giorni fa dalla sede centrale ci hanno mandato una mail con una decina di allegati *.doc ho fatto un forward al collega che ritenevo fosse interessato con un msg della serie "arrangiati, io non li apro".stamattina la mia capa mi ha chiesto se potevo stamparli perché in uno di quelli c'era un modulo da utilizzare. Faccio buon viso a cattiva sorte, tanto non penso che le macro di uord girino anche con OOo. Stampate una trentina di pagine, quella che serviva aveva una tabella che sforava il margine destro :-Di documenti provenivano da una decina di scuole diverse (eeeehhhh difficile scrollarsi i fantasmi del passato :-D )sto pomeriggio consegno il paperame (alias cartaccia) alla capa sorridendo ironicamente: beh, la tabella che ti serviva è inutilizzabile, arrangiati, io lo dico sempre di non inviarci i doc.un collega: ma perché non mandano gli allegati in RTF?non ho trovato di meglio che riciclare una battuta che l'anonimo della scandalizzazione: "perché l'intelligenza artificiale non può nulla contro la stupidità naturale"una collega: cos'è RTF?padre, perdona loro perché non sanno
  • Anonimo scrive:
    Re: Previsione fatta negli anni 70/80
    - Scritto da: Anonimo
    Questa previsione l'avevo già
    sentita....
    dalla xerox, se non sbaglio
    Le cose invece non sono mai andate
    così: da quando sono arrivati i pc il
    consumo di carta è aumentato
    notevolmente,altro che diminuitoE ci mancherebbe che fosse diversamente: hai presente come è più comodo leggersi un documento su carta?In realtà il problema penso sia la grande marea di informazioni cui tutti ormai abbiamo, possiamo avere o dobbiamo avere accesso, che non ha paragoni col passato. Penso proprio ad Internet, io ad esempio le notizie di Punto Informatico che mi paiono di mio interesse per lo più me le stampo e me le leggo poi con calma. Saluti
  • samu scrive:
    Re: Ci sono degli studi a proposito
    - Scritto da: Anonimo
    Mi pare che nessuno finora abbia considerato
    la verificazione del documento.

    Un documento digitale può essere
    opportunamente modificato anche a
    posteriori.
    a questo serve la crittografia
    Un pezzo di carta al massimo può
    essere perso.anche quello si puo' falsificare ... anche se i falsi + grezzi vannoal tg (vedi parmalat)
  • Anonimo scrive:
    Formati?
    L'importante e' non usare quei formati proprietari microsoft di me**a! Ma purtroppo la massa e' ignorante...
  • Anonimo scrive:
    Re: Come dice Grillo ...
    - Scritto da: Anonimo
    Io oggi posso leggere un libro scritto da
    Leonardo DaVinci 500 anni fa', ma non riesco
    piu' a leggere un floppy a 5"1/4 su cui ho
    messo alcuni appunti 10 anni fa.
    Se è perquesto manco i documenti stampati su carta 10 anni fa sono molto leggibili.
  • Anonimo scrive:
    Come dice Grillo ...
    Io oggi posso leggere un libro scritto da Leonardo DaVinci 500 anni fa', ma non riesco piu' a leggere un floppy a 5"1/4 su cui ho messo alcuni appunti 10 anni fa.
  • Anonimo scrive:
    Previsione fatta negli anni 70/80
    Questa previsione l'avevo già sentita....dalla xerox, se non sbaglioLe cose invece non sono mai andate così: da quando sono arrivati i pc il consumo di carta è aumentato notevolmente,altro che diminuito
  • Anonimo scrive:
    Re: Per la precisione
    - Scritto da: Anonimo
    perchè Trieste non è in Friuli?
    non ho mica capito...Arghhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!NO nella maniera più assoluta!La regione si chiama Friuli - Venezia Giulia (nota il trattino in mezzo... bene, quello è un fiume)Nel Friuli ci sta Udine, con la sua UniversitàNella Venezia Giulia, Trieste, con un'altra universitàI dialetti sono diversi, le culture diverse, e non Friulani e Giuliani non si vedono di buon occhio
  • Anonimo scrive:
    Distruggiamo i documenti cartacei ???!!!
    Con calma , un poco alla volta !!!!!!!!!!!!!!!!!!!
  • Anonimo scrive:
    Re: I dati digitali non durano?
    - Scritto da: Anonimo
    Pura fortuna, oltre al fatto che all' epoca
    la densità di registrazione era
    bassissima.Non direi pura fortuna, perfino il documento che mi hai indicato su attivissimo indica come durata possibile per i supporti magnetici i 30 anni.
    Questi dati sono falsi. La durata dipende da
    molti fattori, fra cui importantissimi il
    tipo di substrato di registrazione e le
    vernici impiegate per il supporto. Anche CD
    registrati perfettamente, in particolare
    quelli fondo verde anni '90, possono avere
    parecchi problemi. Per non parlare di quelli
    con la parte sopra color argento TOTALMENTE
    PRIVI di vernici di protezione.Sì, certo, ma quel documento su attivissimo mi sembra ben poco attendibile. Parla di 2 anni di vita per i CD-R (magari quelli che dici tu, senza vernici protettive) ma i dischi che ho io dimostrano palesemente il contrario.

