Contrappunti/ Ho visto il futuro e...

di Massimo Mantellini. Ci sono domande che richiedono interlocutori disinteressati e nel caso di Negroponte, del consulente Negroponte e del futurologo Negroponte, occorre ragionare sugli sponsor pluri-miliardari del MIT


Roma – Siamo fritti. Ora che anche Nicholas Negroponte si è messo a strillare sul luminoso futuro del wi-fi c’è da essere preoccupati. Sull’ultimo numero di Wired il guru del MIT ha composto uno stringato reportage sullo stato dell’arte della comunicazione wireless. Il titolo dell’articolo, Being Wireless , richiama “Being digital” un suo vecchio e fortunato libro.

Si tratta di una comunicazione aggiornata (Negroponte fa un accenno anche a tecnologie ancora sperimentali ed estremamente innovative come quelle di Mesh Networks ) che sembra in effetti più una presa di coscienza del presente che una finestra spalancata sul domani da parte di una delle voci più ascoltate del panorama digitale mondiale.

E nonostante l’esagerazione che circonda spesso le uscite del Professore, il suo gridare a squarciagola previsioni improbabili o verità rivelate ottiene sempre i suoi effetti. Così, forse in virtù di questo istrionismo, mentre – come scrive Franco Carlini – il fondatore del MediaLab è ormai in via di pensionamento al MIT, l’Europa e l’Italia gli aprono le porte come consulente tecnico del Ministro delle Comunicazioni Gasparri.

Solo qualche mese fa Negroponte – le cui partecipazioni a convegni e consessi in Europa si sono fatte pericolosamente frequenti – dichiarava che nel giro di pochi anni – entro il 2005 – sarebbe finita l’era della carta e i giornali sarebbero stati fatti d’altro . Vi viene in mente una uscita migliore per finire dritto sulle pagine di tutti i quotidiani, di carta e non? Quanto alle capacità divinatorie del neoconsulente del nostro governo (come a onor del vero di quelle di quasi chiunque altro) forse sarebbe meglio stendere un velo pietoso. La convergenza fra PC e TV che Negroponte ha annunciato come imminente per anni? Mai vista. I computer indossabili? Mai sentiti nominare, nemmeno alle sfilate di moda. E che dire dei PC intelligenti in grado di comprendere la voce umana e di rispondere a tono, una idea partorita già negli anni 70 e che si sarebbe dovuta concretizzare in un decennio? Meglio non parlarne, nessuno li ha avvistati, nemmeno nel nuovo millennio.

Del resto il Media Lab – che ha aperto una filiale europea in Irlanda e si occupa di tutto, dal recente hype del telefono dentale alla alfabetizzazione telematica dell’India rurale – è una struttura ambigua dove non solo ricerca e industria convivono, come avviene di norma nel mondo accademico statunitense – ma sembrano collegate da legami particolari. Al Media Lab si sono posti in questi anni anche domande interessanti del tipo: cosa accadrebbe se tutte i pupazzi di Topolino e tutte le Barbie del pianeta avessero un IP address? Tranne poi lamentarsi delle critiche prevedibili di chi accusava il laboratorio di costosa inconsistenza. Una inconsistenza – se vera – in ogni caso assai esposta sui mezzi di informazione, pronti ad amplificare qualsiasi sogno tecnologico fatto balenare dai ricercatori del Media lab e profumatamente pagata da decine di grandi aziende di tutto il mondo che finanziano l’istituto in cambio del libero accesso alle invenzioni ed alle idee sfornate nei laboratori.

Il risultato di questa grande intuizione, che ha fatto della struttura di Negroponte una delle più ricche fra quelle universitarie americane, è che assai raramente la proprietà intellettuale dei ricercatori del Media Lab resta nelle loro mani ma viene legalmente soffiata dagli uffici brevetti delle aziende sponsorizzatrici in un sistema di sharing che ha invogliato moltissime imprese a investire al Lab i propri soldi.

E allora poco importa se uno delle rare start-up strappate agli sponsor del Media Lab sia la società E-Ink che, per una curiosa casualità, in tempi di penuria e di eccessivo costo della carta, produce il cosiddetto inchiostro elettronico che, nelle idee dei suoi creatori, sostituirà a breve ogni supporto di lettura/scrittura esistente.

