Conficker, ora anche al parlamento UK

Adesso anche i rappresentanti dei sudditi di sua maestà devono fare i conti con il worm del momento. Eppure il virus fa paura ma non troppo: le armi per sconfiggerlo sono state forgiate

Roma – A quanto pare, Conficker è riuscito a penetrare anche le maglie di una delle (teoricamente) più sicure istituzioni in circolazione: il Parlamento britannico. Secondo quanto rivelato dall’emittente Channel 4 , e confermato da quanto trapelato nel testo di una email, gli amministratori di sistema starebbero combattendo per riuscire ad arginare l’infezione tra le mura di Portcullis House e Westminster. Senza peraltro molto successo: ma il danno potrebbe non essere particolarmente ingente, tutto sommato.

Stando a quanto si legge , “il network del Parlamento è infettato dal virus conosciuto come Conficker. Questo virus danneggia gli utenti rallentando il network e impedendo l’accesso ad alcuni account”. Nessuna precisazione su quale generazione del worm abbia preso di mira la rete, ma gli admin stanno “ancora lavorando con i nostri partner per riuscire a rimuoverlo e dunque occorre agire rapidamente per ripulire i computer che risultino infetti”.

Ai parlamentari e al personale, quindi, viene richiesta la massima collaborazione : “Stiamo controllando il network e se viene identificato un dispositivo che riteniamo sia infetto vi contatteremo per essere certi che quel dispositivo venga disconnesso dalla rete o ripulito ed equipaggiato con il software necessario a impedire che venga infettato di nuovo”.

L’email poi prosegue ricordando a tutti i destinatari quale sia la profilassi per evitare il contagio e il propagarsi dell’infezione : “Non ci è possibile ripulire computer che sono spenti o che non sono autorizzati. Dunque chiediamo a chi dovesse stare utilizzando un computer o un portatile non autorizzato di cessarne l’uso immediatamente”. Inoltre, vista la capacità di Conficker di infilarsi nelle chiavette USB e nei dispositivi removibili, “Vi chiediamo al momento di astenervi da utilizzare chiavi di memoria USB e ogni altra forma di storage portatile sul network parlamentare”.

Fatte le dovute raccomandazioni di rito invitando gli interessati a contattare l’ufficio che si occupa dell’infezione in caso rilevassero problemi, l’email si chiude. Resta l’interrogativo su quali possano essere le conseguenze ai fini della sicurezza nazionale, e della riservatezza, per quanto attiene l’infezione dei computer del Parlamento di sua maestà e più in generale delle milioni di PC interessati dal worm intorno al mondo: ebbene, dice qualcuno , le preoccupazioni sebbene non possano essere cancellate devono essere ridimensionate .

Conficker, come ogni worm di successo degli ultimi anni, non è un prodotto pensato per prendere di mira il singolo utente: il suo scopo, come in molti altri casi , è la creazione di una botnet con la quale generare una potenza di calcolo, distributiva e di traffico tale da servire agli scopi nefasti dei suoi creatori. Spam e DDoS sono attività redditizie per i malviventi , che affittano le capacità dei loro network al migliore offerente finendo per colpire le attività di una singola azienda, di un ministero, di una intera nazione.

Il timore che il primo aprile possa trasformarsi in un giorno del giudizio per i milioni di PC ancora infettati da una delle varianti di Conficker è, secondo alcuni osservatori , eccessivo: dopo la taglia posta da Microsoft sulla testa di chi ha creato il worm, una associazione di aziende specializzate nel ramo che va sotto il nome di Conficker Cabal si è attivata per bloccare i vettori di attacco del virus e organizzare una difesa comune per impedire al virus di riprodursi sfruttando nuovi nomi a dominio registrati per l’occasione.

110 nazioni , tante quante la variante Conficker.c punta a raggiungere per registrare domini di ogni desinenza, sono state allertate e si sono attrezzate per fare fronte alla minaccia con l’unica eccezione della Repubblica del Congo: lo sforzo globale farebbe dunque ben sperare per la risoluzione positiva della minaccia. In ogni caso, i consigli restano sempre gli stessi: occhio alle email sospette e soprattutto agli allegati, attenzione a cosa si scarica da dove in Rete, antivirus e sistema operativo sempre aggiornati.