    Che cazzata. Quì si dimostra la
    totale ignoranza nel processo di produzione
    della carta. Gli "acidi", come sono stati
    definiti, servono in particolare per lo
    sbiancamento della carta. Le produzioni
    attuali, se ben curata, posso resistere
    centinaia di anni.
    Come se il progresso scientifico non fosse
    applicabile alla carta .....Certo che il progresso *potrebbe* essere applicato anche alla carta, ma quel tipo di procedimento li' e' piu' costoso, mentre è molto piu' economico produrre carta che si deteriora. Non e' una cazzata, è un problema grave che ha avuto un'eco notevole su molti organi di informazione, strano che non ne abbia sentito parlare.
    Incredibile ! Mai avuto un crash, un
    danneggiamento dei dati della partizione,
    una tavola fat o fat 32 danneggiata, l'hard
    disk con bad cluster ??? Certo, ma esistono anche i back up. Fare il back up di un dato digitale è relativamente semplice, provaci con la carta.
    Voglio proprio vederti leggere un microdrive
    per Sinclair QL su una macchina qualunque di
    oggi ......una cosa facilissima,
    naturalmente. Oppure un CD prima maniera (
    1x ) di dati, su di un lettore DVD
    odierno.....
    Oppure, tanto per essere cattivi, un nastro
    di backup formato Qic 40/80/120 magari
    formattato con PC Backup dei vecchi PC Tools
    dos....
    Poi vedrai se la carta è inutile.Per questo bisogna sostenere la scena dell'emulazione. Personalmente sono riuscito a recuperare programmi in basic su una cassetta del 1986 scritti per un home computer che era praticamente sconosciuto (il PC128 olivetti prodest) grazie a un emulatore e un software di conversione. Ad oggi grazie agli emulatori sono stati gia' salvati dei patrimoni di software enormi, come la softeca dell'Amiga, del C64, dello Spectrum (parlavi di microdrive? ci sono anche i back up di quelli), del Vic 20 e di tantissimi altri computer. Chiaro poi se uno per 30 anni non si cura minimamente di riversare una cassettina dello ZX81 su un HD moderno potrebbe perdere quei dati, ma basta pensarci per tempo. Per ora le cose stanno così, in futuro vedremo cosa si puo' fare per aumentare la durata dei supporti, oltre che la loro densità.
    Ma perchè commentare senza riflettere
    ???????Non c'e' bisogno di riflettere di fronte a certi dati empirici, ho semplicemente contestato che i supporti digitali durino così poco perchè la mia esperienza diretta lo dimostra.
  • Anonimo scrive:
    Re: I dati digitali non durano?
    - Scritto da: Anonimo
    Applica questo concetto alla mole di
    documenti generata ogni _ORA_ da pubbliche
    amministrazioni centrali e locali ministeri,
    etc. e vedrai cosa ottieni...Ma l'archiviazione ha sempre e comunque un costo. Vogliamo stimare quante scartoffie possono entrare, in formato testo, all'interno di un comune DVD-R? E sarebbe piu' comodo duplicare questo DVD-R oppure archiviare e tenere in ordine centinaia di migliaia di fogli di carta?
    Possiamo sperare, dato il crollo dei costi
    di storage, che la memorizzazione a tendere
    avverrà su sistemi online,
    altrimenti ti voglio vedere gli impiegati
    dei repati IT a riprendere polverosi
    supporti per aggiornarli.Ma questo è ovvio, l'on line vince sempre sull'off line. E' l'evoluzione tecnologica stessa degli ultimi anni che ci conferma che anche per la burocrazia il futuro sarà on line.
    Vogliamo poi parlare dei sistemi di
    migrazione/conversione automatici?
    Anche quelli professionali, non i programmi
    che compri sugli scaffali di un negozio IT,
    supportano un insieme di formati limitati,
    che se va bene coprono il 60% dei formati
    degli inizi degli anni 90.Il problema dei formati usati negli anni ottanta e novanta era il fatto di essere proprietari e con specifiche non divulgate. Se e quando finalmente l'amm. pubb. adotterà standard open source sarà molto piu' semplice leggere formati obsoleti.
  • Anonimo scrive:
    Re: I dati digitali non durano?
    - Scritto da: Anonimo

    Incredibile ! Mai avuto un crash, un

    danneggiamento dei dati della
    partizione,

    una tavola fat o fat 32 danneggiata,
    l'hard

    disk con bad cluster ???

