Canone RAI anche per tvfonini e computer

In una intervista di Punto Informatico con il direttore centrale Normativa e Contenzioso di Agenzia delle Entrate si chiariscono alcuni degli aspetti meno noti dell'attuale normativa sul canone radiotelevisivo

Roma – È ormai da molto tempo una preoccupazione di moltissimi lettori che scrivono a Punto Informatico per sapere se i telefonini di nuova generazione, capaci di ricevere le trasmissioni televisive, richiedano il pagamento del canone e se lo stesso debba accadere con i già diffusissimi personal computer. Una questione aperta e che riguarda soltanto chi possegga uno o più di questi dispositivi e non disponga di altri apparecchi radiotelevisivi: la normativa come noto impone un unico pagamento anche in presenza di una molteplicità di dispositivi di ricezione.

Una vicenda resa complessa dal fatto che tira in ballo responsabilità di organismi ed agenzie differenti. Alcune prime risposte sono giunte a Punto Informatico dall’ Agenzia delle Entrate , in particolare dal dott. Vincenzo Busa , direttore centrale Normativa e Contenzioso dell’ente. Ecco cosa ne è venuto fuori.

Punto Informatico: Cerchiamo di far chiarezza: se si possiede un PC o un cellulare capace di ricevere il segnale televisivo il canone è dovuto? Gli operatori del servizio telefonico degli abbonamenti RAI, il numero a pagamento 199, sostengono che il contribuente debba pagare. Come stanno le cose?
Vincenzo Busa: Sulla questione l’amministrazione finanziaria non si è pronunciata in via ufficiale, la risposta dipende dalla circostanza che, nei casi sopra menzionati, si configuri il presupposto d’imposta, come delineato più volte dalla Corte Costituzionale.

PI: Cosa intende?
VB: In varie sentenze, la Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione hanno ricostruito il canone radiotelevisivo alla stregua di un’imposta e non di una tassa e, quindi, di prestazione dovuta non in funzione della fruizione di un particolare servizio, bensì in funzione della semplice detenzione di un qualunque apparecchio astrattamente idoneo a captare l’emittenza radio televisiva.

PI: Le conseguenze sembrano ovvie…
VB: Alla luce dei principi elaborati dalla giurisprudenza costituzionale e di legittimità deve ritenersi che laddove il personal computer o il videofonino costituiscono apparecchi astrattamente atti alla ricezione di programmi, per il possesso degli stessi dovrà essere corrisposto il canone radiotelevisivo.

PI: Chiarito questo punto, su cui molto si è dibattuto dentro e fuori dalla rete, qual è la procedura di accertamento prevista per verificare se il contribuente paghi il dovuto?
VB: In questo senso si fa presente che l’articolo 17 del Regio Decreto Legge 21 febbraio 1938, n. 246, al fine di consentire un monitoraggio sui potenziali contribuenti, prevede in prima battuta l’obbligo di tenuta di particolari registri di carico e scarico in capo ai riparatori, ai commercianti, ai rappresentanti ed agenti di vendita in genere di apparecchi e materiali radioelettrici, dai quali gli organi competenti, in sede di accertamento, possono desumere le generalità degli acquirenti dei medesimi apparecchi o comunque dei soggetti cui questi sono destinati.

PI: Chi procede materialmente all’accertamento?
VB: L’articolo 24 di quel decreto regola espressamente la materia dell’accertamento, prevedendo, nello specifico, che “Sono competenti all’accertamento delle violazioni alle disposizioni del presente decreto gli organi cui, a norma della legge 7 gennaio 1929, n. 4, compete l’accertamento delle violazioni alle leggi finanziarie, gli ispettori ed i procuratori delle tasse ed imposte indirette sugli affari, (gli ufficiali, sottufficiali e militi della M.V.S.N. ) in servizio effettivo, nonché i funzionari della RAI in numero non superiore a 50, espressamente riconosciuti idonei ed abilitati con decreto del Ministro per le finanze, emanato di concerto col Ministro della giustizia e col Ministro per l’interno.
Per l’accertamento delle violazioni, per l’applicazione delle penalità stabilite dal presente decreto, e per la definizione delle relative controversie si osservano le disposizioni della legge 7 gennaio 1929, n. 4 sopra citata” .

PI: Molti segnalano la ricezione, anche più volte l’anno, di lettere che sollecitano il pagamento del canone. Di che si tratta?
VB: Un eventuale atto di accertamento o la richiesta del pagamento del canone è rivolto necessariamente nei confronti del possessore di qualunque apparecchio atto alla ricezione di programmi radio televisivi, in quanto soggetto passivo del tributo.
Al di là di questa osservazione il quesito posto coinvolge aspetti di tipo operativo meglio conosciuti dall’Ufficio URAR di Torino.

