Come fu che Amazon mi assunse

Simone Brunozzi racconta la sua esperienza e il suo incontro con la società statunitense. Un'esperienza utile per chi cerca un'occupazione nel mondo della tecnologia e di Internet

Roma – Blogger, esperto di cose della rete, appassionato ubuntista, Simone Brunozzi ha raccontato in inglese sul suo blog il suo incontro con Amazon su SecondLife, e come gli sia capitato di venire assunto dalla corporation di Jeff Bezos. Qui di seguito la traduzione di quel post che Simone ha gentilmente acconsentito a realizzare per Punto Informatico. L’idea è quella di raccontare una esperienza che potrebbe rivelarsi utile a tutti coloro che nel mondo IT si stanno guardando intorno

Mi chiamo Simone Brunozzi, ho 31 anni, sono italiano.
La cosa interessante è che sono appena diventato un Technology Evangelist per gli Amazon Web Services in Europa!
Ora vi racconto come sono riuscito ad ottenere il lavoro dei miei sogni, e vi consiglio di prestare attenzione perché è una storia che non leggete tutti i giorni.

Era un giorno qualsiasi in Italia, il 28 novembre 2007, quando ho fatto login in Second Life. Avevo pianificato di visitare la Luxembourg Virtual Job Fair per riportare le mie impressioni nel mio blog su Second Life . Stanco di essere un qualsiasi amministratore di sistema all’Università per Stranieri di Perugia, senza prospettive di carriera di fronte a me, ero in cerca di un nuovo lavoro, e la Fiera era quindi una buona occasione per guardarmi intorno.
Atterrato sull’isola col mio Avatar, a circa mezz’ora dalla conclusione, notai subito che, oltre alle previste compagnie finanziarie e bancarie, c’era anche… Amazon.com! Un momento, ho pensato, cosa ci fa la grande Amazon.com in un piccolo posto come il Lussemburgo?

Dovete sapere che lavorare in una azienda come Amazon, Google, Ebay or Yahoo è stato il mio sogno da quando ho vissuto una esperienza di studio in California nel tardo 2003; senza esitazioni, quindi, sono andato subito a controllare. Mi sono presentato allo stand di Amazon.com col mio Avatar ben vestito e con pelle e corpo customizzati, oltre al fatto che tale avatar riporta il mio stesso nome, Simone Brunozzi (non chiedetemi come l’ho ottenuto perché è un segreto). Le fiere virtuali del lavoro non sono una cosa comune, certo, ma avendo usato Second Life per circa due anni, e avendo guidato uno dei più grandi progetti in Second Life, la costruzione della Basilica di San Francesco di Assisi ( SLURL ), ero rilassato e sicuro di me, capace di muovermi e interagire come un professionista.

Ho quindi incontrato Jennifer, del dipartimento di Risorse Umane di Amazon.com a Seattle, la quale mi ha spiegato cosa Amazon stesse facendo in Lussemburgo, quali posizioni lavorative erano disponibili, e altri dettagli su quella più interessante: Evangelista Tecnologico per gli Amazon Web Services.

Stanco di essere un programmatore, un amministratore di sistema, o altri tipi di tecnico puro, e non essendo in grado di distinguermi in un campo particolare a causa della mia esperienza diversificata, stavo cercando un lavoro in cui le mie competenze trasversali potessero avere un valore, insieme alle mie capacità espositive e la mia attitudine naturale nel creare contatti con le persone. Il ruolo dell’Evangelista, quindi, era un match perfetto.
In sostanza, un Technology Evangelist per Amazon rimane aggiornato con la tecnologia dei Web Services, viaggia spesso per presentare AWS alle conferenze e altri eventi simili, scrive codice di tanto in tanto, e incontra persone e sviluppatori per essere la voce, e l’orecchio, dell’azienda. Il lavoro dei miei sogni.

Il colloquio con Jennifer andò alla grande, sia per le mie capacità e competenze, ovviamente, ma anche grazie alla mia esperienza con Second Life. Posso immaginare che abbia sprecato metà del tempo a spiegare alla gente come usare il client di Second Life, quindi senza dubbio deve aver apprezzato di avere a che fare con qualcuno anche più esperto di lei.

