Cassandra Crossing/ Datagate, GlobaLeaks, OHM2013: se non ora, quando?

di M. Calamari - Hacker del mondo riuniti in Olanda, per tenere vive le braci delle rivelazioni di Snowden. Rivelazioni che hanno infiammato l'opinione pubblica, ma che non sono giunte inaspettate

Roma – Il fumo del Datagate (grazie ancora, Edward) ha cominciato a dissolversi, le manovre diversive politico/pubblicitarie sono in pieno corso, il generale Agosto avanza e la gente si prepara alle ferie che farà, o pensa a quelle che avrebbe potuto fare se i soldi non fossero mancati.
Ma in ambito hacker cosa succede? Ce la possiamo cavare, visto quello che succede (come anche Cassandra potrebbe a buon titolo dire) con un “è 10 anni che ve l’avevamo detto”?

Ovviamente no. L’occasione per fare la cosa giusta, per chi può permetterselo (ci vogliono tempo ed un minimo di soldi) capita a cavallo tra luglio ed agosto, per l’esattezza dal 31 luglio al 4 agosto, nei pressi di Amsterdam, in un posto in mezzo al nulla dove tra due settimane 5000 o più acari si riuniranno in un campeggio in stile Chaos Communication Camp.

Eh sì, anche quelli che sanno cosa è il CCC , evento che capita ogni 4 anni in Germania, potrebbero ignorare che un evento analogo, ma anche più grande, si svolge con le stesse modalità in Olanda, sfalsato di due anni.

Ed infatti, mentre l’ultimo CCC è del 2011 , quello precedente del 2007 ed il prossimo sarà nel 2015, quest’anno è il turno degli olandesi.

Il camp olandese è stato battezzato OHM2013 : ad ogni edizione gli olandesi tradizionalmente cambiano il nome all’evento per rimarcare il tema del momento, e quello scelto quest’anno significa ” Observe, Hack, Make ” – Osserva, Modifica e Costruisci.
Ottimo tema, in un mondo in cui il nemico sta al capo opposto di ogni cavo che usiamo, di ogni onda radio, di ogni aggeggio che portiamo con noi.

L’ambiente hacker italiano tenterà di ripetere la significativa presenza da 6 anni sempre avuta in questa serie di eventi europei, ricostruendo e finanziando l’ormai universalmente nota Ambasciata Italiana , cioè un tendone/punto di ritrovo per cucina, hacking, seminari volanti e party serali, a cui tutti i partecipanti possono, volendo, contribuire per le vettovaglie e l’ospitalità . Quest’anno le iniziative previste nell’Ambasciata Italiana sono di alto profilo, e dovrebbero, nelle nostre speranze, avere una risonanza a livello globale.

Il “Centro Studi Hermes Trasparenza e Diritti Umani Digitali” supporta la presentazione del progetto e del gruppo di lavoro GlobaLeaks , che quest’anno dovrebbe essere parte di Noisy Square , centro di tecno-attivismo. Il gruppo di sviluppo GlobaLeaks terrà un talk sul Digital Whistleblowing, mentre il gruppo Tor2web organizzerà un meeting (qui il programma ).

Il biglietto costa caro, il viaggio abbastanza, ma Cassandra ve lo consiglia caldamente.
Altrimenti dovrete assolutamente ascoltarvi le registrazioni video che verranno caricate sul sito al termine dell’evento.

Potete cominciare già adesso ascoltando qualcuno degli eventi del CCC2011 ; anzi, per tornare all’attualità, cominciate ascoltando il nostro oggi, annunciato 2 anni fa .

Marco Calamari
Lo Slog (Static Blog) di Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo

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  • rico scrive:
    Basso profilo
    Quello di tenere un basso profilo è un consiglio non solo per le leggi su internet.Semplicemente i "nostri" politici non hanno capito la situazione nemmeno sugli OGM, fecondazione eterologa, energia, ricerca.Fateci un favore: cominciate ad ABROGARE le miriadi di leggi inutili e contraddittorie, anzichè farne di nuove.P.S. ai naviganti: piantatela di fare il copia-incolla dei commenti, quasi nessuno legge oltre la decima riga (cioè il VOSTRO commento). ;-)
  • francoecicc io scrive:
    Nuotare
    OT:Se dobbiamo imparare a nuotare nel mare di Internet, almeno impariamo che gli stili delfino e farfalla sono tutt'uno ;)
  • iRoby scrive:
    Affosseranno Internet
    Ecco un bell'articolo con molte statistiche sulla differenza tra gli investimenti pubblicitari nei media tradizionali TV e carta stampata, e su Internet.Tutte le aziende si stanno spostando nel web.Allora cosa si deciderà in Italia se non di affossare il web?Distruggere Internet. Ridurlo quasi come in Corea del Nord.Pubblitalia e Mediaset, ed ovviamente sempre lui B. da Arcore, si scagliano contro Internet in Italia riducendoci più che terzo mondo...http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2013/07/bye-bye-cara-cupola-mediatica-crolla-in.html
    • Sg@bbio scrive:
      Re: Affosseranno Internet
      KOMPLOTTI
    • Thepassenge r scrive:
      Re: Affosseranno Internet
      Articolo interessante.- Scritto da: iRoby
      Ecco un bell'articolo con molte statistiche sulla
      differenza tra gli investimenti pubblicitari nei
      media tradizionali TV e carta stampata, e su
      Internet.

      Tutte le aziende si stanno spostando nel web.

      Allora cosa si deciderà in Italia se non di
      affossare il
      web?
      Distruggere Internet. Ridurlo quasi come in Corea
      del
      Nord.

      Pubblitalia e Mediaset, ed ovviamente sempre lui
      B. da Arcore, si scagliano contro Internet in
      Italia riducendoci più che terzo
      mondo...

      http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2013/07
    • bubba scrive:
      Re: Affosseranno Internet
      - Scritto da: iRoby
      Ecco un bell'articolo con molte statistiche sulla
      differenza tra gli investimenti pubblicitari nei
      media tradizionali TV e carta stampata, e su
      Internet.

      Tutte le aziende si stanno spostando nel web.

      Allora cosa si deciderà in Italia se non di
      affossare il
      web?
      Distruggere Internet. Ridurlo quasi come in Corea
      del
      Nord.