PI: Approfondiremo al più presto anche con URAR. Cosa avviene qualora un contribuente non paghi il canone? Che tipo di sanzioni sono previste?
VB: Per le sanzioni applicabili nei casi di mancato pagamento del canone o mancata osservanza degli obblighi connessi al pagamento dello stesso, si fa presente che l’entità e le modalità di pagamento delle sanzioni sono stabilite dagli articoli 19 e seguenti del regio decreto legge 21 febbraio 1938, n. 246, come modificato dal D. Lgs. 18 dicembre 1997, n. 473 .

PI: Parliamo quindi di una sanzione amministrativa che può arrivare ad un milione di vecchie lire
VB: Gli articoli 19, 20 e 22 stabiliscono le sanzioni dovute per i detentori di apparecchi che non provvedono al pagamento del canone o che vi provvedono tardivamente e per i soggetti obbligati alla tenuta dei registri di carico e scarico che non ottemperino agli obblighi previsti dalla legge.

a cura di Paolo De Andreis

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    bella li Italia
    Almeno in qualcosa di socialmente giusto siamo in testa. La sola idea che col p2p si danneggiano quei maiali delle multizzozzerie globali che foraggiano le guerre di bush mi fa star bene. Pirateria sempre e comunque in culo agli usa e getta.
  • Anonimo scrive:
    115 milioni di $
    Ma dove cavolo li prendono visto che Kazaa era gratuito?Dai banner sul loro sito? :|
  • Alessandrox scrive:
    Fintantoche' non si diffonderanno...
    Fintantoche' non si diffonderanno sistemi alternativi alla diffusione di contenuti che non passino per le magli della grande industria e che contemporaneamente consentano agli autori di poter raccogliere dei compensi in modo equo, la situazione NON potra' cambiare.Purtroppo, pur esistendo i mezzi ed essendo sempre meno costosi, non ci sono grandi novita' in questo senso, anche perche' sono gran parte degli stessi artisti che non sanno dell' esistenza di questa possibilita' oppure che pur conoscendola non sanno come usufruirne; senza contare la insistente opera di disinformazione che viene costantemente fatta.Sul versante audio/video i mezzi che ci sono oggi sono piu' che sufficenti ad ottere rese casalinghe di buona qualita', manca solo che si possano diffondere nuovi modelli di ebook (stampare centinaia di pagine con testi, immagini anche a colori puo' diventare antieconomico e del resto studiarsi la divina commedia sullo schermo di un PC non e' salutare x gli occhi, ne molto pratico) e anche il settore dei contenuti testuali potrebbe, almeno tecnicamente, fare a meno dei grandi editori. Il futturo e' questo, a meno che nel frattempo non riescano a trarci in qualche tranello, come quello che gia' si sta' preparando della fine della neutralita' della rete. basta solo che i grandi ISP si accrdino con i grandi editori et voila'.... il cetriolone e' servito.
    • Anonimo scrive:
      Re: Fintantoche' non si diffonderanno...
      L'unica pecca, del sistema che tu proponi, è la distribuzione (con annessi e connessi: pubblicità ecc). E non lo sanno solo gli editori, ma anche gli artisti che sanno di avere (e quelli che sperano, e quelli che s'illudono) un prodotto di grido, e sognano che questo arrivi a "tutti" (per denaro, per gloria, perchè vogliono che il messaggio giunga e "salvi il mondo").Quello che tu proponi è una valida alternativa, ma per gli artisti da birreria.
      • Alessandrox scrive:
        Re: Fintantoche' non si diffonderanno...
        - Scritto da:
        L'unica pecca, del sistema che tu proponi, è la
        distribuzione (con annessi e connessi: pubblicità
        ecc). E non lo sanno solo gli editori, ma anche
        gli artisti che sanno di avere (e quelli che
        sperano, e quelli che s'illudono) un prodotto di
        grido, e sognano che questo arrivi a "tutti" (per
        denaro, per gloria, perchè vogliono che il
        messaggio giunga e "salvi il
        mondo").
        Quello che tu proponi è una valida alternativa,
        ma per gli artisti da
        birreria.E' una tua opinione ma la realta' e' un' altra cosa. E comunque spesso nelle birrerie e nei pub si esibiscono artisti incommensurabilmente migliori delle tonnellate di bestiame allevato dalla grande industria.
        • Ics-pi scrive:
          Re: Fintantoche' non si diffonderanno...

