Cortiana replica a Stanca sul WEF

Sull'ICT italiano


Roma – “Il punto non è se i parametri della classifica del World Economic Forum siano totalmente affidabili o meno, il punto è che l’Italia, l’anno scorso, era al ventottesimo posto e quest’anno è scesa al quarantaquattresimo, l’anno in cui eccezionalmente gli Stati Uniti segnano il passo scendendo dalla prima alla quinta posizione”.

Questa la replica del senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, presidente dell’Intergruppo Bicamerale per l’Innovazione Tecnologica, alle dichiarazioni del ministro all’Innovazione Lucio Stanca sulle classifiche stilate dal World Economic Forum attorno allo sviluppo della Società dell’Informazione.

“L’Asia e il Nord Europa – ha anche dichiarato Cortiana – crescono e non subiscono il declino. L’Italia dovrebbe porsi il problema di primeggiare e non di cabotare su un basso profilo”.

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  • Anonimo scrive:
    La tutela della salute
    Credo che la tutela della salute sia più importante della tutela della privacy.
  • Anonimo scrive:
    La Telemedicina di Topolinia?
    "In Italia ormai il 40 per cento delle strutture mediche si avvale del teleconsulto e il 25 per cento dispone di soluzioni di home care"Punto Informatico che notizia che avete dato. Uno SCOOP!!Dove vive Gaetano Rasi, componente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali?I dati che mi risultano sono ben diversi, purtroppo. In compenso ormai tutti "sparano" numeri a caso sulla tecnolgia informatiche applicate alla sanità. Questo e' uno dei principali ostacoli alla loro implementazione, si scambiano le e-mai personali dei medici per "sistemi di teleconsulto" e piccolo giochini con i palmari per "soluzioni di home care".Quanti sono i PAZIENTI italiani che usufruiscono dela telemedicina in italia nel Sistema Sanitario Nazionale? Poche centinai. Quanti si rivolgono al SSN? Almeno 10 MILIONI. Spero che ci raccontiate le "convegno" dove questo signore l'ha detta cosi' grossa!!!
    • Anonimo scrive:
      Re: La Telemedicina di Topolinia?
      Beh,si può fare di più :-)chi scrive segue da anni il settore e può confermare che ormai molte applicazioni in medicina (gestionali e cliniche) sono web-based e la tendenza si accentua continuamentepurtroppo, la sensibilità del personale sanitario ad argomenti come la "privacy" è poco più che nulla (fatte le debite eccezioni, si intende), mentre le regole basilari di protezione dei dati (anche la sola banale autenticazione) non sempre sono correttamente applicatequindi ben venga la tirata d'orecchi del Garantenon si tratta infatti di proteggere la privacy a scapito dell'assistenza, ma di garantire minimi criteri di qualità nel trattamento dei dati clinici a tutto vantaggio dei pazientiun caro saluto da Ernesto
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