Cassandra Crossing/ Freenet, lezione di guida 2

di Marco Calamari - Ecco come procedere passo passo all'installazione di Freenet, cosa aspettarsi durante la procedura e quali scelte e opzioni attivare. Così si scende (o si sale?) nelle darknet

Roma – Nella prima lezione su Freenet abbiamo descritto, prevalentemente a beneficio dei neofiti, le caratteristiche dell’ultima versione di Freenet, la 0.7, sottolineando la recentissima introduzione della funzionalità Opennet , che ne rende l’uso elementare. La questione merita due parole di spiegazione. Opennet nel gergo Freenet significa che il nodo si collega ad un insieme di nodi predefinito, presente nei file di installazione, e successivamente accetta connessioni da qualunque nodo ne faccia richiesta.

Questo era il modello di sicurezza di Freenet 0.5, mentre Freenet 0.7 nasce con abilitato un diverso modo di funzionamento Darknet , che prevede la possibilità di collegarsi solo a quei nodi i cui descrittori (contenenti certificati digitali) vengono caricati a mano dall’operatore del nodo. Questo permette la creazione di sottoreti Freenet chiuse e separate tra loro (Darknet, appunto) ma rende macchinoso lo startup di un nodo. In compenso la modalità Darknet aumenta molto la sicurezza nel caso di scambi tra gruppi chiusi di utenti.

È chiaro da quanto detto che per una diffusione (meglio sarebbe parlare di ri-diffusione) di Freenet la modalità Opennet è indispensabile, e che ci si attende da questa un grande aumento dei nodi funzionanti.

Oggi installeremo un nodo in modalità Opennet, analizzando passo passo le opzioni di installazione. Per “par condicio”, avendo svolto la lezione precedente in ambiente Windows, sono “costretto” a proporvi oggi quella Freenet in ambiente Linux. in ogni caso qui sono disponibili dettagliate istruzioni per tutti gli ambienti.

L’installazione di Freenet sotto Linux prevede, come prerequisito, di avere una versione recente di Java installata; più precisamente serve una versione JRE (Java Runtime Environment) versione 1.5, ma si suggerisce di usare direttamente la 6.0; non è necessario installare la versione di sviluppo od enterprise di Java, che consumano molto più spazio inutilmente.

Vi suggerisco anche di scaricare ed installare Java partendo non dalla home del sito ma da questo link , che è più veloce.

L’installazione di Freenet è identica su tutte le versioni, avendo un installer scritto integralmente in Java, come lo è Freenet stessa, e quindi perfettamente cross-platform. È divisa in due fasi; la prima fase è l’installazione vera e propria, per cui è necessario scaricare un installer di rete (ed essere ovviamente connessi) da qui e lanciarlo (in caso di dubbi consultate questa pagina ).

Figura 1
Figura 1

Vi si presenta un installer (Figura 1) dall’aspetto professionale, anche se graficamente non familiare per chi usa Windows, perché usa delle librerie grafiche tipo “Motif” tipiche delle applicazione Java.

Figura 2 Selezionate la lingua italiana e cliccate su OK; vi si presenterà la schermata di informazioni (qui a lato), cliccando su “prossimo” apparirà quella (Figura 3) della licenza GNU che prontamente accetterete selezionando l’opzione apposita e cliccando su “prossimo”, ed infine la scelta del percorso di installazione (Figura 4).

Figura
Figura

La schermata successiva per la scelta delle opzioni merita qualche spiegazione in più (Figura 5, qui sotto); la versione 0.7 di Freenet include sia una struttura a plugin con alcuni plugin “benedetti” dal Progetto Freenet stesso, sia alcune applicazioni esterne un tempo da installarsi a parte ed ora invece incluse nella distribuzione. Il tempo che questo fa risparmiare è veramente notevole; si aggiunga che il tutto è mantenuto da un sistema di aggiornamento automatico (eventualmente disabilitabile).

