CES2010/ Questo è l'anno di Microsoft

Ne è convinto il CEO Steve Ballmer, che nel keynote che inaugura lo show di Las Vegas non perde occasione per magnificare il lavoro svolto nel 2009. E per il 2010 promette ancora di più

Las Vegas – È un Ballmer ottimista quello che si presenta al pubblico del CES di Las Vegas per il suo consueto keynote di apertura: un Ballmer che non perde occasione per ironizzare sui suoi tormentoni, dal più recente “Bing Bing Bing” al più tradizionale “developers developers developers”, ma che soprattutto ci tiene a precisare che il 2009, nonostante la crisi e i tagli, è stato un anno in qualche modo positivo per Microsoft e per l’industria IT in generale. E tutto grazie all’attenzione di tutti rivolta al futuro, piuttosto che al passato.

il tablet hp mostrato da Ballmer al CES Il quadro mostrato da Ballmer è un quadro in profonda evoluzione: il pezzo forte di tutta la presentazione sono senz’altro i prototipi dei tablet (o, come li chiama il CEO di Microsoft, “slate computer” – rifacendosi a quell’iSlate by Apple di cui si fa tanto parlare) e l’annuncio che Project Natal sarà disponibile per le vacanze natalizie del 2010 . Come dire, dopo la mezza rivoluzione dei netbook, si prepara per il settore un anno di profondi cambiamenti sul piano dei form factor dei PC e delle interfacce: ironia della sorte, sono entrambi progetti che nel corso della sua leadership Bill Gates aveva profondamente sostenuto, e che solo oggi dopo anni dal suo ritiro dalle scene trovano compimento.

In ogni caso, Ballmer è ottimista: snocciola alcune cifre su Xbox e Windows Seven, ma senza entrare troppo nel dettaglio. Il nuovo sistema operativo consumer, in particolare, sembra essere riuscito a dare una sferzata decisiva al settore, tanto da riuscire a ribaltare le fosche previsioni Gartner che volevano le vendite in calo di un paio di punti percentuali nei 12 mesi appena trascorsi: con una iniezione di fiducia, e un raddoppio delle vendite al lancio e durante le festività, anche il 2009 della crisi si è chiuso in positivo. E per il 2010 la stessa Gartner prevede una crescita a doppia cifra: l’annunciato accordo con HP per fornire Bing e MSN come search engine e portale di default su tutti i computer venduti appare dunque come una scommessa sull’iniezione di fiducia che questa crescita potrà offrire anche alle attività online di Redmond.

Steve Ballmer sul palco al CES 2010

Proprio Bing e MSN, infatti, sono gli argomenti apparentemente più trascurati da Ballmer: si fa un gran parlare di esperienza utente migliorata con Seven, dell’ecosistema “quasi senza limiti” costruito attorno al sistema operativo a finestre più venduto al mondo, e i prototipi tablet di HP, Archos e Pegatron mostrati al pubblico sono la dimostrazione della versatilità dell’OS stesso. Ma non bisogna farsi trarre in inganno: BigG, dal canto suo, sta aggiungendo silenziosamente una nuova freccia al suo arco, puntando sempre di più anche al ruolo di fornitrice (o mediatrice) di contenuti . Ed è anche per questo che Xbox e MediaRoom 2.0 ricevono tanta attenzione nel corso della conferenza.

Numeri Microsoft non ne fornisce, ma è evidente (e ovvio) il tentativo di valorizzare al massimo i contenuti e i brand di cui ha il controllo: Bing è sostenuto come motore decisionale e ne vengono esaltati i risultati in termini di crescita sul mercato, Halo è la testa di ponte di un’offerta gaming piuttosto ricca che spazierà dall’arcade (grazie alla nuova sezione GameRoom di Xbox Live) ai generi più moderni (c’è pure un nuovo franchise definito “thriller psicologico”, un videogame a puntate intitolato Alan Wake), e il connubio tra Xbox e Zune HD punta a diventare una piattaforma competitiva per la vendita e il noleggio di contenuti , forniti tra gli altri da Netflix, Canal+ e BskyB.