Prima regola per ottenere il lavoro dei tuoi sogni: presentati sempre preparato

Dopo quella breve “interview” in Second Life, le ho mandato il mio curriculum e il mio profilo Linkedin e lei mi ha risposto che un certo “Jeff” avrebbe valutato la cosa e mi avrebbe fatto sapere.
Ero eccitato da questa opportunità, e avevo capito subito che era “The One”. Invece di aspettare passivamente una risposta, ho investigato un po’, scoprendo che il tipo si chiamava Jeff Barr , senior AWS evangelist, e ho poi trovato il suo blog , con preziose informazioni su di lui, e sul suo grande interesse per Second Life. Uno dei post del suo blog riguardava una simulazione tridimensionale di alcuni Servizi AWS (EC2, S3, SQS) usando Second Life, e torneremo su questa cosa in un minuto.

Una settimana dopo inviai una email a Jeff, spiegando semplicemente che avevo scovato il suo blog, e ero in attesa di parlare con lui. Aggiunsi un paio di righe sui miei interessi e le mie competenze in Second Life, e la cosa parve interessarlo molto. Jeff è un tipo molto indaffarato, ma trovò lo stesso il tempo per inviarmi una lunga email, con informazioni sul lavoro di Evangelist, ma anche con qualche bella domandona per me.

Era un mercoledì, e dopo essere tornato dal lavoro e aver trovato il suo messaggio, decisi di mostrargli quanto fossi interessato a questo lavoro.
Così, ho scritto, cercato, controllato, riguardato fino alle 3:30 del mattino, mandandogli poi una lunghissima email con le mie risposte, considerandola tutt’oggi umilmente e onestamente un piccolo capolavoro, date le circostanze. Vi risparmio i dettagli, ma l’email diceva in sostanza: sono focalizzato su questa cosa, sono in gamba, ho una grande passione per il Cloud Computing e i Web Services, e sono disposto a spremere fino all’ultima goccia di energia per farti vedere qualcosa che non hai mai visto.

Perché stavo facendo questo?
Per due ragioni.
Primo, credo che quando cerchi un lavoro, o una donna, o degli amici, è meglio focalizzarsi su poche opportunità, e dare loro il massimo, piuttosto che disperdere le tue energie su tutto quello che ti passa davanti ogni giorno.
Secondo motivo: i requisiti per questo lavoro erano davvero elevati, e temevo di non essere all’altezza, almeno sulla carta: questo è il tipo di problemi che incontri quando sei in gamba, ma hai studiato e lavorato in una piccola città in Italia, una nazione tecnologicamente sottosviluppata rispetto ad altre.
Per rimediare, decisi di impressionarlo di nuovo: nel weekend successivo dedicai circa 30 ore a costruire una migliore simulazione tridimensionale per gli AWS, con un sistema di messaggistica completamente funzionale. Alle due di mattina del lunedì, esausto, gli mandai i risultati del mio duro lavoro.

il progetto

Jeff capì il messaggio, e in una successiva intervista telefonica capii che era rimasto favorevolmente impressionato, e definitivamente dalla mia parte.
Non credo di aver fatto nulla di male: Jeff è una persona intelligente, e sapeva benissimo cosa stavo facendo con lui; se vuoi lavorare in una azienda di successo come Amazon, incontrerai sempre persone in gamba sul tuo cammino. Dando loro un esempio onesto, diretto e inaspettato del tuo lato migliore e dei tuoi talenti è ciò che loro si aspettano da te.

Regola numero due: distinguiti dalla massa. Sii non ordinario. Mostra passione, e impegno.

Da quel momento in poi (era dicembre 2007) ho sostenuto altre due colloqui telefonici, prima di essere chiamato in Lussemburgo. A inizi febbraio 2008 sono andato lì, e ho sostenuto tre colloqui faccia a faccia per un totale di circa tre ore, e scoperto anche com’è il Lussemburgo.
Mio padre e la mia compagna avevano deciso di venire con me, e quindi ho passato il weekend con loro, con la conseguenza che un’altra grande domanda ha cominciato a farsi spazio dentro di me: te la senti di emigrare? Sei pronto per tutto questo?

Non era facile rispondere: gli americani sono abituati a spostarsi in giro per il loro paese, e lo fanno in media tre o quattro volte nel corso della loro vita. Gli italiani sono diversi: per noi, una casa è come la radice per un albero: sradicarla, lasciando amici ed affetti, è una scelta tosta. Immaginate, quindi, quanto è difficile emigrare in un nuovo paese.
Per me la decisione non era facile anche per altri motivi: avevo un lavoro super sicuro (gli impiegati pubblici non possono mai essere licenziati), e avevo anche altre interessanti opportunità di lavoro intorno a me.