          E' una tua opinione ma la realta' e' un' altra
          cosa. No, purtroppo ha ragione. Sting non vuole certo la sua faccia sui CD masterizzati nello scantinato...
          E comunque spesso nelle birrerie e nei pub
          si esibiscono artisti incommensurabilmente
          migliori delle tonnellate di bestiame allevato
          dalla grande
          industria.Qui hai ragione tu, macchissenefrega comunque. Da quando conta la qualità?
          • Alessandrox scrive:
            Re: Fintantoche' non si diffonderanno...
            - Scritto da: Ics-pi

            E' una tua opinione ma la realta' e' un' altra

            cosa.
            No, purtroppo ha ragione. Sting non vuole certo
            la sua faccia sui CD masterizzati nello
            scantinato...Ma Sting volendo potrebbe anche fare l' editore di se stesso (e di altri)...Stiamo parlando di artisti emergenti, +o- affermati ma di nicchia o comunque non famosi e potenti come Sting.E poi insomma finiamola con lo stereotipo del CD fatto nello scantinato ecc. ecc.; sto parlando di tecnologie di qualita', studi di registrazione ecc. oggi i mezzi e le tecnologie anche per un prodotto professionale sono molto piu' accessibili, manca la mentalita'.

            E comunque spesso nelle birrerie e nei pub

            si esibiscono artisti incommensurabilmente

            migliori delle tonnellate di bestiame allevato

            dalla grande

            industria.
            Qui hai ragione tu, macchissenefrega comunque.
            Da quando conta la qualità?Per qualcuno conta. Altrimenti non staremmo qui' a parlarne.
  • Anonimo scrive:
    poco male comunque
    Ragazzi parliamoci chiaro, buona parte del materiale audio condiviso in questa rete è "spazzatura 128kbps", senza entrare nel merito dei titoli condivisi, stavo cercando in questi giorni delle Sinfonie COMPLETE di Beethoven (credo il vecchio sia fuori dalle grinfie SIAE quindi se ne può parlare tranquillamente(?). Il massimo bitrate che ho trovato è stato 192kbps,sempre e comunqe mp3(ancora?) fatevobi$.
    • Cobra Reale scrive:
      Re: poco male comunque
      Pare che il copyright non riguardi solo la musica in sé, ma anche l'esecuzione della stessa. Quindi, un'esecuzione di musica classica potrebbe essere, in qualche modo, protetta da copyright.
      • Anonimo scrive:
        Re: poco male comunque
        - Scritto da: Cobra Reale
        Pare che il copyright non riguardi solo la musica
        in sé, ma anche l'esecuzione della stessa.
        Quindi, un'esecuzione di musica classica potrebbe
        essere, in qualche modo, protetta da
        copyright.Interessante, spremuti fino all'osso e oltre che condivisi poco e in modo indecente, si staranno mica rivoltando nelle loro tombe?
    • Alucard scrive:
      Re: poco male comunque
      - Scritto da:
      Ragazzi parliamoci chiaro, buona parte del
      materiale audio condiviso in questa rete è
      "spazzatura 128kbps", senza entrare nel merito
      dei titoli condivisi, stavo cercando in questi
      giorni delle Sinfonie COMPLETE di Beethoven
      (credo il vecchio sia fuori dalle grinfie SIAE
      quindi se ne può parlare tranquillamente(?). Il
      massimo bitrate che ho trovato è stato
      192kbps,sempre e comunqe mp3(ancora?)
      fatevobi$.Cazzata.Io ho rellato personalmente il boxset delle 9 Sinfonie del GRANDE GRANDE Ludovico Van nella versione NBC SO/Toscanini in wavpack, quindi lossless.Ed essendo anche io un amante della Musica ti posso assicurare che ormai la classica gira solo in lossless. Se non mi credi fatti un giro su alcuni siti che qui non posso nominare :D(al max registrati che ti mando pm)edit: ovviamente per questa rete intendevi tutto il p2p vero? XDVabbeh su kazaa non saprei ma per altre fonti vale il discorso sopra.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 28 luglio 2006 23.36-----------------------------------------------------------
  • Anonimo scrive:
    La rete gnutella ci sarà ancora???
    e per chi usa programmi alternativi che sfruttano la stessa rete, tipo Shareaza o K-lite, non ci dovrebbero essere problemi, o sbaglio???
    • Anonimo scrive:
      Re: La rete gnutella ci sarà ancora???
      - Scritto da:
      e per chi usa programmi alternativi che sfruttano
      la stessa rete, tipo Shareaza o K-lite, non ci
      dovrebbero essere problemi, o
      sbaglio???Kazaa usava la rete fastrack.Shareaza la rete gnutella 1 e 2 e edkShareaza non utilzza la rete fastrak, quindi non centra nulla kazaa con gnutella.
  • Anonimo scrive:
    badware
    Dopo aver inquinato i PC di mezzo mondo (http://www.stopbadware.org/reports/reportdisplay?reportname=kazaa) e rivenduto dati sottratti illegalmente con i suoi badware ora si ripulisce ... be andrebbero arrestati tutti spero che Skype non faccia la stessa fine dato che il team di sviluppo è lo stesso...
  • nattu_panno_dam scrive:
    "I vincitori - sostiene Mitch Bainwol,
    chairman e CEO di RIAA - sono i consumatori[..]"(newbie)
  • Anonimo scrive:
    trasformano kazaa in una kazaata
    Per distribuire contenuti protetti a bassissimo costo. :D
  • Anonimo scrive:
    Italia nella Topten diffusione CULTURA
    E' questa la verità! Non ascoltate le menate che ci propinano le Major ciucciasoldi!Loro si che sono Illegali! Guadagnano sull'intelletto e la bravura degli artisti!ANDATE A QUEL PAESE RIAA & COMPANY!!!!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Italia nella Topten diffusione CULTU
      Mitico. Siamo Campioni del Mondo anche nella pirateria e nella diffusione della cultura.
      • Anonimo scrive:
        Re: Italia nella Topten diffusione CULTU
        - Scritto da:
        Mitico. Siamo Campioni del Mondo anche nella
        pirateria e nella diffusione della cultura.
        Laccesso alla cultura e al sapere è un diritto naturale, è un diritto che ho in quanto uomo e in quanto donna. Ciò che spesso viene fatto passare come concessione è in realtà un diritto fondamentale (ad esempio scaricare musica o film o libri, o utilizzare un algoritmo, insomma qualsiasi contenuto intellettuale). Art.19 della Dichiarazione universale dei diritti delluomo: Tutti hanno il diritto di cercare, di ricevere e di diffondere informazioni con ogni mezzo e senza riguardo a frontiere. _E un diritto attivo passivo e riflessivo. Attivo: il diritto di cercare informazioni. Passivo: il diritto di ricevere informazioni. Riflessivo: il diritto di informarsi e di diffondere le informazioni. Invece il diritto dautore non è un diritto naturale, è una concessione che noi facciamo agli autori; li spingiamo, per migliorare le condizioni di tutti, a continuare nella loro proficua attività (se lo è appunto), riconoscendogli una contropartita coerente, il diritto di ricavare da quanto prodotto, per un certo periodo, degli utili. Passato quel periodo quanto prodotto diventa un bene comune e sarà utile a tutta la comunità. Infatti non è nellinteresse della comunità luso esclusivo di quei contenuti, poiché la sua sostanza potrebbe essere utilizzata per ricavarne da subito, contribuendo tutti, degli altri miglioramenti che da quella sostanza muovono. Del resto chi realizza qualcosa di nuovo utilizza gli strumenti presenti, che sono il prodotto di quanto la comunità ha realizzato fino a quel momento, e che vengono insegnati proprio per il bene di tutti. E le Corporation se lo devono andare a... la giurisprudenza che giustifica la loro attività è falsata da "giochetti" che ora prendiamo per oro colato! Poi l'accelerazione che imprimono allo "sviluppo" umano - ora lo sappiamo - è distruttivo, troppo distruttivo! ci riduce a idiote macchine desideranti... codificano tutto sui loro piani di razionalizzazione. (...) :
        • Anonimo scrive:
          Re: Italia nella Topten diffusione CULTU
          Mio Dio, menomale che voi comunisti vi siete quasi estinti!- Scritto da:
          - Scritto da:

