Chiuso per rettifica

di Guido Scorza - I cittadini e gli operatori della rete saranno sottoposti all'obbligo di rettifica, così come spetta alla stampa tradizionale. Alla rete gli oneri e le briciole degli onori

Roma – Il Governo pone la fiducia sul discusso disegno di legge in materia di intercettazioni e la blogosfera ne fa le spese rischiando di essere “chiusa per rettifica”. È questo il senso di quanto è accaduto nelle scorse ore in Parlamento, dove per effetto dell’approvazione del maxi-emendamento presentato dal Governo sta per diventare legge l’idea – di cui si è già discusso sulle colonne di questa testata – di obbligare tutti “i gestori di siti informatici” a procedere, entro 48 ore dalla richiesta, alla rettifica di post, commenti, informazioni ed ogni altro genere di contenuto pubblicato.

Non dar corso tempestivamente all’eventuale richiesta di rettifica potrà costare molto caro a blogger, gestori di newsgroup, piattaforme di condivisione di contenuti e a chiunque possa rientrare nella vaga, generica e assai poco significativa definizione di “gestore di sito informatico”: la disposizione di legge, infatti, prevede, in tal caso, una sanzione da 15 a 25 milioni di vecchie lire.

Tanto per esser chiari e sicuri di evitare fraintendimenti quello che accadrà all’indomani dell’entrata in vigore della nuova legge è che chiunque potrà inviare una mail a un blogger, a Google in relazione ai video pubblicati su YouTube, a Facebook o MySpace o, piuttosto al gestore di qualsiasi newsgroup o bacheca elettronica amatoriale o professionale che sia, chiedendo di pubblicare una rettifica in testo, video o podcast a seconda della modalità di diffusione della notizia da rettificare. È una brutta legge sotto ogni profilo la si guardi ed è probabilmente frutto, in pari misura, dell’analfabetismo informatico, della tecnofobia e della ferma volontà di controllare la Rete degli uomini del Palazzo.

Provo a riassumere le ragioni di un giudizio tanto severo.
L’intervento normativo in commento mira, nella sostanza, a rendere applicabile a qualsiasi forma di comunicazione o diffusione di informazioni online – avvenga essa in un contesto amatoriale o professionale e per scopo personale, informativo o piuttosto commerciale – la vecchia disciplina sulla stampa dettata con la Legge n. 47 dell’8 febbraio 1948 e, in particolare, il suo art. 8 relativo ad uno degli istituti più controversi introdotti nel nostro ordinamento con tale legge: l’obbligo di rettifica.

La legge sulla stampa, tuttavia – come probabilmente è noto ai più – costituisce una delle poche leggi vigenti scritte e discusse direttamente in seno all’assemblea costituente ormai oltre sessant’anni fa ed ha, pertanto, già mostrato in diverse occasioni un’evidente inadeguatezza a trovare applicazione nel moderno mondo dei media che poco o nulla ha a che vedere con quello avuto presente dai padri costituenti. Si tratta, per questo, di una legge che avrebbe richiesto un intervento di “aggiornamento” urgente, competente ed approfondito o, piuttosto, meritato di essere mandata in pensione dopo oltre mezzo secolo di onorato servizio. Contro ogni legittima aspettativa, invece, Governo e Parlamento hanno deciso di affidarle addirittura la disciplina della Rete ovvero della protagonista indiscussa di una delle più grandi rivoluzioni del mondo dell’informazione nella storia dell’uomo. Difficile, in tale contesto, condividere la scelta del Palazzo.

Ma c’è di più.
Sono anni che si discute ad ogni livello – nelle università, nelle aule di giustizia e, persino, in Parlamento ed a Palazzo Chigi – della possibilità e opportunità di estendere in tutto o in parte la disciplina sulla stampa e, in particolare, le disposizioni dettate in materia di obbligo di registrazione delle testate, a talune forme di comunicazione e diffusione delle informazioni online senza che, sin qui, si sia arrivati ad alcuna conclusione sicura e condivisa.