      Pubblitalia e Mediaset, ed ovviamente sempre lui
      B. da Arcore, si scagliano contro Internet in
      Italia riducendoci più che terzo
      mondo...

      http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2013/07cavalchi troppo i siti complottistici per poi vedere che, al contrario, il nano sta cavalcando il mercato pubblicitario su internet IN ITALIA... certo ovvio e' partito tardi, la tv e' piu forte, di computer non capisce nulla, non e' nulla rispetto al potere (mondiale pero') di google..ecc... ma in azienda non c'e' certo solo lui... anzi lui da tempo serve ad altro.Forse ti converrebbe guardare mediamond.it e le societa' ivi collegate (tipo italiaonline/virgilio/libero ecc)... non vorrei scoprire tra 3-4 anni che il nanuto e' diventato duopolista degli ads internet italiani..
  • Geek Nerd scrive:
    Finti tonti
    Io temo che i nostri politic(ant)i siano, almeno in parte, solo finti tonti. Credo siano consapevoli che nell'attuale legislazione in materia ci siano molte storture, semplicemente sono favorevoli a mantenerle e propagarle ai nuovi mezzi di comunicazione.Volendo essere un po' paranoici ci si potrebbe anche arrischiare a dire che sono pagati proprio per quello.
  • Sussi & Biribissi scrive:
    Le mode linguistiche
    "È uno dei vulnus della democrazia: eleggi rappresentanti inadeguati e ti troverai poi..."C'era un tempo in cui la parola latina vulnus (ferita, ma anche colpo, danno)la conoscevano giusto quei pochi che il latino lo avevano studiato davvero. Poi, il 9 novembre 2011, il direttore del tg1 Augusto Minzolini ha fatto il suo bell'editoriale, e apriti cielo! Anche la pescivendola di Forlimpopoli si lamentava che la tale tassa era un vulnus per i suoi affari... Che 'ntipatia, 'sti meme del piffero! :@Curiosità per latinisti: le parole straniere in italiano sono invariabili, e quindi "uno dei vulnus" va benissimo, a livello di grammatica. Se però qualcuno volesse parlare forbito per ostentare cultura, potrebbe scrivere "Uno dei vulnera ". Il plurale è quello. :-)
    • FAPFAP scrive:
      Re: Le mode linguistiche
      In realtà... proprio nei giorni scorsi ho disgraziatamente indugiato su quel collage a basso costo che la RAI propone ormai da anni sul primo canale, techechete (o una cosa simile).Ho notato una cosa: oggi ci esprimiamo molto peggio di allora, non solo chi conduce le trasmissioni televisive, ma anche le persone intervistate per la strada. Siamo un paese in recessione economica ed in totale declino culturale/linguistico. Ti stupisci della parola "vulnus"? Scusa ma, non ci voleva Minzolini, "vulnus" non è una parola esotica. O almeno, non lo era.
      • Sussi & Biribissi scrive:
        Re: Le mode linguistiche
        - Scritto da: FAPFAP
        Ti stupisci della parola "vulnus"? Scusa ma, non
        ci voleva Minzolini, "vulnus" non è una parola
        esotica. O almeno, non lo
        era.È un termine che si usa solo in giurisprudenza, e, poiché oramai non tutti gli operatori del diritto hanno dietro le spalle studi al liceo classico o scientifico, non lo usano in molti nemmeno lì; figuriamoci nel linguaggio di tutti i giorni!Puoi fare un prova: cerca le occorrenze della parola vulnus nell'archivio delle notizie del <I
        Corriere della sera </I
        o di <I
        Repubblica </I
        , per l'anno precedente al 9 novembre 2011, e per l'anno seguente, e metti i numeri a confronto. Volendo, puoi fare un controllo storico: cerca nell'archivio de <I
        La stampa </I
        tutte le occorrenze della parola vulnus, diciamo, dal 1945 (meglio non esagerare, più si va indietro con gli anni più la ricerca di testo è inaffidabile). Conta quante volte ogni anno viene scritto.
        • FAPFAP scrive:
          Re: Le mode linguistiche
          più vai indietro nel tempo è più troverai parole latine, sia perché il latino era la lingua ufficiale della chiesa, sia perché sino ai primi anni '60 era materia di studio obbligatoria nelle scuole medie.I video d'archivo che ho visto, infatti, erano verosimilmente collocati negli anni 60-70. Gli intervistati - giovani, pionieri del turismo vacanzifero, in piena onda di sviluppo industriale e del benessere - erano molto diversi dai "giovani" che vedo intervistati oggi. Sicuramente più "puliti" (al limite dell'ingenuità), ma ben più dotati di linguistica.
          • Sussi & Biribissi scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: FAPFAP
            più vai indietro nel tempo è più troverai parole
            latine, sia perché il latino era la lingua
            ufficiale della chiesa, sia perché sino ai primi
            anni '60 era materia di studio obbligatoria nelle
            scuole
            medie.Questo è vero.Dopodiché un giornalista da telegiornale serale, pur se colto e istruito, evita di utilizzarlo quando è noto che metà della popolazione non può capirlo. Si tratta di tecniche di comunicazione, e solo di quello.
            I video d'archivo che ho visto, infatti, erano
            verosimilmente collocati negli anni 60-70. Gli
            intervistati - giovani, pionieri del turismo
            vacanzifero, in piena onda di sviluppo
            industriale e del benessere - erano molto diversi
            dai "giovani" che vedo intervistati oggi.
            Sicuramente più "puliti" (al limite
            dell'ingenuità), ma ben più dotati di
            linguistica.La Rai all'epoca aveva anche una missione pedagogica e paternalistica che oggi ha totalmente perduto. Le interviste erano evidentemente selezionate fra quelle meglio riuscite, coi giovani più brillanti e con la migliore parlantina che avevano trovato. All'epoca, in assenza di concorrenza, potevano perdere tempo in queste operazioni, chiamiamole così, "cosmetiche". Io ti posso dire che in alcune trasmissioni d'archivio ho visto interviste con attori che di volta in volta si fingevano muratori, contadini eccetera, tutti semianalfabeti. Parlavano un dialetto troppo aggiustato sull'italiano per essere reali. Probabilmente le interviste le avevano fatte davvero, ma poi, visto che in lingua originale le avrebbero capite in 300, e i sottotitoli all'epoca erano tabù, hanno deciso di ricostruire la scena con attori. Questa era la RAI, signori...
          • panda rossa scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: Sussi & Biribissi
            - Scritto da: FAPFAP


            più vai indietro nel tempo è più troverai
            parole

            latine, sia perché il latino era la lingua

            ufficiale della chiesa, sia perché sino ai
            primi

            anni '60 era materia di studio obbligatoria
            nelle

            scuole

            medie.

            Questo è vero.
            Dopodiché un giornalista da telegiornale serale,
            pur se colto e istruito, evita di utilizzarlo
            quando è noto che metà della popolazione non può
            capirlo. Si tratta di tecniche di comunicazione,
            e solo di quello.La piu' grande, famosa ed indiscussa detentrice di tecniche di comunicazione e di convincimento degli ultimi 2000 anni e' la chiesa cattolica, che ha usato il latino per dir messa fino a 50 anni fa, quando molta piu' della meta' della popolazione non capiva niente.Quindi il motivo per cui il giornalista non ne fa uso non e' perche' altrimenti non si capisce (come se si capisse se usasse l'italiano!) ma per propria ignoranza.

            I video d'archivo che ho visto, infatti,
            erano

            verosimilmente collocati negli anni 60-70.
            Gli

            intervistati - giovani, pionieri del turismo

            vacanzifero, in piena onda di sviluppo

            industriale e del benessere - erano molto
            diversi

            dai "giovani" che vedo intervistati oggi.

            Sicuramente più "puliti" (al limite

            dell'ingenuità), ma ben più dotati di

            linguistica.