          Mitico. Siamo Campioni del Mondo anche nella

          pirateria e nella diffusione della cultura.



          Laccesso alla cultura e al sapere è un diritto
          naturale, è un diritto che ho in quanto uomo e in
          quanto donna. Ciò che spesso viene fatto passare
          come concessione è in realtà un diritto
          fondamentale (ad esempio scaricare musica o film
          o libri, o utilizzare un algoritmo, insomma
          qualsiasi contenuto intellettuale). Art.19 della
          Dichiarazione universale dei diritti delluomo:
          Tutti hanno il diritto di cercare, di ricevere e
          di diffondere informazioni con ogni mezzo e senza
          riguardo a frontiere. _E un diritto attivo
          passivo e riflessivo. Attivo: il diritto di
          cercare informazioni. Passivo: il diritto di
          ricevere informazioni. Riflessivo: il diritto di
          informarsi e di diffondere le informazioni.
          Invece il diritto dautore non è un diritto
          naturale, è una concessione che noi facciamo agli
          autori; li spingiamo, per migliorare le
          condizioni di tutti, a continuare nella loro
          proficua attività (se lo è appunto),
          riconoscendogli una contropartita coerente, il
          diritto di ricavare da quanto prodotto, per un
          certo periodo, degli utili. Passato quel periodo
          quanto prodotto diventa un bene comune e sarà
          utile a tutta la comunità. Infatti non è
          nellinteresse della comunità luso esclusivo di
          quei contenuti, poiché la sua sostanza potrebbe
          essere utilizzata per ricavarne da subito,
          contribuendo tutti, degli altri miglioramenti che
          da quella sostanza muovono. Del resto chi
          realizza qualcosa di nuovo utilizza gli strumenti
          presenti, che sono il prodotto di quanto la
          comunità ha realizzato fino a quel momento, e che
          vengono insegnati proprio per il bene di tutti.
          E le Corporation se lo devono andare a... la
          giurisprudenza che giustifica la loro attività è
          falsata da "giochetti" che ora prendiamo per oro
          colato! Poi l'accelerazione che imprimono allo
          "sviluppo" umano - ora lo sappiamo - è
          distruttivo, troppo distruttivo! ci riduce a
          idiote macchine desideranti... codificano tutto
          sui loro piani di razionalizzazione. (...)
          :
        • Anonimo scrive:
          Re: Italia nella Topten diffusione CULTU
          - Scritto da:
          - Scritto da:

          Mitico. Siamo Campioni del Mondo anche nella

          pirateria e nella diffusione della cultura.



