Canada, il ministro scardinalucchetti

Tony Clement è il principale promotore di una legge che aggiornerà il copyright, vietando qualsiasi aggiramento dei sistemi DRM. Ma è anche colui che ha ammesso pubblicamente di aver già violato le sue stesse predisposizioni

Roma – È questione di giorni e in Canada verrà introdotta una legge che ha come obiettivo principale quello di aggiornare le attuali predisposizioni a tutela della proprietà intellettuale. Una mossa assolutamente necessaria, almeno secondo la visione del ministro per l’Industria Tony Clement.

“L’attuale regime non è realistico – ha spiegato il ministro canadese – e soprattutto non è al passo coi tempi. Non riesce infatti a comprendere come le persone nel mondo d’oggi riescano ad usufruire dei vari prodotti dell’intrattenimento”. Dunque una legge antiquata, che va modificata e aggiornata.

E, stando all’ottica del ministro Tony Clement , il livello di tutela del copyright in terra canadese dovrebbe essere così alzato. Precisamente in questo modo: lasciando che alcune delle abitudinarie attività dei consumatori restino assolutamente legali. Ad esempio, il trasferimento dei brani da un CD ad un comune lettore MP3 .
Oppure l’ottenimento di una copia per uso personale di un film in DVD . O ancora il time shifting dei programmi televisivi attraverso i più comuni videoregistratori. E fin qui non sembra che la proposta di legge portata avanti dal conservatore Tony Clement sia particolarmente restrittiva. Ma c’è un però.

Le suddette abitudinarie attività dei consumatori dei “prodotti dell’intrattenimento” dovranno essere vincolate da un fattore fondamentale: la mancata implementazione a priori di una qualsiasi forma di lucchetto digitale. In altre parole, l’ottenimento di una copia per uso strettamente personale o domestico sarà illegale qualora vengano scardinati DRM e affini .

“Se ci sarà un qualsivoglia lucchetto digitale a protezione delle opere – ha commentato il democratico Charlie Angus, tra le principali voci critiche nei confronti della legge – allora l’utente verrà trattato alla stregua di un comunissimo contraffattore”. E – bizzarrie della vita – il primo a rischiare secondo i dettami della nuova legge sarebbe proprio il suo principale promotore , Tony Clement.

Il ministro canadese aveva infatti acquistato nel lontano 2006 il suo primo esemplare di iPod, attualmente fiero di mostrare un archivio di circa 10mila canzoni, che spaziano dagli U2 a David Bowie. Solo che alcuni di questi brani sono stati trasferiti da Clement direttamente da vari CD , come ad esempio un album degli AC/DC irreperibile online, in particolare sulla piattaforma iTunes dove veniva effettuata parte dei suoi acquisti.

“Devo ammettere che questo è contro la nuova legge, dal momento che quest’ultima vieta il trasferimento dei formati – ha spiegato in pubblico Tony Clement – E io ho trasferito musica dai CD della mia famiglia al mio iPod. Nulla di tutto ciò sarà permesso con il nuovo regime legislativo”.

Mauro Vecchio

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