Contrappunti/ I redditi sul P2P? E allora?

di Massimo Mantellini - Internet ancora una volta è il luogo nel quale il presunto crimine è stato prima perpetrato e poi reiterato per via della sua natura di strumento incontrollabile. C'è da arricciare le labbra

Roma – Sono andato a cercare il mio reddito del 2005 su eMule. C’è. Il merito (o la colpa) di questo va distribuito fra l’Agenzia delle Entrate che ha deciso di rendere pubblici i redditi degli italiani e i navigatori della rete che hanno in poche ore organizzato la moltiplicazioni di tali numeri sui circuiti di condivisione online, dai quali sarà ormai impossibile rimuoverli.

Il putiferio che tale vicenda ha scatenato ha qualcosa di indecoroso e drammaticamente inutile: si tratta poi di materia certamente difficile da discutere per il vasto numero di differenti problematiche che scatena. Eppure è un argomento interessante che coinvolge direttamente l’ambiente digitale.

Che un governo ampiamente dimissionario decida di distribuire questi dati senza alcun preavviso è certamente curioso (dove “curioso” sta a significare che certamente c’è qualcosa che ci sfugge). E tuttavia – come è noto – stiamo parlando di dati già pubblici fin dal lontano 1973, quando un decreto legge dell’epoca sanciva, in tempi non sospetti, che tali elenchi che oggi creano tanta accesa discussione “sono depositati per la durata di 1 anno, ai fini della consultazione da parte di chiunque, sia presso lo stesso ufficio delle imposte sia presso i Comuni interessati.”

Ancora più importante sembra essere il fatto che la pubblicazione online sia oggi un adeguamento all’importante Codice dell’Amministrazione Digitale, introdotto da Lucio Stanca nel 2005 (una delle cose migliori fatte dall’ex Ministro dell’Innovazione), che cercava di facilitare la vita dei cittadini risolvendo in rete molti dei loop burocratici che soffocano il paese.

Gli esperti di privacy hanno pareri molto variabili al riguardo del pandemonio scoppiato i giorni scorsi: il Garante delle Privacy Francesco Pizzetti parrebbe essere contrario, visto che si è precipitato a bloccare la diffusione degli elenchi ordinandone la rimozione dal sito web dell’Agenzia delle Entrate e causando (indirettamente) il caos attuale che vede disponibili sul P2P frammenti più o meno ricomposti dell’immenso database dei redditi degli italiani. Di parere sostanzialmente opposto il padre della normativa sulla Privacy italiana, Stefano Rodotà, il quale ha fatto sapere che, dal suo punto di vista, i dati diffusi sono dati non sensibili e per questa ragione non meritevoli di eccessive attenzioni. Se navigate un po’ in rete poi troverete pareri di giuristi ed esperti vari di segno totalmente opposto uno con l’altro.

E Internet? Cosa c’entra Internet in tutta questa storia?

La descrizione di Internet come il luogo nel quale il presunto crimine è stato prima perpetrato e poi reiterato per via della sua natura di strumento umorale, ridondante ed incontrollabile, è uno degli aspetti maggiormente interessanti di tutta la vicenda. Gli utenti di Internet sono i secondi colpevoli del misfatto, rei di aver consegnato all’eternità un lungo parziale elenco di numeri che in moltissimi continuerebbero a non voler vedere diffusi.

Nella giornata di venerdì il Codacons, una delle principali organizzazioni dei consumatori italiani, ha cavalcato l’onda delle messa online dei redditi per dichiarare che denuncerà Vincenzo Visco per la diffusione degli elenchi e – molto più interessante – che qualsiasi cittadino, per tramite dell’Associazione, potrà richiedere un risarcimento allo Stato dai 500 ai 1000 euro per la propria privacy violata, semplicemente iscrivendosi alla newsletter del movimento e ricevendo come premio il modulo per il ricorso.

È un mondo meraviglioso: accedo a Internet, guardo i redditi online di star della TV, colleghi di lavoro e vicini di casa e poi, sempre su Internet, scarico un modulo per domandare allo Stato un risarcimento una tantum di 1000 euro per l’affronto subito alla riservatezza dei miei dati. E questo molto prima che qualsiasi corte abbia preso una qualunque posizione al riguardo.

Così vanno le cose. Perfino Beppe Grillo si è infuriato per la diffusione degli elenchi e molti suoi fan e commentatori non hanno creduto ai propri occhi leggendo sul suo blog le giustificazioni che per una volta oppongono il comico a quella trasparenza dei dati che da anni, a colpi di sonori vaffanculo, pretende da chiunque.

Ognuno insomma mostra di avere un parere sulla vicenda: si fanno paragoni con le normative degli altri paesi, si sottolineano le peculiarità italiche che farebbero della penisola un “unicum” o, come scrive efficacemente Filippo Facci su Macchianera, “una immensa portineria”.

