Correte a registrarvi il dominio

Al di là delle mosse di Grauso, la complessità dell'iter previsto oggi dalla Registration Authority ha generato ritardi e tempi di attesa lunghi e ingiustificabili. Parla il presidente di Got.it


Web (internet) – “Dalla vicenda Grauso bisogna trarre gli spunti necessari per iniziare ad affrontare in maniera seria e tempestiva le problematiche della registrazione domini.

Grauso infatti ha semplicemente fatto quello che aveva in mente e ha registrato quella quantità di domini nel pieno rispetto delle regole della Naming Authority . Certo il giudizio morale che mi sento di esprimere è altro. Ma formalmente la sua operazione è corretta e la Registration Authority non deve, ma soprattutto non può, entrare nel merito della questione.

Il vero problema è che è più facile che una azienda sola registri 1000 domini piuttosto che mille aziende singole ne registrino uno proprio. Infatti le procedure tecniche di registrazione previste dalla Registration Authority sono così farraginose e figlie di una complessità bizantina e barocca che, una volta superate tutte le problematiche per la registrazione di un dominio, accaparrarsene altri 999 è davvero una strada in discesa.

Quindi per frenare questo meccanismo che genera fenomeni di accaparramento (che vedono Grauso sulle prime pagine dei giornali perché Grauso fa notizia, ma che insieme a lui vedono coinvolte altre società che stanno registrando silenziosamente centinaia e centinaia di domini), si può agire in particolare rendendo snelle le procedure di registrazione per garantire una registrazione in tempo reale (come già succede per domini con estensione .com o .uk o insomma per tutti gli altri).

La complessità dell’iter previsto oggi dalla Registration Authority ha generato ritardi e tempi di attesa lunghi e ingiustificabili, che hanno a loro volta ingenerato un altro problema: succede sempre più spesso che chi vuole fare suo un dominio che appare libero al momento della richiesta, venga preceduto, nei 20 o 30 giorni in cui la sua pratica viaggia, da chi si era mosso con un giorno di anticipo. Allo snellimento delle pratiche va abbinato il pagamento contestuale alla registrazione, che ora è differito e mediato dai maintainer. Forse anche per Grauso sborsare contestualmente una cifra così imponente sarebbe stato un problema.


La questione dei domini corrispondenti a nomi e cognomi è sottile, in quanto chi registra un dominio deve firmare una lettera di assunzione di responsabilità in cui il richiedente si assume, appunto, la piena responsabilità della sua richiesta e dell’uso del dominio, e in cui dichiara di sapere che il nome richiesto per il dominio non lederà gli interessi di alcuno. Anche per questo la Registration Authority non può ergersi a giudice.

L’eco data dalla stampa in questi giorni alla vicenda Grauso ha in qualche modo iniziato a porre dei paletti: prova ne sia che in questa settimana abbiamo avuto sette rinunce spontanee da parte di aziende che avevano registrato nomi dubbi. Ma c’è bisogno di fare chiarezza e soprattutto di informazione. Il privato cittadino o la piccola azienda oggi non sanno che non possono registrare adrianocelentano.it o banana.it per poi rivenderli. I domini con estensioni .it sono infatti assegnati in uso dalla Registration Authority, non venduti, un po ‘ come avviene per i numeri telefonici, e pertanto non possono essere ceduti.

Certo, si può coordinare una rinuncia da parte dell’assegnatario con una nuova richiesta da parte del nuovo richiedente, e si può cercare di farsi pagare cospicui “rimborsi spese” per gestire la pratica, ma non è una operazione proprio immediata ed indolore. Grauso stesso ha dichiarato che non li ha registrati per venderli, ma per usarli, sempre che non ci siano contestazioni da parte di persone che ritengono di avere maggiori diritti di lui sui singoli domini registrati per iniziative di ecommerce o similari.

Altre società potrebbero invece tentare davvero la strada della commercializzazione, assumendosi i rischi dell’operazione, ed è per questo che è molto importante per le aziende italiane registrare da subito il dominio con il loro nome, investendo poche lire ora per evitare di dover ricorrere alla magistatura in seguito per rientrarne in possesso.

Bruno Piarulli
Presidente di Got.it, società che controlla Register.it

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