    Peggio: 2 hard disk da 40Gb PIENI DI DATI e
    NUOVI DI ZECCA praticamente "fumati" dopo
    neanche 1 mese e mezzo di utilizzo (neanche
    continuativo).

    Magari fosse uscito fuori solamente qualche
    bad cluster!!! Tutti i dati persi,
    irrimediabilmente (se non a costi
    spropositati, rivolgendosi a certe ditte
    specializzate in disaster recovery!).


    Oppure, tanto per essere cattivi, un
    nastro

    di backup formato Qic 40/80/120 magari

    formattato con PC Backup dei vecchi PC
    Tools

    dos....

    Poi vedrai se la carta è inutile.

    Anche qui meglio metterci una pietra sopra:
    avevo degli archivi creati anni ed anni
    orsono (!) con il programma che dici e che
    ad oggi sono un esemplare perfetto di
    "spazzatura tecnologica"!!!!! ;)

    Come riportarli "in vita"? Tenendo per 10
    anni una copia di PC Backup nel cassetto? Ed
    anche del DOS? E magari un bel 286 su cui
    far girare il tutto... :D

    Salutoni,
    ZEuS

    (linux)
    I supporti digitali durano meno di quelli analogici. I formati proprietari rischiano di diventare illeggibili dopo qualche decina di anni. Per maggiori informazioni:www.attivissimo.net =
    interviste e conferenze =
    Futurnet
  • Anonimo scrive:
    Re: scripta manent, verbatim volant
    - Scritto da: Anonimo
    Per quel che ho letto in giro, i Verbatim
    Super Azo sono stimati per una vita utile di
    40 anni, mentre i Taiyo Yuden gold
    addirittura per 100 anni!!!:oEeehhh....come vorrei fosse vero!! Ho Verbatim DataLifePlus (quelli col fondo blu scuro), vecchi di due anni al max, masterizzati a 4x con Nero perfettamente, che in parte già non si leggono..!
  • Anonimo scrive:
    E la sicurezza?
    Mi pare che nessuno finora abbia considerato la verificazione del documento.Un documento digitale può essere opportunamente modificato anche a posteriori.Un pezzo di carta al massimo può essere perso.
  • Anonimo scrive:
    Re: archiviare hd
    - Scritto da: Anonimo
    io dico questo: la carta non
    diminuirà come conseguenza
    dell'archiviazione digitale ma semmai
    diminuirà lo farà quando non
    ci saranno più vincoli di tramissione
    documentale tra un'ente ed un altro.
    E' quasi del tutto inutile che, per esempio,
    la PA archivi in digitale se poi l'ASL non
    ha sistemi di scambio/interrogazione dati
    compatibile con quello della PA.

    Ho la sensazione che il governo per
    archiviazione digitale intenda solo l'atto
    di salvare il documento su hd piuttosto che
    farne una stampa o peggio scriverlo a
    mano... e questo è sottovalutare il
    problema.

    Ci sono uffici che con l'avvento del
    computer e la possibilità di stampare
    piuttosto che scrivere hanno triplicato il
    consumo di carta... ("cavolo dov'è
    finita la pratica 44351? Vabbe' dai
    ristampala che devo mandargliela via
    fax...", e poi la stampa viene cestinata,
    anzi "archiviata")

