Come incassare 2,6 mln USD

Ci vuole l'intuito di Chris Clark, che aveva registrato pizza.com per 20 dollari

Roma – Cresce la centralità della rete nella vita quotidiana e nel commercio elettronico, cresce il bisogno di vitalità e cresce il valore di certi domini Internet. Lo sa bene il 43enne Chris Clark finito sulle prime pagine di mezzo mondo perché ha “piazzato” il suo dominio più importante: pizza.com.

La popolarità mondiale di uno degli alimenti tipici della cucina italiana e gli interessi economici che può significare si sono tradotti in un assegno da 2,6 milioni di dollari dopo una breve asta online.

Pizza.com era stato registrato negli anni ’90.

L’unico rimpianto di Clark? Non aver registrato molti altri domini chiave in quel periodo.

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  • KiraV scrive:
    meglio mixwit!!
    Meglio Mixwit di Muxtape! Ha molte funzioni in più ed è veramente carino! ^^
  • eric scrive:
    l'ennesima bolla
    ditemi cosa ha muxtape in più rispetto a deezer (oltre all'hype)
    • dSense scrive:
      Re: l'ennesima bolla
      Meglio dire: cosa ha muxtape in meno rispetto a deezer. :)C'e' tutto un piacere perverso nello scoprire casualmente quello che qualcun altro ha caricato nel suo nastro, senza possibilita' di ricerca e di catalogazione alcuna. Io apprezzo molto, e da ieri non riesco ad ascoltare null'altro che nastri a casaccio. ;)
  • MissMarple scrive:
    Scusate....
    ... ma nessuno ha spiegato (e vorrei che qualcuno lo facesse), se il tutto è legalmente consentito. Massimo Mantellini ha uplodato brani commerciali, di cui NON credo abbia diritto di disporre (così come richiesto dai termini d'utilizzo di Muxtape) e li sta condividendo.Non è pericoloso?
  • Fanfulla da Lodi scrive:
    David Gray
    Ti faccio i complimenti, "Alibi" è una canzone che in pochi conoscono eppure -meravigliosa-3TU!FdL
  • OpenMusic scrive:
    Gratis!
    Eh no aspettate un attimo! La musica deve essere rilasciata Open Source! Non solo voglio potere ascoltare tutto gratis e senza DRM, ma voglio pure gli spartiti per potere riprodurre (senz pagare alcun diritto) la musica IO dove mi pare! Se poi i cantanti sono così bravi come dicono allora li premierò comprando i servizi che offrono sulle loro canzoni e cioè andrò ai loro concerti. Questo funziona con il software Open Source no? Ci sono tantissime SH che sono diventate ricche regalando il codice e vendendo i servizi giusto? E allora perché con la musica no? Perché solo io programmatore dovrei regalare ciò che produco per farmi scannare dalla concorrenza (che non ha investito 1 cent)?
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: Gratis!
      contenuto non disponibile
      • Tibet Libero scrive:
        Re: Gratis!
        - Scritto da: unaDuraLezione
        - Scritto da: OpenMusic

        Eh no aspettate un attimo! La musica
        deve
        essere

        rilasciata Open Source! Non solo voglio
        potere

        ascoltare tutto gratis e senza DRM, ma
        voglio

        pure gli spartiti per potere riprodurre ( senz

        pagare alcun diritto ) la musica IO
        dove mi
        pare!

        Hai elencato una serie di diritti. Senza dire
        quali sono i tuoi
        doveri.Beh mi sembra chiaro: se un giorno suonando il citofono mi uscirà una melodia orecchiabile distribuirò tutto come opensource-music. Fino ad allora però tutto mi è dovuto gratis!
    • Fanfulla da Lodi scrive:
      Re: Gratis!
      -100%.Questo grazie anche a gente come te, che anzichè battersi per un rinnovo del concetto di copyright, di nuovi canali distributivi, di incentivi anche da parte dello stato allo studio e alla pratica della musica (e cinema, e pittura, ecc. ecc.), preferisce PRETENDERE tutto gratis perchè così può rippare quei 10secondi dall'ultima hit di Rihanna e mettersela sul cellulare che fa ganassa nella compa.Gente come te deve andare al Polo Nord a sciogliere la neve col c.u.l.o, porcoggiuda!!!
      • OpenGratis scrive:
        Re: Gratis!
        - Scritto da: Fanfulla da Lodi
        Tu sei un grandissimo! Hai capito tutto!!
        Ma hai detto una bugia: se davvero tu fossi in
        grado di leggere e riprodurre su strumento
        musicale ciò che è scritto su uno spartito,
        sapresti bene che la musica NON può essere
        gratis, Eh no caro mio! Se il software può essere gratis (opensurs) pretendo anche la musica GRATIS! Il modello è lo stesso no? Se i musicisti sono davvero bravi guadagneranno bene coi concerti, come guadagnano bene i programmatori opensource con le loro preziosissime consulenze!

