Copyright, (r)evolution offresi

Alcuni dei massimi player di Silicon Valley decidono di sostenere le modifiche al DMCA, la più contestata normativa americana dell'era digitale. Massima attenzione dal mondo della tecnologia. Forse è la volta buona


Washington (USA) – Da quando è diventato legge, nel 1998, il Digital Millennium Copyright Act (DMCA) si è imposto all’attenzione di tutti per le vastissime implicazioni delle normative che introduce e le conseguenze pesantissime sulla libertà di ricerca, di sviluppo e di mercato. Frutto del conflitto permanente tra major e produttori di tecnologia, il DMCA potrebbe ora cadere.

A mettere il proprio peso dietro il progetto di riforma noto come DMCRA (Digital Media Consumers’ Rights Act), sono stati in questi giorni, e dopo non poche titubanze, calibri come Intel , Gateway o Sun Microsystems , grandi nomi dell’alta tecnologia che, come già alcuni provider americani di spicco, tra cui Verizon , vogliono sganciarsi dalle misure severamente repressive del DMCA. Queste imprese non si sono limitate ad esprimere il loro sostegno, ma hanno dato vita ad un gruppo aperto a tutti coloro che vorranno lavorare per cambiare il DMCA, un gruppo dal nome emblematico di “Personal Technology Freedom Coalition” . “Freedom”, libertà, sembra essere la parola chiave di questa iniziativa.

La riforma Boucher , così definita perché promossa dal deputato americano Rick Boucher, risolve alcuni dei nodi principali del DMCA. Ad esempio, qualora venisse adottata, consentirebbe agli sviluppatori di realizzare tecnologie che potrebbero anche essere utilizzate per bypassare i sistemi di protezione sul copyright . Come noto, infatti, il DMCA rende illegali quei dispositivi software o hardware frutto del reverse engineering di tecnologie protette o che possano essere sfruttati per aprire i lucchetti sui contenuti digitalizzati.

L’idea di fondo del DMCRA, dunque, è che le protezioni tecnologiche a difesa del copyright possano essere aggirate se questo non viola il copyright stesso. Un’idea che rappresenta una pistola puntata al cuore del DMCA, basato proprio sull’associazione tra difesa del diritto d’autore e inviolabilità-immutabilità di determinate tecnologie.

“Questa proposta – ha spiegato Eddy Felten, celeberrimo professore di Princeton – è da sempre una necessità per i ricercatori. L’ampiezza del DMCA ha ostacolato sia la ricerca che lo sviluppo di innovativi e legali modi di usare la tecnologia. L’intera comunità dell’hi-tech, compresi gli utenti, beneficerebbe di un ridimensionamento del DMCA”.

Felten è stato tra l’altro uno di coloro che sulla propria pelle ha sperimentato le conseguenze del DMCA. Qualcuno ricorderà la clamorosa querelle che ha opposto il professore alle major dopoché il suo team aveva scoperto una serie di debolezze negli strumenti antipirateria realizzati dalla Secure Digital Music Initiative, iniziativa poi abbandonata dalle major.

Tra le altre misure della riforma anche l’introduzione di un nuovo potere per la Commissione sul commercio americana, come quello di imporre alle major l’obbligo di dichiarare sui CD in vendita l’eventuale presenza di tecnologie di protezione , che spieghino anche come vi siano player che potrebbero non riprodurre i CD a dovere.

Inutile dire che, visti gli interessi in campo, alla Coalition si stanno ora aggiungendo nuovi importanti alleati. Oltre ad una serie di sindacati del settore informatico e a quei gruppi che da sempre si battono per le libertà digitali, come EFF , hanno dichiarato il proprio interesse anche la divisione americana della multinazionale olandese Philips nonché la potente Computer and Communications Industry Association .

Nelle prossime settimane si faranno sentire le major, i grandi produttori di contenuti che tanto hanno spinto per ottenere il DMCA, difendendolo poi a più riprese nel corso degli anni dalle critiche che si sono levate dentro e fuori dagli Stati Uniti. Il DMCA, tra l’altro, ha fatto scuola, al punto che proprio alla contestatissima legge americana è ispirata la EUCD , la Direttiva europea sul copyright ratificata l’anno scorso anche dall’Italia.