    secondo me c'è solo una grande miopia
    e senza occhiali si rischia di vedere solo
    l'inizio di un problema...Ultimamente ho avuto modo di seguire un poco la questione, e devo dire che le leggi che regolano la questione del documento digitale non sono così miopi. Si parla di estendere la validità della firma scritta alla firma digitale, di autenticazione di documenti mediante hash, di PGP, di un sacco di cose interessanti. L'intento è davvero quello di sostituire, in tutto o in parte, lo scambio di documenti cartacei tra enti e tra enti e cittadini con documenti che fanno una vita interamente digitale. Tutte belle cose.Esistono anche dei software per la gestione documentale che dovrebbero anche garantire l'interscambio e l'archiviazione puramente digitale dei documenti, ed è proprio perché ho visto del software del genere in azione che nutro dei forti dubbi sulle possibilità che i buoni propositi vadano anche a buon fine. Ribadisco, come ho già fatto in altro thread, che tutta la buona volontà che evidentemente c'è dietro a molti dirigenti, il sistema rischia di andare in vacca per la scarsa competenza tecnica, che porterà le amministrazioni a consegnarsi nelle mani di spacciatori di "soluzioni informatiche" e prodotti di scarso valore e poca utilità.
  • Anonimo scrive:
    Non durano
    I cd si rovinano dopo pochi anni, gli hard disk sono destinati a decadere meccanicamente, a rovinarsi o peggio guastarsi.Pochi sanno fare i backup del loro materiale correttamente, i nastri si cancellano o diventano illeggibili, i formati di lettura e immagazzinamento cambiano.... la vedo molto grigia e difficile la cosa.Viaggiando per uffici trovo una disarmante incompetenza per queste tematiche dubito che con questo genere di impiegato ci si possa fidare, anzi la paura fa 90 !Però sicuramente noi del settore faremo buoni affari... si fa per dire... poi paghiamo noi comuque tutto il disagio che ne verrà.L'unico sistema è progettare un sistema a prova di stupido di immagazzinamento e che permetta di comunicare in maniera sicura fra le diverse realtà interessate, la tecnologia esiste, bisogna solo saper costruire un progetto valido.Conoscendo certi dirigenti è impossibile fare bene un progetto del genere in Italia.
  • Anonimo scrive:
    Re: I dati digitali non durano?

    Incredibile ! Mai avuto un crash, un
    danneggiamento dei dati della partizione,
    una tavola fat o fat 32 danneggiata, l'hard
    disk con bad cluster ??? Peggio: 2 hard disk da 40Gb PIENI DI DATI e NUOVI DI ZECCA praticamente "fumati" dopo neanche 1 mese e mezzo di utilizzo (neanche continuativo).Magari fosse uscito fuori solamente qualche bad cluster!!! Tutti i dati persi, irrimediabilmente (se non a costi spropositati, rivolgendosi a certe ditte specializzate in disaster recovery!).
    Oppure, tanto per essere cattivi, un nastro
    di backup formato Qic 40/80/120 magari
    formattato con PC Backup dei vecchi PC Tools
    dos....
    Poi vedrai se la carta è inutile.Anche qui meglio metterci una pietra sopra: avevo degli archivi creati anni ed anni orsono (!) con il programma che dici e che ad oggi sono un esemplare perfetto di "spazzatura tecnologica"!!!!! ;)Come riportarli "in vita"? Tenendo per 10 anni una copia di PC Backup nel cassetto? Ed anche del DOS? E magari un bel 286 su cui far girare il tutto... :DSalutoni,ZEuS(linux)
  • Anonimo scrive:
    archiviare hd
    io dico questo: la carta non diminuirà come conseguenza dell'archiviazione digitale ma semmai diminuirà lo farà quando non ci saranno più vincoli di tramissione documentale tra un'ente ed un altro.E' quasi del tutto inutile che, per esempio, la PA archivi in digitale se poi l'ASL non ha sistemi di scambio/interrogazione dati compatibile con quello della PA.Ho la sensazione che il governo per archiviazione digitale intenda solo l'atto di salvare il documento su hd piuttosto che farne una stampa o peggio scriverlo a mano... e questo è sottovalutare il problema.Ci sono uffici che con l'avvento del computer e la possibilità di stampare piuttosto che scrivere hanno triplicato il consumo di carta... ("cavolo dov'è finita la pratica 44351? Vabbe' dai ristampala che devo mandargliela via fax...", e poi la stampa viene cestinata, anzi "archiviata")secondo me c'è solo una grande miopia e senza occhiali si rischia di vedere solo l'inizio di un problema...
  • eagleman scrive:
    LA CARTA CANTA
    Non hanno ancora inventato un sistema che possa mantenere dati e formato più a lungo nel tempo.Carta canta e permane, molto ma molto più a lungo.:)
  • Anonimo scrive:
    Il consumo di carta...
    ... è sempre in aumento.La PA si potrà anche informatizzare ma la carta verrà sempre utilizzata e sempre in maggior quantità.
  • Anonimo scrive:
    Re: che software usare per archiviare?
    Non sono d'accordo, esistono sistemi basati su hard disk (perché archiviazione ottica? si parla di digitale), timestamp e firma digitale a costi accettabili sia come infrastruttura (10/20.000 euro) o come servizio in remoto (poche migliaia di euro l'anno)
  • Anonimo scrive:
    Re: scripta manent, verbatim volant

    scripta manent, verbatim volantma LOL!!!!!
  • Anonimo scrive:
    Re: scripta manent, verbatim volant
    perché necessariamente disco ottico, l'archiviazione digitale si può effettuare anche su hard disk, con marca temporale e impronta digitale sui singoli file e periodicamente sul disco stesso (vuoi mettere il costo dei juke box per CD contro un banale file-system securizzato?)
  • Anonimo scrive:
    Re: scripta manent, verbatim volant
    Per quel che ho letto in giro, i Verbatim Super Azo sono stimati per una vita utile di 40 anni, mentre i Taiyo Yuden gold addirittura per 100 anni!!!:o
  • Anonimo scrive:
    Re: Costi?
    -