        Lo dico da anni: in Svezia lo stato paga
        INTERAMENTE le sale prove e da contributi alle
        sale d'incisione quando vuoi incidere il tuo
        demo. E per suonare la tua roba non devi andare
        ad elemosinare al proprietario del pub almeno
        "50" consumazioni garantite.In Italia lo stato non riesce a tenere una città sgombra da "munnezza" figurati se ti viene a pagare la sala prove a te! (a meno che tu non sia figlio di qlc polito nel qual caso ti paga pure l'aereo per andare a vedere la Formula Uno)
        Questo grazie anche a gente come te, che anzichè
        battersi per un rinnovo del concetto di
        copyright, di nuovi canali distributivi, di
        incentivi anche da parte dello stato allo studio
        e alla pratica della musica (e cinema, e pittura,
        ecc. ecc.), preferisce PRETENDERE tutto gratis
        perchè così può rippare quei 10secondi
        dall'ultima hit di Rihanna e mettersela sul
        cellulare che fa ganassa nella
        compa.Ma che caxxo ne sai? Ti inventi cose me le attribuisci e pretendi che siano vere? Ma da quale centro sociale sei uscito?

        Gente come te deve andare al Polo Nord a
        sciogliere la neve col c.u.l.o,
        porcoggiuda!!!HASTA EL PUEBBBLO!
        • Fanfulla da Lodi scrive:
          Re: Gratis!
          Ma quanti anni hai, tredici?Voglio credere che tu sia un pischello, piuttosto che un troll...
          • OpenGratis scrive:
            Re: Gratis!
            - Scritto da: Fanfulla da Lodi
            Ma quanti anni hai, tredici?

