Cassandra Crossing/ Emarginati Social

di M. Calamari - Comunicare senza i media sociali può scuotere chi i media sociali li vive senza pensieri? Un balzo in un futuro possibile. Un anacoreta votato al martirio bianco. O un vigilante deviato

Roma – Qualche giorno fa, dopo aver avvertito l’ennesimo conoscente della pericolosità di Facebook, e nel mentre aspettavo una risposta via mail che non giungeva, forse perché intrappolata da un antispam, forse perché l’interessato se ne fregava, ho avuto un flash, un momento di inversione percettiva. No, non di introspezione, mi sono visto “dal di fuori”.
Anzi, di più, mi sono visto qualche anno nel futuro. “Un” futuro possibile, il destino, si sa, non è fissato. Ma un futuro realistico, anche se disegnato in modo caricaturale.

Ho visto un vecchio eremita, combattivo ma avvizzito, che dall’alto del suo eremo in cima alla montagna tuonava verso la città scintillante in lontananza. Laggiù tutti gli altri vivevano una vita diversa, forse più spensierata, magari anche migliore, certamente più luccicante.
Da così lontano però i particolari non si distinguevano, così l’eremita non poteva esserne sicuro.
Vedeva solo poche persone, che di quando in quando si avvicinavano. Chi per deriderlo, chi per portargli un fagotto di cibarie. Essere diversi talvolta rende la vita interessante, spesso la rende difficile.

Ma cosa c’erà davvero laggiù?
La Città Del Sole? Il Paese dei Balocchi? Franceville? Stahlstadt?
O forse Sodoma, poco prima della pioggia di fuoco e zolfo dal cielo?

Gli occhi del vecchio non gli consentivano ormai di vedere bene, i suoi occhiali erano vecchi, rigati e tenuti insieme col nastro adesivo, ed il suo rifiuto di usare strumenti moderni gli impediva di vedere più chiaramente. Così egli non seppe mai se aveva avuto ragione o no.
Soprattutto non seppe mai se fare qualcosa di diverso, non scegliere un eremitaggio, gli avrebbe consentito di fare di più e meglio.

Il flash si è esaurito qui…

Porsi fuori da certi processi di comunicazione come le comunità sociali, che sono processi perversi, certo, ma che purtuttavia sono grandi e maggioritari, per contrastarli tramite l’uso di sistemi di comunicazione più vecchi (siti, blog, mail, voce) è vantaggioso per la Causa? E per il suo adepto? È un dubbio che ho avuto fin dall’inizio, o almeno fino a quando non ho messo a fuoco che il Grande Fratello, come si dice anche del Demonio, sta nei dettagli, nelle nostre azioni più piccole e naturali.

Usare le comunità sociali come mezzo di comunicazione per mettere in guardia contro le comunità sociali stesse potrebbe funzionare? Certo, esse sono un megafono immenso, più forte di dieci proposte di legge, di cento Big Brother Award, di mille convegni e dibattiti.
Sembra bello, sembra poter funzionare. Ma percuotendolo con una nocca suona fesso.

Stando almeno a quello che credo di aver imparato, a scuola ed ancor più fuori di essa, non può funzionare. Non semplicemente perché chi lo facesse sarebbe come un cercatore di attenzione dilettante in mezzo ad una folla di professionisti. Soprattutto perché distruggerebbe la logica di una posizione, una linearità ed una coerenza di comportamento, farebbe insomma tacere per sempre quella voce interna che ti dice che stai facendo “la cosa giusta nel modo giusto”.

Così in pochi secondi mi sono ripetuto un concetto che avevo già esposto a tanti: non si può entrare in una comunità sociale e non riceverne immediatamente grossi danni (certo, solo dal punto di vista della privacy) per se stessi e per gli altri.
Ci sono in azione forze sociali, economiche e politiche che lo rendono inevitabile, “naturale” come il flusso dell’entropia, la tendenza naturale al maggior disordine.

Ed una scelta difficile e certo poco popolare come questa è un’espressione di quel continuo tentativo che alcune persone fanno di creare il proprio angolo di ordine in mezzo al disordine. L’angolo si può chiamare in tanti modi. Diritto civile, Spazio di Libertà, un Mondo migliore per Sofia.
Ma per poter avere successo in questo, anche solo un piccolo successo, bisogna essere come Rorschach .

“Nessun compromesso!”
“La gente deve sapere”

Un grazie ad Alan Moore e David Gibbons per avermi prestato le parole per un buon finale.

Marco Calamari

Lo Slog (Static Blog) di Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo

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  • Aleph72 scrive:
    1500 intervistati?
    Ma dico io, un campione di 1500 persone su una popolazione di circa 369 MILIONI di abitanti (60M UK e 309M USA circa, fonte Wikipedia), è attendibile?Lo chiedo davvero, perché a me sembra una inezia, anche se poi (come in questo articolo) si parla del 45% dei cittadini britannici e americani e non del 45% del campione...
    • kaiserxol scrive:
      Re: 1500 intervistati?
      L'ho pensato anche io, per me non è attendibile come dato, spero che lameno abbiano cotrollato che usassero questi servizi... :-D
      • Uno a caso scrive:
        Re: 1500 intervistati?
        Tutte le statistiche, come anche quelle del Prof. Renato Mannheimer, sono sempre effettuate su un campione limitato che però, in base ad alcuni criteri, viene considerato rappresentativo.
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