Figura

Le applicazioni ed i plugin forniti sono importanti, e quindi lasciamo le opzioni (tutte attivate) come stanno e con riconoscenza clicchiamo su “prossimo”; verremo deliziati da una schermata di progresso dei download e da una serie di log del processo di installazione.

Figura
Figura

La prima fase di installazione termina con la schermata di creazione dell’eventuale shortcut e con quella di fine installazione (qui sotto).

Figura
Figura

La seconda fase, cioè la configurazione del server, parte in automatico; l’installer lancia un’istanza del vostro browser di default che mostra la schermata di Figura 10 (qui sotto); scorrendola fino alla fine troviamo il link “Get started with Freenet” che ci affretteremo a cliccare.

Figura
Figura

La schermata successiva (Figura 12) offre la possibilità di settare tutto a mano oppure di lanciare un wizard; clicchiamo ovviamente sul link “Click here to continue” che ci permetterà di configurare gli aspetti principali.

Figura
Figura 12

La prima schermata del wizard (Figura 13) ci permette di scegliere se connettersi alla sola Darknet od anche alla Opennet. Scegliere la Opennet fa funzionare Freenet 0.7 in maniera simile a quella della precedente versione 0.5, cioè il vostro nodo si connetterà con tutti i nodi a sua conoscenza ed accetterà connessioni da qualunque nodo la richieda.

Figura

Configurare la Darknet richiederebbe alcuni passi non immediati quindi per ora ci collegheremo alla Opennet selezionando la option “Yes” e cliccando su “Continue”.
La schermata successiva (Figura 14) permette di scegliere un nome per il nostro nodo; inseriamone uno e passiamo alla schermata successiva cliccando su “Continue”; qui (figura 15) possiamo scegliere la larghezza di banda (è il valore massimo che verrà utilizzato, quello medio sarà inferiore) che il nodo potrà utilizzare; selezioniamo per ora il valore minimo e clicchiamo su “Continue” per scegliere la dimensione del datastore del nostro nodo, cioè la quantità di spazio disco che potrà essere utilizzata per memorizzare una parte dei contenuti di Freenet.

Figura
Figura 14
Figura
Figura 15

Un ulteriore click su “Continue” ci porterà alla schermata finale (Figura 16) della seconda fase di installazione.

Figura
Figura 16

Cliccando sul link (Figura 17) in fondo alla pagina ci collegheremo infine con Fproxy (Figura 18), ovvero con l’interfaccia Web di Freenet.

Figura
Figura

Il modo più elementare di utilizzare Freenet è proprio attraverso Fproxy, che è un piccolo server web in ascolto all’indirizzo http://127.0.0.1:8888 (si trova sulla vostra macchina, ovviamente) ed accedere così a quella parte di contenuti Freenet costituiti di siti web anonimi che si trovano in Freenet, detti “freesite”.
La homepage del proxy potrebbe richiedere diversi minuti al suo primo caricamento; Freenet è lenta, fateci l’abitudine!

La homepage di Fproxy ha una serie di link a pagine che dettagliano vari aspetti del funzionamento del nodo e che permettono di configurarlo ed eseguire altre operazioni. Ma per terminare degnamente questa puntata sarà sufficiente concentrarsi sui link grafici nella parte bassa della schermata. Questi sono link ad alcuni freesite importanti; i primi 5 sono degli indici di Freenet. Freenet non ha una funzione di ricerca, e quindi per accedere a informazioni di cui non si conosca l’indirizzo si devono usare appositi indici, che sono freesite contenenti raccolte categorizzate di link, ottenuti sia manualmente che tramite appositi programmi.

Questa puntata superillustrata volge alla fine, anche se moltissimo altro rimane da dire e sarà per qualche puntata l’argomento favorito della nostra rubrica. Chi volesse anticiparsi puo’ utilizzare l’ottima documentazione (ahimé quasi tutta in inglese) reperibile sul sito del Progetto Freenet.

