Canon: guerra ai pirati cinesi

Non solo l'azienda lamenta perdite secche su materiali di consumo e memorie ma si trova anche con molti clienti che segnalano guasti dovuti, sostiene Canon, all'uso di pezzi contraffatti


New York (USA) – Cartucce per stampanti, toner, batterie ricaricabili, memorie per macchine fotografiche digitali: sono molti i settori nei quali la multinazionale dell’elettronica Canon vede compromessi i propri obiettivi economici. La causa è, a suo dire, la contraffazione e la pirateria che in Cina vanno alla grande.

Canon intende invadere le piazze asiatiche, e quella cinese in particolare, con una grande campagna di sensibilizzazione e informazione destinata non solo a promuovere il proprio marchio ma anche ad avvertire i consumatori dei rischi legati all’uso di dispositivi non originali.

Secondo l’azienda quasi 23 milioni di dollari sono andati perduti sul solo mercato cinese mentre la contraffazione sul mercato mondiale è costata invece centinaia di milioni di dollari. Una situazione che viene ritenuta ancora più grave visto l’alto numero di clienti Canon che lamentano guasti ai propri dispositivi dopo aver adottato materiale di ricambio non originale. E la Cina, paese nel quale la vendita di device elettronici procede ad un ritmo pari a più del doppio di quanto accade in occidente, è anche il territorio dove più diffusa è l’attività di pirateria sui prodotti informatici.

Canon, che sta investendo in Cina anche per il basso costo della manodopera, tanto da aver già aperto più di otto impianti di produzione sul territorio, ha intenzione di chiedere uno sforzo in più alle autorità cinesi che in passato non hanno convinto tutti sulla loro determinazione a combattere questo singolare mercato nero.

Secondo Canon la capacità produttiva dei contraffattori ha raggiunto livelli di altissima specializzazione, vista anche la possibilità ormai raggiunta dalle fabbriche clandestine di realizzare anche i celebri “sticker olografici”, quei particolarissimi adesivi che fino a qualche tempo fa erano garanzia di prodotto originale.

Delle 363 indagini a cui Canon ha collaborato nel mondo contro la pirateria dei propri prodotti, 243 sono state condotte fianco a fianco con le autorità cinesi che, questa è la sensazione degli osservatori, sembrano muoversi contro questa “produzione parallela” soltanto dietro un preciso input delle aziende interessate.

Inutile dire che dai risultati dell’azione di Canon dipenderanno anche le mosse di numerose altre imprese occidentali dell’hi-tech che in Cina vivono in modo non sempre sereno il dualismo del paese: da un lato la grande opportunità di un mercato in rapida espansione e dall’altro l’altissimo impatto della contraffazione.