            La Rai all'epoca aveva anche una missione
            pedagogica e paternalistica che oggi ha
            totalmente perduto.Ai tempi non c'era mediaset.
            Le interviste erano
            evidentemente selezionate fra quelle meglio
            riuscite, coi giovani più brillanti e con la
            migliore parlantina che avevano trovato.
            All'epoca, in assenza di concorrenza, potevano
            perdere tempo in queste operazioni, chiamiamole
            così, "cosmetiche".La concorrenza dovrebbe innalzare la qualita', non appiattire.Secondo me i motivi sono altri.
            Io ti posso dire che in alcune trasmissioni
            d'archivio ho visto interviste con attori che di
            volta in volta si fingevano muratori, contadini
            eccetera, tutti semianalfabeti. Parlavano un
            dialetto troppo aggiustato sull'italiano per
            essere reali. Probabilmente le interviste le
            avevano fatte davvero, ma poi, visto che in
            lingua originale le avrebbero capite in 300, e i
            sottotitoli all'epoca erano tabù, hanno deciso di
            ricostruire la scena con attori. Questa era la
            RAI, signori... <i
            Viva la Rai, con il suo impero!Viva la Rai, soltanto il vero!Viva la Rai, Coi capoccioni e gli operai. </i
          • tucumcari scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: panda rossa
            La concorrenza dovrebbe innalzare la qualita',
            non
            appiattire.
            Secondo me i motivi sono altri.Ad esempio uno è che un dupolio di fatto non è concorrenza?
          • Leguleio senza avatar scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            Non si fa così. Non sembra nemmeno tucumcari."(rotfl)(rotfl)Scusa sai l'argomento neppure mi interessa e ammetto trattarsi di trollata gratuita!Ma come si fa a resistere quando ti mettono il pallone proprio sul dischetto del rigore?:-D"Ora sì.Ecco servito il tucumcari verace:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3434642&m=3435825#p3435825
          • panda rossa scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: tucumcari
            - Scritto da: panda rossa


            La concorrenza dovrebbe innalzare la qualita',

            non

            appiattire.

            Secondo me i motivi sono altri.
            Ad esempio uno è che un dupolio di fatto non è
            concorrenza?Duopolio?Pensavo che il padrone di entrambe fosse uno solo.
          • tucumcari scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: tucumcari

            - Scritto da: panda rossa




            La concorrenza dovrebbe innalzare la
            qualita',


            non


            appiattire.


            Secondo me i motivi sono altri.

            Ad esempio uno è che un dupolio di fatto non
            è

            concorrenza?

            Duopolio?
            Pensavo che il padrone di entrambe fosse uno solo.No è che io facevo "salvo" l'aspetto "formale"..Quello sostanziale è un altro paio di maniche e sappiamo tutti come è...
          • Sussi & Biribissi scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: panda rossa

            Questo è vero.

            Dopodiché un giornalista da telegiornale
            serale,

            pur se colto e istruito, evita di utilizzarlo

            quando è noto che metà della popolazione non
            può

            capirlo. Si tratta di tecniche di
            comunicazione,

            e solo di quello.

            La piu' grande, famosa ed indiscussa detentrice
            di tecniche di comunicazione e di convincimento
            degli ultimi 2000 anni e' la chiesa cattolica,
            che ha usato il latino per dir messa fino a 50
            anni fa, quando molta piu' della meta' della
            popolazione non capiva
            niente.In alcune occasioni lo usa tuttora. Ma la messa è un rito, che è tale quanto più suona esotica e misteriosa la lingua in cui si svolge. Non è necessario capire cosa dica il sacerdote durante la messa, un cattolico sa cosa deve fare: è indispensabile che si capisca la parte della messa che cambia (quasi) ogni volta, la predica; che infatti era in lingua volgare già molti secoli prima la riforma del Concilio Vaticano II, tranne che nelle occasioni solenni.
            Quindi il motivo per cui il giornalista non ne fa
            uso non e' perche' altrimenti non si capisce
            (come se si capisse se usasse l'italiano!) ma per
            propria
            ignoranza.Ma no, si possono dire le cose in maniera che ci capiscano in 5000 telespettatori, oppure in 8 milioni. E con <I
            vulnus </I
            , Minzolini ha scelto la prima ipotesi. Per puro snobismo, o forse, a essere maligni, perché l'ha sparata così grossa che sarebbe stato preferibile che non tutti capissero. ;-)Ma il giorno dopo i giornali l'hanno tradotto, l'espediente è caduto nel vuoto.

            La Rai all'epoca aveva anche una missione

            pedagogica e paternalistica che oggi ha

            totalmente perduto.

            Ai tempi non c'era mediaset.Non c'erano le tv private. La Rai era monopolista dell'etere. Unica eccezione le tv straniere, ma si ricevevano solo vicino al confine. C'era anche una legge sul "servizio pubblico" che non dico tutti, ma almeno qualcuno cercava anche di applicare. Sparita pure quella.
            La concorrenza dovrebbe innalzare la qualita',
            non
            appiattire.
            Secondo me i motivi sono altri.No, la concorrenza deve abbassare i prezzi. La qualità è una variabile indipendente, ma raramente sale con la discesa dei prezzi. Rimane uguale.
          • panda rossa scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: Sussi & Biribissi
            - Scritto da: panda rossa




            Questo è vero.


            Dopodiché un giornalista da telegiornale

            serale,


            pur se colto e istruito, evita di
            utilizzarlo


            quando è noto che metà della
            popolazione
            non

            può


            capirlo. Si tratta di tecniche di

            comunicazione,


            e solo di quello.



            La piu' grande, famosa ed indiscussa
            detentrice

            di tecniche di comunicazione e di
            convincimento

            degli ultimi 2000 anni e' la chiesa
            cattolica,

            che ha usato il latino per dir messa fino a
            50

            anni fa, quando molta piu' della meta' della

            popolazione non capiva

            niente.

            In alcune occasioni lo usa tuttora. E questo significa che non solo non e' lingua straniera ma neppure lingua morta.
            Ma la messa è
            un rito, che è tale quanto più suona esotica e
            misteriosa la lingua in cui si svolge.E' latino. Non c'e' niente di misterioso nel latino.Certo devi averlo studiato, ma come per tutte le cose, se non le conosci puoi tranquillamente considerarle magia.
            Non è
            necessario capire cosa dica il sacerdote durante
            la messa, un cattolico sa cosa deve fare: è
            indispensabile che si capisca la parte della
            messa che cambia (quasi) ogni volta, la predica;
            che infatti era in lingua volgare già molti
            secoli prima la riforma del Concilio Vaticano II,
            tranne che nelle occasioni solenni.Non sara' necessario, ma e' utile.E' un rito in cui nulla e' lasciato al caso.

            Quindi il motivo per cui il giornalista non
            ne
            fa

            uso non e' perche' altrimenti non si capisce

            (come se si capisse se usasse l'italiano!)
            ma
            per

            propria

            ignoranza.