            Voglio credere che tu sia un pischello, piuttosto
            che un
            troll...Già finiti gli argomenti? Sei durato poco!Cmq se non lo hai capito il discorso è: perché nel software si propaganda l'opensource (regalare codice e campare di consulenze) mentre nella musica non si può fare (regalare musica e campare di concerti). Perché i programmatori devono lavorare per la gloria mentre i musicisti hanno il diritto d'autore?Se non lo capisci nemmeno così ti faccio un disegnino
          • Fanfulla da Lodi scrive:
            Re: Gratis!
            - Scritto da: OpenGratis
            Cmq se non lo hai capito il discorso è: perché
            nel software si propaganda l'opensource (regalare
            codice e campare di consulenze) mentre nella
            musica non si può fare (regalare musica e campare
            di concerti). Perché i programmatori devono
            lavorare per la gloria mentre i musicisti hanno
            il diritto
            d'autore?
            Se non lo capisci nemmeno così ti faccio un
            disegninoDai, supero la vocina interiore che mi suggerisce di lasciarti stare al tuo destino e "provo" a darti una risposta spendendo un pò del mio prezioso tempo. Chissà che non serva (a te, ne dubito... magari a qualcun'altro).Premessa: se parlo di aiuti statali, ciò non significa che io sia sbucato da un centro sociale. Già il fatto che sei incapace di comprendere le sfumature ma tu veda solo o il bianco o il nero ti qualifica, e purtroppo svia il discorso. Ma tant'è, non torniamoci più su.Allora ciò che tu dici è assolutamente campato per aria. Paragoni le mele con le pere, cioè pretendi che due settori diversi per intenzioni e processi di sviluppo siano uguali (e solo perchè sei uno scroccone che vuole la musica gratis). Ecco il perchè.Lasciamo perdere per un momento le intenzioni. Un programmatore risponde con regole precise ad un progetto preciso, altrettanto non fa il musicista. E invece concentriamoci sui processi di sviluppo. Anche qui, eliminiamo la sfera "emotiva", che non ha controparte nell'open source, e mettiamo a fuoco i modelli di business. Il paragone che tu fai funziona così: io sono un programmatore opensource, e dedico il mio tempo a creare qualcosa di aperto e a disposizione di tutti. Se ci posso ricavare qualche soldo, lo farò dalle consulenze. Io musicista compongo qualcosa di aperto e a disposizione di tutti. Se ci posso ricavare qualche soldo, lo farò dai concerti.L'errore logico è che l'open source conta su un numero di persone molto elevato, per progetti impegnativi come può essere -facendo il parallelo- la composizione, incisione, distribuzione e pubblicità di un album, e solitamente il singolo dedica un tempo ristretto della sua giornata allo sviluppo del progetto. Quelli che sviluppano opensource per mestiere sono solitamente pagati da qualche aziendona (vedi Sun per OpenOffice), e quindi si ricade nel concetto di "mecenatismo".Di qui non si scappa: un musicista DEVE avere qualcuno che lo sostenta (e che ci guadagnerà sopra all'atto della commercializzazione), altrimenti non funziona: i tempi di composizione, posto che l'artista abbia talento è chiaro- sono lunghi, le sale incisioni costano (benchè non sia quello il costo principale) e parecchio, distribuire e sopratutto pubblicizzare un nuovo album è una cosa che da soli non si può fare, se si vuole fare sul serio.E non mi si racconti la menata che oggi tramite internet non ci sono più confini! Non ne è uscito uno di musicista valido in questa maniera.Questo è necessario se si vuole credere nei nuovi talenti e nelle nuove tendenze (musica, come cinema, come pittura, ecc. ecc.). Chiaramente la forchetta si restringe quando parliamo di artisti affermati, ma è da ingenui credere che un Vasco Rossi -per dire un nome vicino e discretamente famoso in patria- agli albori avesse potuto continuare a produrre album aggratise, sostentandosi solo coi concerti.Ah, ultima cosa. Per i grandi nomi, è già così: Ligabue ha spesso affermato di guadagnare il suo "stipendio" dai concerti e dal merchandise. Molte altre band o artisti dicono lo stesso. Le vendite sugli album vanno a rimpinguare le case discografiche che, volenti o nolenti non essendo enti di beneficienza, devono fatturare.Si può quindi discutere se fatturano esageratamente in rapporto al servizio (e penso sia vero), se sia pericoloso che il business detti le regole del gioco limitando così l'espressione artistica, i nuovi talenti, e propinandoci variazioni della stessa sbobba che facevano i Beatles e i Rolling Stones quarant'anni fa (e penso sia vero), ma non mi si può sostenere - a meno di essere in malafede come penso tu sia- che le case discografiche non servano.Augh, ho detto.FdL
    • anonimo scrive:
      Re: Gratis!