    DI sicuro alla ADOBE lo sanno. Fagli una
    telefonata, perchè mi ci gioco le
    pelotas che il formato principe è e
    sarà il PDF.
    Ottimo direi: un formato proprietario
    è proprio quello che ci voleva!Veramente mi pare che il formato sia proprietario, mentre il programma Acrobat no.
  • Anonimo scrive:
    Re: che software usare per archiviare?
    Che puntualità! 15 minuti.
  • Anonimo scrive:
    Re: che software usare per archiviare?
  • Anonimo scrive:
    Re: che software usare per archiviare?
    Ehe, ehe, ehe... il ministro Stanca!C'è tutto quello che vuoi, ma Tu, piccola impresa, devi svenarsi per farti un sistema del genere.
  • Anonimo scrive:
    che software usare per archiviare?
    ho letto e apprezzo c'ho che ha detto Stanca, però mi chiedo: io , piccola impresa, che software posso utilizzare per fare ciò? a chi mi posso rivolgere? se qualcuno sa darmi una risposta, glie ne sarò grato :)
  • Anonimo scrive:
    Re: scripta manent, verbatim volant
    Il problema della durata dei supporti esiste, ma è sicuramente più semplice e sicuro duplicarne uno digitale che uno cartaceo. Comunque cinque anni di vita è una stima un po' troppo pessimistica: quando ho avuto a che fare con supporti scadenti, i problemi si manifestavano già dopo pochi mesi; con CD di qualità rogne non ne ho avute.
  • Anonimo scrive:
    Re: Costi?
    - Scritto da: Anonimo
    Sostituire un'archivio cartaceo significa
    investire in procedure di disaster recovery
    che generalmente si effettuano su rete
    geografica: questi sono dei costi ai quali
    e' necessario includere lo storage me molto
    spesso sono anche superiori a quelli che
    normalmente si sostengono per mantenere
    un'archivio cartaceo.DI sicuro alla ADOBE lo sanno. Fagli una telefonata, perchè mi ci gioco le pelotas che il formato principe è e sarà il PDF.Ottimo direi: un formato proprietario è proprio quello che ci voleva! Mortacci loro !
  • Anonimo scrive:
    Re: La carta
    - Scritto da: Anonimo
    Sono meno propenso per quello che riguarda i
    libri (andando un po' OT) che alcuni
    auspicherebbero.Quella è vera follia. Blindatura della cultura, impossibilità di prestare un libro, impossibilità di realizzare, con tempo e fatica, piccole biblioteche private.La digitalizzazione del libro è tornare al MEDIOEVO.
  • Anonimo scrive:
    Re: Per la precisione


    perchè Trieste non è in Friuli?
    non ho mica capito...Parla piano, non dire certe cose ...qui si rischia di provocare una sparatoria, bombe, sventolamento di bandiere, guerra civile in generale.Già mi vedo le truppe attestate sull'Isonzo pronte a muovere ...;)
  • Anonimo scrive:
    scripta manent, verbatim volant
    Perfetto, così si autodistruggono automaticamente dopo 5 anni, giusto il tempo legale che corrisponde al tempo minimo di vita di un supporto ottico, spero abbiano fatto i conti con questo:|
  • Anonimo scrive:
    Re: E come si fa?

    più né meno come l'utenza
    domestica, in condizione di sudditanza nei
    confronti delle aziende e delle esigenze
    consumistiche da queste imposte.
    Ne vedremo delle belle.condivido in pieno: d'altronde chi fino a pochi anni fa ti prendeva per il c**o perché smanettavi col pc, ora striscia in ginocchio chiedendoti di rimuovergli il virus che lo attanaglia :DKnowledge power!!
  • Anonimo scrive:
    Re: Per la precisione
    - Scritto da: Anonimo
    ieri a Trieste in occasione
    dell'inaugurazione dell'anno accademico
    dell'università friulana