            Ma no, si possono dire le cose in maniera che ci
            capiscano in 5000 telespettatori, oppure in 8
            milioni. Per esempio dire che "dell'utri e' stato assolto"
            E con <I
            vulnus </I
            ,
            Minzolini ha scelto la prima ipotesi.
            Per puro
            snobismo, o forse, a essere maligni, perché l'ha
            sparata così grossa che sarebbe stato preferibile
            che non tutti capissero.
            ;-)Stiamo sempre parlando dell'episodio di dell'utri, vero?
            Ma il giorno dopo i giornali l'hanno tradotto,
            l'espediente è caduto nel
            vuoto.Dipende da quali giornali.Si fa presto a dire giornali, ma alcuni sono carta igienica, e altri manco buoni per quello.


            La Rai all'epoca aveva anche una
            missione


            pedagogica e paternalistica che oggi ha


            totalmente perduto.



            Ai tempi non c'era mediaset.

            Non c'erano le tv private. La Rai era monopolista
            dell'etere. Unica eccezione le tv straniere, ma
            si ricevevano solo vicino al confine.Mica tanto vicino.Io vedevo telemontecarlo, la svizzera, tele capodistria e per dove tu pensi che io sia, non posso essere vicino a tutti e tre quei confini.
            C'era anche una legge sul "servizio pubblico" che
            non dico tutti, ma almeno qualcuno cercava anche
            di applicare. Sparita pure quella.In compenso ci sono stati dei referendum per privatizzare la rai, spariti pure quelli.

            La concorrenza dovrebbe innalzare la
            qualita',

            non

            appiattire.

            Secondo me i motivi sono altri.

            No, la concorrenza deve abbassare i prezzi. La
            qualità è una variabile indipendente, ma
            raramente sale con la discesa dei prezzi. Rimane
            uguale.Essendo zero il prezzo che si paga per la tv, e gli introiti arrivano solo da pubblicita, la qualita' e' uno dei parametri per attirare telespettatori e quindi vendere meglio gli spazi pubblicitari.C'e' qualcosa che non funziona se i telespettatori aumentano a fronte di trasmissioni di sterco di cammello.
          • Sussi & Biribissi scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: panda rossa

            In alcune occasioni lo usa tuttora.

            E questo significa che non solo non e' lingua
            straniera ma neppure lingua
            morta.Non basta recitare formule a memoria per rendere una lingua viva. Altrimenti sarebbe una lingua viva anche il klingon.In Israele, almeno, sono riusciti a resuscitare una lingua morta da secoli come l'ebraico, un'operazione iniziata alla fine dell'Ottocento. In forma diversa da quella originaria, ma è pur sempre ebraico.

            Ma la messa è

            un rito, che è tale quanto più suona esotica
            e

            misteriosa la lingua in cui si svolge.

            E' latino. Non c'e' niente di misterioso nel
            latino.No, ma per chi non lo conosce e ne subisce il fascino risulta tale. Come mai i presunti medium parlano sanscrito quando vanno in trance, che è una lingua come tante altre, anch'essa estinta? Perché ha il fascino della "lingua madre di tutte le lingue". Fascino immeritato perché basato su un concetto sbagliato, ma non importa.
            Non sara' necessario, ma e' utile.
            E' un rito in cui nulla e' lasciato al caso.È utile che il sacerdote lo sappia. Anche se con quelli più giovani, ordinati in remote regioni del mondo, avrei dei dubbi...Per i fedeli è irrilevante. Tanto le formule sempre quelle sono, e chi dice messa è il sacerdote, lui stabilisce tempi e pause.

            Ma no, si possono dire le cose in maniera
            che
            ci

            capiscano in 5000 telespettatori, oppure in 8

            milioni.

            Per esempio dire che "dell'utri e' stato assolto"Stai cambiando discorso.
            Stiamo sempre parlando dell'episodio di
            dell'utri,
            vero?Del suo editoriale. E basta.

            Non c'erano le tv private. La Rai era
            monopolista

            dell'etere. Unica eccezione le tv straniere,
            ma

            si ricevevano solo vicino al confine.

            Mica tanto vicino.
            Io vedevo telemontecarlo, la svizzera, tele
            capodistria e per dove tu pensi che io sia, non
            posso essere vicino a tutti e tre quei
            confini.Al sud, che io sappia, non si ricevevano.E con l'avvento delle tv locali private il loro segnale si indebolì sempre più.

            C'era anche una legge sul "servizio
            pubblico"
            che

            non dico tutti, ma almeno qualcuno cercava
            anche

            di applicare. Sparita pure quella.
            In compenso ci sono stati dei referendum per
            privatizzare la rai, spariti pure
            quelli.Mavà.Il referendum del 1995, se ti riferisci a quello, venne vinto. Ma si proponeva solo di abrogare due commi di due leggi. Ogni tanto qui su PI dico provocatoriamente di lanciare un referendum per questa o quella cosa, ma é appunto una provocazione; mi farebbe paura la possibilità di privatizzare qualcosa di pubblico (qualsiasi cosa: fosse pure la gestione di una bocciofila) solo con un quesito referendario.La privatizzazione è una faccenda delicata e complessa.
            Essendo zero il prezzo che si paga per la tv, e
            gli introiti arrivano solo da pubblicita, la
            qualita' e' uno dei parametri per attirare
            telespettatori e quindi vendere meglio gli spazi
            pubblicitari.No. Gli spettatori sono incapaci di apprezzare la qualità, quindi guardano ciò che più fa fico in quel momento. Una delle trasmissioni tacciate negli anni ottanta di tv spazzatura era il Maurizio Costanzo show, seguitissima da chi era disposto a fare le ore piccole davanti allo schermo. Ebbene, da un certo punto della sua storia in poi la gente non lo ha più guardato, lo share faceva pena. Dopo una sospensione, hanno anche tentato di rilanciarlo con un solo appuntamento alla settimana, ma non c'è stato nulla da fare. Era spazzatura come prima ma non attirava più: anche la spazzatura passa di moda. :|
            C'e' qualcosa che non funziona se i
            telespettatori aumentano a fronte di trasmissioni
            di sterco di
            cammello.Però aumentano.Rapportarsi alla realtà, prego, non alle utopie.
        • zio bubu scrive:
          Re: Le mode linguistiche
          - Scritto da: Sussi & Biribissi[...]
          Puoi fare un prova: cerca le occorrenze della
          parola vulnus nell'archivio delle notizie del
          <I
          Corriere della sera </I
          o di
          <I
          Repubblica </I
          , per l'anno
          precedente al 9 novembre 2011, e per l'anno
          seguente, e metti i numeri a confronto....tana per leguleio...
    • panda rossa scrive:
      Re: Le mode linguistiche
      - Scritto da: Sussi & Biribissi
      Curiosità per latinisti: le parole straniere in
      italiano sono invariabili, e quindi "uno dei
      vulnus" va benissimo, a livello di grammatica.Solo che il latino non e' una lingua straniera, a meno di non sostenere che Roma sia una citta' straniera.Puoi dire che sia una lingua morta, ma non certo straniera.
      Se
      però qualcuno volesse parlare forbito per
      ostentare cultura, potrebbe scrivere "Uno dei
      <I
      vulnera </I
      ". Il plurale è quello.
      :-)Naturalmente chi pretende di coniugare al plurale una parola latina e poi sbaglia...
      • Sussi & Biribissi scrive:
        Re: Le mode linguistiche
        - Scritto da: panda rossa

        Curiosità per latinisti: le parole straniere
        in

        italiano sono invariabili, e quindi "uno dei

        vulnus" va benissimo, a livello di
        grammatica.