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  • Anonimo scrive:
    io resto della mia
    non bisogna condannare chi fa spam ma chi paga per spedirlohai un email non richiesta dalla ditta pincopallinobene la ditta picopallino paga una multa di 50.000 dollari o euroin tempo di 3 gg tutto lo spam sparisce
  • MemoRemigi scrive:
    Troppo poco !!! La forca ci vuole !!!
    Altrochè !!Sta gentaglia che non ha altro di meglio da fare che riempirmi le mailbox di centinaia di messaggi di fuffa !!!LA FORCA !!!
  • Anonimo scrive:
    Re: Idiozia
    si è un idiozia infatti l'unico modo x correggere uno spammar è ammanettarlo contro un muro e fargli tirare uno skiaffo da parte di ogni utente a cui ha mandato posta NON ESPRESSAMENTE RICHIESTA... passerebbe la passione e sarebbe l'unico modo x fargli capire che non lo deve fare +!CHI SBAGLIA PAGA
  • Anonimo scrive:
    Mica tanto pesci piccoli
    Hanno una caterva di record su Spamhaus...http://www.spamhaus.org/rokso/evidence.lasso?rokso_id=ROK2921Evvai così, aspettiamo ora che arrestino Alan Ralsky e gli diano l'ergastolo, magari con compagni di cella con il penis enlargato dai suoi prodotti spammati e in crisi di astinenza :D :D
  • Anonimo scrive:
    Idiozia
    Lo spam è un reato grave. Su questo siamo d'accordo. Ma a cosa serve il carcere? a cosa serve tenere in cella una persona per 20 anni? ma sono matti? sarebbe meglio obbligarlo a fare servizi utili per la collettività, non credo che uno spammer libero di girare sia un pericolo per qualcuno.il carcere è inutile in quasi la totalità dei reati, ma in questo è veramente una idiozia, specchio delle società ottuse e stupide in cui viviamo.magari quello entra spammer e dopo 20 anni, impazzito, esce come potenziale stupratore. bel risultato.
  • Anonimo scrive:
    Re: soliti falchi americani
    - Scritto da: sathia
    pugno di ferro con i deboli e inefficaci con
    i forti.ovvio, mica hanno citato quelli che gli davano lavoro.:-)
  • Anonimo scrive:
    Re: Commento pacato e riflessivo sullo spam
    - Scritto da: paulatz
    :D :D :D
    HAHAHAHAH in galera! In galera!!
    E quando saranno in galera gli
    scriverò per non farli sentire soli.
    Che magari gli viene voglia di ingrossarsi
    il pene. :@si, aspettando che arrivi tu
  • Anonimo scrive:
    Re: per la redazione
    - Scritto da: Anonimo
    a me non è chiara la situazione
    attuale in Italia; al di là del buon
    senso, dal punto di vista strettamente
    legale, l'invio di poche unità (non
    decine) di email pubblicitarie al giorno, a
    destinatari selezionati manualmente da
    ricerche web, con mittente in chiaro con
    nome e cognome e riferimento preciso alla
    ditta che invia il messaggio, è da
    considerarsi spam, ed è sanzionabile
    legalmente?
    sarebbe bello un articolo che faccia il
    punto della situazione!articolo già fattonon si può, comunque. innanzitutto per ogni invio, opt-in, comunque dev'essere riportato indirizzo completo e modalità di rimozione dai database di chi invia, e responsabile del trattamento dei datisecondariamente, comunue, l'unica cosa che è concessa è mandare UNA mail molto piccola (e ti consiglio in plain-text, senza html e senza schifezze) che però NON PUO' dire che prodotto fai o esaltarne le caratteristiche, prezzi ecc ; puoi solo dire che TIPOLOGIA di prodotto tratti e chiedere "posso parlarvene?"e se ti rispondono SI in modo esplicito allora puoi mandarne un'altra, altrimenti hai finito.se però fai il furbo anche con questo sistema verrai segato senza remore
  • Anonimo scrive:
    per conto di CHI spammavano?
    perchè non cercano anche CHI gli dava lavoro e mettono in galera pure loro, oppure ancora meglio, non chiedono loro il 70% del patrimonio dell'azienda che ha commissionato lo spamming e poi riducono la pena del 70% agli spammer che hanno compiuto fisicamente il lavoro?
  • Anonimo scrive:
    per la redazione
    a me non è chiara la situazione attuale in Italia; al di là del buon senso, dal punto di vista strettamente legale, l'invio di poche unità (non decine) di email pubblicitarie al giorno, a destinatari selezionati manualmente da ricerche web, con mittente in chiaro con nome e cognome e riferimento preciso alla ditta che invia il messaggio, è da considerarsi spam, ed è sanzionabile legalmente?sarebbe bello un articolo che faccia il punto della situazione!ciao a tutti,giors
  • paulatz scrive:
    Commento pacato e riflessivo sullo spam
    :D :D :DHAHAHAHAH in galera! In galera!!E quando saranno in galera gli scriverò per non farli sentire soli. Che magari gli viene voglia di ingrossarsi il pene. :@HAHAHAH in galera! 8):D :D :D
  • sathia scrive:
    soliti falchi americani
    pugno di ferro con i deboli e inefficaci con i forti.
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