      ma te vivi in opensursolandia? ma dove vedi software gratuito porca miseria... puoi scegliere, c'è gente che rilascia tutto quello che vuoi sullle loro canzoni e ce n'è altra che si fa pagare perché è un guadagno su un proprio lavoro, così come succede per software videogiochi e via discorrendo.ciao piccolo troll fanboy in pre-pubertà
  • lowres scrive:
    lastfm.com
    Fa la stessa cosa, soltanto meglio, senza bisogno di ricorrere alla metafora della vacchia cassetta, che ha tanto emozionato Mantellini.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 07 aprile 2008 11.12-----------------------------------------------------------
    • napodano scrive:
      Re: lastfm.com
      assolutamente viva Last.fm: la musica che vuoi tu, e non la musica che vuole il muxtape.se la vuoi solo gratuita, basta ascoltare la radio taggata Jamendo o Creative Commons o similari.
    • anonymous scrive:
      Re: lastfm.com
      - Scritto da: lowres
      Fa la stessa cosa, soltanto meglio, senza bisogno
      di ricorrere alla metafora della vacchia
      cassetta, che ha tanto emozionato
      Mantellini.ma lastfm è una radio (anzi, è LA radio),muxtape è diverso...
  • Ricky scrive:
    Una considerazione...
    Prima era il vinile, ANALOGICO, poi fu il digitale (CD) in cui si faceva un passo indietro sulla qualita' dei contenuti.Poi arriva la compressione (mp3 su tutte) e giu' altra perdita di qualita'.In definitiva,il trend non e' forse quello di avere sempre piu' musica in sempre meno spazio e con sempre meno qualita'!?Se cosi' fosse, anche i prezzi dovrebbero comprimersi di conseguenza ma a ma non pare sia proprio cosi'...Resta comunque la sensazione che si stia PERDENDO qualche cosa per acquisire qualcosaltro.Se andiamo ancora prima del vinile e derivati, possiamo dire che la musica la sentivi DAL VIVO,ancora meglio che su vinile (a seconda anche delle acustiche).Non tralasciamo anche un fatto che spesso viene dimenticato:1 cd = N canzino di cui solo POCHISSIME degna di merito, le altre sono solo dei riempitivi.Potendole acquistare singolarmente , molte di queste schifezze verrebbero saltate a pie' pari e costringerebbero gli artisti a creare opere degne dei soldi che smeniamo.
    • il signor rossi scrive:
      Re: Una considerazione...
      - Scritto da: Ricky
      Prima era il vinile, ANALOGICO, poi fu il
      digitale (CD) in cui si faceva un passo indietro
      sulla qualita' dei contenuti.scusa, ma il cd suona ma bene bene... poi uno può essere romantico e rimpiangere il vecchio fruscio delle musicassette o quel suono "caldo" (ma oggi direi: meno fedele) che avevano le orchestre in vinile, comunque alla pulizia di un bel suono in digitale (senza compressione, ovviamente) io oggi non rinuncerei più!
      Poi arriva la compressione (mp3 su tutte) e giu'
      altra perdita di qualita'.sì, qui sì. Però chiediamoci... un mp3 è comunque meglio di una vecchia audiocassetta e ci consente di portarci la musica con noi con una qualità infinitamente superiore al vecchio walkman, oppure di *registrare* (i musicisti sanno di che parlo) con qualità infinitamente superiore a quanto si poteva fare in analogico.Quindi anche in questo caso... non demonizzerei l'mp3: è comunque un miglioramento rispetto alla cassetta. Per l'ascolto hi-fi spero comunque che sopravviva il cd (o comunque che le case distribuiscano anche in formati non compressi).
      In definitiva,il trend non e' forse quello di
      avere sempre piu' musica in sempre meno spazio e
      con sempre meno qualita'!?no, come dicevo no... la qualità che ha oggi un letore mp3 (con una cuffietta decente) è molto migliore di quella di un walkman degli anni 80
      Se cosi' fosse, anche i prezzi dovrebbero
      comprimersi di conseguenza ma a ma non pare sia
      proprio cosi'...beh tu paghi il lavoro dell'artista (e tante altre cose), non il supporto... quello è *sempre* stato un costo trascurabile.
      Resta comunque la sensazione che si stia PERDENDO
      qualche cosa per acquisire
      qualcosaltro.sì ma non credo che sia un problema di analogico/digitale o di compresso/non compresso. Piuttosto... una volta (anni 70-80) c'erano apparecchiature con qualità audio terribile (giradischi portatili, mangianastri...) e impianti hi-fi.Poi è arrivata l'elettronica di consumo, che ha abbassato il livello degli impianti ma contemporaneamente allargato la fascia di utenti che poteva permettersi un ascolto migliore. Però ha abbassato anche il livello culturale: non essendoci più una distinzione netta fra bassa qualità e hi-fi, la gente si è abituata al livello medio e non cerca più l'eccellenza. Non è disposta a spendere per la qualità audio. Ma il digitale non c'entra.
      Se andiamo ancora prima del vinile e derivati,