Insomma se il fondatore del Media lab come direbbe qualcuno “se la suona e se la canta”, la cosa sembra interessare poco quanti lo hanno eletto a nume tutelare del nostro futuro tecnologico. In fondo, qualche punto di riferimento “autorevole” – penso a Don Fortunato di Noto per le questioni che attengono alla tutela dei minori in TV e su Internet – il nostro loquace Ministro delle Comunicazioni lo dovrà pur avere.

E siccome questo è il livello atteso di autorevolezza dei consulenti del nostro governo, perchè prendersela tanto se Negroponte scrive un pezzo – tra l’altro limpido e ben organizzato – sul wi-fi? La preoccupazione nasce per una sola ragione, semplicissima. Il successo travolgente di questa nuova tecnologia wireless è figlio della sbadata noncuranza del grande business: quello che Negroponte chiama nel suo articolo “a broadband system built by the people for the people” . E’ quel primo people che a me un po’ spaventa. Di quale gente va parlando l’autore? Non certo di quella che in tutto il mondo sta costruendo reti wireless cittadine gratuite, economiche e libere. Nè di quelle amministrazioni locali che stanno usando lo spettro di frequenze lasciato incautamente libero per sostituirsi alle costose, speculative e svogliate telecom locali. Oppure sì?

In un impossibile aggiustamento (l’ennesimo) Negroponte ipotizza l’ovvio e cioè che le telecom, alla luce del wi-fi, debbano pensare qualche futuro aggiustamento alle proprie politiche di connessione. Ed è in questa ottica che si spiega anche l’altro grido che lo storico editorialista di Wired sta lanciando in Europa da qualche mese a questa parte: quello sulla inadeguatezza e pochezza dell’UMTS prossimo venturo. Troppo piccolo e troppo presto scrive Negroponte riferendosi alla telefonia di terza generazione e davvero, espressa oggi, sembra una previsione assai poco rischiosa.

Così, sempre oggi, l’autore cavalca l’idea romantica e ormai concretissima dello sviluppo di reti anarchiche basate sul wi-fi evitando però di approfondire troppo l’aspetto culturalmente centrale legato a questa nuova tecnologia, il che richiederebbe – questo sì – qualche dote di autentica preveggenza.Come sarà domani il wi-fi? Cosa accadrà alle grandi centralistiche telecom nel momento in cui il traffico dati diventa locale, senza fili e basato su architetture assai simili a quella P2P? Quali passi saranno da esse prevedibilmente tentati per impedire che ciò avvenga?

Sono domande che richiedono interlocutori disinteressati e nel caso di Negroponte, del “consulente” Negroponte, nonché del “futurologo” Negroponte, noto per essere un seguace dello slogan ad effetto “Ho visto il futuro…e funziona” , vanno ulteriormente specificate. Magari con un piccolo ma indicativo elenco: Telecom Italia, France Telecom, British Telecom, Deutsch Telecom, Motorola, Ericsson. Sono questi solo alcuni nomi tratti dalla lunga lista di società che hanno contratti di sponsorizzazione con il Media Lab per un importo minimo per ciascuna di 600.000 dollari.

Se l’inchiostro elettronico sostituirà a breve ogni nostro singolo foglio di giornale, se i ragazzi del Media Lab studiano come dotare di indirizzi IP la Barbie (ovviamente Mattel è fra gli sponsor del laboratorio), di fronte a quale complessità mediatica ci troviamo quando leggiamo o ascoltiamo Negroponte dissertare sul futuro della tecnologia? E’ persino difficile capire se stiamo ormai parlando di previsioni o di aspettative, di orientamenti possibili o del comprensibile desiderio di vederli concretizzati.