Dopo attenta riflessione, comunque, decisi che questa opportunità ad Amazon era la cosa migliore che potesse capitarmi, e ho quindi fugato definitivamente ogni dubbio dentro di me. La ragione più importante è che ero alla ricerca di un posto di lavoro in cui non ci fossero limiti verso l’alto, in cui le mie capacità e il mio impegno potessero portarmi grandi soddisfazioni. Amazon.com sembrava, e sembra, la scelta giusta.

Regola numero tre: sii preparato ad andare avanti, e sii convinto delle tue decisioni.
Come passo finale mi invitarono a Seattle a inizi marzo, dove sostenni otto colloqui di fila , per un totale di sei ore e mezzo , con solo quindici minuti di pausa per il pranzo.

Avevo tentato di ripassare qualcosa, ma lo spettro degli argomenti era troppo vasto. Decisi quindi di focalizzarmi sui concetti di base di AWS e del Cloud Computing, assumendo che sarei stato in grado di elaborare delle risposte complesse a partire da quello. Funzionò, almeno per il mio morale: se lavori duramente per qualcosa, quando poi ti ritrovi davanti ad una opportunità, ti senti forte e preparato, perché sai che hai fatto tutto quello che potevi.
È stata dura sostenere una conversazione così a lungo, e nonostante il mio inglese sia molto buono, iniziai a perdere la concentrazione alla fine dei colloqui. Ero esausto, ma la persona più felice del mondo: i colloqui erano andati benissimo, e Jeff, guidandomi all’uscita, mi assicurò che era ormai tutto a posto.

Regola numero quattro: lavora duro, e avrai la giusta attitudine di fronte ad ogni situazione.

Simone

A metà marzo mi hanno proposto l’assunzione, che ho felicemente accettato.
Oggi, 20 maggio, è il mio primo giorno di lavoro ad Amazon.com, a Seattle, e dopo un periodo di training iniziale tornerò in Lussemburgo per evangelizzare l’Europa.
È difficile per me spiegarvi come mi sento poiché, nonostante la mia nuova vita nasconda ovviamente dei lati negativi, specialmente la distanza dagli amici e dagli affetti, sono molto felice e soddisfatto di come le cose si sono evolute.
Questo è il posto in cui lavoro: nonostante la brutta fotografia, potete vedere come il panorama dal mio ufficio sia fantastico.

l'Ufficio

Il lavoro non è tutto nella vita di ciascuno di noi, ma è molto, molto importante amare il proprio lavoro. Il mio lavoro precedente era orribile, e ha influenzato negativamente la mia vita. Oggi, nonostante tutto, sono più felice che mai perché sto facendo qualcosa per cui ho una grande passione, e sono fortunato a vivere in un ambiente di lavoro amichevole e aperto.
Naturalmente Amazon dovrà avere per forza qualche difetto, ma dal mio punto di vista questo è semplicemente un grandioso posto in cui lavorare e avere successo.

Regola numero cinque: scegli un lavoro che ami.
Second Life ha avuto un ruolo interessante in tutto questo: essere aggiornati con le ultime tecnologie porta un grande vantaggio competitivo in un modo o nell’altro. Nel mio caso, Second Life mi ha aiutato ad essere il candidato più “cool”, tra i pochi in grado di usare Second Life e non spaventati da una fiera del lavoro virtuale.
Un inizio così positivo mi ha dato l’energia per focalizzarmi e mostrare un impegno che li ha sorpresi positivamente, convincendo il mio boss che fossi un’ottima scelta per questo lavoro. Posso dire che, senza Second Life, forse non avrei dedicato così tanto tempo nell’inseguire questo lavoro.

Spero che vi sia piaciuta la mia storia su come ho trovato lavoro in Amazon.com.
Se avete domande, visitate il mio blog e scrivetemi nei commenti.

Potete anche ” diggare” questa storia qui .

Grazie!