          Laccesso alla cultura e al sapere è un diritto
          naturale, è un diritto che ho in quanto uomo e in
          quanto donna. Ciò che spesso viene fatto passare
          come concessione è in realtà un diritto
          fondamentale (ad esempio scaricare musica o film
          o libri, o utilizzare un algoritmo, insomma
          qualsiasi contenuto intellettuale). Art.19 della
          Dichiarazione universale dei diritti delluomo:
          Tutti hanno il diritto di cercare, di ricevere e
          di diffondere informazioni con ogni mezzo e senza
          riguardo a frontiere. _E un diritto attivo
          passivo e riflessivo. Attivo: il diritto di
          cercare informazioni. Passivo: il diritto di
          ricevere informazioni. Riflessivo: il diritto di
          informarsi e di diffondere le informazioni.
          Invece il diritto dautore non è un diritto
          naturale, è una concessione che noi facciamo agli
          autori; li spingiamo, per migliorare le
          condizioni di tutti, a continuare nella loro
          proficua attività (se lo è appunto),
          riconoscendogli una contropartita coerente, il
          diritto di ricavare da quanto prodotto, per un
          certo periodo, degli utili. Passato quel periodo
          quanto prodotto diventa un bene comune e sarà
          utile a tutta la comunità. Infatti non è
          nellinteresse della comunità luso esclusivo di
          quei contenuti, poiché la sua sostanza potrebbe
          essere utilizzata per ricavarne da subito,
          contribuendo tutti, degli altri miglioramenti che
          da quella sostanza muovono. Del resto chi
          realizza qualcosa di nuovo utilizza gli strumenti
          presenti, che sono il prodotto di quanto la
          comunità ha realizzato fino a quel momento, e che
          vengono insegnati proprio per il bene di tutti.
          E le Corporation se lo devono andare a... la
          giurisprudenza che giustifica la loro attività è
          falsata da "giochetti" che ora prendiamo per oro
          colato! Poi l'accelerazione che imprimono allo
          "sviluppo" umano - ora lo sappiamo - è
          distruttivo, troppo distruttivo! ci riduce a
          idiote macchine desideranti... codificano tutto
          sui loro piani di razionalizzazione. (...)
          :QUOTO QUOTO QUOTO!DANNATO E MALEDETTO DENARO... LO ODIO CON TUTTA LA MIA ANIMALA CULTURA, IL SOFTWARE, LA MUSICA, I LIBRI, LE COMUNICAZIONI, LE TELECOMUNICAZIONI, LA STAMPA, LA RADIO, IL TEATRO, I FILMS SONO DI TUTTA LA COMUNITA' E DEVONO ESSERE GRAAAATIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIISSSSSSSSSSSSS!!!VIVA LINUX L'OPEN SOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUUURCEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!(linux)(linux)(linux)(linux)
    • Anonimo scrive:
      Re: Italia nella Topten diffusione CULTU
      hai idea di quanto costi produrre un film?hai idea di quante case di produzione sono fallite miseramente a causa di qualche flop?la cultura gratis funziona solo se la sua produzione ha costo ZERO, ovvero se ti inventi un motivetto da fischiettare.
    • Anonimo scrive:
      Re: Italia nella Topten diffusione CULTU
      - Scritto da:
      E' questa la verità!
      Non ascoltate le menate che ci propinano le Major
      ciucciasoldi!
      Loro si che sono Illegali! Guadagnano
      sull'intelletto e la bravura degli
      artisti!