Oggi Negroponte cavalca il wi-fi in una analisi che è difficile immaginare disinteressata. E lo fa con intelligenza e abile tempismo, sfruttando la notorietà guadagnata in molti anni di onesto lavoro nell’immaginare il futuro. Quello apparso su Wired è un articolo piacevole, redatto con un tono “liberal” apparentemente distante dalle speculazioni del business. Dove ad un certo punto si ammette perfino l’inconfessabile: la voglia umanissima di condividere le risorse della propria rete domestica senza fili con i vicini di casa:

Since I live in a high-density area, my system reaches perhaps 100 neighbors. I do not know how many use it (totally free) – frankly, I do not care. I pay a fixed fee and am happy to share.

Chissà cosa penseranno le varie Telecom di questa frase. E chissà se a qualcuno fra i tanti grandi attori del mondo delle telecomunicazioni mondiali che investono nel Media Lab, non verrà voglia di coniare un nuovo slogan adatto anche alle più recenti dissertazioni del nostro guru del futuro tecnologico preferito.

Che alla luce del successo planetario del wi-fi potrebbe facilmente essere questo:
“Ho visto il presente e, purtroppo, …funziona”.

Massimo Mantellini
Manteblog

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  • QZlxYBQckrf v scrive:
    zGEcCoFlzhJ
    http://www.youtube.com/user/denniseannet#fluconazolehttp://www.youtube.com/user/irmgardberti#seasonalehttp://www.youtube.com/user/yanbanditonor#diflucanhttp://www.youtube.com/user/willisloganiz#yeastinfectionhttp://www.youtube.com/user/stephinead#candidiasis
  • hYgAQJbKVda b scrive:
    FnweLqgha
    http://www.youtube.com/user/denniseannet#fluconazolehttp://www.youtube.com/user/irmgardberti#seasonalehttp://www.youtube.com/user/yanbanditonor#diflucanhttp://www.youtube.com/user/willisloganiz#yeastinfectionhttp://www.youtube.com/user/stephinead#candidiasis
  • Anonimo scrive:
    ..ma quale privacy..????
    ..leggo con stupore..(ma poi perche??)..migliaia di post, tanti forum, siti web..tutti a disquisire sulla privacy e sulle norme (allucinanti) che la regolano,...e mi chiedo,..ma sono forse tutti impazziti??..ma quale privacy??..di cosa state parlando??...ma non lo sapete che siamo tutti schedati??..banche, telefoni, telefonini..ecc..ecc...sanno persino dove siamo in ogni momento della giornata..e allora di che vi preoccupate???....hanno messo in piedi il carrozzone del Garante, gli hanno dato qualche centinaio di milioni all'anno di paga a lui e ai suoi collaboratori)..et voila',..ecco le nuove norme che vanno a chiudere l'immenso spazio di liberta'(anche per i poveri) che offriva internet,..infatti, se non puoi comunicare con le altre persone, con la paura che o quello ti denuncia, o ti manda i carabinieri a casa...a cosa serve avere un computer..?????...contenti voi.....amen.
  • Anonimo scrive:
    e basta, lo spam non fa cosi' male
    se ne parla troppo secondo me per quello che veramente e'
  • Anonimo scrive:
    confermo!
    grazie a punto informatico ora capisco perchè nella mia posta arriva giornalmente della spazzatura inviata sempre da diversi mittenti, ma sempre di ragazze pronte a tutto.. io ho provato a cancellarmi diverse volte, ma entrata nel sito mi viene risposto che è impossibile cancellarmi perchè l'utente non risulta mai registrato! eccovi un esempio: NEWSLETTER PER ADULTI V.M.http://penetrazionianali.isfun.netIL MEGLIO DEL WEBhttp://penetrazionianali.isfun.netSE NON VUOI PIU RICEVERE PIU POSTA SCRIVICRICRI_81@CIAOWEB.ITse si scopre come evitare tutta questa spazzatura contattatemi!!gnicca@libero.itciao
  • Anonimo scrive:
    la filosofia dello spam
    A parte il nome spam che in americano evoca il nome di "poltiglia" e da già in senso olfattivo al tutto (anche se i bit per fortuna non hanno odore...mi stupisco di tutta questa questioneabbiamo voluto la rete, abbiamo voluto la libertà di mandarci messaggi sempre 24/7? le reti si sovraccaricano di roba inutile ? benissimo anora di più internet deve gestire tuttopoi lo spam crea nuovi posti di lavoro (pensate a spamcop e altre organizzazioni)quindi siamo di fronte allo yingyang di internetper ogni barriera c'è un aggiramento un lato opposto alla medaglia.personalmente ricevo spam tutti giorni un centinaio di messaggi alcuni li leggo divertito altro li clicco via automaticamentefaccio fatica a fare un click in piu? installa allora un programmino di filtheringin conclusione ci sono problemi ben più importanti che lo spam su internet
  • Anonimo scrive:
    Per forza !
    Fino a che anche Telecom Italia lascia aperti i suoi relay (vedi mail.tuttopmi.it) non vedo come arginare il fenomeno. Penso che come detto in precedenza, se tutti sapessero solo configurare un semplice smtp o installare antivirus sul proprio pop, il problema scomparirebbe alla radice. Probabilmente NON si vuole fare.Alessandro Bondavalli
  • Anonimo scrive:
    INESATTEZZA (per la redazione)
    "..(il costo di una email viene sostenuto da un utente che deve pagare la connessione ad internet e la corrente elettrica)"Non capisco bene quest'affermazione. Anche quando mi ciuccio un banner mi devo sorbire un certo numero di bytes indesiderati(anzi, in totale un numero molto piu' elevato rispetto a quello totalizzato dalle email di spam)...ideem quando guardo la tv...O il legislatore non era attento o non lo era il redattore dell'articolo.
    • Anonimo scrive:
      Re: INESATTEZZA (per la redazione)
      - Scritto da: GhibLI
      "..(il costo di una email viene sostenuto da
      un utente che deve pagare la connessione ad
      internet e la corrente elettrica)"