Simone Brunozzi
Brunozzi.com

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  • Joliet Jake scrive:
    Ottimo articolo!
    Ottimo articolo, che dà veramente un'occhiata approfondita alle problematiche.Che sia fatto bene, si nota anche dalla poca presenza di troll (a parte i soliti che infestano qualsiasi cosa con Linux VS Win...) :)
    • diablo scrive:
      Re: Ottimo articolo!
      gia verocomplimenti a tutta la redazionebisogna dare visibilità a questo problema...speriamo nel futuro...
    • il moralizzat ore scrive:
      Re: Ottimo articolo!
      Sì un ottimo articolo davvero! Anche da parte mia vanno i complimenti alla redazione
  • Dario Zuc scrive:
    scuola e diploma per game developer
    I corsi per game developer ci sono anche nelle scuole superiori: all'Istituto Tecnico Majorana di Grugliasco i ragazzi di Torino e provincia possono diplomarsi con un diploma in informatica specializzato in grafica e videogame.http://www.itismajo.it/ig2 La prima uscita ufficiale di un prodotto sviluppato a scuola è stata una caccia al tesoro delle scienze per playstation portatili dove i ragazzi di elementari e medie si mouovevano in un parco e risolvevano i quesiti guidati dalla PSP.Abbiamo mandato più volte la notizia a punto informatico, anche perchè siamo in concorrenza con i corsi universitari e perchè siamo i primi in Italia.
    • 0verture scrive:
      Re: scuola e diploma per game developer
      Sarò pessimista ma non è un po' troppo parlare di sviluppatore di videogiochi solo dopo aver preso un diploma alle superiori ?Le superiori, proprio in generale, non sono po' poco oltre che abbastanza dispersive per parlare di una specializzazione così netta ?
      • Dario Zuc scrive:
        Re: scuola e diploma per game developer
        dipende quali superiori hai fatto e quale è la tua esperienza.i nostri ragazzi escono dalla 5a in grado di sviluppare diversi tipi di applicazioni, considera che i fanciulli di oggi sono già in grado di sviluppare codice dalle medie in poi...se poi i compiti da realizzare sono dei videogiochi l'attenzione sale e i ragazzi imparano anche più volentieri e velocemente ;-)
        • 0verture scrive:
          Re: scuola e diploma per game developer
          Anche ipotizzando che i giovani d'oggi siano tutti dei whiz kids che a 10 anni scrivono programmi e frequentando queste superiori diventino chissà cosa, non è un po' esagerato mettere loro in testa che sono già in grado di sviluppare videogiochi (e salvo precisazioni che non conosco, direi videogiochi di un certo tipo, non l'avventura testuale, la battaglia navale o il quiz a premi).Voglio dire, secondo me, un laureato di ing. informatica presso il politecnico non si permetterebbe di uscirsene con una sparata del tipo "sono sviluppatore di videogiochi" e dopo le cose che si fanno lì dentro potrebbe anche sembrare strano.Insomma è salutare non coltivare troppo la modestia ?
          • Dario Zuc scrive:
            Re: scuola e diploma per game developer
            laureato o diplomato per entrare in questo mondo devi fare corsi specifici o essere autodidatta ma ti assicuro che già in terza superiore i ragazzi sono in grado di maneggiare directx e librerie allegro e di realizzare giochi 2d perfettamente funzionanti. Come ho già scritto abbiamo anche realizzato una caccia al tesoro per PSP mediante pagine web dinamiche (sempre gioco è). E per adesso siamo più che soddisfatti. Contiamo di portare gli studenti a realizzare giochi 3d entro la quinta, sviluppandoli direttamente per Xbox. Troppo? lo vedremo.I primi giochi sono già funzionanti e li abbiamo esposti alla fiera del libro allo Stand del Ministero della pubblica Istruzione...una volta finiti gli studi se un ragazzo se la sente seguirà la strada del game developer altrimenti rimarrà comunque un buon programmatore...Al Majorana facciamo sul serio... mica chiacchere ;-)
          • 0verture scrive:
            Re: scuola e diploma per game developer
            Da quello che dici, io calerei parecchio. "Sempre gioco è" non è proprio il genere di risposta che mi sarei aspettato. Oltremodo parlando di directx e allegro credo che il minimo che si ci possa aspettare siano dei giochi in 2D come quelli che si vedevano su megadrive e snes.Capisco che le nostre aziende sono delle sciagurate che pretendono che dei bambini (quasi) col latte alla bocca siano dei geni di proporzioni tali da potersi permettere di prendere a calci in culo i più grandi guru dell'informatica ed allo stesso tempo disposti a rendere un simile servizio per due (2) lire al mese ma come ho già detto bisogna andarci piano con i titoloni.Qui in itaglia servono veri esperti, non altri presunti che pretendono di sventolare un titolo.Anch'io a suo tempo feci dei "corsi da programmatore" e secondo il pezzo di carta ero "specializzato, esperto e blablabla", ma quando mi sono avvicinato veramente alle cose mi sono accorto molto in fretta che di programmatore c'era poco e specializzato/esperto ancora meno.Consiglierei vivamente di cambiare il titolo del programma di studi in qualcosa tipo "introduzione alla programmazione di videogiochi" (specificando chiaramente quali sono i paletti che non verranno superati e che risultati reali comportano quelli invece raggiunti) senza contare che qui in Itaglia la stragrande maggioranza dei corsi riesce di riffo o di raffo a fregiarsi di una qualche compatibilità con il diploma di stato.Scusami pure se sono scettico ma di "corsi" che dovevano vantare un qualche avvicinamento all'informatica ne ho provati diversi sulla mia pelle ed alla fine non erano per niente soddisfacenti perchè i primi a non esserlo sono i programmi preparati al ministero, dove non si fanno i dovuti controlli di qualità permettendo a chiunque di auto certificarsi oltre le proprie reali possibilità.
    • spectator scrive:
      Re: scuola e diploma per game developer
      - Scritto da: Dario Zuc
      I corsi per game developer ci sono anche nelle
      scuole superiori: all'Istituto Tecnico Majorana
      di Grugliasco i ragazzi di Torino e provincia
      possono diplomarsi con un diploma in informatica
      specializzato in grafica e
      videogame.