La brutta ed ambigua riforma dell’editoria introdotta con la legge n. 62 del 2001 , il famoso DDL Levi ribattezzato l’ammazza blog presentato e poi ritirato, il DDL Cassinelli ovvero il “salvablog” tuttora in attesa di essere discusso alla Camera dei Deputati e la “storica” condanna dello storico Carlo Ruta per stampa clandestina pronunciata dal Tribunale di Modica in relazione alla pubblicazione del blog dello studioso siciliano sono solo alcuni dei provvedimenti e delle iniziative che hanno, negli ultimi anni, alimentato – in Rete e fuori dalla Rete – un dibattito complesso ed articolato senza vincitori né vinti. L’entrata in vigore della nuova disciplina sulle intercettazioni vanificherà e polverizzerà il senso di questo dibattito stabilendo, una volta per tutte, che la disciplina sulla stampa – o almeno una parte importante di essa – si applica a qualsiasi forma di comunicazione e diffusione di informazioni nel cyberspazio.

Difficile resistere alla tentazione di definire dilettantistica, approssimativa ed irresponsabile la scelta del legislatore che è entrato “a gamba tesa” in questo dibattito ultradecennale ignorandone premesse, contenuti e questioni e che ora rischia di infliggere – non so dire se volontariamente o inconsapevolmente – un duro colpo alla libertà di manifestazione del pensiero nel cyberspazio modificandone, per sempre, protagonisti e dinamiche.
Nel Palazzo, domani, qualcuno – nel tentativo di giustificare questo monstrum giuridico liberticida e anti-Internet – dirà che è giusto pretendere anche da blogger, gestori di piattaforme di condivisione di contenuti e titolari di qualsiasi altro tipo di sito Internet la pubblicazione di una rettifica laddove loro stessi o i propri utenti pubblichino contenuti non veritieri o ritenuti lesivi dell’altrui reputazione o onore. Libertà fa rima con responsabilità è il ritornello che sento già risuonare nel Palazzo.

Il problema non è, tuttavia, il ritornello che non si può non condividere, quanto, piuttosto, le altre strofe della canzone per restare nella metafora ovvero le modalità attraverso le quali il legislatore ha preteso di raggiungere tale ambizioso risultato. Provo a riassumere il mio punto di vista.

The web is not the press (or tv) si potrebbe dire con uno slogan e non è, pertanto, possibile né opportuno applicare ad ogni forma di comunicazione online la speciale disciplina dettata per l’informazione professionale. Dovrebbe essere evidente ma così non è. Gestire le richieste di rettifica, valutarne la fondatezza e, eventualmente, darvi seguito è un’attività onerosa che mal si concilia con la dimensione “amatoriale” della più parte dei blog che costituiscono la blogosfera e rischia di costituire un elemento disincentivante per un blogger che, pur di sottrarsi a tali incombenti e alle eventuali responsabilità da ritardo (una multa da 25 milioni di vecchie lire per aver tardato a leggere la posta significa la chiusura di un blog!), preferirà tornare a limitarsi a leggere il giornale o, piuttosto postare solo su argomenti a basso impatto mediatico, politico e sociale e, come tali, insuscettibili di “disturbare” chicchessia. Allo stesso modo, il gestore di una piattaforma di condivisione di contenuti o, piuttosto, di social networking che, per definizione, non produce le informazioni che diffonde, ricevuta una richiesta di rettifica non potrà, in nessun caso, in 48 ore, verificare con l’autore del contenuto la veridicità dell’informazione diffusa e, quindi, l’effettiva sussistenza o meno dell’azionato diritto di rettifica.

Risultato: o si doterà – peraltro non a costo zero – di una struttura idonea a pubblicare d’ufficio tutte le rettifiche ricevute o, peggio ancora, deciderà di rimuovere tutti i contenuti che formino oggetto di un altrui istanza di rettifica tanto per porsi al riparo da eventuali contestazioni circa la forma, i caratteri e la visibilità della rettifica stessa.

Sembra, in altre parole, evidente che la nuova legge produrrà quale effetto pressoché immediato quello di abbattere sensibilmente la vocazione all’informazione diffusa che ha, sin qui, costituito la forza del web come primo spazio davvero libero – o quasi-libero – di divulgazione di quello straordinario patrimonio di pensieri e notizie che, sin qui, i media professionali non hanno in parte potuto e in più parte voluto lasciar filtrare per effetto dei forti ed innegabili condizionamenti che i poteri politici ed economici da sempre esercitano sulle testate giornalistiche cartacee, radiofoniche o televisive che siano. Da domani, quindi, i nemici della libertà di informazione avranno un pericoloso strumento per far passare la voglia a tanti blogger nostrani di dire la loro ed ad altrettanti “giornalisti diffusi” di raccontare storie inedite via Facebook, YouTube o MySpace.