Ripetiamo una raccomandazione. Alcuni contenuti di Freenet, come d’altra parte anche di Internet, possono essere controversi o addirittura illegali in certe giurisdizioni. Sono quindi assolutamente da evitare, come qualunque navigatore avveduto della Rete sa perfettamente.

E per oggi è davvero tutto. Chi volesse contattarmi sul tema può usare l’indirizzo marco@freenetproject.org od utilizzare la mail list italiana su Freenet iscrivendosi qui

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo

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  • MegaJock scrive:
    Chissenefrega
    Digg è una fogna popolata da undicenni che passano il loro (troppo) tempo libero a berciare di cose che non capiscono tirandosi cacca addosso gli uni con gli altri come scimmie allo zoo.Vada al diavolo Digg e tutti i suoi utenti cerebrolesi. Ma ci siete mai stati? E' tutto un "WTF shut up bitch fuck fuck fuck shito shito frito dorito".
    • Popolo alla riscossa scrive:
      Re: Chissenefrega
      - Scritto da: MegaJock
      Digg è una fogna popolata da undicenni che
      passano il loro (troppo) tempo libero a berciare
      di cose che non capiscono tirandosi cacca addosso
      gli uni con gli altri come scimmie allo
      zoo.
      Youtube e Digg hanno i commenti migliori del mondo, dopo di loro viene solo punto-informatico.
  • Nome e cognome scrive:
    troppi link
    18 link in un articolo sono un po' troppi.A parte questo propongo di affidare il tavolo delle riforme costituzionali a Kevin Rose.
    • CSOE scrive:
      Re: troppi link

      18 link in un articolo sono un po' troppi.Ora c'è anche quello a cui danno fastidio troppi link ! Non li cliccare, che noia ti danno ?
      • alfonso scrive:
        Re: troppi link
        - Scritto da: CSOE

        18 link in un articolo sono un po' troppi.

        Ora c'è anche quello a cui danno fastidio troppi
        link ! Non li cliccare, che noia ti danno
        ?Ora c'è anche quello a cui danno noia i commenti di chi fa notare che scrivere un articolo con 300 link non è proprio una gran pensata
    • beh scrive:
      Re: troppi link
      piu' sono e meglio e'. la rete e' fatta di link...
      • alfonso scrive:
        Re: troppi link
        - Scritto da: beh
        piu' sono e meglio e'. la rete e' fatta di link...Ma non farmi ridere per favore, più sono meglio è...allora mettiamone 1 milione e hanno scritto l'articolo perfetto per te.Quella di mettere tanti link era una moda che c'era 10 anni fa. Poi si è capito che l'abuso è deleterio, come in tutte le cose e si è arginato il fenomeno.Su slashdot quanto un articolo contiene troppi link parte subito il cazziatone, ma quello in confronto a questo è un signor sito (anche lì pieno di troll, ma dicevo appunto in confronto a questo sembra frequentato da premi nobel...).
        • Luca Schiavoni scrive:
          Re: troppi link
          - Scritto da: alfonso
          - Scritto da: beh

          piu' sono e meglio e'. la rete e' fatta di
          link...