      http://www.itismajo.it/ig2

      La prima uscita ufficiale di un prodotto
      sviluppato a scuola è stata una caccia al tesoro
      delle scienze per playstation portatili dove i
      ragazzi di elementari e medie si mouovevano in un
      parco e risolvevano i quesiti guidati dalla
      PSP.

      Abbiamo mandato più volte la notizia a punto
      informatico, anche perchè siamo in concorrenza
      con i corsi universitari e perchè siamo i primi
      in
      Italia.complimenti vivissimi siete talmente alla avanguardia che c'e'gente che non ha capito cosa abbiate fatto.Complimentoni e' una idea meravigliosa peccato che lo avete fatto in italia, non avrete ne' pubblicita' ne' supporto perche' in italia le persone innovative e creative non le vogliono.E' un paese che ciana di sviluppo ed ecco che quando una scuola ha una idea come questa non avete nessun supportoche vergogna!Continuate e spero proprio che qualcuno con ancora un po di sale in zucca al minstero della pubblica distruzione vi dia una mano.Continuate cosi' e non vi arrendete.
      • diablo scrive:
        Re: scuola e diploma per game developer
        cavolo come mi piacerebbe frequentare quella scuolaio vado in un liceo scientifico del cavolo dove il primo anno hanno fatto informatica e dal 2 in poi + nulla........suore di M***A
  • Fango scrive:
    ...
    i giochi non sono solo grafica... Magari su Liux potrebbero essere sviluppati giochi di qualità, e per qualitò intendo con gameplay originali, con una buona giocabilità etc... Quando ormai nei giochi in generale si punta moltissimo sulla grafica e poco sull'innovazione e il divertimento...
    • rockroll scrive:
      Re: ...
      Quando ormai nei giochi in generale si punta moltissimo sulla grafica e poco sull'innovazione e il divertimento... Appunto! Non capisco come non si annoino i nostri giovani virgulti dietro a giochini che offrono praticamente solo aspetti grafici in sequenze estenuanti, senza che nulla d iparticolarmente coinvolgente avvenga sotto l'interazione dei loro comandi...Ho solo visto un fanciullino giocare a Crysis (si scrive così) messo a disposizione in una Computer Shop mentre attendevo il mio turno per acquisti: dopo alcune scene (rigorosamente Full HD come da moda attuale) peraltro molto simili tra loro, nelle quali accadevano pochissime cose e sempre dello stesso tipo, mi stava assalendo una sensazione di noia e di sonno mortale , e sono dovuto uscire per prendermi una boccata d'aria e farmi un caffè...Ahhhhh (vedi M. Mosca), come erano diversi i tempi in cui passavo nottate con gli amici a giocare su Apple II plus con i "paddles" (manopoline com pulsanti a disposizione di più giocatori) negli storici Archades e simili.... (grafica estremamente essenziale, ma Veri Giochi). E parlando di giochi monogamer, vi assicuro che non mi annoiavo con il mitico Apple Invader, così come non mi annoio ora col gioco degli scacchi, indopendentemente dalla veste grafica. COme avete capito, sto parlando di giochi che "hanno sugo", ad onta di una grafica scarna a piacere (ed idem per gli effetti audio), in quanto elementi assolutamente ininfluenti sul coinvolgimento e sulla "giocabilità" (sulla quale oltretutto tali effetti superflui sono talmente pesanti da obbligare all'acquisto di HW "della Madonna"...E questo sarebbe "progresso"?
      • gugu scrive:
        Re: ...
        - Scritto da: rockroll
        Quando ormai nei giochi in generale si punta
        moltissimo sulla grafica e poco sull'innovazione
        e il
        divertimento...