Eppure il punto principale, l’unico per conto mio davvero interessante, sembra essere quello di comprendere come Internet possa mutare i nostri rapporti con la Pubblica Amministrazione e se questa vicenda possa essere un passo in tale direzione, al di là dei garanti che non garantiscono, dei politici che lasciano trappole per i nuovi governi e dei commentatori capaci sempre e solo di ragionare nel breve respiro del proprio interesse.

Nicola Mattina sul suo blog scrive per esempio una cosa interessante al riguardo e vale a dire che in vicende del genere Internet muta il concetto di spazio pubblico, il luogo “ove chiunque ha il diritto di circolare….luogo simbolico delle libertà civili: libertà di manifestazione, di parola, d’espressione” . Un cambio di scenario su cui meditare.

Del resto oggi molte cose si possono fare in rete: il fatto che vengano sovente fatte male è una variabile non secondaria in una vicenda simile. Per esempio, come scriveva Cristiano, un commentatore sul mio blog qualche giorno fa, non sarebbe forse stato più utile creare una semplice interfaccia di interrogazione del database nome per nome, invece che rilasciare immensi elenchi in formato txt con i dati alfabetici di migliaia di persone riuniti in un unico file? Perché non creare un banale meccanismo di autenticazione che consenta all’Amministrazione di sapere chi domanda i dati di chi, esattamente come avviene quando ci si reca in Comune con il medesimo legittimo intento? Sarebbe bastato un piccolo ragionamento supplementare per rendere la consultazione online più simile a quella già ora prevista, e ciò avrebbe certamente limitato molte polemiche mantenendo intatti i vantaggi legati alla consultazione online.

Ancora una volta capire Internet sembra essere materia ostica per tutti: lo è per l’Agenzia delle Entrate, incapace di immaginarsi come pubblicare i dati in maniera congrua, così come lo è per la lunga lista di quanti in questi giorni si sono distinti per aver lanciato il solito ridicolo allarme sui grandi rischi legati alla sua anarchia. Internet come alibi insomma, quando potrebbe essere invece uno dei motori della innovazione, anche intellettuale, di questo vecchio paese.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo

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  • federica musmeci scrive:
    scambio biglietti radiohead
    ciao a tutti,scambio due biglietti dei radiohead prato del 18 per due del 17 sempre prato.graziefederica
  • Pasquale Cacazza scrive:
    colletta per Bono
    poveracci quanto soffrono questi artisti... mestiere duro il loro... io propogon una colletta.. che so mandiamo un euro a cranio per quel poveraccio di Bono che è in crisi... Ma dico.. basta etichettarsi "artista" e tutto cio' che creo e oro??? Fate meno cagate.. la musica di questa epoca e un copia copia di chi con la musica ha fatto una cultura... Ma andate a cagare artisti di merda!!! Vaffanculo!!!! vaffanculoo!!!!.. ok ok mi sono calmato...
  • Nilok scrive:
    Non Discriminare
    Ave.Esistono dei Diritti e vanno rispettati:http://it.youtube.com/watch?v=OK2A3erQxXYhttp://it.youtube.com/watch?v=mhCeUmzTnEkA prestoNilok
    • i.o. scrive:
      Re: Non Discriminare
      - Scritto da: Nilok
      Ave.

      Esistono dei Diritti e vanno rispettati:

      http://it.youtube.com/watch?v=OK2A3erQxXY
      http://it.youtube.com/watch?v=mhCeUmzTnEk

      A presto
      NilokE che diritto hanno i CD (specialmente) che vanno fuori catalogo o quelli che non verranno mai conosciuti?
    • pegasus2000 scrive:
      Re: Non Discriminare
      - Scritto da: Nilok
      Ave.

      Esistono dei Diritti e vanno rispettati:

      http://it.youtube.com/watch?v=OK2A3erQxXY
      http://it.youtube.com/watch?v=mhCeUmzTnEk

      A presto
      NilokCiao Nilok, esiste anche il diritto di non farsi "spolpare" dalle majors con prezzi assurdi per 10 canzoni (quando va bene) che fanno vomitare il cazzo da quanto sono brutte!
      • i.o. scrive:
        Re: Non Discriminare
        - Scritto da: pegasus2000
        - Scritto da: Nilok

        Ave.



        Esistono dei Diritti e vanno rispettati:



        http://it.youtube.com/watch?v=OK2A3erQxXY

        http://it.youtube.com/watch?v=mhCeUmzTnEk



        A presto

        Nilok

        Ciao Nilok, esiste anche il diritto di non farsi
        "spolpare" dalle majors con prezzi assurdi per 10
        canzoni (quando va bene) che fanno vomitare il
        cazzo da quanto sono
        brutte!Qui sopra detto in maniera più elegante... ma sono d'accordo.
    • merdallicaz scrive:
      Re: Non Discriminare
      - Scritto da: Niloknon rispondo agli anonimi
    • Guido Angeli scrive:
      Re: Non Discriminare
      - Scritto da: Nilok
      Ave.