Ma c’è ancora di più.
Il senso dell’obbligo di rettifica previsto nella vecchia legge sulla stampa risiede nella circostanza che in sua assenza il cittadino che si senta diffamato o avverta l’esigenza di “rettificare” un’informazione diffusa da un giornale non potrebbe farlo o meglio resterebbe esposto all’arbitrio del direttore della testata, libero di pubblicare o non pubblicare la rettifica. Non è così, tuttavia, nella più parte dei casi in Rete dove – salvo eccezioni – chiunque può pubblicare una precisazione, un commento, un altro video o, piuttosto, condividere un link su un profilo di Facebook per replicare e/o rettificare l’altrui pensiero. È questo il bello dell’informazione non professionale online ed è questa una delle ragioni per le quali l’informazione in Rete è – sebbene ancora per poco – più libera di quanto non lo sia quella tradizionale.

E per finire, dopo il danno la beffa.
Mentre, infatti, la nuova legge impone a chiunque utilizzi la Rete per comunicare o diffondere contenuti e/o informazioni gli obblighi caratteristici dei produttori professionali di informazione, continua a non riconoscergli pari diritti: primo tra tutti l’insequestrabilità di ogni contenuto informativo diffuso a mezzo Internet alla stessa stregua di un giornale. In questo modo si sarebbe, almeno, potuto dire “onori e oneri” mentre, così, l’informazione in Rete finisce con l’essere svilita ad un’attività pericolosa, onerosa e mal retribuita o, nella più parte dei casi, non retribuita affatto. Basterà la passione ad indurre i protagonisti del cosiddetto web 2.0 a resistere anche a tale ulteriore aggressione o, questa volta, getteranno la spugna consegnando la Rete ai padroni dell’informazione di sempre?
Chiediamocelo e, soprattutto, chiediamolo a chi ha voluto questa nuova inaccettabile legge ammazza-Internet.