      Non capisco bene quest'affermazione. Anche
      quando mi ciuccio un banner mi devo sorbire
      un certo numero di bytes indesiderati(anzi,
      in totale un numero molto piu' elevato
      rispetto a quello totalizzato dalle email di
      spam)...ideem quando guardo la tv...

      O il legislatore non era attento o non lo
      era il redattore dell'articolo.Banner e spam sono cose moooolto diverse. Il banner è un messaggio pubblicitario che trovi all'interno di una pagina web. Il sito web si autofinanzia tramite il banner, che rappresenta quindi il "prezzo" da pagare per ricevere un servizio (l'accesso alla pagina web). Se tu non vuoi vedere il banner puoi anche decidere di non accedere al sito. Inoltre per mettere un banner su una pagina web nessuno colleziona a tua insaputa tuoi dati personali.Lo spam invece non è associato ad un servizio, sei costretto a subirlo, e chi te lo manda ha un database contenente almeno il tuo indirizzo email con tutta probabilità in violazione alla legge sulla privacy.
    • Anonimo scrive:
      veramente?
      Non sono d'accordo. Quando vuoi andare su un sito che si sostiene con i banner definirli indesiderati e' da scrocconi :)Invece un'email non richiesta e' effettivamente un'occupazione di banda del tutto abusiva, nel senso di non-scelta
  • Anonimo scrive:
    E questo spam come lo blocchi?
    FreeSoftware-3051g16@yahoo.comFree-0542b34@yahoo.com sone due esempiQuesto spammer probabilmente usa un sw che attiva migliaia di account su yahoo e li usa x spammare.Ho ricevuro centinaia di sue mail tutte con suffissi@yahoo.com diversi.O blocchi tutto quello che proviene da @yahoo.com o non li fermi. :-(Che ne pensate?Ciao.Roberto
    • Anonimo scrive:
      Re: E questo spam come lo blocchi?
      - Scritto da: Roberto
      FreeSoftware-3051g16@yahoo.com
      Free-0542b34@yahoo.com sone due esempi
      Questo spammer probabilmente usa un sw che
      attiva migliaia di account su yahoo e li usa
      x spammare.
      Ho ricevuro centinaia di sue mail tutte con
      suffissi@yahoo.com diversi.
      O blocchi tutto quello che proviene da
      @yahoo.com o non li fermi. :-(
      Che ne pensate?Penso che di account ne abbia uno solo o comunque pochi e con tutta probabilità neppure su yahoo....Il campo del mittente non vuole dire nulla..Per maggiori informazioni ti mando un link...http://www.collinelli.net/antispam/
  • Anonimo scrive:
    Un intervento importante
    Grazie per la pubblicazione, spero che in tanti facciano tesoro di quanto e' scritto qui dentro
  • Anonimo scrive:
    Le soluzioni opt-in?
    Il dossier è piuttosto completo e fornisce un panorama chiaro ed esaustivo sull'argomento.A mio avviso, come per altre ricerche o articoli che ho letto, si rischia però di demonizzare l'utilizzo commerciale corretto (opt-in) della posta elettronica; esistono delle realtà che permettono di realizzare campagne di email advertising opt-in, in cui cioè è il destinatario che ha richiesto di ricevere comunicazioni commerciali o informative via email, ma ciò non viene mai detto.Per combattere lo spam è importante dare un'alternativa corretta e utile a chi vuole promuovere la propria attività on-line attraverso lo straordinario strumento di marketing (se utilizzato correttamente e professionalmente) che è l'email.Francesco FabbriResponsabile www.emailers.itConcessionaria opt-in email advertising
    • Anonimo scrive:
      Re: Le soluzioni opt-in?
      - Scritto da: Francesco Fabbri
      Per combattere lo spam è importante dare
      un'alternativa corretta e utile a chi vuole
      promuovere la propria attività on-line
      attraverso lo straordinario strumento di
      marketing (se utilizzato correttamente e
      professionalmente) che è l'email.Non mi trovo d'accordo con la sua analisi...La casella e-mail è uno strumento che utilizzo per ricevere comunicazioni da colleghi di lavoro, amici e conoscenti o - per alcune altre caselle e-mail - un sistema di contatto con potenziali clienti e fornitori.L'E-mail deve essere uno strumento di contatto, non di pubblicità: se un'azienda vuole raggiungermi via e-mail tramite pubblicità deve usare canali da me autorizzati all'invio di comunicazioni, come ad esempio le newsletter.
      • Anonimo scrive:
        Re: Le soluzioni opt-in?
        - Scritto da: Roberto Scano


