Corel: bye bye Linux

Corel lo aveva detto che si sarebbe sbarazzata delle proprie attività Linux. E ora sembra sul punto di mantenere la promessa


Ottawa (Canada) – A quasi otto mesi di distanza dalla conferma di Corel della vendita di parte delle sue attività legate a Linux, l’azienda canadese sembra ora davvero vicina al grande passo: sbarazzarsi di buona parte delle sua divisione Linux, fra cui quella che sviluppa la sua nota distribuzione desktop, mantenendo però lo sviluppo degli applicativi.

Secondo fonti non ufficiali, Corel cederà il 95% della propria unità Linux ad una start-up di nome Xandros, mantenendo nelle sue mani un 5% della proprietà. Come si era previsto ad inizio anno, nell’affare è coinvolta la società finanziaria Linux Global Partners, la stessa che controlla Xandros e diverse altre piccole aziende legate a Linux.

La mossa di Corel, voluta dal suo CEO Derek Burney, ha come obiettivo quello di focalizzare il business aziendale sul software grafico ed incrementare i ricavi del 20% durante i prossimi tre anni.

Corel intende espandere, nel giro di due anni, la propria offerta di prodotti per la grafica e la creazione di contenuti per il Web, una strada che la porterà presto ad acquisire aziende che operano in questo campo. Parallelamente l’azienda promette grosse novità anche per gli utenti di WordPerfect, un software che potrebbe acquistare particolare rilevanza anche sotto la piattaforma Linux.

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  • Anonimo scrive:
    A chi servono realmente i 64bit?
    Certamente non @homeMa qualcuno fara' in modo che siano indispensabili.
    • Anonimo scrive:
      Re: A chi servono realmente i 64bit?
      - Scritto da: §o§e
      Certamente non @home
      Ma qualcuno fara' in modo che siano
      indispensabili.Tz! Servono e soprattutto serviranno.64 bit indirizzano 16 mega-terabytes di memoria.32 bit indirizzano "SOLO" 4 gigabytes, e qualchecentinaio di mb non è comunque disponibile pervia di varie rimappature (APIC sul Pentium,LFB della scheda video, BIOS estesi).Oggi siamo già a PC che possono arrivare a 768Mb,e alcuni anche a un gigabyte! E parlo di homecomputers, non di mainframe o roba più grossa.Entro tre o quattro anni, è ovvio che arriveremoa quei 3,8 Gb che possono essere indirizzatisenza problemi da una CPU a 32 bit.Poi... la catastrofe.Ora, va detta anche un'altra cosa:una volta arrivati a 64 bit, ci potremmoanche fermare. E' difficile superare 2 alla64esima celle di memoria, pari appunto a 16milioni di terabytes, o 16 miliardi di gigabytes.Però preparatevi, utenti affezionati a Win32:la fine sta per arrivare. Quando il parco s/wa 32 bit non sarà più supportato perché qualcunodeciderà di non essere backward-compatible,com'è successo col DOS per via dei suoi "miseri16 bit" come li chiamavano... eh, quandosuccederà, mi sa che ci rimarrete veramentemale... scusate, ma a me è già successo colpassaggio da 16 a 32.
    • Anonimo scrive:
      Re: A chi servono realmente i 64bit?
      A volte l'ignoranza di alcune persone che usano i PC mi stupisce...Al di là della possibilità di un maggior indirizzamento di memoria, si tralascia quello che realmente significa l'apertura in bit di una CPU: ovvero qual'è la quantità di dati che un processore può leggere in un ciclo di clock (per dati intendo sia istruzioni in linguaggio macchina che "dati" nel vero senso della parola).Il 3d che imperversa nel parco videoludico ha già praticamente firmato (e da anni) il passaggio ai 64 (se non 128) bit. La dimensione minima di un dato in virgola mobile è appunto 64 bit, 128 per un dato in VM a doppia precisione. Tutte le applicazioni 3d usano quasi esclusivamente questo formato, quindi un PC odierno impiega 2 o 4 cicli di clock per "caricare" quei dati in un registro dedicato(o in più di uno, cosa che avviene per i 128 bit). Attualmente abbiamo schede video della famiglia NVIDIA che indirizzano dati a 128bit ma sono costretti a scambiarli con la cpu al ritmo di 32 alla volta e per di più a 66 Mhz! Capirete anche voi che la velocità in Mhz della CPU diventa secondaria ma un indirizzamente a 64 o 128 bit da parte della cpu velocizzerebbe del doppio o del quadruplo qualsiasi scambio di dati (la cosiddetta banda passante delle schede video che ora va tanto di moda).Un altro grosso problema sono le istruzioni in linguaggio macchina della famiglia x86, esse hanno lunghezza variabile, che va dagli 8 ai 64, anche 128 bit (forse anche oltre...), a seconda della complessità e del tipo di istruzione. Inutile dire che anche in questo caso molti cicli di clock vanno sprecati solo per capire cosa la CPU possa realmente fare...Se i PC fossero macchine RISC l'unico effettivo vantaggio sarebbe una maggiore possibilità di indirizzamento per le memorie, ma essendo i PC macchine ormai "ibride" l'unico modo per renderle realmente più performanti senza dover arrivare a trilioni di Ghz è ampliare la banda del processore.PS.: Nessuno ha detto che non si possano più usare applicazioni a 16 bit su un x86 compatibile. Il fatto che un sistema operativo non le supporti non vuol dire che esse non possano essere + utilizzate (anche su questo settore c'è molta ignoranza informatica). Basta una partizione separata e qualche vecchio floppy con una qualsiasi versione di DOS e si può avere l'ebbrezza di far girare File Manager in Windows 3.1 o inferiore oppure Monkey Island!
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