DeCSS, vince la libertà di espressione

Una sentenza di importanza enorme per le libertà digitali: così viene festeggiata in rete in questi giorni la decisione di una corte d'appello californiana. Ma non tutto è risolto: è minacciata anche la libertà di linkare siti web


Web – Una vittoria epica, a leggere newsgroup, forum e lettere. Mezza internet da tre giorni sta festeggiando una sentenza che negli Stati Uniti in questi tempi cupi consente alle libertà digitali di prendersi un’importante rivincita. Tre giorni fa si è saputo infatti che la pubblicazione del testo che compone il codice software del “DeCSS” è lecita in quanto protetta dalla Costituzione americana come frutto di libera espressione.

Si tratta di una sentenza in appello che chiude uno dei tanti casi aperti sul DeCSS e che per la prima volta, dopo molto tempo, segnala all’industria che il rispetto del copyright non può essere imposto a scapito delle libertà fondamentali, anche quando Internet propone nuove forme ai problemi della tutela del copyright.

Le numerose vertenze che sono state aperte dall’industria contro molti sostenitori del DeCSS e contro quei siti, come 2600.com, che ne hanno pubblicato codice, testo e link ad altri web contenenti DeCSS, sono destinate ad essere pesantemente influenzate sul piano giurisprudenziale da una sentenza, quella emessa in California, che arriva tanto più gradita quanto inattesa a programmatori, sviluppatori e sostenitori della libertà digitali.

Nello specifico, una Corte d’Appello californiana ha fermato la DVD CCA (DVD Copy Control Association), che chiedeva la condanna di Andrew Bunner e di altri webmaster colpevoli, a suo dire, di aver pubblicato integralmente il codice che compone il DeCSS. Come noto, questo codicillo, che esiste ormai in numerose versioni sparse su tutta la rete, permette, tra le altre cose, di bypassare le protezioni che l’industria pone sui DVD, “CSS” appunto, di fatto aprendo le porte alla copiatura abusiva dei contenuti del DVD stesso.

La CCA aveva ottenuto dal tribunale il blocco delle attività di Bunner e degli altri, sostenendo che la diffusione delle righe di codice del DeCSS costituisce un’attività illecita in quanto rivolta a violare, appunto, il CSS.

Bunner ha basato tutta la sua difesa sul Primo Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti, quello che protegge la libertà di espressione. L’uomo ha infatti sostenuto che il “testo” del DeCSS, sviluppato per la prima volta dal 17enne norvegese Jon Johansen, debba essere considerato un’opera di libera espressione al di là dell’uso che, una volta scritto e attivato, qualcuno può farne. Una posizione che, secondo la CAA, è ridicola perché il codice del DeCSS non sarebbe libera espressione ma ha una finalità pratica illegale.

Robin Gross, avvocato della Electronic Frontier Foundation che ha seguito il caso, ha spiegato: “In un’era di rivendicazioni legali molto dubbie da parte dei titolari di diritti intellettuali e che minacciano la libera espressione e l’innovazione, questa sentenza pone le basi per tutelare la libertà online ribilanciando le legittime restrizioni con le garanzie del Primo Emendamento”.

Stando alla sentenza del tribunale d’appello: “Così come il software CSS, il DeCSS è un testo composto di codice sorgente informatico che descrive un metodo alternativo per decrittare DVD cifrati con il CSS. Al di là di chi abbia scritto il programma, DeCSS è un’espressione scritta delle idee e delle informazioni dell’autore sulla decrittazione dei DVD senza CSS. Se il codice sorgente fosse compilato in un oggetto informatico, saremmo d’accordo che la risultante composizione di zeri e di uno non sarebbe pensata per comunicare idee.”

Ma il punto è che “il fatto che il codice sorgente possa essere così compilato, però, non cancella la natura di espressione del codice sorgente stesso. Dunque possiamo concludere che l’ingiunzione preliminare che impedisce a Bunner di pubblicare il DeCSS possa essere ritenuta giustamente una proibizione della libertà di espressione”.

La sentenza dunque prevede che l’ingiunzione preliminare “sia cancellata” e che a Bunner e agli altri “siano rimborsati i costi del ricorso in appello”.

Non tutti i problemi sul DeCSS, però, sono risolti, come dimostra la minaccia che pende su 2600.com e sulla libertà di link.


L’aspetto forse più inquietante della battaglia dell’industria contro il DeCSS è stato il sequestro lo scorso gennaio di tutto il materiale informatico da parte della polizia finlandese in casa del ragazzo che per primo ha inventato il piccolo programmino. Inquietante, perché quel ragazzo, additato come criminale, altro non aveva fatto che smanettare sul proprio sistema per poter vedere i DVD su un apparato informatico non previsto dall’industria.

Ma è inquietante anche quanto accaduto al sito 2600.com , vero e proprio ariete di sfondamento delle pretese degli industriali che si è attivato fin dalla prima reazione dell’industria, nel novembre del 1999.