        Solo che il latino non e' una lingua straniera, a
        meno di non sostenere che Roma sia una citta'
        straniera.
        Puoi dire che sia una lingua morta, ma non certo
        straniera.Segue la regola delle lingue straniere. E per fortuna, perché altrimenti dovremmo scrivere "i phyla" (nella tassonomia), "i monitores", le "condiciones sine quibus non".Tutto invariabile, e passa la paura! :-D
        • panda rossa scrive:
          Re: Le mode linguistiche
          - Scritto da: Sussi & Biribissi
          - Scritto da: panda rossa




          Curiosità per latinisti: le parole
          straniere

          in


          italiano sono invariabili, e quindi
          "uno
          dei


          vulnus" va benissimo, a livello di

          grammatica.



          Solo che il latino non e' una lingua
          straniera,
          a

          meno di non sostenere che Roma sia una citta'

          straniera.

          Puoi dire che sia una lingua morta, ma non
          certo

          straniera.

          Segue la regola delle lingue straniere.Ma non e' lingua straniera.
          E per
          fortuna, perché altrimenti dovremmo scrivere "i
          phyla" (nella tassonomia), E la wiki dice proprio phyla.https://it.wikipedia.org/wiki/Phylum
          "i monitores", No. Monitor per come la usiamo in ambito informatico, e' parola inglese.Che poi gli inglesi abbiano preso una parola latina non cambia l'etimologia.Da noi "monitor" e' inglese e come tale invariante, come tutti gli altri termini inglesi di informatica.
          le
          "condiciones sine quibus non".Mai sentita, ma indubbiamente corretta.Anche se io preferisco usare la scrittura " <i
          conditio </i
          " e quindi " <i
          conditiones </i
          "
          Tutto invariabile, e passa la paura! :-DC'e' da aver paura solo dell'ignoranza, non certo della cultura.
          • Sussi & Biribissi scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: panda rossa

            Segue la regola delle lingue straniere.

            Ma non e' lingua straniera.Lo so da me che è una lingua morta, progenitrice dell'italiano. La regola non si cura di queste sottigliezze.

            "i monitores",

            No. Monitor per come la usiamo in ambito
            informatico, e' parola
            inglese.
            Che poi gli inglesi abbiano preso una parola
            latina non cambia
            l'etimologia.Insomma, prima di scrivere un plurale dovremmo fare queste considerazioni complicatissime. :-( Va' là, Panda Rossa, a te piace complicare le cose che, una volta tanto, sono semplici, come il plurale della parole non italiane.

            Tutto invariabile, e passa la paura! :-D

            C'e' da aver paura solo dell'ignoranza, non certo
            della
            cultura.E ogni tanto essere pragmatici, e ammettere senza vergogna che il latino non lo padroneggia più nessuno. In Italia, ma all'estero è uguale.C'è stata un'epoca in cui quell'1 % scarso della popolazione che sapeva leggere e scrivere, che era alfabetizzato, sapeva anche il latino. Per forza di cose: l'insegnamento era impartito in latino, prevalentemente o esclusivamente.Ora quell'epoca è passata. Per sempre.
          • panda rossa scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: Sussi & Biribissi
            - Scritto da: panda rossa



            Segue la regola delle lingue straniere.



            Ma non e' lingua straniera.

            Lo so da me che è una lingua morta, progenitrice
            dell'italiano. La regola non si cura di queste
            sottigliezze.La regola no. Ma io si.Il latino non e' una lingua straniera.Se vuoi insistere a rimarcare la tua ignoranza, ne hai facolta'.


            "i monitores",



            No. Monitor per come la usiamo in ambito

            informatico, e' parola

            inglese.

            Che poi gli inglesi abbiano preso una parola

            latina non cambia

            l'etimologia.

            Insomma, prima di scrivere un plurale dovremmo
            fare queste considerazioni complicatissime. :-(L'esame di maturita' lo hai fatto al cepu o ad un suo concorrente piu' economico?Raccontaci.
            Va' là, Panda Rossa, a te piace complicare le
            cose che, una volta tanto, sono semplici, come il
            plurale della parole non italiane. <i
            Rem tene, verba sequentur! </i



            Tutto invariabile, e passa la paura! :-D



            C'e' da aver paura solo dell'ignoranza, non
            certo

            della

            cultura.

            E ogni tanto essere pragmatici, e ammettere senza
            vergogna che il latino non lo padroneggia più
            nessuno. <i
            Noli tu quaedam referenti credere semper: exigua est tribuenda fides, qui multa locuntur </i
            (M. P. Cato)
            In Italia, ma all'estero è
            uguale.La Citta' del Vaticano e' a tutti gli effetti un paese estero.E tu stai sostenendo che non lo padroneggia nessuno cola'?
            C'è stata un'epoca in cui quell'1 % scarso della
            popolazione che sapeva leggere e scrivere, che
            era alfabetizzato, sapeva anche il latino. Per
            forza di cose: l'insegnamento era impartito in
            latino, prevalentemente o
            esclusivamente.
            Ora quell'epoca è passata. Per sempre.Mi dici la marca della tua sfera di cristallo?Che la mia parla di corsi e ricorsi storici.C'e' stato un periodo in cui la lingua globale era il greco, poi venne il latino, poi lo spagnolo, poi il francese, poi il tedesco, adesso l'inglese, domani forse il cinese, dopodomani chissa'.
          • Sussi & Biribissi scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: panda rossa

            Lo so da me che è una lingua morta,
            progenitrice

            dell'italiano. La regola non si cura di
            queste

            sottigliezze.

            La regola no. Ma io si.
            Il latino non e' una lingua straniera.
            Se vuoi insistere a rimarcare la tua ignoranza,
            ne hai
            facolta'.Non fai bella figura a sottolineare la presunta ignoranza degli altri. Sottolinei solo la tua. E non mi far parlare dei precedenti, che è meglio.
            L'esame di maturita' lo hai fatto al cepu o ad un
            suo concorrente piu'
            economico?
            Raccontaci.A una scuola statale. E il latino lo sapevo.Ma questo non ha attinenza con le assurde complicazioni che vorresti introdurre nella formazione del plurale, solo per il gusto di farlo.

            Va' là, Panda Rossa, a te piace complicare le

            cose che, una volta tanto, sono semplici,
            come
            il

            plurale della parole non italiane.

            <i
            Rem tene, verba sequentur! </i
            Non c'entra nulla.

            E ogni tanto essere pragmatici, e ammettere
            senza

            vergogna che il latino non lo padroneggia più

            nessuno.