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  • foo scrive:
    Serviva l'articolo?
    Capito perche' le aziende evitano di assumere persone soprattutto in un periodo di crisi?Perche' il licenziamento fa notizia e clamore, con movimentazione di media e sindacati con bandiere svolazzanti e scioperi..Signori finche' sara' cosi' state pur certi che il contratto a tempo indeterminato ve lo scordate..Le persone non sono delle macchine, oggi producono domani forse.. e se il forse diventa certezza, allora non ha senso continuare il rapporto lavorativo con il dipendente, lasciando il posto ad altri..Purtroppo pero', quando si licenzia un lavoratore poco produttivo, difficilmente se ne cerca un altro, reduci dalle bufere post licenziamento, quindi il numero globale di disoccupati aumenta, anche per colpa dei lavoratori che difficilmente si "accontentano" di un posto con contratto a tempo..Spero che le cose cambino perche' in primis deve cambiare la mentalita' dei lavoratori che a volte e' ferma a 50 anni fa..
    • anonymous scrive:
      Re: Serviva l'articolo?
      Eh no mio caro, noto che ultimamente sto ragionamento va di moda ma non mi sta per niente bene. Chi gestisce un'azienda lo fa rischiando il proprio capitale e quindi si fa carico del rischio per avvere un guadagno che lo giustifichi. Perche allora ti sta bene che buttino su chi lavora e viene retribuito di conseguenza anche un rischio (la flessibilita' che te dici) che no li viene pagato?
      • Bip scrive:
        Re: Serviva l'articolo?
        Sto discorso andava bene qualche decennio fa, oggi la pretesa di essere assenti da rischio è pura utopia.C'è troppa concorrenza umana.In Italia poi siamo nel paese dei balocchi, lavoro garantito, mesi di vacanza, permessi e tredicesime.E ovviamente si vorrebbe pure un salario alto.Ma il mondo sta arrivando pure qui.
        • anonymous scrive:
          Re: Serviva l'articolo?
          Ah si? Come mai si prendono sempre come esempio i Stati Uniti e mai il modello Scandinavo? E pure in tutte le statistiche che mi e' capitato di vedere occupano i primi posti per qualita' della vita, redito e cosi via. E se non erro li sono pure piu' garantiti a livello lavorativo e non solo. Ma tanto qui va di moda privatizzare, che fa molto sinonimo di "avanguardia". E anche mentre le conseguenze di questa "moderna" deregulation siano davanti ai occhi di tutti ci sta chi e' ancora convinto che la colpa e delle garanzie al lavoro o i troppi soldi spesi per il welfare. Sigh.p.s.Non sono di sinistra ma nemmeno di destra. E non ho diritto di voto essendo straniero ma se lo avvessi non saprei veramente chi votare qui.
  • wizzolo scrive:
    Si ma io voglio sapere Google ITA
    Ciao a tutti,tutto molto interessante, ma perchè non leggo mai un punto di vista del distaccamento italiano ? come se la passa Google Italia sede a Milano ?, è curioso anche vedere che cercano sempre lo stesso target di gente su google job senza mai aggiornare i profili richiesti .Fateci sapere di più, ummm oppure dovrei cercare su www.google.com ?Ciao
  • attonito scrive:
    finche XXXXno markettari, tutto ok!
    come da oggetto
  • The Raptus scrive:
    Un buon segno
    ... volendolo cercare c'è: Hanno licenziato il marketing. In Italia si fa il contrario!
    • Mike scrive:
      Re: Un buon segno
      Per forza che funziona al contrario qui.In italia si potenzia il marketing perchè si cerca di vendere a tutti i costi prodotti di pessima qualità. Evidentemente si crede che porti più soldi ma a lungo andare ti bruci perchè il pollo lo spenni solo 1 volta.Purtroppo è nostro costume
      • Samuele C. scrive:
        Re: Un buon segno
        non è vero il pollo in italia lo spenni quante volte vuoi, basta vedere il marketing elettorale e i relativi risultati.
        • attonito scrive:
          Re: Un buon segno
          - Scritto da: Samuele C.
          non è vero il pollo in italia lo spenni quante
          volte vuoi, basta vedere il marketing elettorale
          e i relativi risultati.boh, io so solo che ho fanculizzato la fiat l'auto precedente e pure questa appena acquistata: differenza di 4000E su auto simili non mi va proprio di foraggiare FIAT.Sono stufo di pagare auto mediocri un botto di soldi solo per mantenere puttanieri cocainomani.(ogni riferimento e' puramente casuale)E non venitemi a raccontare la palla del "sosteniamo le aziende italiane"
  • Johnny scrive:
    Gestione del proXXXXX decisionale
    Sarà per i loro problemi in questo settore che il progetto 10 to the 100th ha mancato la sua seconda deadline? :D
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