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  • Anonimo scrive:
    Comportamente reressivo = Meno vendite
    Finchè l'industria disco/cinematografica continueranno ad avere questi comportamenti ultra-repressivi verso internet, molti utenti continueranno a boicottarle.Non è decisamente la strada da seguire quella della repressione...non ha mai funzionato.
    • Anonimo scrive:
      Re: Comportamente reressivo = Meno vendi
      Tutto da dimostrarsi.Le prove please.Io vedo la gente accapigliarsi sulle ceste di cd e dvd nei centri commerciali ergo...Finchè mi dici è caro non comprano è vero ma l'equazione che fai tu non esiste.
      • Anonimo scrive:
        Re: Comportamente reressivo = Meno vendi
        Sulle ceste dei centri commerciali mi ci butto anche io ...Qualche settimana fa ho comprato le cassette Smashing Pumpkins - Adore e Morcheeba - Fragments Of Freedom, ad un euro l'una ........... Sai com'è, nelle ceste c'è la roba che costa di meno, e spesso è più valida di quella sugli scaffaloni della top ten.Saluti,Piwi
  • Anonimo scrive:
    Si arrampicano sugli specchi....
    spero che i "signori" della FIMI leggano questi commenti:sono in contatto con alcune piccole etichette in italia (ed europa)...ma piccole per scelta perche' producono musica per nicchie di ascoltatori, NESSUNA DI LORO SI SOGNERA' MAI DI AVERE A CHE FARE CON LA FIMI.Loro chiaramente sfruttano appieno le potenzialita' dei sistemi di p2p per far conoscere il loro catalogo in tutto il mondo a costo zero !I dinosauri multinazionali musicali sono obsoleti e scompariranno. Lo sanno, hanno paura e cercano di invogliare i "pesci piccoli" ad allearsi con loro.Non hanno futuro!
  • Anonimo scrive:
    beh in effetti non sono pochi
    le indies iscritte a FIMI, ho visto sul sito e ci sono molte etichette che seguo, tipo Irma e Ala Bianca, questi fanno una collana forte, i dischi del mulo, tutta roba che non si trova molto in giro
    • Anonimo scrive:
      Re: beh in effetti non sono pochi
      si,ma le altre sono tutte sussidiarie di major o major stesse o etichette vaccate sempre alla ricerca di finanziamenti pubblici per realeses trascurabili (vedi fanzines srl di tavarnelle che conosco perchè è delle mie zone..)inoltre ci sono i napoletani di SELF di milano che distribuiscono un bel po' di etichette indipendenti che qualche anno fà si chiamavano FLYING e stavano a napoli,anche all'epoca mega distributore di dishi; fallirono improvvisamente lasciando un buco per miliardi(etichette non pagate,uno stampatore di vinili "magic press" di milano che chiuse grazie a loro perchè li avevano lasciato centinaia di milioni di dischi stampati e regolarente non pagati!!!)dopo qualche mese si trasferirono a milano e rinacquero come SELF.....quando si dice i ladri!!!cmq altra etichetta cult che porta gloria alla fimi:CECCHI GORI MUSIC S.R.L. (auauauauauauauauau)guarda caso gli altri importanti distributori italiani di etichette indipendenti non fanno parte: Wide records,goodfellas.it,demos,microsuoni,etc...- Scritto da: Anonimo
      le indies iscritte a FIMI, ho visto sul sito
      e ci sono molte etichette che seguo, tipo
      Irma e Ala Bianca, questi fanno una collana
      forte, i dischi del mulo, tutta roba che non
      si trova molto in gir
    • Anonimo scrive:
      Re: beh in effetti non sono pochi
      - Scritto da: Anonimo
      le indies iscritte a FIMI, ho visto sul sito
      e ci sono molte etichette che seguo, tipo
      Irma e Ala Bianca, questi fanno una collana
      forte, i dischi del mulo, tutta roba che non
      si trova molto in girosi vede che non fanno promozione.e non sanno usare il web per promuoversi
  • Anonimo scrive:
    ci tengo a precisarlo
    Ho una mia piccola casa discografica e produciamo soprattutto musica indipendente. Mai ci siamo sognati e mai ci sogneremo di avere a che fare con la FIMI!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: ci tengo a precisarlo
      - Scritto da: Anonimo
      Ho una mia piccola casa discografica e
      produciamo soprattutto musica indipendente.
      Mai ci siamo sognati e mai ci sogneremo di
      avere a che fare con la FIMI!!!Bisogna vedere quanto e cosa produci.Da anonimo è una barzelletta.Sarai mica uno di quelli che mettono on-line due mp3 registrati in garage e dicono sono un produttore indipendente?Poi bisogna vedere cosa ne pensano altri.
      • Anonimo scrive:
        Re: ci tengo a precisarlo
        guarda,basta che ti compri due riviste musicali serie (tipo blowup,rumore,etc..)e e in un solo numero trovi DECINE di etichette che mai si sognerebbero di essere parte della fimi
        Bisogna vedere quanto e cosa produci.Da
        anonimo è una
        barzelletta.Sarai mica uno di quelli che
        mettono on-line due mp3 registrati in garage
        e dicono sono un produttore indipendente?Poi
        bisogna vedere cosa ne pensano altri.
    • Anonimo scrive:
      Re: ci tengo a precisarlo
      - Scritto da: Anonimo
      Ho una mia piccola casa discografica e
      produciamo soprattutto musica indipendente.
      Mai ci siamo sognati e mai ci sogneremo di
      avere a che fare con la FIMI!!!Perchè non ti firmi? che casa discografica è?
  • Anonimo scrive:
    cercano alleati e parlano per gli altri
    che non sono d'accordo
  • Anonimo scrive:
    sono d'accordo
    si parla sempre dei danni alle major invece nessuno parla di quelli che lavorano facendosi un mazzo tanto per cercare di promuovere un artista e magari poi arriva il cretino che ti dice, il p2p aiuta a far conoscere gli artisti.Peccato che il p2p non aiuta a farmi mangiare...
    • Anonimo scrive:
      Re: sono d'accordo
      E basta con questi pianti greci ...Vai a lavorare.
    • Anonimo scrive:
      Re: sono d'accordo
      - Scritto da: Anonimo
      si parla sempre dei danni alle major invece
      nessuno parla di quelli che lavorano
      facendosi un mazzo tanto per cercare di
      promuovere un artista e magari poi arriva il
      cretino che ti dice, il p2p aiuta a far
      conoscere gli artisti.molti di questi cretini mi hanno passato la loro roba nel p2p.forse sei tu che non sei tanto furbo, oppure dal vivo non ti fai pagare e vai solo nei locali "dove tira la birra"
  • Anonimo scrive:
    Affettamento
    Ce l'hanno fatto a fette con sta storia........ABBIAMO CAPITOOOOOOOOOOOOOO (anche se non ci crediamo)
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