    Universita' giuliana...
    Non per campanilismo ma per la precisione.
    :) ;)8)perchè Trieste non è in Friuli?non ho mica capito...
  • Anonimo scrive:
    Tutti alberi salvati....
    speriamo che questo scempio di alberi abbia fine....
  • Akiro scrive:
    sarà per creare posti di lavoro?
    con la crisi che c'è nel settore informatico... ogni legge nuova è una manna per le società in crisi...
  • Anonimo scrive:
    Re: Per la precisione
    Ehm, mi associo. Università giuliana, non friulana. Se vado in giro a dire
  • Anonimo scrive:
    E come si fa?
    Nelle pubbliche amministrazioni circola questa elettrizzante voglia di ammodernarsi, e anche presso alte e medie sfere c'è un certo entusiasmo verso le nuove tecnologie e le nuove possibilità di produzione, gestione e archiviazione dei documenti, verso la firma digitale, eccetera.Il che non è male, e non mi pare che ci sia qualcosa di sbagliato.Quello che mi lascia perplesso è che dietro all'entusiasmo manca, di solito, cultura tecnica. In Italia la classe dirigente recita alla perfezione le prime cinque righe del "de bello gallico", però cade dalle nuvole se gli dici che è facile fare delle fake mail ("ma come, non è possibile falsificare il nome del mittente!").Così come stanno le cose, secondo me, le pubbliche amministrazioni non saranno in grado di scegliere le modalità e le tecnologie più adatte, non tenteranno neanche di imporre al mercato l'introduzione di standard di creazione ed archiviazione di documenti capaci di resistere nei decenni (con questo non voglio dire che i supporti fisici debbano per forza durare decenni, ma che le procedure e gli strumenti devono essere praticabili e disponibili anche tra decenni o secoli, esattamente come la carta, la scrittura, le penne, gli scaffali, l'ordine alfabetico, ecc. sono disponibili da secoli).Credo che invece saranno, né più né meno come l'utenza domestica, in condizione di sudditanza nei confronti delle aziende e delle esigenze consumistiche da queste imposte.Ne vedremo delle belle.YureW
  • s. scrive:
    Chi conosce la Legge a cui si riferisce?
    Stanca dice:"L'apparizione in GU della disciplina sulle modalità di assolvimento degli obblighi tributari tramite documenti informatici costituisce, secondo Stanca, il "riconoscimento giuridico di nuove opportunità di archiviazione ottica ed informatica dei documenti, come ad esempio fatture, ricevute, libri degli inventari, che consente da oggi ai 100 mila intermediari fiscali di eliminare gli archivi cartacei".A me risulta che l'ultima disposizione pubblicata sia il DPR 445/2000 che sostituisce il 428/1998.Ne è stata approvata una successiva?
  • Anonimo scrive:
    La carta
    mi sembra ora che in ambito burocratico l'uso della carta si riduca in favore dell'archiviazione digitale.Sono meno propenso per quello che riguarda i libri (andando un po' OT) che alcuni auspicherebbero.Per documenti che vanno conservati qualche anno l'archiviazione digitale mi sembra la soluzione ideale.Per quei dati che dovrebbero durare il più possibile secondo me ancora non ci sono soluzioni digitali ancora adeguate, salvo ovviamente backup successivi, dato che la carta ben mantenuta può durare secoli, i dispositivi attuali pare proprio di no.Ma ripeto, non è certo il caso dei documenti burocratici.Il problema per estendere queste pratiche al maggior numero di documenti riguarda l'autenticazione, la firma digitale in pratica, che deve essere adottata in modo massiccio.Quanto alla posta elettronica, più che vantarmi come fa Stanca direi che è il minimo per le comunicazioni ordinarie tra uffici, non usarla vorrebbe dire essere assurdamente fuori dal mondo.
  • Anonimo scrive:
    Costi?
    Sostituire un'archivio cartaceo significa investire in procedure di disaster recovery che generalmente si effettuano su rete geografica: questi sono dei costi ai quali e' necessario includere lo storage me molto spesso sono anche superiori a quelli che normalmente si sostengono per mantenere un'archivio cartaceo.
  • Anonimo scrive:
    Ma Stanca ...
  • Anonimo scrive:
    I dati digitali non durano?
    Ho sentito diversa gente lamentarsi che i dati in formato magnetico/ottico non durerebbero come quelli stampati su carta.Questa storia che le informazioni digitali durano poco mi suona davvero nuova. Devo premettere che ho un commodore 64 dal 1984 e ancora devo trovare un floppy disk da 5 1/4 registrato all'epoca che si sia smagnetizzato.Inoltre una volta ho letto uno studio ben documentato secondo cui i dati su un comune CD-R dovrebbero durare almeno 50 anni. Naturalmente ora qualcuno dirà che i suoi sono già illeggibili, ma come vengono conservati questi CD-R? Ricordate che la carta di oggi, a differenza di quella dell'epoca di Leonardo, non è affatto eterna, infatti viene fabbricata con degli acidi che la distruggono dopo alcune decine di anni (non ricordo esattamente quanto). D'altraparte chi è che oggi usa ancora lo stesso floppy da 5.25 che usava negli anni '80? Sul mio computer ci sono lettere e messaggi (di BBS) che ho scritto nel 1989, ma ovviamente non si trovano piu' sul supporto o sul computer originale, nel corso degli anni sono migrati da computer in computer, da hard disk in hard disk. I CD-R e i DVD-R di oggi un domani verranno riversati in altri formati molto piu' capienti, e nel processo di riversamento si rinnoverà il supporto, mantenendo l'integrità del dato originale.Se qualcuno dice che sarà il formato a non esistere piu' mi permetto di smentirlo: perfino oggi dopo l'orgia di formati non standard degli anni '80 è possibile leggere qualsiasi documento grazie agli emulatori: posso caricare un programma per C64 come allora o avviare un emulatore di Mac Plus per lanciare una vecchissima release di simple text. Inoltre i file di testo con la loro codifica standard sono praticamente universali.
    • Anonimo scrive:
      Re: I dati digitali non durano?

