Cassazione: lo splitty è illegale

La Suprema Corte si pronuncia sulla liceità della vendita degli apparati per la visione "multipla" di programmi satellitari protetti. Annullando e ribaltando completamente le precedenti decisioni di merito

Roma – I dispositivi “splitter” (o “splitty”) sono illegali, illegale è la loro vendita e l’utente che voglia fruire delle trasmissioni satellitari cifrate su più televisori deve accendere tanti abbonamenti quanti sono necessari. La nuova sentenza della Corte di Cassazione in materia di hi-tech ed elettronica di consumo arriva a pochi giorni da quella sui modchip per console , ribadendo lo stesso principio secondo cui il controllo dei dispositivi è di esclusiva pertinenza di produttori e fornitori di servizi e gli utenti non hanno alcun diritto “garantito” di sfruttarli a loro vantaggio oltre le specifiche consentite. Anche se hanno già pagato il dovuto.

La vicenda parte con la denuncia, da parte di Sky, di alcuni rivenditori online di splitter per decoder satellitari. Uno splitter serve a replicare il segnale di un abbonamento alla pay-tv di Murdoch su più decoder: il primo decoder è quello deputato a decriptare le trasmissioni protette mentre gli altri si limitano a ricevere il segnale decodificato e a visualizzarlo sulla TV.

Un tipo di pratica assolutamente legittima , avevano in precedenza deciso la corte di primo e secondo grado. Chiamata in causa dal ricorso di Sky, la Corte di Appello di Trento si era spinta sino a dichiarare che “il fatto non sussiste” perché lo splitter non è “un autonomo sistema di decrittazione, né un espugnatore di segnali codificati, né un duplicatore di schede originali, né un sistema idoneo a permettere la visione di ciò che non sarebbe stato visibile”.

L’ultimo giudizio di merito sulla vicenda aveva stabilito che l’uso dello splitty/splitter era lecito e rappresentava persino un vantaggio per Sky, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la sentenza precedente annullando l’assoluzione e rimandando la questione a un nuovo processo. Per la Suprema Corte lo splitter è idoneo “a replicare illegalmente le credenziali contenute all’interno della smart card inserita nell’unità principale e, di conseguenza, a consentire illegalmente a più decoder, privi di autonoma smart card, di ottenere le credenziali di accesso per la decodifica del segnale satellitare”.

Le offerte di Sky includono da anni la cosiddetta “multivision”, formula pensata appunto per facilitare la sottoscrizioni di più abbonamenti a prezzo ridotto in caso di fruizione su più apparecchi televisivi. E lo splitter, ha stabilito la Corte, impatta in maniera diretta e negativa sulla succitata offerta commerciale dell’emittente satellitare.

Alfonso Maruccia

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