      possiamo dire che la musica la sentivi DAL
      VIVO,ancora meglio che su vinile (a seconda anche
      delle acustiche).esatto, ma anche lì... e chi non poteva permetterselo?
      Non tralasciamo anche un fatto che spesso viene
      dimenticato:1 cd = N canzino di cui solo
      POCHISSIME degna di merito, le altre sono solo
      dei riempitivi.anche questo non ha nulla a che fare con il digitale o il tipo di supporto, è un problema di industria discografica e cultura musicale
      Potendole acquistare singolarmente , molte di
      queste schifezze verrebbero saltate a pie' pari
      e costringerebbero gli artisti a creare opere
      degne dei soldi che smeniamo.Concordo. Per questo la gente copia. Un esempio? Ho comprato Amy Winehouse... 32 minuti di disco per 20 euro. Quando uscirà il disco nuovo magari mi sentirò in diritto di copiarlo: in fondo l'ho già pagato... ;)
  • muffa di margarina scrive:
    musica emozione condivisa
    L'ascolto di tipo personale, insomma l'mp3 protetto da ascoltare da soli in cuffia, è un'idea nata già morta. La musica è emozione e come tutte le emozioni ha senso solo se condivisa. Non è un caso che vanno diffondendosi sempre più gli aggeggi per ascolto condiviso, gli auricolari cedono il posto ad altoparlanti che diventano sempre più potenti fino a tornare l'hi-fi di un tempo. Ricordo i radioloni che andavano di moda più di 20 anni fa. Negli USA erano enormi e venivano portati sulla spalla per spararsi musica nelle orecchie e spararla nello spazio circostante. La musica non può essere ascoltata da soli, quasi mai. Il p2p quindi non era evitabile e non morirà. Prevedo anche il ritorno dell'hi-fi, anche se di dimensioni contenute e aperto all'uso multimediale.
    • MegaJock scrive:
      Re: musica emozione condivisa
      - Scritto da: muffa di margarina
      Ricordo i radioloni che
      andavano di moda più di 20 anni fa. Negli USA
      erano enormi e venivano portati sulla spalla per
      spararsi musica nelle orecchie e spararla nello
      spazio circostante. Non a caso si chiamavano "Ghettoblasters"...
    • Fanfulla da Lodi scrive:
      Re: musica emozione condivisa
      - Scritto da: muffa di margarina
      L'ascolto di tipo personale, insomma l'mp3
      protetto da ascoltare da soli in cuffia, è
      un'idea nata già morta. La musica è emozione e
      come tutte le emozioni ha senso solo se
      condivisa. Non è un caso che vanno diffondendosi
      sempre più gli aggeggi per ascolto condiviso, gli
      auricolari cedono il posto ad altoparlanti che
      diventano sempre più potenti fino a tornare
      l'hi-fi di un tempo. A muffa, ma che stai a dì...Io vedo in giro quantitativi di cuffie come non mai. Sulla tube di Londra c'è più gente in cuffia che in piedi.Nota personale: la musica per me è terapia, e come tale individualista. Se escludiamo il ballo (che non comprendo nè mai comprenderò), le emozioni sono personali, ebbasta.Così almeno io penso.
    • Hamlet scrive:
      Re: musica emozione condivisa
      - Scritto da: muffa di margarina
      L'ascolto di tipo personale, insomma l'mp3
      protetto da ascoltare da soli in cuffia, è
      un'idea nata già morta.infatti hanno venduto milioni e milioni di ipod e di lettori mp3 di altre marche, che previsione azzeccata che hai fatto!quando uno non è con persone che conosce, l'ascolto in cuffia va benissimoad esempio, l'ascolto di una radio, specialmente la talk radio, va fatto da soli, perchè ognuno ha i suoi gustiHamletmy blog http://technosoc.blogspot.com/
  • Cavallo GolOso scrive:
    la siae parlerebbe di apoligia di reato
    sono totalmente d'accordo con Mantellini quando dice "Il fan del cantante X che duplica il disco appena acquistato del proprio artista preferito su una cassetta (come si faceva 30 anni fa) perché anche altri vicino a lui possano ascoltare tanta meraviglia, non è un pirata o un sovvertitore dell'ordine economico ma un soggetto positivo ed indispensabile nella creazione del valore dell'opera artistica. E che aggiunge il proprio piccolo mattoncino alla diffusione della cultura." Ma mi risuona fin troppo chiaro in mente il classico commento dell'uomo della siae (et similia) che dice che semplicemente chi compie questi atti sta effettuando delle scelte che non lo competono, che sta duplicando un materiale sul quale non ha alcun diritto, che vende merce non sua, anzi, che regala merce non sua. E via dicendo.Credo che il problema sia la possibilità di decidere, da parte dell'autore, quando e quanto regalare, se lui vuole, ma soprattutto di riprodurre in modo digitale le sue opere una volta divenute introvabili; oppure, ancor di più, di permetterlo a chiunque, una volta avvenuto questo fatto, per rendere impossibile l'esistenza di "rari", di "numero