Guido Scorza
www.politicheinnovazione.eu

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Mauro Di Bella scrive:
    aggiornamenti
    Da giugno non si sa più nulla su questo argomento?Cosa bolle in pentola?
  • Law1 scrive:
    Calmi skarikoni..state kalmi..
    Vittoria un cavolo...cosa inneggiate alla vittoria..La Legge verrà riformulata, e con la destra forte in Europa ci sarà ancora più possibilità che diventi attiva in ogni paese della comunità europea..E se pensate che la gente scenderà in piazza per film e canzoni gratis...ahahhahhhahahahh!!!! mi faccio tante grasse risate...E' finita la festa, mettete mano al portafoglio e se una cosa vi piace andatevela a comprare, se no compratevi altro, nessuno vi obbliga e vi ha mai obbligato ad acquistare..
    • heilhitler scrive:
      Re: Calmi skarikoni..state kalmi..
      E tu naturalmetne vivrai felice e contento, finalmente un'Europa di destra che fa rispettare le leggi.
    • Le Chuck scrive:
      Re: Calmi skarikoni..state kalmi..
      Ma poi scendere in piazza è mai servito a qualcosa? In Italia negli ultimi 10 anni intendo?
  • fredom_For_ The_net scrive:
    Voleva anche lui imitare la Cina ?
    Menumale che ci sono gli organismi di controllo della democrazia...vedendo queste cose ti viene voglia di non comprare piu' CD non andare piu' al cinema...per indebolirequesta gente che vuole limitare la liberta' di espressione con la scusa della tutela dei loro affari...Iniziamo il boicottaggio?
    • Guybrush scrive:
      Re: Voleva anche lui imitare la Cina ?
      - Scritto da: fredom_For_ The_net
      Menumale che ci sono gli organismi di controllo[...]
      Iniziamo il boicottaggio?Gia' fatto, gia' fatto, ma fa sempre piacere vedere qualcun altro che si accorge del miglior modo per colpire questi nemici della cultura.-- GT
  • il campo nome scrive:
    Per la redazione: refuso nell'articolo
    Assemblea Nazionale, non Assemblea Costituzionale
  • ZioBill scrive:
    Anch'io...
    ...di solito alla 'terza' faccio cilecca.Che sia un segno di come va fra Sarko' e la Carla'?
  • Carlo scrive:
    sono contento ma non sorpreso
    In un epoca in cui tutto ciò che un tempo viaggiava su carta ora viaggia in rete sotto forma di bit, l'impedire l'acXXXXX alla rete è come impedire l'acXXXXX all'istruzione, all'informazione e alla cultura. Siccome quello all'istruzione è un diritto, il disconnettere sarebbe stato come se qualcuno di diverso da un giudice avesse decretato: "hai scaricato troppe canzoni a sbafo, da oggi non puoi più andare a scuola". Credo che un buon avvocato che porti la questione davanti ad una corte costituzionale possa avere buon gioco nello smontare in quattro e quattrotto una simile enormità.
  • Zaven KD scrive:
    l'HADOPI al rogo e viva il P2P
    Il potere ed il danaro ecco cosa hanno in comune le major tra SIAE e RIAA..... Il pirlotto che deve pagare profumatamente la proprietà intellettuale come per i CD musicali aventi 1-2 titoli buoni e 15-20 riempitivi da sorbirsi supinamente!!! Certo la Cina potrebbero fornire dei filtri per limitare le P2P ma fortunatamente l'ingegno umano trova sempre il rimedio a questi soprusi.Zaven l'uomo qualunque
  • Giambo scrive:
    Ha Ha!
    [img]http://1.bp.blogspot.com/_IKdw070HtMw/STxZ7KeS0_I/AAAAAAAAAN8/Zr3YgHUQ2o4/s400/simpsons_nelson_haha2uwr.jpg[/img]
  • clark jacson scrive:
    .....
    sarkosy come berlusconi hanno sete di potere...mettono mano su l'unico mezzo che ci permette di sapere la verità..prima o poi ci riusciranno..non vedo molta differenza tra un dittatore e loro..
    • Freud scrive:
      Re: .....
      Sarkò più che altro potrebbe dover troppi favori a qualcuno.http://www.voltairenet.org/article157865.htmlè una lettura lunghetta ma interessante. - Scritto da: clark jacson
      sarkosy come berlusconi hanno sete di
      potere...mettono mano su l'unico mezzo che ci
      permette di sapere la verità..prima o poi ci
      riusciranno..non vedo molta differenza tra un
      dittatore e loro..
  • Valeren scrive:
    Il punto fondamentale: chi decide?
    Da quanto ho capito, i giudici hanno si ribadito (come noto) che internet è un diritto fondamentale, ma hanno puntato il dito contro il punto controverso dell'autorità indipendente.Che debba essere un giudice a stabilire se debbano esserci sanzioni o avvisi mi pare sacrosanto.Risolto quel punto, *forse*, si può cominciare a ragionare.
    • pabloski scrive:
      Re: Il punto fondamentale: chi decide?
      è ovvio decide Carla Bruni, a seconda dell'umore del giorno ( dipende dal ciclo sai ) :Dcomunque mi preoccupano molto le derive fasciste degli ultimi 10 anni in Europa....pian piano stiamo scivolando verso Stati fondamentalisti ed autoritari-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 11 giugno 2009 09.50-----------------------------------------------------------
      • Valeren scrive:
        Re: Il punto fondamentale: chi decide?
        Abbastanza prevedibile: crisi economica -
        bisogno psicologico di sentirsi tutelati -
        destra, moderata o estremista che sia.
  • Oceania scrive:
    Eh eh
    L'allievo Sarkozy si è fatto bacchettare le mani :-D ma ritornera con una nuova copia della sua legge perchè ha un dito (e anche i due bracci) nell'ingranaggio.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 11 giugno 2009 08.07-----------------------------------------------------------
  • stefano scrive:
    legge p&p
    é + utile la popolazione informata, che qualche speculatore + ricco w il p&p
  • trullo scrive:
    ma ora si cambia
    l'europa boccio' l'idea della disconnessione forzata. Questo prima delle elezioni scorse, ora i partiti di destra hanno la maggioranza del parlamento, scommetete che ripresenteranno la cosa e questa volta passera' senza problemi ?
    • opellulo scrive:
      Re: ma ora si cambia
      Per come la vedo io saranno troppo impegnati a sventolare lo spauracchio di "negher" e rom per preoccuparsi di cose realmente importanti.
    • fred scrive:
      Re: ma ora si cambia
      Non tutte le destre europee sono come quella italiana! Anzi e la nostra destra ad essere anomala; dal mio punto di vista di destra erano Montanelli e Curzi fra i giornalisti, Margherita Udc e AN, mentre sia lega che forzaitalia mi ricordano rispettivamente neonazisti e fascisti proprio alla luce dei loro comportamenti.Nel caso attuale abbiamo conflitti d'interesse a iosa di cui gran parte legati proprio all'industria di settore, e nel caso Francese e' lo stesso Sarkozy ad avere legami stretti con il loro equivalente e gia' un decennio fa c'era Canalplus che aveva il braccio in parlamento tramite alcuni politici.
  • Joe Tornado scrive:
    Giusto così !
    Ogni tanto c'è qualche giudice che ricorda ai politici da chi sono stati eletti e per gli interessi di chi devono operare !
  • DarkDantesh scrive:
    Get Real, dove sei?
    dov'è il nostro simpatico troll catastrofista-disfattista?-senza offesa neh-come gli avevo già detto in un precedente messaggio:amico, get real... get the facts.come vedi questa è la realtà, quella "real", e non certe cavolate disfattiste.
    • Get Real scrive:
      Re: Get Real, dove sei?
      - Scritto da: DarkDantesh
      dov'è il nostro simpatico troll
      catastrofista-disfattista?
      -senza offesa neh-
      Preferisco il termine "tristemente realista".
      come gli avevo già detto in un precedente
      messaggio:
      amico, get real... get the facts.