            <i
            Noli tu quaedam referenti credere
            semper: exigua est tribuenda fides, qui multa
            locuntur </i
            (M. P.
            Cato)No: la citazione è dai <I
            Disticha Catonis </I
            , una raccolta di proverbi probabilmente del III secolo, attribuita inizialmente a Marco Porcio Catone ma evidentemente erronea, visto che cita anche Lucano e Virgilio, due autori posteriori. Marco Porcio Catone vive tra il 234 circa e il 149 a.C.E la forma in latino classico è <I
            loquuntur </I
            , non <I
            locuntur </I
            , che è latino medioevale.Chi parlava di ignoranza?

            In Italia, ma all'estero è

            uguale.

            La Citta' del Vaticano e' a tutti gli effetti un
            paese
            estero.
            E tu stai sostenendo che non lo padroneggia
            nessuno
            cola'?Certo che sì. Lo sanno scrivere, più o meno, ma nessuno lo usa per comunicare. La lingua ufficiale di Città del vaticano è l'italiano. Rimane il latino per la Santa Sede, che è un ente separato. Ma anche in quell'ambito, dubito che le conversazioni interpersonali si svolgano in latino: l'inglese, e altre lingue moderne come lo spagnolo e l'italiano lo hanno soppiantato da decenni.
            Mi dici la marca della tua sfera di cristallo?
            Che la mia parla di corsi e ricorsi storici.La realtà.Ma tu sogna, sogna pure a occhi aperti. Tanto di figuracce qui ne hai fatte a milioni.
            C'e' stato un periodo in cui la lingua globale
            era il greco, No. Hai studiato la storia sui bignamini.Il greco era una lingua veicolare in buona parte del vicino oriente, oltre che ovviamente in Grecia, ma come superficie complessiva quest'area era piuttosto esigua, se confrontata alla totalità dell'impero romano.
            poi venne il latino, Non era globale. Comprendeva solo la parte centromeridionale dell'Europa e il Nordafrica. In teoria era lingua ufficiale anche nel vicino oriente, ma non si impose mai realmente, il greco godeva di maggior prestigio.
            poi lo
            spagnolo, La spagnolo era lingua ufficiale nei domini della Spagna. Mai stati globali.
            poi il francese, Sì, nel Settecento! E basta.
            poi il tedesco, In alto Adige, in effetti. :-D
            adesso
            l'inglese, domani forse il cinese, dopodomani
            chissa'."Per cortesia, tornate al latino come lingua veicolare. Scrivete tutti i manuali tecnici in quella lingua, e convertite la terminologia di internet, e non solo quella, in latino. Per far contento Panda Rossa, non per me". :|
          • panda rossa scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: Sussi & Biribissi
            - Scritto da: panda rossa


            Lo so da me che è una lingua morta,

            progenitrice


            dell'italiano. La regola non si cura di

            queste


            sottigliezze.



            La regola no. Ma io si.

            Il latino non e' una lingua straniera.

            Se vuoi insistere a rimarcare la tua
            ignoranza,

            ne hai

            facolta'.

            Non fai bella figura a sottolineare la presunta
            ignoranza degli altri. Sottolinei solo la tua. E
            non mi far parlare dei precedenti, che è
            meglio.Perche' no?Parliamone.Siamo in un forum.

            L'esame di maturita' lo hai fatto al cepu o
            ad
            un

            suo concorrente piu'

            economico?

            Raccontaci.

            A una scuola statale. Ok, ma dopo, quando ti hanno bocciato per la terza volta?
            E il latino lo sapevo.Io lo so ancora.
            Ma questo non ha attinenza con le assurde
            complicazioni che vorresti introdurre nella
            formazione del plurale, solo per il gusto di
            farlo.Non c'e' nulla di assurdo.Se fai citazioni latine, che prevedono il plurale, usi il plurale.Se non lo fai, sbagli.


            Va' là, Panda Rossa, a te piace
            complicare
            le


            cose che, una volta tanto, sono
            semplici,

            come

            il


            plurale della parole non italiane.



            <i
            Rem tene, verba sequentur!
            </i


            Non c'entra nulla.Come no. <i
            Verba </i
            e' al plurale.


            E ogni tanto essere pragmatici, e
            ammettere

            senza


            vergogna che il latino non lo
            padroneggia
            più


            nessuno.



            <i
            Noli tu quaedam referenti credere

            semper: exigua est tribuenda fides, qui multa

            locuntur </i
            (M. P.

            Cato)

            No: la citazione è dai <I
            Disticha
            Catonis </I
            , una raccolta di proverbi
            probabilmente del III secolo, attribuita
            inizialmente a Marco Porcio Catone ma
            evidentemente erronea, visto che cita anche
            Lucano e Virgilio, due autori posteriori. Marco
            Porcio Catone vive tra il 234 circa e il 149
            a.C.
            E la forma in latino classico è <I

            loquuntur </I
            , non <I
            locuntur
            </I
            , che è latino
            medioevale.
            Chi parlava di ignoranza?Qui non si tratta di ignoranza, ma di pignoleria.


            In Italia, ma all'estero è


            uguale.



            La Citta' del Vaticano e' a tutti gli
            effetti
            un

            paese

            estero.

            E tu stai sostenendo che non lo padroneggia

            nessuno

            cola'?

            Certo che sì. Lo sanno scrivere, più o meno, ma
            nessuno lo usa per comunicare.

            La lingua ufficiale di Città del vaticano è
            l'italiano. Hanno appena tenuto un conclave.Non credo proprio che abbiano usato l'italiano.
            Rimane il latino per la Santa Sede,
            che è un ente separato. E' stato estero, non ente separato.
            Ma anche in quell'ambito,
            dubito che le conversazioni interpersonali si
            svolgano in latino: l'inglese, e altre lingue
            moderne come lo spagnolo e l'italiano lo hanno
            soppiantato da decenni.Parleranno in una lingua comprensibile ad entrambi gli interlocutori.Siamo entrambi d'accordo che il latino sia conosciuto da tutti i cardinali?Siamo altrettanto d'accordo a sostenere che forse qualche cardinale che non conosca altrettanto bene l'inglese o il francese o lo spagnolo o l'italiano ci sia?

            Mi dici la marca della tua sfera di
            cristallo?

            Che la mia parla di corsi e ricorsi storici.

            La realtà.
            Ma tu sogna, sogna pure a occhi aperti. Tanto di
            figuracce qui ne hai fatte a milioni.Una inezia se confrontate con le perle di saggezza che ho donato.