      ANDATE A QUEL PAESE RIAA & COMPANY!!!!!!la cultura deve essere gratis, ma anche la musica e il softwaresenza la RIAA gli artisti saranno finalmente liberi di distribuire il loro lavoro senza costi e possibilmente anche in open sourceuna nuova era sta arrivando, dobbiamo solo resistere un poviva l'open sooouuurceee!!!(linux)(linux)(linux)(linux)
  • Anonimo scrive:
    Italia nella top ten della pirateria
    E vaiii.Come ai tempi dell'Amiga !!Quando nelle classifiche eravamo:Acquisto di originali : dopo lo Zimbawe.Acquisto floppy vuoti : dopo gli USA.Solo l'Italia poteva occupare contemporaneamente quei 2 posti :D
  • bugbuster scrive:
    Responsabilità
    [code]un tribunale australiano ha sancito la responsabilità dell'azienda per i comportamenti illeciti dei propri utenti[/code][code]la Corte Suprema degli Stati Uniti nel giugno dello scorso anno ha dichiarato che i produttori di software peer-to-peer sono da considerarsi complici del download e della condivisione illegale di materiali tutelati dal diritto d'autore.[/code]Con lo stesso principio si possono considerare i produttori di armi complici delle morti di milioni di persone, e perchè non incriminare gli ISP? Non sono anche loro complici mettendo a disposizione banda per il download illegale? E i produttori di HW? E perchè non windows che consente a Kazaa di funzionare? Potrei andare avanti all'infinito..---------bugbuster
  • Anonimo scrive:
    MALEDETTO DENARO
    ma è mai possibile che bisogna pagare per vedere film e ascoltare della musica?l'informazione, il software, la musica e i films devono essere GRATIS come lo sono il sesso e tutte le cose naturali dell'uomoma i tempi sono maturi e l'open source metterà fine a questa vergogna!(linux)(linux)(linux)(linux)
  • Anonimo scrive:
    Italia nella top ten
    Sono contento finalmente il mio duro lavoro viene riconosciuto!Mi candido per il pirats award!
  • Anonimo scrive:
    E Kazaa Lite Resurrection?
    (newbie)
  • Cobra Reale scrive:
    La vendetta di Golia colpisce ancora
    Le major fanno rumore e si lamentano, vogliono fare le povere vittime e vendicarsi di chi ha pestato i loro bei piedini da Cenerentola, chiedendogli risarcimenti stratosferici; ma non è affatto detto che chi scarica una canzone dal p2p sia una persona che altrimenti quella canzone l'avrebbe comprata. Certo, dicono quello che fa loro comodo, ma la distribuzione legale tradizionale è ancora un trionfo di DRM invasivi (tranne su iTunes, forse) e condizioni di fruizione che tutelano solo le case discografiche stesse.Quindi, come pretendere di riuscire a convincere gli appassionati di musica a scegliere "tra i molti servizi legali disponibili che compensano gli artisti anziché rivolgersi ad un servizio illegale che sfrutta la creatività degli altri per propri fini"? Le major fanno mercimonio dell'ingegno altrui e vogliono sfruttarlo finanziariamente in ogni occasione possibile, da quì il loro atteggiamento irrispettoso nei confronti dei consumatori (spesso trattati senza mezzi termini come potenziali delinquenti incalliti, da ingabbiare come bestie) e la loro passione morbosa per l'espressione di "proprietà intellettuale", sfruttata fin troppo spesso.Mitch Bainwol, chairman e CEO di RIAA, l'ha sicuramente sparata grossa: "I vincitori sono i consumatori, gli artisti, le case discografiche e tutti coloro che fanno musica nonché i nostri partner nella comunità tecnologica". Anche le reazioni di molti artisti alla politica delle major gli danno torto.
    • Anonimo scrive:
      Re: La vendetta di Golia colpisce ancora
      - Scritto da: Cobra Reale
      Le major fanno rumore e si lamentano, vogliono
      fare le povere vittime e vendicarsi di chi ha
      pestato i loro bei piedini da Cenerentola,
      chiedendogli risarcimenti stratosferici; ma non è
      affatto detto che chi scarica una canzone dal p2p
      sia una persona che altrimenti quella canzone
      l'avrebbe comprata. Certo, dicono quello che fa
      loro comodo, ma la distribuzione legale
      tradizionale è ancora un trionfo di DRM invasivi
      (tranne su iTunes, forse) e condizioni di
      fruizione che tutelano solo le case discografiche
      stesse.
      Quindi, come pretendere di riuscire a convincere
      gli appassionati di musica a scegliere "tra i
      molti servizi legali disponibili che compensano
      gli artisti anziché rivolgersi ad un servizio
      illegale che sfrutta la creatività degli altri
      per propri fini"? Le major fanno mercimonio
      dell'ingegno altrui e vogliono sfruttarlo
      finanziariamente in ogni occasione possibile, da
      quì il loro atteggiamento irrispettoso nei
      confronti dei consumatori (spesso trattati senza
      mezzi termini come potenziali delinquenti
      incalliti, da ingabbiare come bestie) e la loro
      passione morbosa per l'espressione di "proprietà
      intellettuale", sfruttata fin troppo
      spesso.
      Mitch Bainwol, chairman e CEO di RIAA, l'ha
      sicuramente sparata grossa: "I vincitori sono i
      consumatori, gli artisti, le case discografiche e
      tutti coloro che fanno musica nonché i nostri
      partner nella comunità tecnologica". Anche le
      reazioni di molti artisti alla politica delle
      major gli danno
      torto.Rispecchi perfettamente il mio pensiero, ti quoto e straquoto.
    • Rex1997 scrive:
      Re: La vendetta di Golia colpisce ancora
      Solo un particolare mi suona male:cito Ora sicuramente i vincitori saranno artisti (forse... :s) case discografiche, MPAA, RIAA, MAFIA etc, ma sicuramente non lo sono i consumatori che MAI vedranno diminuire i prezzi della musica o similia da qui all'eternità...(ricordo che dobbiamo mantenere le mogli, le amanti, le Ferrari, una nuova all'anno!, le Corvette etc. etc. @^ @^ @^ @^)Sicuri che per noi consumatori sia una vittoria?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 28 luglio 2006 08.32-----------------------------------------------------------
      • Cobra Reale scrive:
        Re: La vendetta di Golia colpisce ancora