          Ma non farmi ridere per favore, più sono meglio
          è...allora mettiamone 1 milione e hanno scritto
          l'articolo perfetto per
          te.alfonso, qual'e' il problema stanotte? ;)o sono troppo pochi o son troppi sti linkMa sono utili, si o no?chi legge la news - io ad esempio - ho tante strade per approfondire la cosa se mi interessa, o per capirci qualcosa se non ne so niente. E mi sembra una notizia abbastanza complessa, in diretta relazione con tante cose recenti avvenute. forse tutti i link in fondo lookkavano meglioma l'ipertesto che da una dozzina d'anni fa la differenza tra PI ed un giornale cartaceo ndo la mettiamo ? ;)
          Quella di mettere tanti link era una moda che
          c'era 10 anni fa. una moda ? ;) tipo la minigonna? quando servono servono IMHOse non servono non si mettono. se ne servono 18 se ne mettono 18, se ne serve uno uno. la quantita' e' proporzionale alla complessita' della notizia.Non c'e' una dose consigliata, senno' sai che barba5 link, massimo 6 dopo i pasti.e non uno di meno eh!boh! ;)
          • Il Detrattore scrive:
            Re: troppi link
            senza offesa ma io lavoro nell'editoria e ti assicuro che i links di norma NON si usano proprio se non in fondo all'articolo come referenza.in un intero articolo ci possono stare 2-3 links al massimo, ad esempio nel caso il soggetto dell'articolo sia un sito web o un servizio web.metterne a decine gratuitamente come fate voi dimostra solo che non siete capaci di scrivere un articolo decentemente, che e' poi la differenza piu' palese tra un giornalista serio e i bloggers.ci sono delle regole di scrittura e vanno rispettate, gli articoli di PI sono chiaramente roba amatoriale, anche per questo motivo.tutti i maggiori giornali online italiani e stranieri provano ampiamente che non c'e' alcun bisogno di link.che Schiavoni supporti l'opposta teoria la dice lunga sulla qualita' della missione editoriale di PI.Il Detrattore, Pechino
          • Auto Revole (giudice in prima linea) scrive:
            Re: troppi link
            Concordo pienamente con gdffdg (bel nick!) e con LucaS.I link si mettono se servono, chi non li mette spesso come diceva gdffdg ha paura che il lettore conosca altri siti e possa trovare di meglio.I blogger invece mettono link che puntano ai tag del loro blog per aumentare le loro pagine visitate e tenere il lettore il più possibile sul blog.Riguardo al paragone con i quotidiani online, la materia trattata qua sopra si presta molto più a linkare fonti esterne, per approfondire un fatto che magari nasce da moltissimi e distantissimi eventi
          • FOFO scrive:
            Re: troppi link
            - Scritto da: Auto Revole (giudice in prima linea)
            Concordo pienamente con gdffdg (bel nick!) e con
            LucaS.

            I link si mettono se servono, chi non li mette
            spesso come diceva gdffdg ha paura che il lettore
            conosca altri siti e possa trovare di
            meglio.Da come ne parli tu sembra che qui si discuta se mettere o no un paio di link alla fonte. Invece il discorso è un altro. E' una questione di stile.
          • Luca Schiavoni scrive:
            Re: troppi link
            - Scritto da: FOFO
            - Scritto da: Auto Revole (giudice in prima linea)

            Concordo pienamente con gdffdg (bel nick!) e con

            LucaS.



            I link si mettono se servono, chi non li mette

            spesso come diceva gdffdg ha paura che il
            lettore

            conosca altri siti e possa trovare di

            meglio.