        Non mi trovo d'accordo con la sua analisi...
        La casella e-mail è uno strumento che
        utilizzo per ricevere comunicazioni da
        colleghi di lavoro, amici e conoscenti o -
        per alcune altre caselle e-mail - un sistema
        di contatto con potenziali clienti e
        fornitori.

        L'E-mail deve essere uno strumento di
        contatto, non di pubblicità: se un'azienda
        vuole raggiungermi via e-mail tramite
        pubblicità deve usare canali da me
        autorizzati all'invio di comunicazioni, come
        ad esempio le newsletter.
        1. Nel mio intervento ho parlato chiaramente di soluzioni opt-in, in cui cioè e il destinatario che richiede espressamente di ricevere comunicazioni commerciali o informative via email.2. Il mio lavoro consiste nel vendere spazi pubblicitari su oltre 80 newsletters Italiane: sono il primo a combattere lo spam e a promuovere l'opt-in per ovvie ragioni professionali.3. Non esistono solo le newsletter. Se devo acquistare un portatile trovo molto utile che un portale sull'hardware mi invii offerte speciali di portatili via email gratuitamente (se e soltanto se io lo richiedo esplicitamente, certo; se lo fanno senza che lo abbia richiesto me li mangio vivi).Tali servizi vengono definiti direct e-mailing, ci sono e, a mio modesto avviso, sono molto utili, in quanto riescono a mettere in contatto l'offerta e la richiesta specifica senza invadere la privacy e ledere i diritti del destinatario, anzi.E' chiaro poi che ognuno abbia le proprie idee e convinzioni a proposito (soprattutto il presidente dell'Iwa-Italy che saluto cordialmente) e le rispetto pienamente.Francesco FabbriResponsabile www.emailers.itConcessionaria opt-in email advertising
        • Anonimo scrive:
          Re: Le soluzioni opt-in?
          - Scritto da: Francesco Fabbri
          1. Nel mio intervento ho parlato chiaramente
          di soluzioni opt-in, in cui cioè e il
          destinatario che richiede espressamente di
          ricevere comunicazioni commerciali o
          informative via email.Corretto... e penso siamo tutti d'accordo sul fatto che un utente deve aver il diritto di non ricevere comunicazioni non desiderate o non richieste.
          2. Il mio lavoro consiste nel vendere spazi
          pubblicitari su oltre 80 newsletters
          Italiane: sono il primo a combattere lo spam
          e a promuovere l'opt-in per ovvie ragioni
          professionali.Immagino :-)
          3. Non esistono solo le newsletter.
          Se devo acquistare un portatile trovo molto
          utile che un portale sull'hardware mi invii
          offerte speciali di portatili via email
          gratuitamente (se e soltanto se io lo
          richiedo esplicitamente, certo; se lo fanno
          senza che lo abbia richiesto me li mangio
          vivi).
          Tali servizi vengono definiti direct
          e-mailing, ci sono e, a mio modesto avviso,
          sono molto utili, in quanto riescono a
          mettere in contatto l'offerta e la richiesta
          specifica senza invadere la privacy e ledere
          i diritti del destinatario, anzi.Certamente... un mio amico ora lavora in Spagna per un servizio che si chiama http://www.conpermesso.com/ e che (a suo dire) invia comunicazioni pubblicitarie esclusivamente a utenti targetizzati.Nell'esempio da te presentato sopra hai proprio centrato il problema: devo essere io a richiedere l'invio di offerte.
          E' chiaro poi che ognuno abbia le proprie