Il prossimo maggio, infatti, dovrebbe essere pronunciata la sentenza che deciderà se il sito abbia o meno il diritto, non solo e non tanto di pubblicare il DeCSS, ma anche di inserire nelle proprie pagine link a siti che lo pubblicano. Il cuore del caso che coinvolge 2600.com, infatti, riguarda anche una libertà essenziale per la comunicazione via web: la libertà di linkare.

Per questo 2600.com si sta battendo in tribunale, fin da quando una Corte di New York ha imposto al sito di cancellare il DeCSS dalle proprie pagine. Dopo aver eseguito l’ingiunzione, 2600.com ha continuato a pubblicare i link ad altri siti che offrivano il DeCSS, codice che nel frattempo era divenuto famosissimo proprio per la persecuzione giudiziaria in corso e che quindi è stato riprodotto ovunque, anche sui newsgroup, proprio per evitarne la censura.

Ma un’ulteriore ordinanza ha addirittura vietato a 2600.com di linkare i siti con il DeCSS, costringendolo quindi a pubblicare l’indirizzo web di questi siti senza associare il collegamento ipertestuale, un colpo di genio , se si vuole, per aggirare l’imposizione voluta dall’industria.

Anche il caso di 2600.com è seguito da vicino dalla EFF, che ha fatto di questo codicillo, ormai riprodotto in versioni da poche righe di codice e al centro persino di “concorsi” tra programmatori online, un baluardo della propria strategia volta a difendere le libertà digitali e a consentire che la rete rimanga quello straordinario medium libertario internazionale che da anni sta cambiando la fisionomia della comunicazione tra i popoli.

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  • Anonimo scrive:
    Quello che mi chiedo...
    E' : quale pensano che sia il target di questo prodotto, a parte i nostalgici intendo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Quello che mi chiedo...
      Ciao GrayLord, scrivi:
      E' : quale pensano che sia il target di
      questo prodotto, a parte i nostalgici
      intendo.Tutti coloro che vogliono usare le stesse applicazioni sia sui PDA che sui desktop (per ora).Ciao
  • Anonimo scrive:
    DirOpus x Linux
    Se vi piaceva il Directory Opus sappiate che e' uscita la versione per linux, perfetto, idendico all'originale su amiga.Spero che continuino a portare roba da Amiga a linux; il workbench sarebbe il massimo.
  • Anonimo scrive:
    DirOpus x Linux
    Se vi piaceva il Directory Opus sappiate che e' uscita la versione per linux, perfetto, idendico all'originale su amiga.Spero che continuino a portare roba da Amiga a linux; il workbench sarebbe il massimo.
  • Anonimo scrive:
    Noterella a margine: il Player e' *a pagamento*!
    Cioe'.. uno deve pagare per provare una preview-technology?Bella mossa per incoraggiare eventuali interessati a DE..La sindrome del Tafazzi passa anche dalle parti di Amiga..Ennesima noterella a margine: perche' continuare a sfruttare il glorioso nome di Amiga per cose che con Amiga non hanno piu' nulla a che vedere?
    • Anonimo scrive:
      E' a pagamento, e' un applicativo commerciale
      Ciao *.* (chi sei? un file qualsiasi :-) ). Scrivi:- Scritto da: *.*
      Cioe'.. uno deve pagare per provare una
      preview-technology?
      Bella mossa per incoraggiare eventuali
      interessati a DE..Veramente NON e' una prewiew. E' un dispositivo per poter far funzionare i programmi scritti per AmigaDE sotto questi sistemi operativi. Serve sia per chi vuole provare i programmi in questione che successivamente per chi li vorra' far funzionare senza installare sul suo computer tutto il DE.
      Ennesima noterella a margine: perche'
      continuare a sfruttare il glorioso nome di
      Amiga per cose che con Amiga non hanno piu'
      nulla a che vedere?Primo perche' la societa' e' Amiga Inc., secondo perche' con Amiga classico avranno a che fare, poiche' i server privilegiati per coordinare i dispositivi DE avranno come OS AmigaOS.Ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: E' a pagamento, e' un applicativo commerciale
        Terzo perché AmigaDE dovrebbe ereditare lo spirito di innovatore di Amiga. Maggiori dettagli su Quantum Leap: http://ql.programmazione.it
      • Anonimo scrive:
        Re: E' a pagamento, e' un applicativo commerciale
        - Scritto da: Pietro Bianchi
        Ciao *.* (chi sei? un file qualsiasi :-)Esatto :-))uno qualunque :-)
        Veramente NON e' una prewiew. E' un
        dispositivo per poter far funzionare i
        programmi scritti per AmigaDE sotto questi
        sistemi operativi. Serve sia per chi vuole
        provare i programmi in questione che
        successivamente per chi li vorra' far
        funzionare senza installare sul suo
        computertutto il DE.Be' ma da che mondo e' mondo per applicativi (virtual machine?) del genere si rilascia una demo, giustamente limitata, ma mi sembrerebbe carino nei confronti di chi vuol provare qualcosa prima di acquistarla.E poi non sarebbe stato piu' sensato far scaricare gratuitamente la virtual machine agli utenti e far pagare il kit di sviluppo agli sviluppatori?Ma si sa, nel mondo Amiga tutto deve funzionare al rovescio..
        Primo perche' la societa' e' Amiga Inc.,
        secondo perche' con Amiga classico avranno
        a che fare, poiche' i server privilegiati
        per coordinare i dispositivi DE avranno
        come OS AmigaOS.
        CiaoSeriamente: credi che gli Amiga classici possano ancora avere un mercato?E se fossi un sysadmin di un grosso CED saresti tranquillo sapendo che sulle tue macchine gira un SO che nel 2001 e' tecnologicamente obsoleto e con grosse limitazioni?Ciao*.* (ex amighista)
        • Anonimo scrive:
          Re: E' a pagamento, e' un applicativo commerciale
          Ciao *.* file qualsiasi, scrivi:

          Veramente NON e' una prewiew. E' un

          dispositivo per poter far funzionare i

          programmi scritti per AmigaDE sotto
          questi

          sistemi operativi.
          Be' ma da che mondo e' mondo per applicativi
          (virtual machine?) del genere si rilascia
          una demo, giustamente limitata, ma mi
          sembrerebbe carino nei confronti di chi vuol
          provare qualcosa prima di acquistarla.Spesso si. In questo caso hanno deciso di no.
          E poi non sarebbe stato piu' sensato far
          scaricare gratuitamente la virtual machine
          agli utenti e far pagare il kit di sviluppo
          agli sviluppatori?Se non hai problemi finanziari, si...
          Ma si sa, nel mondo Amiga tutto deve
          funzionare al rovescio..Perche', nel resto dell'informatica? ;-)
          Seriamente: credi che gli Amiga classici
          possano ancora avere un mercato?DIpende da cosa intendi per Amiga Classici. Se intendi le macchine vecchie no. Se intendi delle nuove macchine con componenti standard con l'OS aggiornato si.
          E se fossi un sysadmin di un grosso CED
          saresti tranquillo sapendo che sulle tue
          macchine gira un SO che nel 2001 e'
          tecnologicamente obsoleto e con grosse
          limitazioni?Dicevano cose simili anche di Linux...Comunque, quando sara' finito il processo di aggiornamento in atto, AmigaOS non sara' ne obsoleto (per molte cose non lo e' nemmeno ora, anzi) ne limitato.E poi attento a non confondere l'OS con il DE, sono due cose distinte e separate.
          *.* (ex amighista)Perche' da ex non torni tale? Prenditi un emulatore tra quelli disponibili e riprova a vedere come va'. ;-)Ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: E' a pagamento, e' un applicativo commerciale
            - Scritto da: Pietro Bianchi
            Se non hai problemi finanziari, si...Allora temo che il processo virtuoso piu' utenti -
            piu' applicazioni -
            piu' utenti... fara' molta fatica ad instaurarsi..la concorrenza e' agguerrita.

            Ma si sa, nel mondo Amiga tutto deve

            funzionare al rovescio..
            Perche', nel resto dell'informatica? ;-)Hehe..
            DIpende da cosa intendi per Amiga
            Classici.
            Se intendi le macchine vecchie no. Se
            intendi delle nuove macchine con
            componenti
            standard con l'OS aggiornato si.Macchine con processori X86, slot PCI e cosi' via?Ma allora ti ritrovi l'ennesimo clone PC sul quale gira l'ennesimo SO.. che vantaggio c'e'?
            Dicevano cose simili anche di Linux...
            Comunque, quando sara' finito il processo
            di
            aggiornamento in atto, AmigaOS non sara'
            ne
            obsoleto (per molte cose non lo e' nemmeno
            ora, anzi) ne limitato.Lo spero bene.. ovviamente davo di "obsoleto" ad AmigaOS 3.5-3.9(l'ultimo che ho visto..), restyling dell'ottimo 3.0.. ottimo, ma pur sempre del 1992..
            E poi attento a non confondere l'OS con il
            DE, sono due cose distinte e separate.Lo so , lo so.. DE e' un layer software (una virtual machine appunto) che gira su un sacco di macchine e nella quale possono girare applicativi universali.. una sorta di Java ammodernato.

            *.* (ex amighista)
            Perche' da ex non torni tale? Prenditi un
            emulatore tra quelli disponibili e riprova
            a vedere come va'. ;-)
            CiaoBe'.. come si dice.. Amighista once, Amighista forever ;-)il primo amore non si scorda mai, e il mio A1200 ha ancora un posto d'onore sulla scrivania, connesso in rete col PC.. ma ora convivo felicemente con Linux :-)
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