      come vedi questa è la realtà, quella "real", e
      non certe cavolate
      disfattiste.Aspetta e vedrai. E' ovvio che un'iniziativa tanto radicale come la dottrina Sarkozy, che mette nelle mani di un'organizzazione privata il potere di togliere ai cittadini (o forse è più giusto chiamarli semplicemente "consumatori"?) quello che è ormai ritenuto un diritto fondamentale non possa diventare realtà senza che prima vengano superate reticenze legate ad un'era sulla via del tramonto.Tuttavia, la tendenza è chiara: gli interessi economici sono preponderanti. E' ormai solo questione di tempo. E' ingenuo rallegrarsi perché l'esecuzione viene ritardata di un giorno in quanto la forca deve essere ispezionata.Lo Stato di polizia (privata) è inevitabile. Get the facts: dovunque tu possa posare lo sguardo, il Denaro vince.
      • Abelardo Norkis scrive:
        Re: Get Real, dove sei?
        Il Denaro vince, ma ormai penso che conti più quello dei grandi Provider che quello di certe Major... o sarà forse che, prudentemente, certe Major hanno acquistato quote di certi Provider...Non so, forse mi sbaglio... ma io al loro posto l'avrei fatto :$
        • Valeren scrive:
          Re: Get Real, dove sei?
          AOL (USA) è della Time Warner.In Europa, col valore che hanno oggi gli ISP, la vedo davvero dura per loro poter acquisire.
          • fred scrive:
            Re: Get Real, dove sei?
            ironia della sorte, Aol non pone limiti di traffico ne' attua alcuna politica specifica antip2p.
        • freedom_For _ The_net scrive:
          Re: Get Real, dove sei?
          Quello che le case discografiche ignorano e' che loro sono potenti perche' il potere glielo abbiamo dato noi comprando dischi ed andando al cinema...ma se diventano una minaccia per la liberta' e la democrazia ... i soldi ed il potere glielo togliamo praticando un boicottaggio globale mondiale con esito catastrofico per loro...gli conviene diventare cosi' antipatici ed impopolari?Secondo me no...ma loro si stanno dando la zappa sui piedi...come hanno fatto i commercianti alzando i prezzi all'entrata dell'euro...che hanno fatto provocato l'aumento dell'inflazione e quindi la diminuizione delle vendite...Sapete come si dice:" la mamma dei cretini e' sempre incinta"
      • laer teg scrive:
        Re: Get Real, dove sei?
        Peccato, caro get real, che il denaro si sia spostato dai creatori di contenuti ai fornitori di connettività che non hanno alcuni nteresse a scoraggiare gli utenti.E il denaro vince (cit.)
        • Get Real scrive:
          Re: Get Real, dove sei?
          - Scritto da: laer teg
          Peccato, caro get real, che il denaro si sia
          spostato dai creatori di contenuti ai fornitori
          di connettività che non hanno alcuni nteresse a
          scoraggiare gli
          utenti.I fornitori di connettività vantano grandi guadagni ma l'industria dei contenuti dispone di maggiori risorse nonché - cosa essenziale - di appoggi politici.Gli ISP non sono determinanti nelle campagne elettoriali, i media si.
          • Valeren scrive:
            Re: Get Real, dove sei?
            Togli Facebook al popolo e poi vediamo se non imbracciano i forconi...
          • advange scrive:
            Re: Get Real, dove sei?