            C'e' stato un periodo in cui la lingua
            globale

            era il greco,

            No. Hai studiato la storia sui bignamini.
            Il greco era una lingua veicolare in buona parte
            del vicino oriente, oltre che ovviamente in
            Grecia, ma come superficie complessiva quest'area
            era piuttosto esigua, se confrontata alla
            totalità dell'impero
            romano.Guarda, proprio perche' sei tu, ti cito la treccani perche' so che della wiki non ti fidi.http://www.treccani.it/enciclopedia/ellenismo/Saresti cosi' gentile da riportare qui a beneficio di tutti la prima riga del paragrafo 2.1 che a me non funziona piu' il copia/incolla ?

            poi venne il latino,

            Non era globale. Comprendeva solo la parte
            centromeridionale dell'Europa e il Nordafrica.Praticamente tutto il mondo civilizzato dell'epoca.Scusa se e' poco.
            In
            teoria era lingua ufficiale anche nel vicino
            oriente, ma non si impose mai realmente, il greco
            godeva di maggior
            prestigio.Ma come? Se poco sopra avevi appena detto che il greco non veniva usato.

            poi lo

            spagnolo,

            La spagnolo era lingua ufficiale nei domini della
            Spagna. Mai stati globali.Solo un piccolo regno sul quale non tramontava mai il sole.Poca roba, hai ragione.

            poi il francese,

            Sì, nel Settecento! E basta.Ci hanno scritto una Enciclopedia, una dichiarazione dei diritti dell'uomo, e poca altra robetta trascurabile che ha dato origine alla democrazia moderna.Niente di che.

            poi il tedesco,

            In alto Adige, in effetti. :-DSi, ma quella e' solo la punta di un iceberg capovolto, che comprendeva sia l'impero austroungarico che il regno di prussia.Una robetta che va dal Reno fino alla Vistola e che comprende gran parte della valle del Danubio.Senza contare il Lombardo-Veneto.

            adesso

            l'inglese, domani forse il cinese, dopodomani

            chissa'.

            "Per cortesia, tornate al latino come lingua
            veicolare. Scrivete tutti i manuali tecnici in
            quella lingua, e convertite la terminologia di
            internet, e non solo quella, in latino. Per far
            contento Panda Rossa, non per me".
            :|Dove ho mai detto che bisogna scrivere i manuali tecnici in latino?Io ho solo detto che piuttosto che sbagliare i plurali in latino fai piu' bella figura a startene zitto, invece di accampare improbabili scuse.
          • Leguleio senza avatar scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: panda rossa
            Ok, ma dopo, quando ti hanno bocciato per la
            terza
            volta?Spero che sorridere della battuta sia facoltativo, signor AUX.

            E il latino lo sapevo.
            Io lo so ancora.Non sembra proprio. Citare frasi fatte non significa saperlo. Tradurre una frase di una certa complessità senza errori, sì.
            Se fai citazioni latine, che prevedono il
            plurale, usi il
            plurale.
            Se non lo fai, sbagli.Adesso vado a prendere lezioni di italiano da Panda Rossa. (rotfl)Impara dai dizionari italiani e dagli scrittori italiani: è meglio. Scoprirai un mondo nel quale nessuno scrive <I
            condiciones sine quibus non </I
            .

            Non c'entra nulla.

            Come no. <i
            Verba </i
            e' al
            plurale.La frase latina non c'entra nulla. È un consiglio generale agli scrittori.

            No: la citazione è dai <I
            Disticha

            Catonis </I
            , una raccolta di proverbi

            probabilmente del III secolo, attribuita

            inizialmente a Marco Porcio Catone ma

            evidentemente erronea, visto che cita anche

            Lucano e Virgilio, due autori posteriori.
            Marco

            Porcio Catone vive tra il 234 circa e il 149

            a.C.

            E la forma in latino classico è <I


            loquuntur </I
            , non <I

            locuntur

            </I
            , che è latino

            medioevale.

            Chi parlava di ignoranza?

            Qui non si tratta di ignoranza, ma di pignoleria.Scambiare Marco Porcio Catone con il compilatore dei <I
            Disticha Catonis </I
            , evidentemente un omonimo, è solo questione di pignoleria. Si commenta da solo.

            Certo che sì. Lo sanno scrivere, più o meno,
            ma

            nessuno lo usa per comunicare.



            La lingua ufficiale di Città del vaticano è

            l'italiano.

            Hanno appena tenuto un conclave.
            Non credo proprio che abbiano usato l'italiano.Il conclave si fa ogni morte di papa. Correggo: ogni abdicazione.Parliamo della lingua quotidiana, grazie.

            Rimane il latino per la Santa Sede,

            che è un ente separato.

            E' stato estero, non ente separato.Lo Stato è Città del vaticano.Anche se la Santa Sede si occupa della ambasciate all'estero, anzi, delle nunziature apostoliche, il territorio dello Stato si chiama Città del Vaticano. E, a parte la trovata folcloristica del bancomat in latino, non mi risultano segnali di sosta vietata a Città del vaticano scritti in latino, o indicazioni stradali in latino. L'Osservatore Romano è in italiano da quando esiste.
            Parleranno in una lingua comprensibile ad
            entrambi gli
            interlocutori.Esatto. E oramai il latino nessuno è in grado di padroneggiarlo al punto da affrontare una conversazione.
            Siamo entrambi d'accordo che il latino sia
            conosciuto da tutti i
            cardinali?Conosciuto sì. Usato per scopi pratici no.
            Siamo altrettanto d'accordo a sostenere che forse
            qualche cardinale che non conosca altrettanto
            bene l'inglese o il francese o lo spagnolo o
            l'italiano ci
            sia?Nel 2013 non più.Le lingue straniere le studiano anche loro, servono per mille cose. E francamente, trovare un insegnante di latino abbastanza valido da fare conversazione per i sacerdoti ordinati nello Sri lanka o a Timor Est mi pare un impresa ardua anche per la Chiesa.
            Guarda, proprio perche' sei tu, ti cito la
            treccani perche' so che della wiki non ti
            fidi.
            http://www.treccani.it/enciclopedia/ellenismo/Perché tu credi che grazie all'ellenismo si parlasse greco in tutte le zone conquistate?Che una lingua di conquista avrebbe spodestato la lingua dell'impero achemenide, il persiano, parlato tuttora in una forma moderna, e l'antico egizio, parlato fino al XVII secolo in una forma semplificata, cioè il copto?Si impose laddove la dominazione della classe dirigente greca durò più a lungo, e solo lì.
            Saresti cosi' gentile da riportare qui a
            beneficio di tutti la prima riga del paragrafo
            2.1 che a me non funziona piu' il copia/incolla
            ?Fuori tema: parla di cultura, non di lingua.


            poi venne il latino,



            Non era globale. Comprendeva solo la parte

            centromeridionale dell'Europa e il
            Nordafrica.

            Praticamente tutto il mondo civilizzato
            dell'epoca.
            Scusa se e' poco.Globale significa un'altra cosa. Confondi le due cose.Anche nel periodo di massima espansione dell'impero mongolo era compreso tutto il mondo civilizzato di allora. :-)Sai, quando uno vuol far coincidere il proprio ombelico col centro del mondo, certi giochetti vengono da soli.

            In

            teoria era lingua ufficiale anche nel vicino

            oriente, ma non si impose mai realmente, il
            greco

            godeva di maggior

            prestigio.

