Censurati.it: così tradiscono Antonio Russo

Il sito pubblica un articolo-scandalo contro la consegna da parte di Ciampi di una pergamena commemorativa di Antonio Russo proprio alla FNSI, il sindacato dei giornalisti per anni combattuto dal celebre reporter ucciso in Cecenia


Roma – Lui, Antonio Russo, è stato ucciso in Cecenia per aver fatto troppo bene il suo mestiere di reporter di Radio Radicale e qui in Italia è stato commemorato, lo scorso 11 aprile, al premio di giornalismo di Saint-Vincent, con una gaffe clamorosa che ha suscitato indignazione e che è stata ripresa in grande evidenza da Censurati.it .

Il “fattaccio” è stata la consegna nelle mani di Lorenzo del Boca, membro del sindacato dei giornalisti FNSI, da parte del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, di una pergamena “alla memoria” di Antonio Russo. Il quale Russo, questo il clamoroso paradosso, per anni si è battuto non solo contro il sindacato ma anche contro l’Ordine dei giornalisti al quale non era iscritto: non a caso era vicepresidente della FLIP , Free-lance international press.

La pergamena finita nelle mani di coloro ai quali Russo non riconosceva il ruolo che da tempo si auto-attribuiscono, secondo Censurati.it si traduce “nell’ennesimo tentativo di sottacere il pensiero del nostro collega e nell’ennesimo silenzio stampa nei nostri confronti: se Antonio fosse in vita riderebbe dell’accaduto”.

Di certo interessanti le parole di del Boca come riportate da Censurati.it: “Meno male, signor Presidente, che almeno una volta all’anno abbiamo occasione di presentare i nostri gioielli e abbiamo occasione di godere della sua considerazione. Lei li vedrà ad uno ad uno e riconoscerà in loro i rappresentanti di una categoria che merita di essere valorizzata. Solo uno non risponderà all’appello, perché non c’è più, si chiama Antonio Russo, e siccome non risponderà dirò io due cose: la prima che Antonio Russo non ha mai considerato il giornalismo né un mestiere né una professione ma una missione e la professione, qualche volta, l’ha ripagato con neghittosità, considerandolo ora un passante, ora un abusivo”.

“Neanche una telefonata – conclude sconsolatamente Censurati.it – al presidente dei giornalisti free lance per ritirare il premio di Antonio. Il nostro caro amico non è stato considerato dall’ordine quando era vivo, così come non lo è stato da morto”.

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