      ...ovviamente non si trovano piu'
      sul supporto o sul computer originale, nel
      corso degli anni sono migrati da computer in
      computer, da hard disk in hard disk. I CD-R
      e i DVD-R di oggi un domani verranno
      riversati in altri formati molto piu'
      capienti, e nel processo di riversamento si
      rinnoverà il supporto, mantenendo
      l'integrità del dato originale.Applica questo concetto alla mole di documenti generata ogni _ORA_ da pubbliche amministrazioni centrali e locali ministeri, etc. e vedrai cosa ottieni...Possiamo sperare, dato il crollo dei costi di storage, che la memorizzazione a tendere avverrà su sistemi online, altrimenti ti voglio vedere gli impiegati dei repati IT a riprendere polverosi supporti per aggiornarli.Vogliamo poi parlare dei sistemi di migrazione/conversione automatici?Anche quelli professionali, non i programmi che compri sugli scaffali di un negozio IT, supportano un insieme di formati limitati, che se va bene coprono il 60% dei formati degli inizi degli anni 90.Provate a migrare in maniera batch un ammasso di documenti generati con una generazione precedente di word processors, fogli di calcolo, per non parlare di quanto memorizzato in archivi applicativi e avrete un'idea di cosa sia un bagno di sangue. Le informazioni di formattazione che non interpretate o filtrate rendono i documenti pressochè inutilizzabili. Alla faccia dell'integrità del formato originale!Se qualcuno fosse interessato ho sotto mano un lungo elenco (sigh!) di formati ad oggi morti e da cui recuperare dati non è cosa da ridere.Speriamo bene ...-M-
    • Anonimo scrive:
      Re: I dati digitali non durano?
      - Scritto da: Anonimo
      Ho sentito diversa gente lamentarsi che i
      dati in formato magnetico/ottico non
      durerebbero come quelli stampati su carta.Poco , ma sicuro

      Questa storia che le informazioni digitali
      durano poco mi suona davvero nuova. Devo
      premettere che ho un commodore 64 dal 1984 e
      ancora devo trovare un floppy disk da 5 1/4
      registrato all'epoca che si sia
      smagnetizzato.Pura fortuna, oltre al fatto che all' epoca la densità di registrazione era bassissima.

      Inoltre una volta ho letto uno studio ben
      documentato secondo cui i dati su un comune
      CD-R dovrebbero durare almeno 50 anni.
      Naturalmente ora qualcuno dirà che i
      suoi sono già illeggibili, ma come
      vengono conservati questi CD-R? Questi dati sono falsi. La durata dipende da molti fattori, fra cui importantissimi il tipo di substrato di registrazione e le vernici impiegate per il supporto. Anche CD registrati perfettamente, in particolare quelli fondo verde anni '90, possono avere parecchi problemi. Per non parlare di quelli con la parte sopra color argento TOTALMENTE PRIVI di vernici di protezione.

      Ricordate che la carta di oggi, a differenza
      di quella dell'epoca di Leonardo, non
      è affatto eterna, infatti viene
      fabbricata con degli acidi che la
      distruggono dopo alcune decine di anni (non
      ricordo esattamente quanto). Che cazzata. Quì si dimostra la totale ignoranza nel processo di produzione della carta. Gli "acidi", come sono stati definiti, servono in particolare per lo sbiancamento della carta. Le produzioni attuali, se ben curata, posso resistere centinaia di anni.Come se il progresso scientifico non fosse applicabile alla carta .....