        Sicuri che per noi consumatori sia una vittoria?Certo che no, per questo ho scritto che Bainwol l'ha sparata grossa. Come con la chiusura di Grokster:http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1342885In quel caso Bainwol fece, più o meno, le stesse dichiarazioni.
    • Alessandrox scrive:
      Re: La vendetta di Golia colpisce ancora
      - Scritto da: Cobra Reale
      Le major fanno rumore e si lamentano, vogliono
      fare le povere vittime e vendicarsi di chi ha
      pestato i loro bei piedini da Cenerentola,
      chiedendogli risarcimenti stratosferici; ma non è
      affatto detto che chi scarica una canzone dal p2p
      sia una persona che altrimenti quella canzone
      l'avrebbe comprata. A loro non interessa la considerazione che lo scaricatore a scrocco non e' detto che avrebbe mai comprato quello che ha scaricato o che avrebbe potuto comprarlo se non l' avesse scaricato con P2P... ecc. ecc. interessa solo una cosa, molto semplice: ***se vuoi quei contenuti, devi pagare il prezzo imposto***, punto. Ogni altra considerazione e' (per loro) marginale, se non irrilevante.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 28 luglio 2006 10.08-----------------------------------------------------------
      • Guybrush scrive:
        Re: La vendetta di Golia colpisce ancora
        [...]
        A loro non interessa la considerazione che lo
        scaricatore a scrocco non e' detto che avrebbe
        mai comprato quello che ha scaricato o che
        avrebbe potuto comprarlo se non l' avesse
        scaricato con P2P... ecc. ecc. interessa solo una
        cosa, molto semplice: ***se vuoi quei contenuti,
        devi pagare il prezzo imposto***, punto. Ogni
        altra considerazione e' (per loro) marginale, se
        non
        irrilevante.
        Ti quoto e ti straquoto:Se non puoi permetterti quei contenuti NON COMPRARLI finche' il loro prezzo non scende.Punto.Il "non comprare" o acquistare CD usati, oltre a non comportare alcun illecito, causa un danno terribile alle major, un autentico "sanpietrino" tirato con la famosa fionda da un certo signor Davide.Tutte le volte che vedere un CD che vi piacerebbe avere e che, a causa del prezzo, lasciate sullo scaffale, contribuite a dare una limatina allo strapotere di questa gente.Tutte le volte che NON scaricate il cd che non avete potuto comprare, togliete un appiglio a questa gente che continuera a cadere rovinosamente verso il fondo.W la musica libera, W i concerti, a morte la RIAA.Un saluto
        GT
        • Anonimo scrive:
          Re: La vendetta di Golia colpisce ancora

          Se non puoi permetterti quei contenuti NON
          COMPRARLI finche' il loro prezzo non
          scende.
          Punto.

          Il "non comprare" o acquistare CD usati, oltre a
          non comportare alcun illecito, causa un danno
          terribile alle major, un autentico "sanpietrino"
          tirato con la famosa fionda da un certo signor
          Davide.

          Tutte le volte che vedere un CD che vi piacerebbe
          avere e che, a causa del prezzo, lasciate sullo
          scaffale, contribuite a dare una limatina allo
          strapotere di questa
          gente.
          Tutte le volte che NON scaricate il cd che non
          avete potuto comprare, togliete un appiglio a
          questa gente che continuera a cadere
          rovinosamente verso il
          fondo.

          W la musica libera, W i concerti, a morte la RIAA.

          Un saluto

          GT
          • Anonimo scrive:
            Re: La vendetta di Golia colpisce ancora

            quindi secondo te dovremmo stare senza musica e
            senza film per fare un danno alle major?
            (rotfl)
            non sono per niente d'accordo, se vogliamo fare
            veramente un danno alle major nessuno dovrebbe
            comprare piu cd (solo ovviamente qualcuno per
            condividerlo), tutti dovrebbero scaricarli e
            masterizzarli agli amici, così fallirebbero e non
            ci romperebbero più le balle
            (geek)I d i o t a !
          • Anonimo scrive:
            Re: La vendetta di Golia colpisce ancora

            quindi secondo te dovremmo stare senza musica e
            senza film per fare un danno alle major?
            (rotfl)
            non sono per niente d'accordo, se vogliamo fare
            veramente un danno alle major nessuno dovrebbe
            comprare piu cd (solo ovviamente qualcuno per
            condividerlo), tutti dovrebbero scaricarli e
            masterizzarli agli amici, così fallirebbero e non
            ci romperebbero più le balle
            (geek)Meriteresti di finire investito da una macchina guidata da un rappresentante della siae/ria... ecc.
          • Anonimo scrive:
            Re: La vendetta di Golia colpisce ancora