L’interfaccia Natal, nelle intenzioni di Microsoft, dovrebbe chiaramente unire e convogliare l’interesse del pubblico sulla propria offerta: niente più telecomandi o joystick, ma un semplice movimento della mano per mandare in esecuzione il film, fermarlo, per giocare o per fare qualunque altra cosa prima o poi finirà dentro la Xbox. Al centro dell’intrattenimento domestico , è questa la scommessa consumer di Redmond, ci è finita la console videoludica : alla Xbox manca ancora il Bluray della PS3, ma è evidente che Microsoft punti piuttosto allo streaming e alle offerte realizzate in collaborazione con operatori locali (citata la statunitense AT&T) per fornire servizi di video on demand e payTV somministrati tramite il proprio hardware e software.

Dieci anni fa – e sono parole di Alex Payne, ovvero il capo della divisione Windows e Online EMEA di BigM – Microsoft pensava a se stessa come un’azienda votata al mondo Enterprise: oggi il quadro è cambiato, a Redmond pensano di dover fare e poter fare di più nel mondo consumer , e per questo stanno lavorando. Per scrollarsi di dosso il paragone con Apple vengono snocciolati i principi di personalizzazione e “socializzazione” dell’esperienza fornita ai consumatori: un approccio concretizzato già, a detta dell’azienda, nella produzione di Seven e nel design di Bing, con l’obiettivo di “garantire la migliore esperienza possibile”, dimenticando almeno per il momento il problema della leadership.

Nel concreto, nel 2010 ci saranno un po’ di novità che a Redmond sperano siano comunque in grado di restituirle la leadership: a febbraio, ormai sembra quasi scontato, al World Mobile Congress di Barcellona dovrebbe fare il suo debutto Windows Mobile Phone 7 , nel quale si ripongono le speranze di riuscire ad arginare l’ondata Android e iPhone. Poi sarà il turno di Bing finalmente aggiornato anche in Europa, nel Vecchio Continente potrebbe fare il suo debutto anche Zune , ci sarà Office 2010 (per i quali hanno cominciato a circolare i primi prezzi), verranno commercializzati i nuovi tablet (forniti di ebook reader e Windows 7) e infine a Natale arriverà Natal.

il palco del keynote del CES 2010

Certo non mancano le sfide, e oggi come oggi Microsoft è forse una delle poche aziende al mondo capace di sostenere investimenti in tanti settori diversi, tutti contemporaneamente. Nel complesso, si coglie anche un cambio di strategia di comunicazione in quel di Redmond: profilo più basso, meno ammiccamenti e il tentativo di mostrare concretezza e lucidità . C’è anche una sorta di ritorno alle origini: “Il PC resta il dispositivo più smart sul mercato” sentenzia Ballmer. Una definizione che probabilmente a Bill Gates sarebbe piaciuta.