      Esistono dei Diritti e vanno rispettati:
      se in Francia avessero rispettato i diritti dei nobili, a quest'ora la plebe starebbe ancora a morire di fame.Provare per credere!
    • Nauseato scrive:
      Re: Non Discriminare
      Certo, una volta che certe leggi di comodo sono state fatte, per assurde che siano vanno rispettate (non scaricare e assolutamente non comprare rispetta tali leggi, se così vi fa comodo...).Quello che invece dobbiamo fare è sbattersi finchè non vengano rese eque queste leggi "ad usum Majorum", se siamo in una società civile e moderna, altrimenti tanto valeva restare nel Medio Evo.
      • Guido Angeli scrive:
        Re: Non Discriminare
        - Scritto da: Nauseato
        Certo, una volta che certe leggi di comodo sono
        state fatte, per assurde che siano vanno
        rispettate (non scaricare e assolutamente non
        comprare rispetta tali leggi, se così vi fa
        comodo...).ma anche no.
  • amedeo scrive:
    radiohead
    Ho letto in questi giorni che i radiohead sembrano pentiti della pubblicazione libera dell'ultimo album e che abbiano deciso di non ripetere l'esperienza. Forse il pubblico non e' ancora abbastanza maturo per meritare simili iniziative premiandole con pagamenti non obbligati ? o gli artisti non sono disposti a rinunciare guadagni spropositati ?
    • g.p. scrive:
      Re: radiohead
      La seconda, direi.
    • Paolo Sabatino scrive:
      Re: radiohead
      Si, sembra che siano rimasti delusi: molti download e pochissime donazioni, a loro dire
    • Banana joe scrive:
      Re: radiohead
      metti che l'album non sia 'sto gran che e che i fans non siano disposti a tenerselo ne' a pagarlo.Non avendolo scaricato non so, precisiamo.
      • advange scrive:
        Re: radiohead
        - Scritto da: Banana joe
        metti che l'album non sia 'sto gran che e che i
        fans non siano disposti a tenerselo ne' a
        pagarlo.
        Non avendolo scaricato non so, precisiamo.Io l'ho fatto, l'ho pagato e ho anche comprato la versione deluxe e devo dire che, buttandoti ad indovinare, l'hai detta giusta...
    • tiziocazio scrive:
      Re: radiohead
      Bisogna pure aggiungere che l'album gratuito era a 160kbps, cioè di qualità piuttosto scarsa. Personalmente avrei pagato per degli mp3 a - diciamo - 256kbps, ma a 160 non li scarico neanche gratis.
      • Ricky scrive:
        Re: radiohead
        Condivido...hanno usato l'ultimo album che definirei mediocre di base, insignificante dal mio personale punto di vista e gusto.Campionatura ridicola,la qualita' ne ha risentito per forza.Si aspettavano un esordio da urlo?Con queste premesse e' gia' tanto se qualcuno non gli ha fatto UPLOAD di un brano fatto in casa per fargli capire come si suona.Ok,Ok, sto' esagerando... :)Il succo comunque e' che non e' un album bello, e' campionato a livelli scadenti e quindi non potevano certo aspettarsi nulla di piu'.Per me avrebbero dovuto REALMENTE impegnarsi per una prova definitiva...album bello, ben gestito e ben campionato.Musiche DEGNE,perche' se si impegnano le sanno fare, per stimolare la gente e dare finalmente il "la" alla musica libera online e alla premiazione da parte degli utenti di quei gruppi che DAVVERO MERITANO i loro soldi.Invece hanno fatto un paciugo...Confermo anche la "sensazione" che siano oramai abituati a troppi soldi da "sperperare" e che i pochi rastrellati non siano certo il "minimo sindacale" da loro sperato.
      • merdallicaz scrive:
        Re: radiohead
        - Scritto da: tiziocazio
        Bisogna pure aggiungere che l'album gratuito era
        a 160kbps, cioè di qualità piuttosto scarsa.
        Personalmente avrei pagato per degli mp3 a -
        diciamo - 256kbps, ma a 160 non li scarico
        neanche
        gratis.potevano pure mettere la iso in formato lossless
    • merdallicaz scrive:
      Re: radiohead
      - Scritto da: amedeo
      Ho letto in questi giorni che i radiohead
      sembrano pentiti della pubblicazione libera
      dell'ultimo album e che abbiano deciso di non
      ripetere l'esperienza. Forse il pubblico non e'
      ancora abbastanza maturo per meritare simili
      iniziative premiandole con pagamenti non
      obbligati ? o gli artisti non sono disposti a
      rinunciare guadagni spropositati
      ?se la gente ha scaricato completamente gratis hanno ragione i Radiohead.se ai radiohead non è piaciuta la valutazione del loro lavoro (io ad esempio, ammetto un costo massimo di 5 euro che a loro ho concesso a scatola chiusa e pagato PRIMA di sentire in streaming qualsiasi cosa, ho pagato e scaricato legalmente ... a 160 di bitrate... pochetto, cari miei...) allora sono degli ipocriti.Io avevo letto che quella era l'unica possibilità di far uscire il disco nei rapporti che avevano con la casa discografica in quel momento
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