            Togli Facebook al popolo e poi vediamo se non
            imbracciano i forconi...Perché toglierlo? In FB tutti sono controllati, di fatto non ci sono utenti anonimi, tutto e tracciato e i casi di censura di FB (senza alcun avviso) sono all'ordine del giorno.Parecchi video che testimoniano le malefatte dei politici sono regolarmente rimossi (parlo di video che su youtube ci sono ancora, perfettamente leciti per altro), quindi perché levare un simile strumento di rinc*** di massa, per altro facilmente controllabile?
          • lol scrive:
            Re: Get Real, dove sei?
            - Scritto da: advange

            Togli Facebook al popolo e poi vediamo se non

            imbracciano i forconi...
            Perché toglierlo? In FB tutti sono controllati,
            di fatto non ci sono utenti anonimi, tutto e
            tracciato e i casi di censura di FB (senza alcun
            avviso) sono all'ordine del
            giorno.
            Parecchi video che testimoniano le malefatte dei
            politici sono regolarmente rimossi (parlo di
            video che su youtube ci sono ancora,
            perfettamente leciti per altro), quindi perché
            levare un simile strumento di rinc*** di massa,
            per altro facilmente
            controllabile?se ti tagliano la connessione automaticamente gli togli facebook
          • advange scrive:
            Re: Get Real, dove sei?

            se ti tagliano la connessione automaticamente gli
            togli facebookEsatto, ma perché tagliartela? Se scrivi qualcosa che dà fastidio al regime su FB sarà lui stesso a cancellartela...
      • Freud scrive:
        Re: Get Real, dove sei?

        Lo Stato di polizia (privata) è inevitabile. Get
        the facts: dovunque tu possa posare lo sguardo,
        il Denaro vince.Concordo che il denaro vinca, tutto sta a vedere se è con gli stati di polizia che si fanno più soldi o in altro modo. La storia degli ultimi decenni pare aver dimostrato che gli stati di polizia diventano in fretta molto poveri e dopo un po' tracollano. Se gli sponsor dei politici dovessero rendersene conto preferiranno cambiare il modo di far business. Alla fine un sistema per spillare soldi al popolo bue si trova sempre senza doverlo mettere in prigione (dove non compra più) o tagliargli la rete (idem al giorno d'oggi).
  • No copyright scrive:
    GRANDE VITTORIA
    Dopo l'elezione di un candidato del Partito Pirata svedese al Parlamento Europeo...http://punto-informatico.it/2639379/PI/News/pirati-sbarcano-europa.aspxALTRA GRANDE VITTORIA DELLA LIBERTA' !!!e vai con Disco Samba...[yt]IHKl63d-TfM[/yt]P-) :-D P-) :-D
    • Valeren scrive:
      Re: GRANDE VITTORIA
      Se le notizie del giudice considerato "regolare" e questa fossero arrivate una settimana prima delle elezioni, prendevano anche più punti.
    • ___________ __________ _________ scrive:
      Re: GRANDE VITTORIA
      ahahahaha skifo di SarcoMINK te la 6 presa nel colomn come ci si sente?? sgradevole vero ?? quanto mi hai fatto godere !!! Grazie !!!- Scritto da: No copyright
      Dopo l'elezione di un candidato del Partito
      Pirata svedese al Parlamento
      Europeo...
      http://punto-informatico.it/2639379/PI/News/pirati

      ALTRA GRANDE VITTORIA DELLA LIBERTA' !!!

      e vai con Disco Samba...
      [yt]IHKl63d-TfM[/yt]