          idee e convinzioni a proposito (soprattutto
          il presidente dell'Iwa-Italy che saluto
          cordialmente) e le rispetto pienamente.Pienamente d'accordo con te... alla fine vedi che siamo della stessa linea :-)Saluti anche da parte mia.
    • Anonimo scrive:
      Re: Le soluzioni opt-in?
      Sono d'accordo con te quando sostieni che non si deve demonizzare TUTTA la pubblicità sull'email.Ma l'articolo parla dello spam, ovvero la posta non desiderata; non la pubblicità richiesta.Come ti suggerisce l'altro lettore, ci sono strumenti appositi per fare pubblicità; ma non si puo' permettere a chiunque di usare deliberatamente un mezzo cosi' personale come il proprio indirizzo di posta elettronica.Qualunque pubblcitià via email o sms, a mio parere, e' troppo invasiva a meno di richieste da parte dell'utente stesso.La differenza tra opt-in ed opt-out è tutta qui...Io voglio della pubblicità tematica perchè utile alla mia attività od ai miei interessi personali e quindi permetto l'uso di un mio indirizzo di posta elettronica; tutto il resto (il mondo, mercato globale, milioni di imprese e persone che vendono qualcosa) rimane fuori.Se cosi' non fosse, si finirebbe per soffrire di "eccesso di comunicazione".Le alternative per fare marketing in maniera rispettosa ci sono (opt-in), il problema vero è che non vengono applicate perchè costano (lavoro, tempo, strutture ... soldi) e quindi oggi come oggi la differenza tra marketing lecito ("lecito" andrebbe letto come "rispettoso del prossimo") e marketing illecito ("illecito" va letto come "meno spendo più guadagno") è, nella maggior parte dei casi, inesistente: tutti usano gli indirizzi di tutti pur di contribuire a far "sorridere il bilancio aziendale".Tanto è vero che: molti rastrellano ed usano indirizzi senza autorizzazione alcuna (per ignoranza e poca civiltà); la stragrande maggioranza delle imprese che invece conoscono l'applicazione della 675/96 e non vogliono incappare in guai con la legge, promuovono dei servizi civetta proprio per farsi dare l'autorizzazione alla pubblicità; e sono troppo pochi ancora quelli che dividono l'informativa sulla privacy in due parti accettabili separatamente dall'utente:1) autorizzazione dei dati personali per l'erogazione del servizio. (obbligatoria se si vuole un servizio)2) autorizzazione dei dati personali per uso pubblicitario (facoltativa)Di solito si preferisce mescolare le due voci cosi' che se un utente vuole un servizio, E' OBBLIGATO a ricevere la pubblicità ed ha autorizzato l'azienda a mandargliela...Il consiglio finale dell'articolo infatti serve a questo; le imprese aggirano la legge che tutela gli utenti, gli utenti aggirano le imprese che vogliono aggirare la legge che tutela gli utenti: insieme al contratto, mandategli una raccomandata con la negazione al consenso al trattamento dei dati per fini pubblicitari. Sul contratto autorizzate perchè siete obbligati; sulla raccomandata negate ... perchè poter scegliere è un vostro diritto.Io oramai ho un modello stampato sempre pronto sulla scrivania e nei template di Outlook, aggiungo data e destinatario e via insieme ai contratti (notificando l'allegato sul contratto stesso).Se vogliono risparmiare sull'acquisto di spazi pubblici andando ad usare i miei dati ed i miei spazi, devono chiedere autorizzazione.ciaomfp- Scritto da: Francesco Fabbri
      Il dossier è piuttosto completo e fornisce
      un panorama chiaro ed esaustivo
      sull'argomento.

