Caricabatterie universale, anche l'ONU dice OK

Le Nazioni Unite si schierano al fianco dell'Europa. Manca solo la firma del gigante USA, ma la strada ecologica del micro-USB pare ormai spianata

Roma – Il caricabatterie a standard unico si farà, e non solo in Europa. La proposta per l’adozione di un cavo di interconnessione micro-USB, su cui i grandi gruppi operanti nel Vecchio Continente si sono già accordati con il beneplacito di Bruxelles, incassa ora un nuovo, importante segnale positivo proveniente da International Telecommunication Union : l’organizzazione tecnologica riconducibile direttamente alle Nazioni Unite.

L’ITU mette il proprio sigillo a quella che appare come una soluzione di semplificazione tecnologica con la strada tutta in discesa, originariamente nata da una raccomandazione della GSM Association e ora accettata come inevitabile da più alti consessi senza aver sin qui alimentato distinguo regionalistici potenzialmente capaci di bloccarne l’adozione.

Stando a quanto sostiene la GSM Association, d’altronde, i vantaggi nell’avere un caricabatterie universale portano con se ricadute notevoli anche in ambito ambientale: sarebbero 51mila le tonnellate di dispositivi ridondanti (e quindi di potenziale e-waste ) eliminabili dalla circolazione , per 13,6 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra risparmiate ogni anno.

Per quanto riguarda i tempi effettivi di adozione del nuovo caricabatterie, se in Europa si indica il 2010 l’ITU prevede per il 2012 il possibile punto di arrivo della completa riconversione dei produttori di telefonini e accessori. All’accordo per il caricatore universale manca ancora la sottoscrizione degli Stati Uniti, anche se a questo punto appare difficile ipotizzare un eventuale ostracismo nei confronti di un piano che porta vantaggi riconosciuti da tutti.

Alfonso Maruccia

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  • Knight scrive:
    E in italia?
    Non oso pensare in italia ,, 10000 società che fanno recruting online chi sa quanti cv sono stati trafugati e non si sa nulla ( anche perche non si sono accorti del reato )
    • gino pino scrive:
      Re: E in italia?
      ma chi se ne frega se un cv viene craccato! ma che informazioni ci saranno mai, il numero della carta di credito? i gusti sessuali? e andiamo! poi magari uno ha anche un profilo su linkedin...
  • ruppolo scrive:
    Curriculum vitae in pericolo!
    Pensate a cosa potrebbe succedere, i curriculum potrebbero finire nelle mani di aziende senza scrupoli che li potrebbero usare per spammare con richieste di lavoro non autorizzate gli ignari titolari! È un fatto che desta molta preoccupazione!
    • cinghia84 scrive:
      Re: Curriculum vitae in pericolo!
      Già già, tenendo conto che sui curriculm ci sono solo i dati sensibili di una persona, quali dati anagrafici, numeri di telefono e indirizzo di residenza..
      • guast scrive:
        Re: Curriculum vitae in pericolo!
        Mi sono reso conto che è meglio evitare di mettere troppi dati nel curriculum.Più che l'indirizzo io ora ci metto solo la città di residenza e un indirizzo email. Il numero di telefono è fuori discussione.Il fatto è che mi sono reso conto che quando ti candidi per un lavoro via internet il tuo curriculum finisce quasi sempre in un database semipubblico.Quante volte ho spedito il mio curriculum e mi hanno risposto che da quel momento era stato caricato su iProfile o simili.
      • gino pino scrive:
        Re: Curriculum vitae in pericolo!
        nome, indirizzo stradale, email ecc. non sono dati sensibili, sono dati personali.i dati sensibili (sottoposti a disciplina più rigida) sono quei dati personali tali da rivelare condizioni di salute, opinioni filosofiche, preferenze sessuali, appartenenze politiche e sindacali ecc..può non essere simpatico che giri il mio nome cognome e indirizzo, ma via, non mi pare un dramma. poi con la valanga di gente che ha blog più o meno professionali e profili facebook aperti davvero mi sembra un problema minore.se poi uno vuol fare il saputello scandalizzato a tutti i costi...
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