      P-) :-D P-) :-D
  • nome obbligator io scrive:
    Al Consiglio Costituzionale ...
    ... si son guardati in faccia e han pensato: "Oh ragazzi, qua si rischia davvero che ci beccano coi XXXXXni sugli hard disk"! Bocciata! E' contro i diritti fondamentali del cittadino!
    • Ste scrive:
      Re: Al Consiglio Costituzionale ...
      Più che altro hanno applicato le norme costituzionali.Non è una questione di eccessivo garantismo o viceversa di eccessiva repressione.Come giustamente suggerito da qualcuno nei giorni passati la "dottrina" si configura come un atto di giustizia privata. Cosa che nessuno Stato "civile" si dovrebbe poter permettere per poter continuare a chiamarsi tale.Forse i fatti del futuro mi smentiranno, poichè sempre più c'è "richiesta" di giustizia privata. Ma a chi la invoca io lancio un monito: la giustizia "pubblica" è già piuttosto iniqua. Quella privata è totalmente iniqua per definizione. Ora: può essere affascinante, ma pensate a cosa succederebbe se vi trovaste dalla "parte sbagliata", ovvero quella soccombente per risorse e potere. Allora implorereste giustizia pubblica.La giustizia privata è l'inizio della fine dello Stato democratico, almeno come democrazia reale. Poi lo so benissimo che la democrazia "teorica" è irrealizzabile.
      • in coscienza. .. scrive:
        Re: Al Consiglio Costituzionale ...
        ... non posso che quotarti
      • Guybrush scrive:
        Re: Al Consiglio Costituzionale ...
        - Scritto da: Ste
        Più che altro hanno applicato le norme
        costituzionali.
        Non è una questione di eccessivo garantismo o
        viceversa di eccessiva
        repressione.

        Come giustamente suggerito da qualcuno nei giorni
        passati la "dottrina" si configura come un atto
        di giustizia privata.Gia'.
        Cosa che nessuno Stato[...]
        Forse i fatti del futuro mi smentiranno, poichè
        sempre più c'è "richiesta" di giustizia privata.No. C'e' richiesta di privatizzare la giustizia che e' un pelino diverso.In caso di giustizia privata tu hai un contratto da onorare e in caso di violazioni applichi gli articoli del contratto ove possibile, prima ancora degli articoli di legge... esiste gia' questa situazione, si chiama MAFIA.
        Ma a chi la invoca io lancio un monito: la
        giustizia "pubblica" è già piuttosto iniqua.Amen. Tuttavia si sforza di essere equa e disponendo di un tempo infinito, prima o poi lo diventera'.
        Quella privata è totalmente iniqua per
        definizione.Se preferisci: e' equa in un ambito molto ristretto. Il concetto e' il medesimo.
        Ora: può essere affascinante, ma
        pensate a cosa succederebbe se vi trovaste dalla
        "parte sbagliata", ovvero quella soccombente per
        risorse e potere. Allora implorereste giustizia
        pubblica.Succede che non fai in tempo ad invocare la giustizia pubblica perche' quella privata puo' essere dannatamente veloce, efficiente e di ...grosso calibro.
        La giustizia privata è l'inizio della fine dello
        Stato democratico, almeno come democrazia reale.Straquoto, anche se non serviva rievocare la mafia... era giusto per dare un esempio ben preciso di giustizia privata. Il comportamento mafioso, con le regole dell'onore e tutto il resto, e' un esempio molto chiaro e accessibile di cosa puo' essere la cosiddetta giustizia privata.In caso di privatizzazione della giustizia tu avresti un "magistrato-manager" che guadagna in base al numero di processi che chiude in un anno. Piu' lavora e piu' guadagna, non e' bello neanche questo, ma almeno il potere legislativo non finisce in mano ai privati, come accadrebbe in caso di giustizia privata.-- GT
      • Law1 scrive:
        Re: Al Consiglio Costituzionale ...
        in uno stato civile non sarebbe mai permesso che la gente si accaparri un bene prodotto per essere venduto...e chi skarika non ha nulla di civile..Hanno scaricato anche il brano per raccogliere i fondi per il terremoto in Abruzzo..che schifo di gente..
    • dghdh scrive:
      Re: Al Consiglio Costituzionale ...
      LOL, qualche fondo di verità forse c'é... XDio più che altro mi immagino abbiano pensato al futuro dei loro figli e parenti... che gli stavano per tagliare le gambe... :D
Chiudi i commenti