Luca Annunziata

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  • be_rio scrive:
    fantascienza
    per fare una cosa del genere in modo serio bisognerebbe modificare i protocolli di routing e praticamente aggiungere ad ogni pacchetto il codice IBAN di chi effettua una richiesta per inviare a casa il conto del percorso di ogni richiesta passando per gli innumerevoli hop e passaggi di frontiera... ogni router dovrebbe pagare una tassa, ogni bufferizzazione sarebbe tassata...e poi identificare e tassare tutto ogni immagine presente in una pagina e fare arrivare una percentuale all'autore, questo si... e magari dare la possibilità di non ricevere certi contenuti di una pagina, per risparmiare.ve lo immaginate? tre secondi di navigazione, tremila euro...un'ardua impresa, forse impossibile. praticamente la fine di internet.ma magari ci sono altri modi.
  • Cavallo Pazzo scrive:
    ma quando deve ancora durare?
    Adesso mi sembra che un po' di tempo sia passato dall'elezione del Sarkoso, quando scade la legislatura? Mi farò due risate a vedere il prossimo risponso delle urne!!!
  • Cavallo Pazzo scrive:
    ma come?
    Per le industrie discografiche che nell'era digitale non riescono più a guadagnare miliardi una tassa, per le povere vecchiette sole e pensionate che non arrivano alla fine del mese invece niente? E per i giovani che non riescono a trovare un lavoro per costruirsi una famiglia? Niente? Eh si! Salviamo almeno i poveri artisti che sennò non hanno più i soldi per le loro droghe e droghette...
  • Wolf01 scrive:
    Incapaci a lavorare
    " Per ricavare dai 35 ai 50 milioni di euro annui da distribuire alle industrie mediatiche incapaci di essere fruttifere in piena epoca digitale, ogni click su un banner o un link sponsorizzato sarà tassato. "Come da titolo, io sono incapace a lavorare, che lo stato tassi quelli che lavorano in modo che io possa ricevere uno stipendio adeguato, da quando c'è gente che lavora io non riesco più a vivere perchè hanno introdotto lo strano concetto che per guadagnare bisogna lavorare.
  • Skywalker scrive:
    Mi paghi, mi voeri
    Ok, si paga un tanto al click per finanziare la "creatività" (mi piace di più il vecchio termine "fantasia"...).Ergo io pago.Ci può anche stare, ma la domanda è: cosa ricevo in cambio?Perché se il Governo mette una tassa, raccoglie fondi e poi li distribuisce ad autori che li chiedono con delle condizioni A FAVORE DEI CONTRIBUENTI, tipo "Se usi questi fondi, compensi la comunità che te li ha dati rinunciando al Copyright dopo 20 anni dalla pubblicazione", "Se usi questi fondi dovrai rilasciare la tua opera ANCHE in CC-BY-SA" potrei anche essere d'accordo.Certo che se invece li distribuiscono come fa oggi la SIAE dello "indiviso", o il nostro Stato con i fondi alla Cinematografia...
  • andy61 scrive:
    credo che sia sfuggito un problema ...
    non ho approfondito la notizia presso altre fonti, ma così, a caldo, mi pongo i seguenti quesiti:Come verranno ripartiti i proventi?Come si farà a stabilire chi avrà prodotto i contenuti utilizzati?Come si farà a stabilire quali saranno gli autori meritevoli di contributi?E come verranno ripartiti i proventi tra testi, immagini, audio e video?Naturalmente la soluzione più pratica sarà quella di girare i proventi alla SIAE di turno e/o alle major, che grazie alla loro grande esperienza ed etica professionale saranno in grado di fare la miglior distribuzione possibile.... forse nelle proprie tasche ...?
    • frk scrive:
      Re: credo che sia sfuggito un problema ...
      - Scritto da: andy61
      non ho approfondito la notizia presso altre
      fonti, ma così, a caldo, mi pongo i seguenti
      quesiti:

      Come verranno ripartiti i proventi?A caldo ti posso rispondere che possono usare lo stesso metodo iniquo che già usa la Siae: ossia rilevamenti a campione su ciò che è più ascoltato/visto nel mondo reale e ripartizione di conseguenza.
  • Krasty scrive:
    soldi facili
    Tassare facebook credo sia l'affare del secolo, la tassa più equa che ci sia. Una tassa contro l'ignoranza dilagante.
    • panda rossa scrive:
      Re: soldi facili
      - Scritto da: Krasty
      Tassare facebook credo sia l'affare del secolo,
      la tassa più equa che ci sia. Una tassa contro
      l'ignoranza
      dilagante.Non basta il gratta e vinci e il gioco del lotto?
  • Maniscalco scrive:
    I ferri di cavallo
    Con questa logica già un secolo fa si doveva introdurre una tassa sulla benzina per compensare tutti i poveri maniscalchi finiti senza lavoro per colpa delle automobili. Col passare degli anni si sono riempite di auto le strade dove passavano i carri, gli si è vietato di circolare sulle autostrade e non gli si dà neppure una quota dei profitti di benzinai ed automobilisti? Ah, due pesi e due misure! A chi importa che il prodotto non venda? Pensate ai poveri disoccupati!
  • Guybrush scrive:
    C'e' qualcosa che non torna
    ...in che modo m'sieu le president pensa di far rispettare questa legge? Applicandola ai DIFFUSISSIMI dominii .fr?O intercettando alla dogana tutti i banner in arrivo?O magari pensa di far installare un filtro su tutti i PC di francia cosi' da far pagare gli utenti per i banner scaricati e lasciare poi a questi ultimi il dover chiedere un rimborso ai rispettivi provider?...giusto per sapere.GT
    • Valeren scrive:
      Re: C'e' qualcosa che non torna
      Immagino a livello di provider, con l'HADOPI a decidere chi deve pagare cosa.Mi lascia basito che vengano fatte proposte simili, vengano approvate ed i francesi dormano.
    • frk scrive:
      Re: C'e' qualcosa che non torna
      - Scritto da: Guybrush
      ...in che modo m'sieu le president pensa di far
      rispettare questa legge? Applicandola ai
      DIFFUSISSIMI dominii
      .fr?
      O intercettando alla dogana tutti i banner in
      arrivo?Non che sia d'accordo con la tassa, sia ben chiaro, ma se il governo di una nazione "seria" come la Francia vuole applicare una tassa, tutti gli operatori che si "fregiano" di operare per i clienti francesi (Google, Yahoo, etc..) dovranno adattarsi... pena ostracismi vari, e rischio finale di DNS filtering.Visto che non parliamo di siti "alternativi" dipo Baia, un Google, non può mettersi contro il governo di un paese da cui trae profitti.Diverso il discorso di un pincopallino.com che non ha pagine francesi e non si rivolge ad un pubblico francese.
      • unaDuraLezione scrive:
        Re: C'e' qualcosa che non torna
        contenuto non disponibile
        • Caramella scrive:
          Re: C'e' qualcosa che non torna
          A giudicare dalla marcia indietro del ministro Maroni sui controlli a facebook post statuetta-del-duomo, direi che qualche dubbio in proposito i nostri governanti ce l'hanno.
          • frk scrive:
            Re: C'e' qualcosa che non torna
            Non è proprio così, è il fatto che ne il governo ne Google, FB etc vogliono la guerra tra loro, non ne gioverebbe il governo, no ne gioverebbe la corporation. L'accordo lo trovano sempre... vedi Cina.Smettiamola di credere che Gooogle, Facebook e compagnia siano aziende "buone".
          • Caramella scrive:
            Re: C'e' qualcosa che non torna
            Non mi sfiora proprio l'idea che siano aziende buone e in quello che ho scritto non c'è traccia di questo concetto.
  • Enjoy with Us scrive:
    Proporre nuove tasse non mi sembra...
    ... una soluzione geniale... ah ma se lo dice Sarcocoso... ma non era di destra?
    • aPenguin scrive:
      Re: Proporre nuove tasse non mi sembra...
      Il cerchio si chiude quando gli estremi si incontrano.Indipendentemente dalla parte politica (sx/dx) e' un altro ladrone come ne abbiamo fin troppi anche qui :@
    • Valeren scrive:
      Re: Proporre nuove tasse non mi sembra...
      Io non ho capito, dall'articolo, come funzionerà la tassazione.Si sicuro verrà applicata all'azienda (MS o Google che sia).E cosa gli fa credere che queste saranno felici di essere tassate ulteriormente?
    • Gapollinix scrive:
      Re: Proporre nuove tasse non mi sembra...
      Destra o sinistra che differenza fa? Quel che è importante è chi ti paga la campagna elettorale.
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