            Da come ne parli tu sembra che qui si discuta se
            mettere o no un paio di link alla fonte. Invece
            il discorso è un altro. E' una questione di
            stile.Stile corriere.ithttp://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_gennaio_23/marte_foto_statua_298bcf1e-c997-11dc-97c6-0003ba99c667.shtml(e' un ipertesto, certo se uno trova le news copiaincolla da reuters e ansa purtroppo tante testate non li completano con link)stile slashdothttp://yro.slashdot.org/tanti ipertesti, ovunque. E' il Web, aostile wiredhttp://www.wired.com/science/discoveries/news/2008/01/connectomics?currentPage=1se non ho contato male ci sono circa 18 link anche in questa prima news, di oggi (interessantissima) su WiredLe regole e le convenzioni della Stampa tradizionale possono anche evolversi in meglio. Ma e' successo da circa 15 anni eh ;) Se pensi che solo PI ne ha piu di dodici, ed ha sempre - ovviamente - usato ipertestima tra Alfonso e Il Detrattore (*) non ho ben capito cosa in fondo volevano sostenere, d'altronde anche per postare qui hanno cliccato su dei link. Magari tra qualche anno scoprono persino l'utilità dell'ipertesto, quando arriverà il web 3.0 ;)LucaSps - su PI, fra l'altro, ogni parola di ogni news e' cliccabile (doppioclic, e Wikipedia spiega la parola)ps2 - e comunque quel nick (detrattore) automaticamente, ahime', da il giusto peso (e torto) alle sue parole tanto sicure, forse ironiche ;) detrattore e' chi usa la calunnia per danneggiare (con false accuse) la reputazione di altri, dice il DeMauro :) Ma gia' abbiamo avuto modo, su argomenti come le censure cinesi, di conoscere questo lavoratore dell'editoria senza link. Un giornalista serio, sicuramente. Come io spero di non essere e diventare mai, visto che l'italia e' al 50esimo posto per la libertà d'informazione, nel mondo. E poi scrive da Pechino, un paese libero. beato lui :|-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 25 gennaio 2008 15.50-----------------------------------------------------------
          • Il Detrattore scrive:
            Re: troppi link
            Schiavoni, non hai ovviamente mai scritto una pubblicazione accademica o un articolo scientifico.come fate voi e' roba da blogger, hai voglia di dare a noi dei vecchi che non stanno al passo coi tempi...siete voi che non sapete scrivere, non l'opposto.il fatto che menzioni Wikipedia poi la dice lunga...ed e' inutile che linki il Korriere o il China Daily.prendi pure i maggiori giornali mondiali e noterai che NON hanno un SOLO link dentro gli articoli.quelli piu' onesti metteranno le fonti in fondo all'articolo.questo e' lo standard, siete voi che al contrario prendete i bloggers per standard, ma questo e' solo d'altronde un sintomo della decadenza italiota e occidentale e non vorrei anadare fuori dal tema (o "offtopic" come dite voi campagnoli che usate le buzzwords anglofone come il latinorum di Don Abbondio).ci vuole tanto ad ammettere che siete in torto ?o semplicemente ammettere che PI e' gratuito e questo offre il convento ?o tu e i tuoi compagni di merende vi credete davvero Giornalisti ? no perche' io lavoro nell'editoria e articoli come i vostri vengono cestinati senza neanche starci su a pensare, ve lo dico per pura pietas cristiana.Il Detrattore,Pechino
          • Luca Schiavoni scrive:
            Re: troppi link
            - Scritto da: Il Detrattore
            Schiavoni, non hai ovviamente mai scritto una
            pubblicazione accademica o un articolo
            scientifico.sei sicuro che serva davvero per recensire freeware da 15 anni? vediamo cosa scrive uno che pubblica le due cose di cui sopra per parlare di Firefox. ;)ma facciamo a capirci: se i tuoi messaggi sono ironici ok, mi ci faccio due sorrisi. Ma se parli sul serio il tuo nick e' paradossale, visto che detrattore ha un significato ben preciso. se sei un detrattore dici il falso, ma lo ammetti tu stesso eh, non e' un mio giudizio. un detrattore che dice "avete torto" e' paradossale, visto che e' come se dicesse l'esatto contrario. se un detrattore dice "e' stato lui!" vuol dire che sta inventando, e calunniando. Scusa se te lo spiego, ma ho l'impressione che non conosci bene certe parole di questa terra rovinata dai blog e dai link negli ipertesti.