      A mio avviso, come per altre ricerche o
      articoli che ho letto, si rischia però di
      demonizzare l'utilizzo commerciale corretto
      (opt-in) della posta elettronica; esistono
      delle realtà che permettono di realizzare
      campagne di email advertising opt-in, in cui
      cioè è il destinatario che ha richiesto di
      ricevere comunicazioni commerciali o
      informative via email, ma ciò non viene mai
      detto.

      Per combattere lo spam è importante dare
      un'alternativa corretta e utile a chi vuole
      promuovere la propria attività on-line
      attraverso lo straordinario strumento di
      marketing (se utilizzato correttamente e
      professionalmente) che è l'email.

      Francesco Fabbri
      Responsabile www.emailers.it
      Concessionaria opt-in email advertising
      • Anonimo scrive:
        Re: Le soluzioni opt-in?
        - Scritto da: Michele Favara Pedarsi
        Come ti suggerisce l'altro lettore, ci sono
        strumenti appositi per fare pubblicità;Probabilmente non hai notato la mia firma.
        Le alternative per fare marketing in maniera
        rispettosa ci sono (opt-in), il problema
        vero è che non vengono applicate perchè
        costano (lavoro, tempo, strutture ... soldi)Costano meno di quello che si pensi. Il direct e-mailing costa in media un settimo del mailing tradizionale.Non vengono applicate perchè gli imprenditori non si rendono conto degli incredibili vantaggi (anche economici) che comporterebbe una corretta strategia di email marketing opt-in a lunga scadenza.
        e sono troppo pochi ancora quelli che
        dividono l'informativa sulla privacy in due
        parti accettabili separatamente dall'utente:
        1) autorizzazione dei dati personali per
        l'erogazione del servizio. (obbligatoria se
        si vuole un servizio)
        2) autorizzazione dei dati personali per uso
        pubblicitario (facoltativa)
        Di solito si preferisce mescolare le due
        voci cosi' che se un utente vuole un
        servizio, E' OBBLIGATO a ricevere la
        pubblicità ed ha autorizzato l'azienda a
        mandargliela...Concordo pienamente e vorrei aggiungere di piu': quando pianifico campagne di direct e-mailing per i miei clienti, la condizione necessaria nella scelta del mezzo da utilizzare è proprio tale dicotomia, ed assegno un valore decisamente superiore se la casella relativa all'uso pubblicitario è in default sul NO (non sempre l'utente legge le clausole relative, troppo spesso minuscole).Se non è presente tale divisione rispetto la legge ma non il destinatario.Francesco FabbriResponsabile www.emailers.itConcessionaria opt-in email advertising
  • Anonimo scrive:
    Libero spam !!!
    Nel senso che sono riempito ogni giorno da spazzatura eroticopornografica inviata dal dominio Libero. Il più pervicace ? guardoni@libero.it.Il bello è che l'account è stato attivo per almeno 10 giorni senza che l'abuse lo cancellasse.Eppure ci vorrebbe poco a monitorare gli address che spediscono email in quantità industriale.E per Libero sarebbe meglio. Io ho un address Libero e ho visto che ben due siti con mailing list che mi interessavano non accettano iscrizioni dal dominio libero.it.Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Libero spam !!!
      Anch'io...e li ho anche segnalati a spamcop...Non demordono mi sono appena accorto con piacere che sono passati su Lycos .de e .nlGia' segnalati pure quelli...non rimane che uscire dalla rete a annajie sottocasa...cosi' si dice da noi!Eolo- Scritto da: Tudor