            Ma come?
            Se poco sopra avevi appena detto che il greco non
            veniva
            usato.Leggi bene: non veniva usato fuori dal vicino oriente. In Persia e in Mesopotamia non penetrò mai, e solo parzialmente in Egitto.
            Solo un piccolo regno sul quale non tramontava
            mai il
            sole.Di nuovo, storia imparata sui bignamini,Lo slogan attribuito a Carlo V dell'impero su cui non tramontava mai il sole è semplicemente sbagliato. In Asia, in Australia e Oceania, nell'Europa orientale e nell'Africa orientale la Spagna non possedeva nulla. Guarda la cartina:http://img.docstoccdn.com/thumb/orig/120861259.pngNon vi fu mai una contiguità territoriale che giustificasse lo slogan, nemmeno in seguito.
            Poca roba, hai ragione.Per essere globale sì, pochissima.Ma c'è gente che si accontenta di essere globale da Ponte Chiasso a Lampedusa. Un globo in miniatura. ;-)
            Ci hanno scritto una Enciclopedia, una
            dichiarazione dei diritti dell'uomo, e poca altra
            robetta trascurabile che ha dato origine alla
            democrazia
            moderna.
            Niente di che.Durato troppo poco per avere influenza sul resto del mondo. E la democrazia moderna è nata prima in Gran Bretagna, nel Seicento.
            Una robetta che va dal Reno fino alla Vistola e
            che comprende gran parte della valle del
            Danubio.
            Senza contare il Lombardo-Veneto.Dove non si parlava tedesco, e dove il dominio durò meno di 100 anni.Del resto l'impero austroungarico era fieramente multilingue.
            Io ho solo detto che piuttosto che sbagliare i
            plurali in latino fai piu' bella figura a
            startene zitto, invece di accampare improbabili
            scuseAllora parla per te e per il tuo <I
            locuntur </I
            .Io i plurali in latino li so. Ma so anche che non ha senso usarli, a parte per chi vuol fare lo snob, perché l'italiano conosce anche i sostantivi invariabili. Ci si intende benissimo anche se le poche parole non italiane solo solo al singolare. I <I
            vulnera </I
            vanno bene in testi in cui si parla di cultura classica, nessuno lo scriverebbe mai in un testo italiano di altro argomento.
          • saverio_ve scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            1) Sei leguleio, sussi e ribissi o cos'altro? che è successo, non ci si registra per esser più liberi di insultare?2)Io non ho fatto il liceo e il latino non lo so (e un po' me ne dispiaccio), quindi evito di usarlo. Ma so che chi lo usa lo deve fare correttamente, coniugandolo e usando i plurali. E tu che sei un pignolo mi meraviglia che stia contestando Panda Rossa in una delle poche occasioni in cui ha detto una cosa condivisibile.Ha perfettamente ragione quando dice che non si tratta di una lingua straniera, l'uso del latino viene fatto per sfoggiare una cultura classica... Ma se uno la cultura classica non ce l'ha, eviti tale sfoggio.L'alternativa c'è, non usarlo! come faccio io :)
          • panda rossa scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: saverio_ve
            1) Sei leguleio, sussi e ribissi o cos'altro? che
            è successo, non ci si registra per esser più
            liberi di
            insultare?Sempre lui.E' una personalita' multipla schizofrenica.Nostro compito e' tenerlo qui impegnato a scrivere per evitare che compia gesti inconsulti.
            2)Io non ho fatto il liceo e il latino non lo so
            (e un po' me ne dispiaccio), quindi evito di
            usarlo. Ma so che chi lo usa lo deve fare
            correttamente, coniugandolo e usando i plurali. E proprio questo stiamo dicendo.Chi ha potuto o dovuto studiare il latino e' moralmente tenuto a tramandarlo alle generazioni future.Fa parte del patrimonio culturale dell'umanita'.
            E
            tu che sei un pignolo mi meraviglia che stia
            contestando Panda Rossa in una delle poche
            occasioni in cui ha detto una cosa
            condivisibile.Grazie.Poche? (newbie) ... :'(
            Ha perfettamente ragione quando dice che non si
            tratta di una lingua straniera, l'uso del latino
            viene fatto per sfoggiare una cultura classica...
            Ma se uno la cultura classica non ce l'ha, eviti
            tale sfoggio.E' un po' come i burini che sfoggiano la loro ignoranza girando in suv, con rolex d'oro su un polso e iphone nell'altra mano...
            L'alternativa c'è, non usarlo! come faccio io :)
          • saverio_ve scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: panda rossa
            E' un po' come i burini che sfoggiano la loro
            ignoranza girando in suv, con rolex d'oro su un
            polso e iphone nell'altra
            mano...rigorosamente nell'altra mano... altrimenti non funziona ;)
        • chaos a scrive:
          Re: Le mode linguistiche
          - Scritto da: Sussi & Biribissi
          Segue la regola delle lingue straniere. E per
          fortuna, perché altrimenti dovremmo scrivere "i
          phyla" (nella tassonomia), "i monitores", le
          "condiciones sine quibus non".dimentichi "i curricula"...
          • saverio_ve scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: chaos a
            - Scritto da: Sussi & Biribissi


            Segue la regola delle lingue straniere. E per

            fortuna, perché altrimenti dovremmo scrivere
            "i

            phyla" (nella tassonomia), "i monitores", le

            "condiciones sine quibus non".

            dimentichi "i curricula"...infatti ti assicuro che in ambito ricerca del personale si usa scrupolosamente "i curricula"!
          • panda rossa scrive:
            Re: Le mode linguistiche
            - Scritto da: saverio_ve
            - Scritto da: chaos a

            - Scritto da: Sussi & Biribissi




            Segue la regola delle lingue straniere.
            E
            per


            fortuna, perché altrimenti dovremmo
            scrivere

            "i


            phyla" (nella tassonomia), "i
            monitores",
            le


            "condiciones sine quibus non".



            dimentichi "i curricula"...

            infatti ti assicuro che in ambito ricerca del
            personale si usa scrupolosamente "i
            curricula"!Ci sarebbe anche "referenda"Un po' meno "fora" plurale di "forum" visto che l'uso di forum (come questo qui che stiamo usando, per intenderci) e' un latinismo che abbiamo ripreso dall'inglese e quindi parola inglese a tutti gli effetti.
    • so chi sei scrive:
      Re: Le mode linguistiche
      Non basta cambiare un nick se nel contempo si lasciano tracce di DNA tali da far la felicità di qualsiasi biologo.
    • tucumcari scrive:
      Re: Le mode linguistiche
      - Scritto da: Sussi & Biribissi
      suoi affari... Che 'ntipatia, 'sti meme del
      piffero!
      :@Ma pure che 'ntipatia 'sti docenti della domenica....
    • so chi sei scrive:
      Re: Le mode linguistiche
      Non basta cambiare un nick se nel contempo si lasciano tracce di DNA tali da far la felicità di qualsiasi biologo.
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: Le mode linguistiche
      contenuto non disponibile
    • so chi sei scrive:
      Re: Le mode linguistiche
      Non basta cambiare un nick se nel contempo si lasciano tracce di DNA tali da far la felicità di qualsiasi biologo.
  • Matteo scrive:
    L'importanza che spesso non si merita
    Europea magari in maiuscolo, magari, eh
    • no problem scrive:
      Re: L'importanza che spesso non si merita
      - Scritto da: Matteo
      Europea magari in maiuscolo, magari, ehnon e' necessario che europea sia in maiuscolo e francamente manco se lo merita
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