            come fate voi e' roba da blogger, hai voglia di
            dare a noi dei vecchi che non stanno al passo coi
            tempi...i blog sono venuti dopo degli ipertesti.Capisco che non ti piacciono, neanche a me molto. ma generalizzare e' una cosa che chi scrive pubblicazioni accademiche e' abbastanza intelligente da non faretoh!, non le ho scritte, ma non generalizzo.Voi, noi, i vecchi, voi blogger. ?
            siete voi che non sapete scrivere, non l'opposto.
            il fatto che menzioni Wikipedia poi la dice
            lunga...brutto eh quando scopri che persino le persone comuni possono creare contenuti anche senza una laurea in scienze della comunicazioneitalia chiama pechino: la stampa non puo' essere sottoposta ad autorizzazioni e censure.
            prendi pure i maggiori giornali mondiali e
            noterai che NON hanno un SOLO link dentro gli
            articoli.certo, copiaincollano dai contenuti cartaceie poi sono davvero un esempio?per me l'esempio del web E' il webcome fai a confrontare Word con una macchina da scrivere? Se per te sono la stessa cosa capisco come fai a parlare di democrazia in cina.
            questo e' lo standard, siete voi che al contrario
            prendete i bloggers per standard,sbagli, ancoraPI , e l'ipertesto, esistono da prima dei blog.Ma il blog cosa e' se non un pezzo del web? E' proprio quello che non digerisci, prova con la cocacola. solo d'altronde un sintomo della decadenza
            italiota e occidentale e non vorrei anadare fuori
            dal tema (o "offtopic" come dite voi campagnoli
            che usate le buzzwords anglofone come il
            latinorum di Don
            Abbondio).ma si.decadenza dell'italiano e delle lingue nel web, ma scopri l'acqua calda.
            ci vuole tanto ad ammettere che siete in torto ?ma di cosa? che noi, voi, i vecchi, l ipertesto e' roba da blogger?!? :D
            o semplicemente ammettere che PI e' gratuito e
            questo offre il convento
            ?:D il WEB e' gratuito, e tanti ipertesti da ben prima che nascessero i tuoi tanto odiati blog (ma che t'hanno fatto? AAAAh gia' in cina a volte li chiudono, sara' l aria)
            o tu e i tuoi compagni di merende vi credete
            davvero Giornalisti ?io NON sono giornalista, e se mi dico giornalista, in italia, costituirebbe persino un reatooh mio dio, comprendoora non mi parlerai mai piu'.e non mi leggerai mai piu'.un lettore perso, tra le censure ed autocensure cinesi.salamLucaSps - modifico il messaggio per sottolineare che non mi leggi con attenzione. l ho gia' scritto che non sono giornalista. Ah, e me ne vanto eh.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 gennaio 2008 00.24----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 gennaio 2008 00.36----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 26 gennaio 2008 00.39-----------------------------------------------------------
          • Il Detrattore scrive:
            Re: troppi link
            Att : Schiavoniabbiamo chiaramente due visioni contrastanti.rimango pero' perplesso che tu veda nel Web unasorta di "microcosmo" dove le buone regoledi scrittura non abbiano valore.a prescindere dalla tua discutibile analisi, l'ipertesto, come il Web in generis, non hamai imposto a nessuno di scrivere in stile"blog" : chi e' capace di scrivere si limitaa scrivere come dio comanda, gli altri (vedasimolti blog anche famosi) credono di avere lalicenza di sgrammaticare e di usare neologisminoti solo alla ristretta cerchia di chi perdetempo nella "blogosfera".c'e' un motivo ben preciso se quasi tutti i giornaliseri usano il font Georgia per i titoli e non un Helvetica o (dio ce ne scampi !) un Verdana.capisco che come dici tu tutto cio' non e' richiesto per recensire freewares su un giornaleonline gratuito, ma lasciami dire che scrivere beneo almeno decentemente non costa molto di piu'che "ammastellare" (scusa il neologismo) articolettiripieni di links sperando che coprano la carenza di contenuti (senza fare nomi mi vengono in mentegli scritti della vostra tua collega DeBaggis...)no, i miei messaggi sono seri, qui non c'e' nienteda ridere, c'e' da piangere : se PI e' seriamenteuno dei primi 3 siti piu' letti in italia di informaticabisogna arrendersi all'evidenza che la decadenza