      Nel senso che sono riempito ogni giorno da
      spazzatura eroticopornografica inviata dal
      dominio Libero. Il più pervicace ?
      guardoni@libero.it.
    • Anonimo scrive:
      Re: Libero spam !!!
      Lo spam proveniente da guardoni@libero.it (cosi' come da altri) non viene esattamente da ip assegnati al provider Libero.it, ma come troppo spesso accade, da server smtp che non hanno alcuna protezione contro il relaying non autorizzato.L'header delle mail, che in outlook sono ben difficili da trovare , rivelano il vero percorso che la mail ha fatto prima di giungere al destinatario.Controllate a modino e inviate le mail verso l'indirizzo di abuse riportato wul whois del reale indirizzo ip di provenienza.;-)
      • Anonimo scrive:
        Re: Libero spam !!!
        non serve...recentemente, navigando a caso, trovai un programma per fare mailbomb/mass spam che usa delle sock... e si collega direttamente al server smtp del provider a kui mandare la mail.p.s. libero ha la protezione dal relay -.- ma OVVIAMENTE accetta le mail per i suoi utenti.Saluti
        • Anonimo scrive:
          Re: Libero spam !!!
          bounce-ud093002-54822316@b01.ptinv.com (provate a bloccare questo!)Company Report US Dataworks, Inc. (AMEX: UDW) Six Month Target Price: $0.62 --------------------------------------------------------------------------------52-Week Range $0.09 - $0.61 Fiscal Year End Mar. 31 Shares Outst. (fully diluted) 56.8 million Revenue/Share (TTM) $0.03 Approx. Float 10.0 million Price/Sales (TTM) 4.72 X Insider Holdings 20% Price/Earnings (TTM) 5.77 X A Few Reasons to Consider UDW: Large Revenue Opportunity - Strong growth in transaction volume in the Automated Clearing House (ACH) industry has created more than $6 Billion in revenue opportunities Blue Chip Customers - UDW's impressive and growing list of customers, includes: Bank of America, American Express, Providian, The U.S. Treasury, and the Federal Reserve Bank of Cleveland. Experienced Management Team - Includes etc,etc,etc!Questo è uno dei tanti messaggi degli spammers americani:il più delle volte gli spammers utilizzano remailer anonimi e non ci fate un bel niente!Consiglio:buttare tutto direttamente nel cestino virtuale di qualsiasi programma di postaelettronica e cancellarli senza neanche vederli!Oh,provate a togliervi dalle loro newsletter!
          • Anonimo scrive:
            Re: Libero spam !!!
            - Scritto da: antispam!
            bounce-ud093002-54822316@b01.ptinv.com
            (provate a bloccare questo!)
            Company Report

            US Dataworks, Inc. (AMEX: UDW) Six Month
            Target Price: $0.62 Insisto: i filtri ci sono e... funzionano. Anche se non abbattono il 100%, riducono comunque lo spam a livelli più che accettabili. Il nostro server rcuiiuta vagoni di email ogni giorno tra le quali tante email provenienti di siti erotici con indirizzi mittente *@libero.it e *@supereva.it (non è pubblicità perché tanto le caselle... non le vendo), come tale invece di farvi il solito abbonamento con Libero o la casella con Hotmail, cercate un provider che dichiari di avere dei filtri e chiedete a lui una casella.
      • Anonimo scrive:
        Re: Libero spam !!!
        - Scritto da: NO_SPAM
        L'header delle mail, che in outlook sono ben
        difficili da trovare , Perché dici ciò?Per i pigri come me però esiste questo:http://mail.people.it/analisi.shtml:-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Libero spam !!!
      NESSUNO HA FATTO 2+2 con le offerte di libero "antispam" ?
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