        Appunto!

        Non capisco come non si annoino i nostri giovani
        virgulti dietro a giochini che offrono
        praticamente solo aspetti grafici in sequenze
        estenuanti, senza che nulla d iparticolarmente
        coinvolgente avvenga sotto l'interazione dei loro
        comandi...

        Ho solo visto un fanciullino giocare a Crysis (si
        scrive così) messo a disposizione in una Computer
        Shop mentre attendevo il mio turno per acquisti:
        dopo alcune scene (rigorosamente Full HD come da
        moda attuale) peraltro molto simili tra loro,
        nelle quali accadevano pochissime cose e sempre
        dello stesso tipo, mi stava assalendo una
        sensazione di noia e di sonno mortale , e
        sono dovuto uscire per prendermi una boccata
        d'aria e farmi un
        caffè...
        Ahhhhh (vedi M. Mosca), come erano diversi i
        tempi in cui passavo nottate con gli amici a
        giocare su Apple II plus con i "paddles"
        (manopoline com pulsanti a disposizione di più
        giocatori) negli storici Archades e simili....
        (grafica estremamente essenziale, ma Veri
        Giochi). E parlando di giochi monogamer, vi
        assicuro che non mi annoiavo con il mitico Apple
        Invader, così come non mi annoio ora col gioco
        degli scacchi, indopendentemente dalla veste
        grafica.


        COme avete capito, sto parlando di giochi che
        "hanno sugo", ad onta di una grafica scarna a
        piacere (ed idem per gli effetti audio), in
        quanto elementi assolutamente ininfluenti sul
        coinvolgimento e sulla "giocabilità" (sulla quale
        oltretutto tali effetti superflui sono talmente
        pesanti da obbligare all'acquisto di HW "della
        Madonna"...

        E questo sarebbe "progresso"?Non esistono solo giochi recenti basati sulla grafica, guarda ad esempio quelli fatti dalla svedese Paradox Interactive.
      • rockroll scrive:
        Re: ...
        PS.: Qualcuno pensa che sia un grosso handicap per la nostra beneamata nazione se siamo indietro nello sviluppo di ultragiochini per bimbi (o ex bimbi) viziati? In compenso siamo i primi al mondo per acquisto cellulari e simili....
      • pinco pallo scrive:
        Re: ...
        Mi pare che di gameplay si stesse parlando...Camomilla no??
  • MeX scrive:
    siamo messi bene...
    a parte Screamer e Superbike quindi la fantastica azienda del gaming italiano cosa ha prodotto negli ultimi 5 anni? "Chi vuol essere milionario" su DVD?
    • Fabrizio Artisi scrive:
      Re: siamo messi bene...
      - Scritto da: MeX
      a parte Screamer e Superbike quindi la fantastica
      azienda del gaming italiano cosa ha prodotto
      negli ultimi 5 anni? "Chi vuol essere milionario"
      su
      DVD?Vai sul loro sito e lo vedi. Sono ancora lì e ancora attivi. Ti fa rosicare la cosa?Tu quale fantastica azienda di videogiochi hai creato e tieni in piedi?
      • MeX scrive:
        Re: siamo messi bene...

