Clearwire è libera di abbandonare WiMAX

Il provider wireless non si spende in alcun annuncio ufficiale. Ma una modifica contrattuale del suo rapporto Intel lascerebbe presagire importanti cambiamenti di rotta

Roma – In un futuro non meglio precisato, Clearwire potrebbe abbandonare la tecnologia WiMAX e rivolgersi alla sua concorrente diretta, quell’ LTE che sta recentemente calamitando le attenzioni dei provider wireless negli States e altrove. Nulla di concreto lascia in realtà presagire le intenzioni future del provider, ma la modifica dei rapporti contrattuali con Intel (uno dei suoi principali investitori) aprirebbe le porte a un possibile switch tecnologico anticipato.

Rispondendo alle domande degli analisti sugli ottimi risultati finanziari del primo quarto di anno fiscale, il Chief Financial Officier di Clearwire Erik E. Prusch ha infatti rivelato che i nuovi termini del rapporto con il chipmaker permettono a entrambe le società di smarcarsi l’uno dall’altra con soli 30 giorni di preavviso.

Si tratta di un cambiamento sostanziale, visto che in precedenza era previsto l’utilizzo vincolante delle tecnologie WiMAX da parte di Clearwire almeno fino al 28 novembre 2011. Allo stato dei fatti la società continua a supportare lo standard WiMAX e a macinare utenti (971mila sottoscrittori su 50 milioni di utenti coperti), mentre il CEO Bill Morrow ha già paventato la possibilità che in futuro le due tecnologie contendenti delle reti di quarta generazione (WiMAX ed LTE appunto) arrivino a coesistere in armonia.

Certo è che le previsioni per WiMAX non sono delle migliori: il valore di mercato stimato nei prossimi anni è inferiore a quello di LTE , mentre i maggiori supporter dello standard (Intel in testa) già pensano alla sua evoluzione successiva prima ancora che esso raggiunga massicciamente il mercato mainstream . E non è, infine, di aiuto a nessuno il fatto che le due tecnologie finiscano per sovrapporsi, con il Chief Architect e presidente di Clearwire che parla di sole “differenze software” tra LTE e WiMAX nella stessa misura in cui i sistemi Mac OS e Windows usano lo stesso hardware marcato Intel.

Alfonso Maruccia

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