      D'altraparte chi è che oggi usa
      ancora lo stesso floppy da 5.25 che usava
      negli anni '80? Sul mio computer ci sono
      lettere e messaggi (di BBS) che ho scritto
      nel 1989, ma ovviamente non si trovano piu'
      sul supporto o sul computer originale, nel
      corso degli anni sono migrati da computer in
      computer, da hard disk in hard disk. I CD-R
      e i DVD-R di oggi un domani verranno
      riversati in altri formati molto piu'
      capienti, e nel processo di riversamento si
      rinnoverà il supporto, mantenendo
      l'integrità del dato originale.Incredibile ! Mai avuto un crash, un danneggiamento dei dati della partizione, una tavola fat o fat 32 danneggiata, l'hard disk con bad cluster ???

      Se qualcuno dice che sarà il formato
      a non esistere piu' mi permetto di
      smentirlo: perfino oggi dopo l'orgia di
      formati non standard degli anni '80 è
      possibile leggere qualsiasi documento grazie
      agli emulatori: posso caricare un programma
      per C64 come allora o avviare un emulatore
      di Mac Plus per lanciare una vecchissima
      release di simple text. Inoltre i file di
      testo con la loro codifica standard sono
      praticamente universali.
      Voglio proprio vederti leggere un microdrive per Sinclair QL su una macchina qualunque di oggi ......una cosa facilissima, naturalmente. Oppure un CD prima maniera ( 1x ) di dati, su di un lettore DVD odierno.....Oppure, tanto per essere cattivi, un nastro di backup formato Qic 40/80/120 magari formattato con PC Backup dei vecchi PC Tools dos....Poi vedrai se la carta è inutile.Ma perchè commentare senza riflettere ???????Saluti
  • Anonimo scrive:
    Re: Macintosh Act ? :)
    lolse non ci fosse stato il tuo post l'avrei scritto io.A quando gli studenti in piazza che bruciano i libri e le pellicole ? :))
  • Anonimo scrive:
    Re: Non con così tanta baldanza però...
  • Anonimo scrive:
    Tecnologia Digitale
    Ricordo a tutti che le cose digitali durano "poco", cambiamento di standard ecc......... La carta invece sarà sempre leggibile quindi non sò se sarà molto un passo avanti.
  • Anonimo scrive:
    certo..
    I documenti informatici sono più facili da "modificare" e soprattutto, più comodi da SEQUESTRARE quando sono scomodi e si vuol fare del male a qualcuno.
  • Anonimo scrive:
    Re: Non con così tanta baldanza però...
    - Scritto da: HotEngine
    I documenti cartacei durano centinaia
    d'anni... Ricordiamoci questo prima di
    lasciarci abbracciare totalmente dalle
    lusinghe delle memorizzazioni ottiche e/o
    magnetiche... Durano molto ma molto meno.Questo è correttissimo e se non sbaglio ne ha parlato anche poco tempo fa Attivissimo in un suo articolo. Comunque bisogna considerare che la maggior parte dei documenti "burocratici" non è scritta per durare in eterno e potrebbe essere garantita per il periodo medio di resistenza dei dati anche su cd. In ogni caso non vorrei lasciare tracce del mio Unico agli archeologi del 3004 ;)Bye, Francesco
  • TADsince1995 scrive:
    Re: Non con così tanta baldanza però...
    - Scritto da: HotEngine
    I documenti cartacei durano centinaia
    d'anni... Ricordiamoci questo prima di
    lasciarci abbracciare totalmente dalle
    lusinghe delle memorizzazioni ottiche e/o
    magnetiche... Durano molto ma molto meno.E sono molto ma molto più soggette a fughe di notizie dovute a cracker vari e a un ben noto sistema operativo!(troll)(troll););)
  • Anonimo scrive:
    siiii discturggiamoli tutttiiiiiiiiiiiii
    :ssiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii hiaaaaaaaaaaaaahaihaihaiahiahaaaaaaaaaaaaaaaaaasiiiiiii!!!!! AL ROGOOooooooOOOOOOOOOOOOOOO
  • HotEngine scrive:
    Non con così tanta baldanza però...
    I documenti cartacei durano centinaia d'anni... Ricordiamoci questo prima di lasciarci abbracciare totalmente dalle lusinghe delle memorizzazioni ottiche e/o magnetiche... Durano molto ma molto meno.
  • Anonimo scrive:
    Per la precisione
    ieri a Trieste in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'università friulanaUniversita' giuliana... Non per campanilismo ma per la precisione.:) ;)8)
  • Anonimo scrive:
    Macintosh Act ? :)
    Mi sa tanto di già visto :DOvviamente scherzo...............Immagino che il formato sarà il PDF.........
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