        Vai sul loro sito e lo vedi. Sono ancora lì e
        ancora attivi. Ti fa rosicare la
        cosa?oltre a motoGP e SuperBike 2007 non vedo altre novità...
        Tu quale fantastica azienda di videogiochi hai
        creato e tieni in
        piedi?io, nessuna e tu?Inoltre il mio era un commento all'articolo che citava glorie del passato, e mi stupivo non avessero prodotto nient'altro...
    • anonimo scrive:
      Re: siamo messi bene...
      fanno giochi professionali di livello AAA ma sicuramente non c'è la fila nei negozi quando esce uno dei loro giochi. L'intera industria Italiana si trova in una qualsiasi città medio grande inglese o americana.
  • iRoby scrive:
    Su Linux
    Lo so che qualcuno direbbe che vedo solo Linux.Ma pensate alla diffusione che sta avendo.Pensate a che guerra di numeri e marketing ci sia nel settore PC e console, alle grandi software house che investono milioni.Linux e la sua diffusione stanno creando una nicchia su cui si possono buttare i nuovi programmatori. Che con la diffusione inevitabile di questo sistema operativo si ritroveranno pionieri in un mercato in espansione che potrebbe essere la loro fortuna.
    • ... scrive:
      Re: Su Linux
      e con cosa programmi i giochi su linux? svgalib?le OpenGL sono troppo indietro rispetto alla directx, bisogna usare 800 estenzioni per creare un vertex buffer, senza parlare delle prestazioni, che sono decenti solo sulle nvidia, grazie al supporto di quest'ultimanon scordarti che dal 2000 in poi le opengl esistono solo grazie a john carmack che continua a farci i suoi motori grafici, sennò erano morte da un bel po'infatti ora per riprendersi stanno implementando nativamente molte cose che nelle dx esistono addirittura dalle 7addirittura la sgi le ha abbandonate
      • alex.tg scrive:
        Re: Su Linux