italiotae' veramente vicino al toccare il fondo del barile.ieri ho letto per la prima volta un articolo decente,quello sull'EeePC.questi sono articoli che vale la pena di seguire,e che in quel caso giustamente linkano a destra e a mancavisto anche il soggetto in questione.purtroppo sono casi rari, rarissimi, e ora che moltetestate cartacee stanno fallendo ci resteranno soloPI e poco altro.PI, essendo letta da un grosso numero di lettori,ha, o almeno dovrebbe, rendersi conto di avere ancheun dovere educativo : se non altro in primis scrivere in correttoitaliano ed evitare inutili gerghi anglofoni, perche'tra un po' finiremo col trovarci frasi scritte in grafia SMS, le faccine ("smilies") e tutto il restodel repertorio caro alle plebe dei blog.non sto calunniando, sto accusando.perche' voi che ne siate consci o meno contribuitealla disalfabetizzazione dei vostri (gia' ben poco alfabetizzati,a giudicare dai commenti) lettori.non e' un problema del chi e' nato prima,se il blog o l'ipertesto o la lingua italiana,ma solo che non si puo' scrivere come si mangia,e chi vi legge specie se giovane e malleabile ne verra' inquinato e plagiato.c'e' gente che ormai agli esami per fare il magistratoscrive "cmq" "x" (al posto di "per") e altri slangacquisiti dall'assuefazione agli SMS, a Facebook, e aMySpace.cosa vogliamo fare ? contribuire al declino in un ottica"tanto peggio tanto meglio" ?non e' neppure un problema di avere lauree in scienzedell'informazione o meno (non e' certo il mio caso) :tu difendi la liberta' di espressione e parola, ma ti sei mai chiesto se questa liberta' a lungo andarenon abbia effetti nocivi ?c'e' molta gente che per esempio prende Wikipediacome fosse una vera enciclopedia dove ogni articolopassa per vari livelli di peer-review.e siccome lo fanno tutti, viene ormai percepita comefonte attendibile anziche' per quello che realmentee' : una fonte del tutto anonima dove chiunque puo'vandalizzare o scrivere dati campati in aria perpura goliardia o peggio per motivi politici.dimmi tu se questa e' una conquista sociale.e quanti a casa non hanno un solo libro ma come unica sorgente di informazione "usano google" ?magari convinti che se qualcosa su google non c'e'vuol dire che non esiste, con buona pace di bibliotechee librerie che ancora "insistono" con libri cartaceiquando i piu' venduti sono le barzellette di Tottie altre hits da tazza del cesso che la gente riponevicino a Topolino, Chi, e Novella 2000.tu dici che l'esempio e' il Web ma come sai megliodi me il Web ha contribuito enormemente a imbarbarirequel poco di buono che era rimasto.guarda solo la home page di Korriere e Repubblica :notizie politica in alto, tette e culi in tutto il resto, perche' evidentemente e ovviamente sonoquelle le news piu' lette (sesso, gossip, tragedie, cronaca nera)e per forza che difendo Pechino : qui queste cosenon succedono, o meglio, succedono ma il governointerviene e (con le parole di Hu Jintao) "armonizza" il problema.di recente hanno vietato spots TV con tette e culi, orahanno chiuso piu' di 40.000 siti porno ed erotici.tu la chiami censura, io la chiamo regolamentazione.se uno vuole trombare qui non deve andare molto lontano,fidati.meglio il sesso vero che quello virtuale che tu difendi,o vogliamo una societa' alla merce' del mercato e degli speculatori e di droga, sesso, e perversioni di ogni tipo ?perche' queste sono le conseguenze del mercato "libero"di cui parli, dalla pornografia su internet agli articolisgrammaticati, ai neo-avvocati che scrivono "cmq" e "x" e "nn"fino a trans, pornostar, e punkabbestia in parlamento,tutto tollerato e anzi incoraggiato.tu la chiami liberta', io la chiamo barbarie, perche'altro non e'.concludo : che tu sia giornalista o meno e' secondario.se hai almeno fatto le scuole medie ci si aspetta chescrivi in italiano e non in italiese, che tu sappiaargomentare un soggetto senza doverlo linkare, chese scrivi qualcosa abbia un inizio, uno svolgimentoe una conclusione.non mi sembra di chiedere troppo.ma coi tempi che corrono c'e' piu' di qualcunoche mi ha bollato con aggettivi buoni per i dinosauri.Saluti dal lontano e misterioso oriente,Il Detrattore
          • II tempo scrive:
            Re: troppi link
            Standing ovation!
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