            Meriteresti di finire investito da una macchina
            guidata da un rappresentante della siae/ria...
            ecc.haa ceeertooo non solo non si deve fare p2p ma si è obbligati a comprare... se uno dice che non compra lo mettono pure sotto!E dimmi dimmi... quale è secondo te una quota "equa" di accuisto "obbligatorio" per evitare l'investimento col ferrarino del "major/figlio di papa" ? diciamo 10 CD e 10 dvd ?.... chi offre di più ?..... :@ :@ :@ :@ :@ :@
  • Anonimo scrive:
    I LECCACULO,PIGLIASOLDI,CI SONO SEMPRE!
    UNA VERGOGNA....CHISSA' CALANDOSI LE BRAGHE,QUANTI SOLDI GLI HANNO PROPOSTO....PER SVENDERSI.....LA FACCIA...SULLA RETE!!CHE VERGOGNAA
    • Anonimo scrive:
      Re: I LECCACULO,PIGLIASOLDI,CI SONO SEMP
      - Scritto da:
      UNA VERGOGNA....CHISSA' CALANDOSI LE
      BRAGHE,QUANTI SOLDI GLI HANNO PROPOSTO....PER
      SVENDERSI.....LA FACCIA...SULLA
      RETE!!


      CHE VERGOGNAAAncora oggi ne stiamo pagando tutti le pesanti conseguenze del LATAME sparso da questo LERCIUME e della cecità e pigizia dei tanti che si sono lasciati accecare dalle squallide mirabilie di questi SQUALLIDI individui.
      • Anonimo scrive:
        Re: I LECCACULO,PIGLIASOLDI,CI SONO SEMP
        - Scritto da: Alien.

        - Scritto da:

        UNA VERGOGNA....CHISSA' CALANDOSI LE

        BRAGHE,QUANTI SOLDI GLI HANNO PROPOSTO....PER

        SVENDERSI.....LA FACCIA...SULLA

        RETE!!





        CHE VERGOGNAA
        Ancora oggi ne stiamo pagando tutti le pesanti
        conseguenze del LATAME sparso da questo LERCIUME
        e della cecità e pigizia dei tanti che si sono
        lasciati accecare dalle squallide mirabilie di
        questi SQUALLIDI
        individui.ehm... stai dicendo che la cacca che trasmette kazaa e i suoi utenti sono da evitare mentre gli alti standard qualitativi attuali sono da paludere?o non ho capito una sega?
  • Anonimo scrive:
    era a pagamento, e' a pagamento
    cosa cambia ?!?!
    • Anonimo scrive:
      Re: era a pagamento, e' a pagamento
      - Scritto da:
      cosa cambia ?!?!non è mai stato a pagamentoe comunque c'è klite :)
      • Cobra Reale scrive:
        Re: era a pagamento, e' a pagamento

        e comunque c'è klite :)Sbaglio, o i filtri funzionano anche su quello? Dopotutto, si appoggia alla stessa rete del kazaa ufficiale, no?
      • Anonimo scrive:
        Re: era a pagamento, e' a pagamento
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        cosa cambia ?!?!

        non è mai stato a pagamentoahemKazaa si pagava 30 dollari. memoria corta eh ?
        • Anonimo scrive:
          Re: era a pagamento, e' a pagamento
          - Scritto da:

          - Scritto da:



          - Scritto da:


          cosa cambia ?!?!



          non è mai stato a pagamento


          ahem

          Kazaa si pagava 30 dollari. memoria corta eh ?voleva dire che lui non l'ha pagatai soliti furbi...
        • Anonimo scrive:
          Re: era a pagamento, e' a pagamento
          Chiedo scusa : quando e con che licenza ? io lo usavo molto tempo fa ... nel 2001. Non ricordo nulla del genere.
          • Cobra Reale scrive:
            Re: era a pagamento, e' a pagamento
            - Scritto da:
            Chiedo scusa : quando e con che licenza ? io lo
            usavo molto tempo fa ... nel 2001. Non ricordo
            nulla del
            genere.Kazaa era disponibile con due diverse licenze: ad-supported (spero di aver detto bene) oppure semplicemente a pagamento. Nel primo caso era gratuito ma l'utente doveva accettare dei banner pubblicitari (e, pare, anche veri e propri spyware). Chi pagava poteva usarlo senza banner e "programmini aggiuntivi".
          • Anonimo scrive:
            Re: era a pagamento, e' a pagamento
            Ah, è vero !
Chiudi i commenti