        e con cosa programmi i giochi su linux? svgalib?Non l'hai chiesto a me, e non sto parlando di Linux, pero` io i giochi li programmerei col cervello. I motori si possono anche scrivere.
      • ... scrive:
        Re: Su Linux
        ma tu invece di evangelizzare hai mai sviluppato in opengl o in directx? io lo facevo prima che linux avesse un interfaccia grafica degna di questo nomee oggettivamente (puoi chiedere a qualsiasi game developer serio, john carmack compreso) chiunque ti dice che le opengl sono ormai troppo indietro, e se vengono usate è solo perché sono identiche da 20 anni, quindi non sei costretto ad imparare tutto da 0 ogni volta (come accade per le directx invece, che cambiano quasi completamente con ogni release), ma semplicemente se devi usare qualcosa che 20 anni fa non c'era, usi un estenzionequesto concetto però è estremizzato, e oggi ti ritrovi ad usare un estenzione per cose BANALI come un vertex buffer, il che è un po' ridicolo
        • Design scrive:
          Re: Su Linux
          Leggiti, ciò che scrivi sembra un attacco gratuito del quale il motivo è ignoto e non ne vedo nessun contributo positivo.Il fatto che non cambiano da tempo, ovvero che le nuove versioni sono compatibili all'indietro, è una cosa molto positiva perché permette di sfruttare le proprie conoscenze e per questo di migliorare il proprio lavoro. Che è esattamente ciò che hai detto.L'ultima release delle OpenGL uscirà a breve e la penultima versione è del 2006. Le OpenGL esistono anche per altri motivi e non solo per i giochi.Le DirectX non "cambiano quasi completamente ad ogni release", anche se ammetto che non sono molto prone alla compatibilità all'indietro...e questo è uno dei motivi per cui preferisco le OpenGL.Personalmente trovo le estensioni un buon modo, modulare, di procedere, non capisco il tuo accanimento. E' vero che ci può essere qualche conflitto con i nomi, ma si tratta più di teoria che di pratica.IMHO le OpenGL sono un ottimo investimento, anche in merito alla vastità dei dispositivi e dei sistemi operativi supportati.Sinceramente, perché sembri così aggressivo nel tuo post?Che cosa volevi dire con quanto hai scritto dato che alla fine non si legge quale è la tua opinione finale, hai forse sviluppato qualcosa di più potente? Se le OpenGL non esistessero, sei sicuro che le cose andrebbero meglio con le sole DirectX disponibili solo sui sistemi Microsoft e con diverse incompatibilità tra di loro?PS: capisco che nella tua regione si parla in modo diverso, ma in italiano si scrive "estensioni".
  • alex.tg scrive:
    Si segue un sogno...
    ...e lo si racconta al computer, mettendoci tutta l'energia cerebrale necessaria. Poi lo si fa vedere a tutti quelli che hanno sognato la stessa cosa. Io mi accontenterei di far finire qui la ricetta. ;) Anche in Visual Basic... si`, certo che non e` consigliato, infatti la complessita` del lavoro non diminuisce sensibilmente cambiando linguaggio: l'iniziale facilitazione dovuta magari a una sintassi piu` semplice e intuitiva, viene quasi completamente cancellata dalle "complicazioni" dovute alle dinamiche interne di un futuro gioco che si evolve mentre si aggiungono dettagli e caratteristiche e si raffinano algoritmi. Personalmente suggerirei C++ per i solitari, e Java per chi vuol lavorare in gruppo, ma non conta, non conta davvero: nei giochi conta il sogno alla base e la volonta` di vederlo realizzato . Ingredienti che per il successo del gioco possono essere piu` energetici in un singolo individuo che in un team di diecimila persone ultraspecializzate con contratto a vita alla Universal studios . Il game development e` una realta` alternativa dove conta soprattutto la capacita` di credere in qualcosa per farlo diventare reale. Finche` non ci crederete, staremo sempre qui a cercare dove sono i game developers in Italia, avendo noi stessi SEMPRE sotto al naso e pensando "ma no, ma chi me lo fa fare, ma ci sono tanti geniiiii al mondo pronti a fare un sedere cosi` a un povero idiota come me". Di difficolta` ce ne saranno tante ma sono fatte per essere superate.Forza, prendete un linguaggio qualunque, spaghettizzate il codice, fategli fare i salti mortali se necessario, fregatevene della formalita`, inventate ruote quadrate che tanto basta che abbiano i cerchi in lega, convincete il processore A CAZZOTTI se necessario, ma insegnategli a farvi vedere il vostro sogno. Cosi` si diventa game developers.Voi non avete preso coraggio quando tanti anni fa era possibile non scoraggiarsi nel vedere tutti i titoli di coda in un gioco della Nintendo, eravate troppo pochi, troppo sparsi, e il mercato era un'altra cosa. E oggi pensate che siano imprendibili, e che l'epoca dei one-man-game sia finita. Tsk... il computer e` uno strumento strano, un amplificatore di fantasia: ci sono meno cose in cielo e in terra che nell'algoritmo giusto.
    • L.I. scrive:
      Re: Si segue un sogno...
      onestamente mi sembra un post scritto da mary poppins.Il mondo non funziona in "se ci credi arrivi da qualche parte".Questo, se puo' essere vero a livello amatoriale, non lo è certo a livello industriale..E' necessario un distinguo: se volete accontentarvi di fare il giochino amatoriale, che magari riscuote quel minimo di successo da diventare un po' visibile ok.. mary poppins ci sta tutta..La realtà è ben diversa quando uno intende sviluppare un gioco di quelli con la G maiuscola: serve una software house degna di tale nome, mesi e mesi di duro lavoro e molti soldi per finanziare il progetto..In italia questo si fa poco per i software ordinari (ebbene si.. la maggioranza delle software house produce i soliti gestionali del cavolo..) figuriamoci per lo sviluppo di videogame
  • Pino scrive:
    Creatività e controrazzi
    La creatività non manca, in Italia è pieno di sceneggiatori, musicisti, creativi.Ve lo dico io quello che manca: programmatori con i controrazzi. :D
    • dunque scrive:
      Re: Creatività e controrazzi
      - Scritto da: Pino
      La creatività non manca, in Italia è pieno di
      sceneggiatori, musicisti,
      creativi.
      Ve lo dico io quello che manca: programmatori con
      i
      controrazzi.
      :DNon è vero, anche da noi ci sono validissimi programmatori.Quello che manca sono gli investimenti bancari in questo settore.
      • MeX scrive:
        Re: Creatività e controrazzi
        quello che manca sono i SOLDI
        • dunque scrive:
          Re: Creatività e controrazzi
          - Scritto da: MeX
          quello che manca sono i SOLDISì adesso le banche non hanno soldi. Mi sa che tu in Irlanda non ci sei andato ma te ce hanno mandato :-)
          • MeX scrive:
            Re: Creatività e controrazzi
            ovvio che alle banche non mancano i soldi... mancano a chi vuole investire in questo settore
  • Aresio scrive:
    gameprog.it
    "503: Service Temporarily Unavailable"troppa visibilità fa male :D
  • Den Lord Troll scrive:
    sintesi:
    ...non nascere itaGliano ! (soluzione a tutti i mali)
    • tyson scrive:
      Re: sintesi:
      - Scritto da: Den Lord Troll
      ...non nascere itaGliano ! (soluzione a tutti i
      mali)Solito piagnisteo da italiano doc.
      • R. Sleeve scrive:
        Re: sintesi:
        a me è bastato trasferirmi all'estero...
        • diablo scrive:
          Re: sintesi:
          beh ma nn deve essere semplice lasciare la tua famiglia, i tuoi amici, la tua cultura.....io sn sempre dell'idea di voler andare all'estero...ma la paura del cambiamento e tanta
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