limitato", "introvabili", "collezione privata", "concessioni" e così via. In particolar modo di non essere legati, da parte dell'autore, ad un distributore se non ha la convenienza che decide lui, cessa di riprodurre fisicamente l'opera.Naturalmente nulla sarà mai come un originale, ma se devo andare a Oslo a vedere un quadro, credo che sia giusto invece permetterne una riproduzione fotografica perfetta. Non possiederò certamente il quadro.Queste ultime sono solo opinioni, ma il succo è che rilevo una divergenza totale tra quanto afferma Mantellini del processo di "pubblicità" offerto dalla duplicazione-passaparola e quello che dello stesso fatto osserva comunemente chi è chiamato (o chi si chiama da solo) a gestire i diritti degli autori o dei loro proprietari. PS mi sarei (anzi mi sono) loggato, ma per qualche strano motivo, con Opera, dopo averlo fatto, rimango non-loggato.Ciao! :) Cavallo GolOso
  • muffa di margarina scrive:
    il ritorno dell'hi-fi
    Penso che tra non molto, e già se ne vedono gli inizi, ci sarà il ritorno dell'hi-fi. L'ascolto personale degli ultimi anni cederà il posto nuovamente all'ascolto salottiero con tanto di ampli e casse acustiche. Nel periodo adolescenziale di internet il mercato ha strizzato l'occhio a giovani e giovanissimi, più interessati al brano di moda che all'audiofilia e al concerto live. Ora siamo già nel periodo della maturità, i ragazzini sono cresciuti e sono sempre più esigenti in fatto di musica. E il mercato si adegua. Quindi migliore qualità audio, ritorno dell'"LP", ecc. Penso comunque che il supporto fisico tipo CD tenderà a scomparire a vantaggio del CD virtuale su chiavette, HD, ecc. L'hi-fi del futuro però, pur ricalcando per grandi linee quella anni '70, sarà molto più incentrata sul multimediale. Non escludo la scomparsa della codifica PCM.
  • circospetto! scrive:
    Muxtape con inediti dal sito di Casalino
    ovvero il Mirko di Mai dire Martedì e il Giginho di Colorado, ecc ecc, con inediti: http://fabriziocasalino.wordpress.com/i-suoni/l'attrezzo sembra snello, speriamo che inventino un modo per embeddare (argh) queste cose nel proprio sito!
  • Joliet Jake scrive:
    Corsi e ricorsi storici
    "Oh no! Le radio libere! La musica è finita..." (anni 70)"Oh no! Le musicassette! La musica è finita..." (anni 80)"Oh no! I CD! La musica è finita..." (anni 90)"Oh no! Internet! La musica è finita..." (anni 2000)Come si vede, è il solito lamento che ritorna ogni tanto.Cambiano il soggetto ma il succo non cambia.E non mi sembra che negli ultimi 50 anni il mercato musicale sia stato "scosso" così tanto da queste "tragedie".Vediamo a chi daranno la colpa la prossima volta.W la musica! (love)
    • Er Puntaro scrive:
      Re: Corsi e ricorsi storici
      A una trasmissione televisiva del sabato pomeriggio dedicata al panorama musicale e non, interviene giovane e affermata attrice italiana che alla domanda "sei appassionata di musica?" risponde ingenuamente "non molto, ho l'iPod e ci pensano i miei amici a riempirlo" . No comment da parte della presentatrice e cambio repentino d'argomento per far passare inosservata la cosa."Oh no! Le radio libere! La musica è finita..." (anni 70)"Oh no! Le musicassette! La musica è finita..." (anni 80)"Oh no! I CD! La musica è finita..." (anni 90)"Oh no! Internet! La musica è finita..." (anni 2000)"Oh no!! i cellulari!! La musica è finita (2010)Forse non finirà la musica, ma il vecchio business sembra proprio di sì (la diga ha ceduto e l'acqua è scappata da tutte le parti).
    • piesio scrive:
      Re: Corsi e ricorsi storici
      peccato che non siano legali
  • mech_user scrive:
    Amore per la Musica


    Internet forse affossa irrimediabilmente certi equilibri

    economici ma afferma con chiarezza quanto la musica sia

    grande ed amata.Sono d'accordo.Peccato però che per le major, la musica non sia passione ma esclusivamente "denaro".
  • The M scrive:
    30 anni fa? Pure 10...
    Beh io fino a 10 anni fa ancora sdoppiavo e mi facevo sdoppiare le cassette ;) (che conservo ancora gelosamente, insieme ai gloriosi vinili)Ma davvero l'industria musicale boccheggia morente?A veder le ville di certi rapper-papponi non si direbbe... :p
    • Er Puntaro scrive:
      Re: 30 anni fa? Pure 10...
      Se è per questo io vedo ancora in giro le cassette vergini da registrare. Non dimentichiamo che esistono persone che il pc non lo vogliono proprio nella loro vita.Comunque è simpatica questa idea del muxtape (sto ascoltando quello del Mantellini in sottofondo). Io sostengo sempre che il futuro della musica (per me) sarà quello di non possederla più, ma forse io parlo così perchè ho le orecchie sature (saturissime) e mi basta un ascolto per essere già sazio.
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